Lo stato in luogo in tedesco

Formazione dello stato in luogo in tedesco con in, auf, an, bei

Visto che l’articolo sulla formazione del moto a luogo è stato apprezzato, qui di seguito tratteremo lo stato in luogo. Come probabilmente ricorderete, in tedesco ci sono alcune preposizioni che reggono sempre il dativo (aus, bei, gegenüber, mit, seit, von, zu) altre sempre l’accusativo (bis, durch, für, gegen, ohne, um) e un terzo tipo di cui ci occuperemo in questo post che regge il dativo e l’accusativo a secondo della funzione all’interno della frase. Come nel precedente articolo trattiamo qui le preposizioni più comuni per formare lo stato in luogo. Naturalmente se ne usano anche molte altre, come visto ad esempio a proposito dei verbi di posizione.

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Kokoschka e l’espressionismo austriaco

Il ritratto psicologico nella Vienna Fin de Siècle


Introduzione – Dal manierismo all’espressionismo

Il precursore più importante dell’espressionismo è il manierismo del 16° secolo che ci fa immediatamente venire in mente la Madonna dal collo lungo di Parmigianino degli Uffizi. C’è però un esempio ancora più adatto per dimostrare quanto fossero fluidi i confini tra il movimento artistico del 16° e quello del 20° secolo: La vista di Toledo di El Greco, uno dei suoi due paesaggi giunti fino a noi ed esposto al Metropolitan Museum of Art di New York. E’ un quadro inquietante, dipinto probabilmente tra il 1597 e il 1599 che raffigura la città di Toledo durante un temporale. Non si tratta di una riproduzione fedele della città, El Greco ha volutamente esaltato alcune caratteristiche arricchendo il quadro di una componente emotiva e personale privilegiando l’espressività alla riproduzione accurata. Siamo di fronte ad un ritratto paesaggistico soggettivo, proprio come lo saranno le opere degli espressionisti a partire dal 1900. Molti esponenti di quel movimento operavano in diversi campi e si occupavano di più discipline artistiche nell’ottica del Gesamtkunstwerk. Oskar Kokoschka (1886 – 1980), uno dei maggiori rappresentanti dell’espressionismo austriaco, dipingeva ma componeva anche opere teatrali.[1] Nei suoi ritratti psicologici vi è una profonda influenza della psicoanalisi di Freud e le tematiche delle pulsioni e della sessualità sono entrate anche nella sua produzione drammatica.

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Letteratura e animali 1: Montaigne e Kundera

I Saggi e L’insostenibile leggerezza dell’essere


Saevitia in bruta est tirocinium crudelitatis in homines[1]

The greatness of a nation and its moral progress can be
judged by the way its animals are treated
[2]

Introduzione

Forse Michel de Montaigne (1533 – 1592) è stato uno dei primi animalisti della storia del pensiero e nei suoi scritti colpisce soprattutto l’umanità e il reciproco rispetto che contraddistingue il suo rapporto con gli animali. Nei Saggi Montaigne riflette sugli animali soprattutto nel 12° Capitolo del secondo libro, l’Apologia di Raymond Sebond[3]. Si tratta del capitolo più lungo (circa 200 pagine) degli Essais ed è stato pubblicato anche separatamente. Oltre all’Apologia di Sebond nei Saggi c’è un secondo capitolo, l’undicesimo del secondo libro dal titolo Della crudeltà che parla della caccia e dei diritti che dovrebbero avere gli animali innocenti. Considerando l’epoca in cui scrisse i Saggi stupisce la conoscenza approfondita che Montaigne aveva degli animali. A metà del Cinquecento intuiva conoscenze e capacità che solo secoli dopo furono confermati dalla scienza. In questo primo articolo sugli animali verranno analizzate le prese di posizione di Montaigne nei loro confronti ed un capitolo di un noto romanzo di Milan Kundera (L’insostenibile leggerezza dell’essere). Oltre a riuscire nell’impresa di indurre il lettore alla tristezza e alla compassione per la malattia e la successiva morte di un cane di nome Karenin, Kundera riflette anche in altri contesti sul comportamento discutibile dell’uomo nei confronti degli animali. Pur provenendo da epoche e contesti culturali molto diversi gli atteggiamenti di Montaigne e Kundera sugli animali presentano molti parallelismi. Il secondo articolo sugli animali sarà invece dedicato alle ricerche scientifiche di Jennifer Mather dell’Università di Lethbridge sugli invertebrati e ad una pubblicazione di J.M. Coetzee dal titolo The Lives of Animals (La vita degli animali).

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Le frasi causali in tedesco

Le proposizioni causali introdotte da Warum? Weshalb? Wieso?

Come in italiano anche in tedesco le frasi causali indicano un motivo o una causa. A differenza dell’italiano, dove si usa “perché” sia per chiedere che per rispondere, in tedesco si distinguono i pronomi interrogativi con cui si formulano le domande dalle congiunzioni con cui si formulano risposte o motivazioni.

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Vincent van Gogh – L’umanità e la sensibilità del “suicidato della società”

Le Lettere a Theo e il saggio di Antonin Artaud

[…] «Forse in seguito ammireremo quanto fai ora»[1]

Per quanto ne so, non esiste una sola accademia
in cui si impari a disegnare e a dipingere uno zappatore,
un seminatore, una donna che mette al fuoco la
cuccuma o una cucitrice.[2]

Le figure nei quadri dei vecchi maestri non lavorano.[3]

Introduzione

Anche se sembra che ultimamente l’immagine di Vincent van Gogh abbia subito dei miglioramenti, sulla sua genialità artistica grava sempre il marchio della follia e schizofrenia che lo avrebbero portato anche al suicidio a 37 anni. Continua a leggere

La Sicilia letteraria 1 – I primi romanzi di Gesualdo Bufalino

Introduzione

La parola ha preceduto la luce e non viceversa: Fiat Lux e la luce fu.[1]

Se cerchiamo di immaginare una mappa letteraria dell’Italia il primo posto spetta senza dubbio alla Sicilia che ha dato i natali ad un numero impressionante di grandissimi scrittori. Non ho mai messo piede sull’isola più grande dell’Italia. L’unica Sicilia che conosco è quella letteraria. Nella testa mi risuonano frammenti di poesie, l’ombra dietro i vetri che ci spia, i pugni di peste, il carrubo dentro la mente e il baule di parole sbagliate.[2] Sento la voce del venditore di panelle e il loro sapore in bocca. Continua a leggere

La vita culturale a Vienna nel periodo di fin de siècle (2)

Musica, Opera e Letteratura nella Vienna della Belle Époque

Introduzione

La vita culturale della Vienna fin de siècle era caratterizzata da una commistione delle arti e talvolta abbracciava campi apparentemente lontani, come abbiamo visto a proposito di medicina, architettura e scienza. Così era comune che l’anatomista Emil Zuckerkandl (il marito della famosa salonnière Berta Zuckerkandl) desse a Gustav Klimt spiegazioni sui dettagli del corpo umano e della riproduzione, in modo che l’artista potesse utilizzarli in molti dei suoi quadri. Continua a leggere

“L’opera di Rabelais e la cultura popolare” di Michail Bachtin

1 – Michail Michajlovič Bachtin

Le vicissitudini della vita e dell’opera del critico letterario e filosofo russo Michail Michajlovič Bachtin (1895 – 1975) sono strettamente legate alla situazione politica del suo paese di origine. Come molte delle sue opere, il saggio dal titolo “L’opera di Rabelais e la cultura popolare” [Rabelais and His World – Творчество Франсуа Рабле и народная культура средневековья и Ренессанса] su Gargantua e Pantagruele fu scritto già negli anni Trenta ma la pubblicazione poté avvenire soltanto nel 1965. Il pubblico occidentale ebbe l’occasione di conoscere l’opera tre anni dopo, nel 1968 grazie alla traduzione inglese di Helene Iswolsky. La prima versione italiana fu pubblicata nel 1979 dall’Einaudi.

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La cultura a Vienna nel periodo della Belle Époque (1)

Arte, Architettura e Psicoanalisi nella Vienna della Belle Époque

Introduzione

Gli ultimi anni dell’Ottocento e i primi del Novecento furono particolarmente floridi per la città sul Danubio. In quegli anni Vienna non stava diventando soltanto una metropoli passando da un milione a più di due milioni di abitanti ma fu anche luogo di grandi cambiamenti, sia dal punto di vista delle innovazioni in campo artistico e architettonico che nell’ambito sociale, culturale e scientifico. L’arte della cosiddetta “Wiener Moderne” della Belle Époque ancor oggi affascina gli spettatori di tutto il mondo mentre la musica del Novecento è impensabile senza i contributi fondamentali dei grandi compositori viennesi Gustav Mahler, Arnold Schönberg, Alban Berg e Anton von Webern.

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Gargantua e Pantagruele di François Rabelais

Recensione e analisi di Gargantua e Pantagruele, un classico del Rinascimento francese

Sull’autore François Rabelais

François Rabelais nasce il 4 febbraio del 1493 (o del 1494) vicino a Chinon, nella Valle della Loira. Rappresenta il classico esempio di un uomo universale del Cinquecento che si dedica a varie discipline: letteratura, umanesimo, teologia, legge e medicina. Figlio di un avvocato, inizialmente segue le orme del padre e fino al 1510 compie studi di legge. Nel 1520 prende gli ordini ed entra in un convento francescano dove si dedica agli studi e alle letture dei classici greci e latini, eseguendo anche delle traduzioni.

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