{"id":974,"date":"2020-07-29T11:23:37","date_gmt":"2020-07-29T09:23:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/?p=974"},"modified":"2026-02-27T17:59:48","modified_gmt":"2026-02-27T16:59:48","slug":"le-confessioni-di-agostino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2020\/07\/29\/le-confessioni-di-agostino\/","title":{"rendered":"Le Confessioni di Agostino: aspetti filosofico &#8211; morali"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Analisi di un classico della cultura occidentale<\/h1>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n\n\n\n<p>Augustinus Aurelius noto anche con il nome di Sant\u2019Agostino o Agostino d\u2019Ippona fu un filosofo, vescovo e teologo di lingua latina nonch\u00e9 padre della Chiesa.<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a> Nacque il 12 novembre del 354 a Tagaste in Numidia, l\u2019odierna Souk Ahras in Algeria. In quei tempi il Nordafrica era il granaio dell\u2019Impero Romano nonch\u00e8 un&#8217;ottima fonte di tasse. Agostino era di etnia berbera ma di cultura ellenistica-romana e insieme ad Apuleio uno dei pochi scrittori latini di origini nordafricane che leggiamo ancora oggi. Sappiamo molto della sua vita grazie alle <em>Confessioni<\/em> (<em>Confessionum libri XIII<\/em>) che scrisse all\u2019et\u00e0 di 44 anni nel 398 quando ormai era vescovo di Ippona. Nelle <em>Confessioni <\/em>Agostino non narra soltanto la sua vita a Dio menzionando la sua conversione al Cristianesimo come esempio per altri, ma presenta al lettore anche i travagli della sua anima che rendono l\u2019opera straordinariamente moderna.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-medium\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Resti_di_Ippona-300x200.jpg\" alt=\"Resti dell'antica citt\u00e0 di Ippona o Hippo Regius (oggi Annaba) in Algeria\" class=\"wp-image-978 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/200;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Resti dell&#8217;antica citt\u00e0 di Ippona o Hippo Regius (oggi Annaba) in Algeria (Wikicommons \/ Dan Sloan)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>E\u2019 difficile trovare una categoria per questo tipo di autobiografia, possiamo considerare le <em>Confessioni<\/em> un trattato psicologico e filosofico, un rapporto accurato della sua vita, un\u2019azione pastorale e un\u2019opera di formazione. Agostino non narra quasi mai eventi esteriori o storici ma si focalizza sulla sua interiorit\u00e0, sull\u2019io nel mondo quasi a voler anticipare la psicologia del profondo. E\u2019 noto il suo percorso che lo port\u00f2 dal Manicheismo attraverso il Neoplatonismo fino a Sant\u2019Ambrogio che lo battezz\u00f2 nel 397 all\u2019et\u00e0 di quasi 43 anni. Leggendo le <em>Confessioni<\/em> ci rendiamo soprattutto conto che Agostino solo nel tempo sarebbe diventato il grande dogmatico della Chiesa cattolica e che per giungervi aveva attraversato un percorso spesso tortuoso, ponendosi soventemente domande molto &#8220;umane&#8221; e vicine a quelle nostre attuali. Qui ci concentreremo su alcuni aspetti filosofici e morali dal momento che gli aspetti religiosi dell\u2019opera di Agostino sono ampiamente noti e soprattutto gi\u00e0 stati trattati in numerosissime opere teologiche.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Infantia et pueritia<\/strong><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-medium is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"212\" height=\"300\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AltareCristina-p-212x300.jpg\" alt=\"Sant\u2019Agostino, particolare dell\u2019altare della Canonica di Santa Maria di Vezzolano (Albugnano, AT) risalente alla fine del XV secolo. Foto di la Cabalesta\" class=\"wp-image-1332 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 212px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 212\/300;width:300px\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AltareCristina-p-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AltareCristina-p.jpg 424w\" data-sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sant\u2019Agostino, particolare dell\u2019altare della Canonica di Santa Maria di Vezzolano  (Albugnano, AT) risalente alla fine del XV secolo. <br>Foto di&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lacabalesta.it\/testi\/arte\/vezzolano.html\" target=\"_blank\">la Cabalesta<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Le <em>Confessioni<\/em> iniziano con un\u2019invocazione a Dio che per\u00f2 non deve assolutamente allontanare il lettore poco avvezzo alle letture sacre. Segue il racconto dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza con alcuni episodi significativi. Troviamo interessanti suggerimenti pedagogici sia dal punto di vista dello studente che dell\u2019insegnante e veniamo a sapere le materie scolastiche pi\u00f9 amate da Agostino. Fin dai primi studi preferiva le materie umanistiche alla matematica: \u201cL'&#8221;uno pi\u00f9 uno due, due pi\u00f9 due quattro&#8221; era una cantilena odiosa per me, mentre era spettacolo dolcissimo, eppur vano, il cavallo di legno pieno di armati, l&#8217;incendio di Troia <em>e l&#8217;ombra di lei, di Creusa\u201d.<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a><\/em> E\u2019 molto sorprendente per quei tempi che Agostino anche negli anni successivi non impar\u00f2 mai il greco, dovendosi quindi accontentare delle traduzioni per lo studio della filosofia greca.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre studiava retorica a Cartagine fu sedotto sia dalle passioni amorose che dagli spettacoli teatrali, considerati anch\u2019essi in qualche modo immorali. Qui dobbiamo tenere conto della famiglia di Agostino; la madre Monica era una cristiana devota e condizion\u00f2 parecchio il figlio con le sue tendenze predicatorie che infine avrebbero anche spinto il marito pagano a convertirsi. Agostino gi\u00e0 da giovane considerava l\u2019amicizia il bene pi\u00f9 grande tra quelli terreni e la riteneva pi\u00f9 genuina e pura dell\u2019amore carnale: \u201cMa non mi tenevo nei limiti della devozione di anima ad anima, fino al confine luminoso dell&#8217;amicizia. Esalavo invece dalla paludosa concupiscenza della carne e dalle polle della pubert\u00e0 un vapore, che obnubilava e offuscava il mio cuore. Non si distingueva pi\u00f9 l&#8217;azzurro dell&#8217;affetto dalla foschia della libidine. L&#8217;uno e l&#8217;altra ribollivano confusamente nel mio intimo e la fragile et\u00e0 era trascinata fra i dirupi delle passioni, sprofondata nel gorgo dei vizi.\u201d<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a> Va tenuto a mente che un vescovo ci parla con molta sincerit\u00e0 dei suoi peccati giovanili ormai lontani dalla sua concezione. Abbiamo citato il passaggio anche per far assaporare il linguaggio quasi barocco in cui si intuiscono le doti di un retorico brillante. La traduzione usata \u00e8 quella di Carlo Carena per l\u2019Einaudi.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-medium\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"198\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Carpaccio_Agostino_Studio-300x198.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-976 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/198;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Vittore Carpaccio: Sant&#8217;Agostino nello studio o visione di Sant&#8217;Agostino, 1502, Venezia: Scuola di San Giorgio degli Schiavoni<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Oltre all\u2019amore carnale Agostino vedeva con occhio critico anche la sua passione giovanile per il teatro: \u201cMi attiravano gli spettacoli teatrali, colmi di raffigurazioni delle mie miserie e di esche del mio fuoco. Come avviene che a teatro l&#8217;uomo cerca la sofferenza contemplando vicende luttuose e tragiche? e che, se pure non vorrebbe per conto suo patirle, quale spettatore cerca di patirne tutto il dolore, e proprio il dolore costituisce il suo piacere? Strana follia, non altro, \u00e8 questa.\u201d<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a> Al contrario di Aristotele secondo cui la catarsi costituiva una purificazione dell\u2019anima, Agostino valuta moralmente deplorevoli gli spettacoli teatrali perch\u00e9 non portano alla misericordia ma all\u2019eccitazione causata dalle sofferenze altrui (peraltro finte). Le stesse considerazioni valgono anche per le offese al prossimo e per il gusto del male altrui che si manifesta per esempio negli spettatori di incontri gladiatori o in chi deride e beffa il prossimo.<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> Data l\u2019importanza di una condotta moralmente ineccepibile stupisce molto il comportamento deplorevole di Agostino in un rapporto amoroso di cui ci offrono testimonianza le <em>Confessioni<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Floria<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-medium\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"212\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AltareCristina2-p-300x212.jpg\" alt=\"L'altare della Canonica di Santa Maria di Vezzolano (Albugnano, AT) con Sant'Agostino a destra, fine XV secolo. Foto di la Cabalesta \" class=\"wp-image-1330 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AltareCristina2-p-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AltareCristina2-p-425x300.jpg 425w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AltareCristina2-p.jpg 600w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/212;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;altare della Canonica di Santa Maria di Vezzolano (Albugnano, AT) con Sant&#8217;Agostino a destra, fine XV secolo. Foto di <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lacabalesta.it\/testi\/arte\/vezzolano.html\" target=\"_blank\">la Cabalesta<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Dopo la conclusione dei suoi studi Agostino inizi\u00f2 a lavorare come insegnante di retorica a Cartagine, un lavoro che avrebbe continuato per 11 anni tra il Nordafrica e l\u2019Italia (Roma e Milano) prima di farsi monaco pur non essendone mai del tutto convinto. \u201cIn quegli anni insegnavo retorica: vinto cio\u00e8 dalla mia passione, vendevo chiacchiere atte a vincere cause.\u201d<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a> Dal 372 in poi Agostino convisse con una compagna definita \u201cconcubina\u201d dalla letteratura cristiana, con la quale avrebbe trascorso quasi 15 anni della sua vita, ed ebbe il suo unico figlio Adeodato, nato intorno al 373, che sarebbe morto a soli 17 anni nel 390. Non sappiamo quasi nulla della sua compagna ma Jostein Gaader nel suo romanzo <em>Vita Brevis<\/em> del 1996 dopo secoli le dar\u00e0 finalmente un nome (Floria) facendole scrivere una lunga epistola accusatoria ad Agostino.<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a> \u201cAncora in quegli anni tenevo con me una donna, non posseduta in nozze, come si dicono, legittime, [\u2026] una sola, comunque, e a cui prestavo per di pi\u00f9 la fedelt\u00e0 di un marito.\u201d<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a> Nel 385 Agostino rimand\u00f2 invece la sua amata in Africa (dopo averla portata con s\u00e9 in Italia) e le strapp\u00f2 anche il figlio, tenendolo con s\u00e9. Dietro questo gesto moralmente deplorevole fu la madre Monica che aveva trovato un matrimonio vantaggioso per il figlio con una ragazza molto giovane. Pare la solita storia della suocera ambiziosa e del figlio succube che non si impone. Anche se alla fine non si sposer\u00e0 mai, il rapporto con Floria ormai era interrotto. Nelle <em>Confessioni <\/em>Agostino ammette un attaccamento morboso da parte della madre.<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a> Ancora oggi nella Chiesa cattolica \u00e8 rimasto qualche strascico di questo atteggiamento quando fidanzamenti o convivenze anche di lunghissima data non vengono considerate come un matrimonio o un legame stabile da parte di certi puristi anche se non presentano nessuna differenza sostanziale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Amicitia<\/h2>\n\n\n\n<p>Abbiamo gi\u00e0 parlato della grandissima importanza che il giovane Agostino dava all\u2019amicizia. Infatti nella sua lunga vita fu sempre circondato da amici. Nel quarto libro troviamo una riflessione molto toccante sulla morte di un suo amico. \u201cL&#8217;angoscia avvilupp\u00f2 di tenebre il mio cuore. Ogni oggetto su cui posavo lo sguardo era morte. Era per me un tormento la mia patria, la casa paterna un&#8217;infelicit\u00e0 straordinaria. Tutte le cose che avevo avuto in comune con lui, la sua assenza aveva trasformate in uno strazio immane.\u201d<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a> Agostino \u00e8 troppo ferito dalla perdita per trovare conforto in Dio. Pensa a Oreste e Pilade che avrebbero accettato di morire solo uno per l\u2019altro o insieme, \u201cessendo per loro peggio di quella morte il vivere non insieme.\u201d<a href=\"#_ftn11\">[11]<\/a> Riflette anche sulla morte che volente o nolente fa parte della vita e tocca a tutti noi. Le cose nel mondo nascono e svaniscono, alcune invecchiano e tutte muoiono.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La metafora del mendicante felice<\/strong><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"458\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Botticelli_Sant_Agostino.jpg\" alt=\"Sant'Agostino nello studio\" class=\"wp-image-1688 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Botticelli_Sant_Agostino.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Botticelli_Sant_Agostino-197x300.jpg 197w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/458;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sandro Botticelli: Sant&#8217;Agostino nello studio, 1480, Firenze. (Due versioni, una negli Uffizi e un&#8217;altra nella Chiesa di  Ognissanti.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La ricerca della felicit\u00e0 \u00e8 un argomento molto frequente nelle <em>Confessioni<\/em>. Agostino riflette su un mendicante allegro che era pi\u00f9 felice di lui pur non possedendo quasi nulla: \u201cIl risultato che egli aveva ottenuto con ben pochi e accattati soldarelli, ossia il godimento di una felicit\u00e0 temporale, io inseguivo attraverso anfratti e tortuosit\u00e0 penosissime. Egli non possedeva, evidentemente, la vera gioia; ma anch&#8217;io con le mie ambizioni ne cercavo una pi\u00f9 fallace ancora, e ad ogni modo egli era allegro, io angosciato, egli sicuro, io ansioso.\u201d<a href=\"#_ftn12\">[12]<\/a> Si rende perfettamente conto di vivere stremato da affanni e timori di cui il mendicante riesce fare a meno. Pur essendo benestante e godendo di una vastissima cultura Agostino non era felice quanto il mendicante. Ancora oggi molti non riescono ad afferrare la felicit\u00e0 perch\u00e9 la loro mente \u00e8 offuscata da desideri e preoccupazioni spesso vane e si tormentano in continuazione a causa delle loro ambizioni e di quello che gli altri potrebbero pensare di loro. A volte anche la speranza della felicit\u00e0 futura pu\u00f2 rendere felici e un benessere passato ci pu\u00f2 dare conforto grazie alla memoria: \u201cDelle mie gioie ho il ricordo anche nella tristezza, e cos\u00ec della felicit\u00e0 nell&#8217;afflizione.\u201d<a href=\"#_ftn13\">[13]<\/a> Possiamo renderci invece infelici e rovinare la felicit\u00e0 presente con la paura di perderla: \u201cNelle avversit\u00e0 desidero il benessere, nel benessere temo le avversit\u00e0.\u201d<a href=\"#_ftn14\">[14]<\/a> Oltre ad Agostino anche un altro importante rappresentante della filosofia medievale avrebbe riflettuto sulla felicit\u00e0: <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2021\/08\/07\/la-consolazione-della-filosofia-di-severino-boezio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Severino Boezio nella sua <em>Consolazione della filosofia<\/em><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La memoria<\/h2>\n\n\n\n<p>La memoria costituisce per Agostino un\u2019istituzione indispensabile, \u201cdove riposano i tesori delle innumerevoli immagini di ogni sorta di cose, introdotte dalle percezioni; dove sono pure depositati tutti i prodotti del nostro pensiero, ottenuti amplificando o riducendo o comunque alterando le percezioni dei sensi, e tutto ci\u00f2 che vi fu messo al riparo e in disparte e che l&#8217;oblio non ha ancora inghiottito e sepolto.\u201d<a href=\"#_ftn15\">[15]<\/a> Grazie alla memoria possiamo evocare tutte le immagini che vogliamo ed essa permette le tradizioni, le culture, l\u2019arte e la storia. Quello che entra nella memoria sono le immagini delle cose percepite o le idee platoniche. Secondo la scienza moderna la memoria completa addirittura il nostro senso pi\u00f9 nobile, la vista.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso per\u00f2 cerchiamo al di fuori di noi quello che abbiamo gi\u00e0 dentro. C\u2019\u00e8 un bellissimo pasaggio delle <em>Confessioni<\/em> che ha ispirato anche Francesco Petrarca mentre lo leggeva sul Mont Ventoux: \u201cEppure gli uomini vanno ad ammirare le vette dei monti, le onde enormi del mare, le correnti amplissime dei fiumi, la circonferenza dell&#8217;Oceano, le orbite degli astri, mentre trascurano se stessi.\u201d<a href=\"#_ftn16\">[16]<\/a> Petrarca commenta questo passo nelle Epistole <em>Familiares<\/em>: \u201cCos\u00ec a quello che letto io aveva mi tenni contento; e tacendo mi feci a considerare la stoltezza dei mortali, che la parte pi\u00f9 nobile della natura disprezzando, si perdono in mille e vane speculazioni, e quel che dentro se stessi trovar potrebbero van cercando al di fuori.\u201d<a href=\"#_ftn17\">[17]<\/a> Talvolta cerchiamo la felicit\u00e0 lontano che abbiamo vicino e la frenesia ci spinge a imprese sempre nuove togliendoci il tempo di riflessione e crescita interiore.<\/p>\n\n\n\n<p>Le <em>Confessioni<\/em> sono un\u2019opera introspettiva e danno moltissimo valore ai sentimenti e ai moti dell\u2019anima trascurando il mondo esterno che non vi entra. Ancora oggi la mancata focalizzazione sul proprio interno pu\u00f2 costituire anche una fuga, preferiamo talvolta cercare compiti lontani per non doverci concentrare su noi stessi. E\u2019 sorprendente per la sua epoca che Agostino attribuisca la memoria anche agli animali: \u201cHanno infatti la memoria anche le bestie e gli uccelli, altrimenti non ritroverebbero i loro covi e i loro nidi e le molte altre cose ad essi abituali, poich\u00e9 senza memoria non potrebbero neppure acquistare un&#8217;abitudine.\u201d<a href=\"#_ftn18\">[18]<\/a> Molti grandi pensatori non solo <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2019\/12\/20\/letteratura-animali-montaigne-kundera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">amavano e rispettavano gli animali<\/a>, ma attribuivano loro anche capacit\u00e0 che la scienza avrebbe provate solo secoli dopo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em><strong>Quid est enim tempus?<\/strong><\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">Questo per\u00f2 posso dire con fiducia di sapere: senza nulla che passi, non esisterebbe un tempo passato; senza nulla che venga, non esisterebbe un tempo futuro; senza nulla che esista, non esisterebbe un tempo presente. Due, dunque, di questi tempi, il passato e il futuro, come esistono, dal momento che il primo non \u00e8 pi\u00f9, il secondo non \u00e8 ancora? E quanto al presente, se fosse sempre presente, senza tradursi in passato, non sarebbe pi\u00f9 tempo, ma eternit\u00e0. Se dunque il presente, per essere tempo, deve tradursi in passato, come possiamo dire anche di esso che esiste, se la ragione per cui esiste \u00e8 che non esister\u00e0? Quindi non possiamo parlare con verit\u00e0 di esistenza del tempo, se non in quanto tende a non esistere.<a href=\"#_ftn19\">[19]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente da questo passaggio Martin Heidegger ha tratto ispirazione per la sua opera monumentale <em>Sein und Zeit (Essere e Tempo)<\/em> (1927) considerata fondamentale per la filosofia del 20\u00b0 secolo. Le riflessioni di Agostino sono molto interessanti perch\u00e9 egli vede il tempo come una dimensione della nostra coscienza. Una condizione del tempo \u00e8 il continuo mutarsi delle cose e lo possiamo misurare solo al suo passaggio. Dividendo il tempo in passato, presente e futuro, Agostino non concede un\u2019esistenza obiettiva al tempo ma rende la sua percezione soggettiva. Ovviamente oggi grazie alle scoperte scientifiche sappiamo molto pi\u00f9 del tempo ma Agostino ne ha considerato per primo la dimensione psicologica, ispirando altre opere filosofiche. Nelle <em>Confessioni<\/em> molte tematiche filosofiche vengono solo accennate. Agostino approfondisce alcune in altre opere, ma non \u00e8 mai stato un pensatore sistematico come per esempio Porfirio. Per certi versi la sua opera mostra affinit\u00e0 con i <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/04\/10\/i-saggi-essais-di-michel-de-montaigne\/\" target=\"_blank\"><em>Saggi<\/em> di Montaigne<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"plotino\"><strong>La filosofia neoplatonica e Plotino<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p id=\"neoplatonici\">Dopo l\u2019esperienza deludente dei Manichei Agostino si rivolge alla filosofia neoplatonica. Uno dei primi libri che legge gi\u00e1 da ragazzo \u00e8 l\u2019<em>Hortensius<\/em> di Cicerone, purtroppo non giunto fino a noi. Il pi\u00f9 influente tra i filosofi greci per Agostino fu Plotino (203\/05 \u2013 270), che ci \u00e8 stato tramandato anche grazie alla sua lettura delle<em> Enneades<\/em>, pubblicate postume dal suo alunno Porfirio (233 &#8211; 305). Oggi la familiarit\u00e0 con i due filosofi si deve a Giacomo Leopardi che nelle <em>Operette morali<\/em>  dedic\u00f2 loro il <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2021\/03\/28\/le-operette-morali-di-giacomo-leopardi\/#porfirio\" target=\"_blank\">dialogo tra Plotino e Porfirio<\/a>. Nei secoli a venire, Plotino fu riscoperto durante il Rinascimento e Marsilio Ficino esegu\u00ec una traduzione latina delle <em>Enneades<\/em>. Dei neoplatonici Agostino apprezza soprattutto lo scetticismo: \u201cMi era nata infatti anche l&#8217;idea che i pi\u00f9 accorti di tutti i filosofi fossero stati i cosiddetti accademici, in quanto avevano affermato che bisogna dubitare di ogni cosa, e avevano sentenziato che all&#8217;uomo la verit\u00e0 \u00e8 totalmente inconoscibile.\u201d<a href=\"#_ftn21\">[21]<\/a> Anche se Agostino lo usa con una certa frequenza, il concetto di verit\u00e0 \u00e8 effettivamente molto difficile da definire e dovrebbe sempre essere molteplice. Non c&#8217;\u00e8 mai una sola verit\u00e0. Escluderebbe la libert\u00e0 e laddove regna ci troviamo in una dittatura.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"232\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Raffaello_Scuola_Atene_Vaticano.jpg\" alt=\"Scuola di Atene\" class=\"wp-image-1692 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/232;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Raffaello Sanzio: Scuola di Atene, 1509-11, Citt\u00e0 del Vaticano: Musei Vaticani<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Insieme a Gaio Mario Vittorino (290 -364) che era di ampie vedute, Agostino voleva creare un saldo collegamento tra filosofia e cristianesimo proprio passando dal Neoplatonismo. \u201cVittorino [\u2026] diceva a Simpliciano, non in pubblico, ma in gran segreto e confidenzialmente: &#8220;Devi sapere che sono ormai cristiano&#8221;. L&#8217;altro replicava: &#8220;Non lo creder\u00f2 n\u00e9 ti considerer\u00f2 nel numero dei cristiani finch\u00e9 non ti avr\u00f2 visto nella chiesa di Cristo&#8221;. Egli chiedeva sorridendo: &#8220;Sono dunque i muri a fare i cristiani?&#8221;\u201d<a href=\"#_ftn22\">[22]<\/a> Vittorino si convert\u00ec in et\u00e0 matura al cristianesimo, circa 10 anni prima della sua morte, ma anche da cristiano mantenne la concezione filosofica neoplatonica. La domanda ironica se sono i muri di una chiesa a fare i cristiani evidenzia infatti che molti che entrano in chiesa non sono pi\u00f9 cristiani di altri che non ci mettono mai piede. Chi crede in Dio non deve necessariamente entrare in una Chiesa e professare la sua fede insieme ad altri. Pu\u00f2 benissimo condurre una vita moralmente \u201ccristiana\u201d al di fuori di quelle mura. Baruch Spinoza avrebbe messo per iscritto questa <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2021\/01\/24\/il-trattato-teologico-politico-di-baruch-spinoza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">critica al culto istituzionalizzato<\/a> e ai riti secoli dopo, ma ancora nel Seicento fu aspramente criticato da tutti, ebrei, cattolici e calvinisti. <\/p>\n\n\n\n<p>Cosa \u00e8 rimasto di Agostino? Tutt\u2019ora le biblioteche delle facolt\u00e0 teologiche pullulano di testi filosofici e l\u2019affinit\u00e0 tra filosofia e cristianesimo si \u00e8 mantenuta nei secoli. Oggi la Chiesa cattolica dovrebbe prendere come modello personaggi come Vittorino che ader\u00ec ad un cristianesimo colto di ampie vedute e non Monica, una figura di dubbia moralit\u00e0 caratterizzata dalla man\u00eca di far convertire e portare sulla \u201dretta\u201d via chiunque incrociasse il suo cammino e di imporre la sua volont\u00e0 agli altri. Altrimenti rischia di far nascere religiosi violenti ed intolleranti che seminando fanatismo fomentano guerre. Proprio grazie all\u2019affinit\u00e0 con la filosofia, la religione cristiana \u00e8 rimasta pi\u00f9 aperta di altre dottrine per quanto riguarda lo studio e appunto l\u2019amore per la sapienza. Nel caso della religione cattolica non possiamo fare a meno di pensare quanti papi erano dei raffinatissimi conoscitori d&#8217;arte nonch\u00e8 mecenanti eccezionali senza i quali n\u00e9 Michelangelo n\u00e9 Raffaello (per citarne solo due) avrebbero potuto creare i loro capolavori. Nel campo delle lettere basti pensare a quanto furono colti i monaci nei secoli scorsi e su che tipo di biblioteche potessero contare. Per molti secoli diventare monaco era l&#8217;unica via per poter dedicare la propria vita allo studio. Nelle <em>Confessioni<\/em> Agostino ci pare sorprendentemente vicino rispetto ad altri teologi e filosofi e ci parla con tono familiare pur avendo vissuto 17 secoli fa. L&#8217;opera ha ispirato Jean-Jacques Rousseau per le sue omonime <em>Confessions<\/em> del 1792\/98 e Francesco Petrarca che le prese invece come modello per il suo <em>Secretum<\/em> (<em>De secreto conflictu curarum mearum)<\/em> (1347\/53 circa).<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Quest\u2019ultimi erano scrittori cristiani le cui opere furono considerate fondamentali per la dottrina. Alcuni padri della Chiesa particolarmente autorevoli come San Girolamo, Sant\u2019Ambrogio e appunto Sant\u2019Agostino erano considerati dottori della Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Agostino: Le Confessioni. A cura di Maria Bettetini. Traduzione di Carlo Carena. Torino: Einaudi (ET classici) 2015, p. 29.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Agostino, Confessioni, 41<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Ibid, 65<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Cfr. Ibid, 83f<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Ibid, 95 Quando anni dopo avrebbe lasciato il suo lavoro si considerava addirittura uno \u201cspacciatore di parole\u201d: \u201cAl termine delle vacanze vendemmiali avvertii i milanesi di provvedersi un altro spacciatore di parole per i loro studenti, poich\u00e9 io avevo scelto di passare al tuo servizio e non ero pi\u00f9 in grado di esercitare quella professione per la difficolt\u00e0 di respirare e il male di petto.\u201d (Ibid, 301) Pare che soffrisse di una forma di asma, peggiorata forse anche dal rifiuto del suo lavoro a livello morale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Cfr. Jostein Gaarder: Das Leben ist kurz. Vita brevis. M\u00fcnchen: Deutscher Taschenbuch Verlag, 1999 [1996] Tradotto in italiano nel 2000: Jostein Gaarder: Vita brevis. Traduzione di R. Bacci. Teadue, Longanesi, 2000.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Agostino, Confessioni, 95<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> \u201eAmava la mia presenza al suo fianco come tutte le madri, ma molto pi\u00f9 di molte&nbsp; madri [\u2026]\u201c Ibid,&nbsp; 147<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> Ibid, 103<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Ibid, 104f<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> Ibid, 177<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref13\">[13]<\/a> Ibid, 367<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref14\">[14]<\/a> Ibid, 377<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref15\">[15]<\/a> Ibid, 343<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref16\">[16]<\/a> Ibid, 347<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref17\">[17]<\/a> Francesco Petrarca: Familiares o Epistole ai familiari, 350 lettere scritte tra il 1325 e il 1361.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref18\">[18]<\/a> Agostino, Confessioni, 361<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref19\">[19]<\/a> Ibid, 431<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref21\">[21]<\/a> Agostino, Confessioni, 153<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref22\">[22]<\/a> Ibid, 251<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analisi di un classico della cultura occidentale Introduzione Augustinus Aurelius noto anche con il nome di Sant\u2019Agostino o Agostino d\u2019Ippona fu un filosofo, vescovo e teologo di lingua latina nonch\u00e9 padre della Chiesa.[1] Nacque il 12 novembre del 354 a Tagaste in Numidia, l\u2019odierna Souk Ahras in Algeria. 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