Kokoschka e l’espressionismo austriaco

Il ritratto psicologico nell’opera del pittore viennese


Introduzione – Dal manierismo all’espressionismo

Il precursore più importante dell’espressionismo è il manierismo del 16° secolo che ci fa immediatamente venire in mente la Madonna dal collo lungo di Parmigianino degli Uffizi. C’è però un esempio ancora più adatto per dimostrare quanto fossero fluidi i confini tra il movimento artistico del 16° e quello del 20° secolo: La vista di Toledo di El Greco, uno dei suoi due paesaggi giunti fino a noi ed esposto al Metropolitan Museum of Art di New York. E’ un quadro inquietante, dipinto probabilmente tra il 1597 e il 1599 che raffigura la città di Toledo durante un temporale. Non si tratta di una riproduzione fedele della città, El Greco ha volutamente esaltato alcune caratteristiche arricchendo il quadro di una componente emotiva e personale privilegiando l’espressività alla riproduzione accurata. Siamo di fronte ad un ritratto paesaggistico soggettivo, proprio come lo saranno le opere degli espressionisti a partire dal 1900. Molti esponenti di quel movimento operavano in diversi campi e si occupavano di più discipline artistiche nell’ottica del Gesamtkunstwerk. Oskar Kokoschka (1886 – 1980), uno dei maggiori rappresentanti dell’espressionismo austriaco, dipingeva ma componeva anche opere teatrali.[1] Nei suoi ritratti psicologici vi è una profonda influenza della psicoanalisi di Freud e le tematiche delle pulsioni e della sessualità sono entrate anche nella sua produzione drammatica.

Continua a leggere

Vincent van Gogh – L’umanità e la sensibilità del “suicidato della società”

Le Lettere a Theo e il saggio di Antonin Artaud

[…] «Forse in seguito ammireremo quanto fai ora»[1]

Per quanto ne so, non esiste una sola accademia
in cui si impari a disegnare e a dipingere uno zappatore,
un seminatore, una donna che mette al fuoco la
cuccuma o una cucitrice.[2]

Le figure nei quadri dei vecchi maestri non lavorano.[3]

Introduzione

Anche se sembra che ultimamente l’immagine di Vincent van Gogh abbia subito dei miglioramenti, sulla sua genialità artistica grava sempre il marchio della follia e schizofrenia che lo avrebbero portato anche al suicidio a 37 anni. Continua a leggere

La vita culturale a Vienna nel periodo di fin de siècle (2)

Musica, Opera e Letteratura nella Vienna della Belle Époque

Introduzione

La vita culturale della Vienna fin de siècle era caratterizzata da una commistione delle arti e talvolta abbracciava campi apparentemente lontani, come abbiamo visto a proposito di medicina, architettura e scienza. Così era comune che l’anatomista Emil Zuckerkandl (il marito della famosa salonnière Berta Zuckerkandl) desse a Gustav Klimt spiegazioni sui dettagli del corpo umano e della riproduzione, in modo che l’artista potesse utilizzarli in molti dei suoi quadri. Continua a leggere

La cultura a Vienna nel periodo della Belle Époque (1)

Arte, Architettura e Psicoanalisi nella Vienna della Belle Époque

Introduzione

Gli ultimi anni dell’Ottocento e i primi del Novecento furono particolarmente floridi per la città sul Danubio. In quegli anni Vienna non stava diventando soltanto una metropoli passando da un milione a più di due milioni di abitanti ma fu anche luogo di grandi cambiamenti, sia dal punto di vista delle innovazioni in campo artistico e architettonico che nell’ambito sociale, culturale e scientifico. L’arte della cosiddetta “Wiener Moderne” della Belle Époque ancor oggi affascina gli spettatori di tutto il mondo mentre la musica del Novecento è impensabile senza i contributi fondamentali dei grandi compositori viennesi Gustav Mahler, Arnold Schönberg, Alban Berg e Anton von Webern.

Continua a leggere