Le frasi causali in tedesco

Le proposizioni causali introdotte da Warum? Weshalb? Wieso?

Come in italiano anche in tedesco le frasi causali indicano un motivo o una causa. A differenza dell’italiano, dove si usa “perché” sia per chiedere che per rispondere, in tedesco si distinguono i pronomi interrogativi con cui si formulano le domande dalle congiunzioni con cui si formulano risposte o motivazioni.

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Vincent van Gogh – L’umanità e la sensibilità del “suicidato della società”

Le Lettere a Theo e il saggio di Antonin Artaud

[…] «Forse in seguito ammireremo quanto fai ora»[1]

Per quanto ne so, non esiste una sola accademia
in cui si impari a disegnare e a dipingere uno zappatore,
un seminatore, una donna che mette al fuoco la
cuccuma o una cucitrice.[2]

Le figure nei quadri dei vecchi maestri non lavorano.[3]

Introduzione

Anche se sembra che ultimamente l’immagine di Vincent van Gogh abbia subito dei miglioramenti, sulla sua genialità artistica grava sempre il marchio della follia e schizofrenia che lo avrebbero portato anche al suicidio a 37 anni. Continua a leggere

La Sicilia letteraria 1 – I primi romanzi di Gesualdo Bufalino

Introduzione

La parola ha preceduto la luce e non viceversa: Fiat Lux e la luce fu.[1]

Se cerchiamo di immaginare una mappa letteraria dell’Italia il primo posto spetta senza dubbio alla Sicilia che ha dato i natali ad un numero impressionante di grandissimi scrittori. Non ho mai messo piede sull’isola più grande dell’Italia. L’unica Sicilia che conosco è quella letteraria. Nella testa mi risuonano frammenti di poesie, l’ombra dietro i vetri che ci spia, i pugni di peste, il carrubo dentro la mente e il baule di parole sbagliate.[2] Sento la voce del venditore di panelle e il loro sapore in bocca. Continua a leggere

La vita culturale a Vienna nel periodo di fin de siècle (2)

Musica, Opera e Letteratura nella Vienna della Belle Époque

Introduzione

La vita culturale della Vienna fin de siècle era caratterizzata da una commistione delle arti e talvolta abbracciava campi apparentemente lontani, come abbiamo visto a proposito di medicina, architettura e scienza. Così era comune che l’anatomista Emil Zuckerkandl (il marito della famosa salonnière Berta Zuckerkandl) desse a Gustav Klimt spiegazioni sui dettagli del corpo umano e della riproduzione, in modo che l’artista potesse utilizzarli in molti dei suoi quadri. Continua a leggere

“L’opera di Rabelais e la cultura popolare” di Michail Bachtin

1 – Michail Michajlovič Bachtin

Le vicissitudini della vita e dell’opera del critico letterario e filosofo russo Michail Michajlovič Bachtin (1895 – 1975) sono strettamente legate alla situazione politica del suo paese di origine. Come molte delle sue opere, il saggio dal titolo “L’opera di Rabelais e la cultura popolare” [Rabelais and His World – Творчество Франсуа Рабле и народная культура средневековья и Ренессанса] su Gargantua e Pantagruele fu scritto già negli anni Trenta ma la pubblicazione poté avvenire soltanto nel 1965. Il pubblico occidentale ebbe l’occasione di conoscere l’opera tre anni dopo, nel 1968 grazie alla traduzione inglese di Helene Iswolsky. La prima versione italiana fu pubblicata nel 1979 dall’Einaudi.

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La cultura a Vienna nel periodo della Belle Époque (1)

Arte, Architettura e Psicoanalisi nella Vienna della Belle Époque

Introduzione

Gli ultimi anni dell’Ottocento e i primi del Novecento furono particolarmente floridi per la città sul Danubio. In quegli anni Vienna non stava diventando soltanto una metropoli passando da un milione a più di due milioni di abitanti ma fu anche luogo di grandi cambiamenti, sia dal punto di vista delle innovazioni in campo artistico e architettonico che nell’ambito sociale, culturale e scientifico. L’arte della cosiddetta “Wiener Moderne” della Belle Époque ancor oggi affascina gli spettatori di tutto il mondo mentre la musica del Novecento è impensabile senza i contributi fondamentali dei grandi compositori viennesi Gustav Mahler, Arnold Schönberg, Alban Berg e Anton von Webern. Continua a leggere

Gargantua e Pantagruele di François Rabelais

Recensione e analisi di Gargantua e Pantagruele, un classico del Rinascimento francese

Sull’autore François Rabelais

François Rabelais nasce il 4 febbraio del 1493 (o del 1494) vicino a Chinon, nella Valle della Loira. Rappresenta il classico esempio di un uomo universale del Cinquecento che si dedica a varie discipline: letteratura, umanesimo, teologia, legge e medicina. Figlio di un avvocato, inizialmente segue le orme del padre e fino al 1510 compie studi di legge. Nel 1520 prende gli ordini ed entra in un convento francescano dove si dedica agli studi e alle letture dei classici greci e latini, eseguendo anche delle traduzioni.

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Il moto a luogo in tedesco

Formazione del moto a luogo in tedesco con nach, zu, in, auf, an.

Le preposizioni costituiscono una sfida per chiunque sia alle prese con il tedesco. Ne abbiamo già accennato a proposito dei verbi di posizione e in questo articolo tratteremo più nello specifico i diversi modi per esprimere  il moto a luogo in tedesco. L’uso della corretta preposizione spesso crea confusione e non è raro sentire errori comuni legati all’uso di nach, zu, in o auf. Bastano poche dritte per capire perché “Ich fahre nach Schwimmbad” è scorretto e perché zu regge il dativo anche se si tratta di un moto a luogo.

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L’aspetto anticlericale del Naturalismo francese

Analisi e commento de Il dottor Pascal di Émile Zola e Una vita di Guy de Maupassant

1 Introduzione

Il movimento letterario del Naturalismo fu fondato nella seconda metà del 19° secolo in Francia. A causa delle scoperte scientifiche dell’epoca furono messi in dubbio sia la religione in sé che i vari dogmi e ogni tipo di superstizione. Nelle opere naturaliste incontriamo sovente una marcata posizione anticlericale che mette a nudo non soltanto quanto siano superati la fede cieca e il pensiero dogmatico, ma anche quante sofferenze inutili causino. Émile Zola e Guy de Maupassant figurano tra i maggiori rappresentanti del Naturalismo. In Italia questo movimento ispirò il Verismo (Verga, Capuana) degli ultimi decenni dell’Ottocento che condivise con il movimento francese l’ispirazione positivista e la fiducia nella scienza.

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L’anti – mito asburgico ne “Le vicende del bravo soldato Švejk” di Jaroslav Hašek

Analisi e commento dell’aspetto antimilitarista e antiasburgico dell’opera di Hašek

Introduzione

Le vicende del bravo soldato Švejk (Osudy dobrého vojáka švejka) risalgono al 1921 e costituiscono l’unico romanzo dello scrittore ceco Jaroslav Hašek (1883 – 1923). Nonostante la vena comica, nello Švejk predominano un forte atteggiamento anti-absburgico e una marcata posizione antimilitarista. Il sottotitolo recita Durante la guerra mondiale ma si tratta perlopiù di una mera locuzione temporale perché il soldato Švejk non arriva mai al fronte. Si parla ovviamente della prima guerra mondiale nella quale l’autore fu chiamato sotto le armi anche se disertò già nel 1915 consegnandosi prigioniero ai russi. Quando aggiunse il sottotitolo, Hašek non poteva certo sapere che pochi decenni dopo avrebbe avuto luogo una seconda carneficina mondiale. Continua a leggere