Il Trattato teologico-politico di Baruch Spinoza

Analisi e commento dei concetti di libertà, di tolleranza e del Dio di Spinoza esposti all’interno del Trattato teologico-politico

Philosophieren ist spinozieren
Georg Wilhelm Friedrich Hegel[1]

Introduzione

Sono passati tre secoli e mezzo da quando Spinoza pubblicò quest’opera ma essa non ha perso un briciolo della sua attualità, anzi è contemporanea come mai prima, forse perché nonostante la storia ci abbia insegnato che la libertà di pensiero è uno dei beni maggiori da difendere sempre e ovunque ci troviamo in un momento in cui il dissenso viene di nuovo considerato eretico. Forse è veramente come dice Spinoza, nelle avversità le persone non solo implorano consiglio ma seguono qualsiasi suggerimento per quanto assurdo sia. Facendo ciò commettono però un reato contro uno dei fondamenti dello Stato, la libertà di opinione. Spinoza si schiera contro l’intolleranza religiosa e ambisce una società secolarizzata, in cui ognuno è libero di praticare la religione a modo suo. Il suo sistema politico ideale è la democrazia, in quanto meno soggetta ad abusi di potere e adatta a sviluppare la libertà. Egli aborrisce la costrizione assoluta e qualsiasi tipo di violenza. Parliamo di uno dei personaggi più illuminati di tutta la storia della filosofia, sul quale molti però hanno un’idea sbagliata. Attraverso l’analisi delle sue idee religiose e politiche esposte nel Trattato teologico-politico cerchiamo di gettare un po’ di luce su un personaggio spesso immeritatamente criticato, scomunicato dagli Ebrei, mal visto dai Calvinisti e censurato dai Cattolici nonché dalla “liberissima” Corte d’Olanda. Scopriremo che non solo non era ateo, ma riusciva a cogliere l’essenza della religione come pochi prima di lui oltre ad essere un esempio di tolleranza in tutti gli ambiti della vita.

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