La cultura a Vienna nel periodo della Belle Époque

Arte, Architettura e Psicoanalisi nella Vienna della Belle Époque

Introduzione

Gli ultimi anni dell’Ottocento e i primi del Novecento furono particolarmente floridi per la città sul Danubio, come raccontato nell’articolo dedicato all’arte e alla musica. In quegli anni Vienna non divenne soltanto una metropoli, passando da un milione a più di due milioni di abitanti, ma fu anche luogo di grandi cambiamenti, sia dal punto di vista delle innovazioni in campo artistico e architettonico che nell’ambito sociale, culturale e scientifico. L’arte della cosiddetta “Wiener Moderne” della Belle Époque ancor oggi affascina gli spettatori di tutto il mondo mentre la musica del Novecento è impensabile senza i contributi fondamentali dei grandi compositori viennesi Gustav Mahler, Arnold Schönberg, Alban Berg e Anton von Webern.

Nei primi anni del Novecento, Sigmund Freud pubblicò i suoi scritti sulla Psicoanalisi che rivoluzionarono completamente l’approccio alle malattie psichiatriche influenzando anche altri campi come la letteratura. Arthur Schnitzler può essere considerato il Doppelgänger di Freud nella letteratura e il suo monologo interiore diede un contributo fondamentale alla letteratura europea del Novecento (basti pensare al Stream of consciousness di James Joyce, Virginia Woolf, Marcel Proust o Alfred Döblin).

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