{"id":721,"date":"2019-12-20T09:31:15","date_gmt":"2019-12-20T08:31:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/?p=721"},"modified":"2026-04-18T10:50:35","modified_gmt":"2026-04-18T08:50:35","slug":"letteratura-animali-montaigne-kundera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2019\/12\/20\/letteratura-animali-montaigne-kundera\/","title":{"rendered":"Letteratura e animali nell&#8217;opera di Montaigne e Kundera"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\">La concezione degli animali secondo Montaigne nell&#8217;<em>Apologia di Raymond Sebond<\/em> e il confronto con <em>L&#8217;insostenibile leggerezza dell&#8217;essere<\/em> di Milan Kundera<\/h1>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Saevitia in bruta est tirocinium\ncrudelitatis in homines<a href=\"#_ftn1\"><strong>[1]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>The greatness of a nation and its moral progress can be <br>\njudged by the way its animals\nare treated<\/em><a href=\"#_ftn2\"><em><strong>[2]<\/strong><\/em><\/a><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n\n\n\n<p>Forse Michel de Montaigne (1533 \u2013 1592) \u00e8 stato uno dei primi animalisti della storia del pensiero e nei suoi scritti colpisce soprattutto l\u2019umanit\u00e0 e il reciproco rispetto che contraddistingue il suo rapporto con gli animali. Nei <em><a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/04\/10\/i-saggi-essais-di-michel-de-montaigne\/\" target=\"_blank\">Saggi<\/a><\/em> Montaigne riflette sugli animali soprattutto nel 12\u00b0 Capitolo del secondo libro, l\u2019Apologia di Raymond Sebond<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>. Si tratta del capitolo pi\u00f9 lungo (circa 200 pagine) degli <em>Essais <\/em>ed \u00e8 stato pubblicato anche separatamente. Oltre all\u2019Apologia di Raymond Sebond nei <em>Saggi<\/em> c\u2019\u00e8 un secondo capitolo, l\u2019undicesimo del secondo libro dal titolo <em>Della crudelt\u00e0<\/em> che parla della caccia e dei diritti che dovrebbero avere gli animali innocenti. Considerando l\u2019epoca in cui scrisse i <em>Saggi<\/em> stupisce la conoscenza approfondita che Montaigne aveva degli animali. A met\u00e0 del Cinquecento intuiva conoscenze e capacit\u00e0 che solo secoli dopo furono confermati dalla scienza. In questo primo articolo sugli animali verranno analizzate le prese di posizione di Montaigne nei loro confronti ed un capitolo di un noto romanzo di <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Milan Kundera (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2017\/09\/16\/milan-kundera-la-vita-e-altrove\/\" target=\"_blank\">Milan Kundera<\/a> (<em>L\u2019insostenibile leggerezza dell\u2019essere<\/em>). Oltre a riuscire nell\u2019impresa di indurre il lettore alla tristezza e alla compassione per la malattia e la successiva morte di un cane di nome Karenin, Kundera riflette anche in altri contesti sul comportamento discutibile dell\u2019uomo nei confronti degli animali. Pur provenendo da epoche e contesti culturali molto diversi gli atteggiamenti di Montaigne e Kundera sugli animali presentano molti parallelismi. Il secondo articolo sugli animali sar\u00e0 invece dedicato alle ricerche scientifiche di Jennifer Mather dell\u2019Universit\u00e0 di Lethbridge sugli invertebrati e ad una pubblicazione di J.M. Coetzee dal titolo <em>The Lives of Animals<\/em> (<em>La vita degli animali<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"antropocentrismo\">L\u2019Apologia di Raymond Sebond o Montaigne contro Descartes<\/h2>\n\n\n\n<p>Montaigne critica profondamente l\u2019antropocentrismo e i grandi privilegi che l\u2019uomo da padrone dell\u2019universo pensa di avere sulle altre creature. Le riflessioni di Montaigne nella <em>Apologia di Raymond Sebond<\/em> sembrano una risposta prima del tempo alle posizioni che avrebbe preso Ren\u00e9 Descartes (1596 \u2013 1650) nelle sue <em>Meditazioni<\/em> del 1641. Per Descartes il <em>Cogito ergo sum<\/em> vale esclusivamente per gli esseri umani. Nella sua visione gli animali non hanno una coscienza, sono semplici macchine che reagiscono agli stimoli, prive di volont\u00e0 propria, intelligenza e anima. Al contrario dell\u2019uomo per Descartes gli animali non hanno n\u00e9 linguaggio (e se ce l\u2019hanno, non lo usano coscientemente, ma a mo\u2019 di pappagallo) e non sono nemmeno in grado di provare dolore. Questa posizione disumana, peraltro scientificamente errata, ha aperto la strada a secoli di maltrattamenti e si \u00e8 saldamente radicata nel pensiero comune, rafforzando l&#8217;idea che gli animali siano creature \u201cdi seconda classe\u201d. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"223\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Nelly.jpg\" alt=\"Nelly\" class=\"wp-image-1677 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/223;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nelly<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Montaigne in qualche modo anticipa le rettifiche del pensiero distorto di Descartes sugli animali. Per quanto riguarda il linguaggio, secondo Montaigne l\u2019incapacit\u00e0 di comprensione \u00e8 colpa nostra tanto quanto colpa loro: \u201cQuel difetto che impedisce la comunicazione fra esse e noi, perch\u00e9 non \u00e8 tanto nostro quanto loro? [\u2026] noi non le comprendiamo pi\u00f9 di quanto esse comprendano noi. Per questa stessa ragione esse possono considerarci bestie, come noi le consideriamo.\u201d<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a> Per Montaigne \u00e8 come se gli animali parlassero una lingua straniera che non ci \u00e8 familiare o un linguaggio dei segni come i muti. <\/p>\n\n\n\n<p>La cosa pi\u00f9 importante per\u00f2 \u00e8 che nonostante l\u2019incomprensione linguistica sia gli animali che noi ci intendiamo a livello affettivo: \u201cNoi comprendiamo approssimativamente il loro sentimento, cos\u00ec le bestie il nostro, pressappoco nella stessa misura. Esse ci lusingano, ci minacciano e ci cercano e noi loro.\u201d<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> Racconta anche che egli stesso non sa rifiutare al suo cane le feste anche se dovessero essere fuori luogo. Nella concezione di Montaigne il rapporto tra noi e gli animali \u00e8 alla pari, come testimonia la celebre frase sulla sua gatta contenuta nella <em>Apologia di Raymond Sebond<\/em> : \u201cQuando mi trastullo con la mia gatta, chi sa se lei non fa di me il suo passatempo pi\u00f9 che io di lei?\u201d<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>&nbsp; Egli attribuisce quindi alla sua gatta atteggiamenti, preferenze e pensieri. Oggi poche persone lo metteranno in dubbio, ma va sempre ricordato l\u2019epoca in cui visse Montaigne. <\/p>\n\n\n\n<p>Come a voler ribattere a Descartes, Montaigne cita diversi esempi di animali che gestiscono ed eseguono compiti per niente scontati per i quali occorrono pensieri astratti e dove non si pu\u00f2 assolutamente considerare il loro comportamento una mera reazione agli stimoli: \u201cC\u2019\u00e8 forse un governo regolato con maggiore ordine [\u2026] e mantenuto con pi\u00f9 fermezza di quello delle api?\u201d<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a> \u201cLe rondini [\u2026] cercano forse senza giudizio e scelgono senza discernimento, fra mille posti, quello che \u00e8 loro pi\u00f9 comodo per alloggiarvi?\u201d<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a> \u201cPerch\u00e9 il ragno fa la tela pi\u00f9 fitta in un punto e pi\u00f9 larga in un altro [\u2026] se non ha facolt\u00e0 di scegliere e di pensare e di concludere?\u201d<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a> Non \u00e8 solo la natura che accompagna e aiuta gli animali, molte delle loro opere sono addirittura migliori delle nostre. L\u2019uomo perci\u00f2 non ha nessun diritto a sentirsi padrone dell\u2019universo, non \u00e8 superiore a nessuno e non dovrebbe avere privilegi sulle altre creature. Proprio per queste posizioni Montaigne verr\u00e0 criticato nei secoli successivi non solo da Descartes e Pascal, ma anche dalla Chiesa cattolica.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-medium\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"203\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/WitoshFelix-300x203.jpg\" alt=\"Witosh (cane) e Felix (gatto)\" class=\"wp-image-725 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/203;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Witosh<\/em>&nbsp;(cane) e&nbsp;<em>Felix<\/em>&nbsp;(gatto)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Come noi, gli animali piangono quando un loro compagno umano o a quattro zampe muore (Il nostro piangere \u00e8 comune alla maggior parte degli altri animali [\u2026]\u201d<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a>). In fondo poi non \u00e8 nemmeno vero che gli animali non parlano: \u201c[\u2026] che altro \u00e8 se non parlare, la facolt\u00e0 che vediamo in loro di lamentarsi, di rallegrarsi, di chiamarsi a vicenda in aiuto, di invitarsi all\u2019amore, come fanno usando la loro voce.\u201d<a href=\"#_ftn11\">[11]<\/a> Chi ha pi\u00f9 di un gatto avr\u00e0 notato che tra di loro usano un linguaggio di miagolii completamente diverso da quello utilizzato con le persone. Gli animali parlano tra loro e,  nel caso degli animali domestici, anche con i padroni . Hanno abitudini, abilit\u00e0 e differenze caratteriali innegabili. Scelgono coscientemente di fare alcune cose e non solo per via di un\u2019inclinazione naturale. Come esempio di intelligenza Montaigne cita anche i cani guida che sono in grado di condurre con sicurezza i ciechi. Gli animali che vivono con noi sanno riconoscere la nostra voce e si lasciano guidare da essa. Molti animali domestici del resto esprimono preferenze, volont\u00e0 ed inclinazioni e le persone con cui vivono non hanno nessuna difficolt\u00e0 a comprendere se sono arrabbiati, felici o malati. <\/p>\n\n\n\n<p>Sia  nei confronti dell\u2019uomo che tra di loro, gli animali sviluppano sentimenti di amicizia e fedelt\u00e0, anche tra una specie e l\u2019altra. \u201cQuanto all\u2019amicizia, l\u2019hanno senza confronto pi\u00f9 viva e pi\u00f9 costante che non l\u2019abbiano gli uomini.\u201d<a href=\"#_ftn12\">[12]<\/a> Qui Montaigne sta insinuando che gli animali sono meno traditori e falsi della persone.<a href=\"#_ftn13\">[13]<\/a> Certe volte scelgono i loro padroni, proprio per un\u2019affinit\u00e0 caratteriale. \u201cCi sono certi impulsi di affetto che nascono a volte in noi senza l\u2019intervento della ragione, che vengono da uno slancio fortuito che altri chiamano simpatia: le bestie ne sono capaci come noi.\u201d<a href=\"#_ftn14\">[14]<\/a> Gli animali sanno mostrare gioia per una persona che non vedono da tanto tempo e la sanno riconoscere anche a distanza di lungo tempo. <\/p>\n\n\n\n<p>Per certi versi Montaigne considera gli animali pi\u00f9 intelligenti ed equilibrati delle persone: \u201cEd esse hanno questo di pi\u00f9 generoso, che mai leone si fece servo di un altro leone, n\u00e9 un cavallo di un altro cavallo per mancanza di coraggio\u201d<a href=\"#_ftn15\">[15]<\/a> In confronto all\u2019uomo, gli animali sono meno bellicosi, non badano al superficiale e ad alcuni concetti propri degli uomini. \u201cGli animali sono molto pi\u00f9 regolati di quanto siamo noi, e si tengono con maggior moderazione entro i limiti che la natura ci ha prescritto.\u201d<a href=\"#_ftn16\">[16]<\/a> Per Montaigne l\u2019esistenza delle guerre \u00e8 una prova di quanto l\u2019uomo sia debole, imperfetto e inferiore agli animali: \u201cPoich\u00e9 invero la scienza di distruggerci e ucciderci a vicenda, di rovinare e perdere la nostra stessa specie, sembra che non abbia molto di che farsi desiderare dalle bestie che non la posseggono: <em>quando leoni fortior eripuit vitam leo? Quo nemore unquam expiravit aper maioris dentibus apri?<\/em>\u201c<a href=\"#_ftn17\">[17]<\/a> Gli animali di una specie non si dichiarerebbero mai guerra e se si uccidono quelle di diverse specie \u00e8 solo per mangiare l\u2019un l\u2019altro. Nel regno degli animali non avrebbero mai avuto luogo le due guerre mondiali. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"230\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Giovannina.jpg\" alt=\"Giovannina\" class=\"wp-image-1676 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/230;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giovannina<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Anche per tutti questi motivi per Montaigne ogni pretesa di superiorit\u00e0 dell\u2019uomo nei confronti degli animali \u00e8 ingiustificata. L\u2019atteggiamento che lui vorrebbe che nutrissimo nei confronti degli animali \u00e8 un dovere di umanit\u00e0. Egli ha compassione anche con gli animali ai quali si d\u00e0 la caccia: \u201cQuanto a me, non ho potuto veder senza dispiacere inseguire e uccidere neppure una bestia innocente, che \u00e8 senza difesa, e dalla quale non riceviamo alcuna offesa.\u201d<a href=\"#_ftn18\">[18]<\/a> E\u2019 nostro dovere morale trattare gli animali con rispetto, non solo perch\u00e9 possiamo imparare molto da loro, ma anche perch\u00e9 abbiamo molte cose in comune.<a href=\"#_ftn19\">[19]<\/a> Gli animali non dovrebbero essere costretti a temere l\u2019uomo al quale implorano invano piet\u00e0 e nemmeno dovrebbero essere maltrattati. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"kundera\">Il sorriso di Karenin o Nietzsche che chiede perdono per Descartes<\/h2>\n\n\n\n<p><em>L\u2019insostenibile leggerezza dell\u2019essere<\/em> (<em>Nesnesiteln\u00e1 lehkost byt\u00ec<\/em>) del 1984 \u00e8 un capolavoro di Milan Kundera (*1929) di cui si potrebbero analizzare molti aspetti; qui ci concentreremo su una parte, la settima, che si intitola appunto <em>Il sorriso di Karenin<\/em>. Quest\u2019ultimo \u00e8 il cane di due protagonisti, Tereza e Tom\u00e1\u0161, e il suo nome \u00e8 ispirato al romanzo <em>Anna Karenina<\/em> (1877) di Lev Tolstoj che Tereza teneva in mano quando si sono conosciuti. Nonostante il nome da maschio Karenin \u00e8 una femmina molto affezionata alla sua padrona Tereza. Ha un ruolo fondamentale nella vita dei suoi padroni e la sua morte per una malattia maligna alla fine del libro suscita compassione anche nel lettore. Del resto anche Arthur Schopenhauer (1788 \u2013 1860) afferm\u00f2 che chi non ha mai posseduto un cane, non pu\u00f2 sapere che cosa significhi essere amato.<a href=\"#_ftn20\">[20]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>In termini di rispetto e umanit\u00e0 Kundera \u00e8 molto vicino al pensiero di Montaigne sugli animali. Reagisce con molta sensibilit\u00e0 ai maltrattamenti e nutre profondo rispetto condannando diversi episodi in cui si manifesta la crudelt\u00e0 degli uomini nei loro confronti. Una volta Tereza cerca di salvare una cornacchia che dei bambini dispettosi hanno sotterrata viva, ma l\u2019uccello soccombe a causa delle ferite.<a href=\"#_ftn21\">[21]<\/a> Tom\u00e1\u0161 regala il cane a Tereza affinch\u00e9 qualcuno l\u2019amasse disinteressatamente. Milan Kundera prende chiaramente posizione contro il pensiero ipocrita con cui gli uomini pensano di poter dominare e maltrattare gli animali, sottomettendoli ai loro comodi: \u201cSubito all\u2019inizio della Genesi \u00e8 scritto che Dio cre\u00f2 l\u2019uomo per affidargli il dominio sugli uccelli, i pesci e gli animali. Naturalmente la Genesi \u00e8 stata redatta da un uomo, non da un cavallo. Non esiste alcuna certezza che Dio abbia affidato davvero all\u2019uomo il dominio sulle altre creature. \u00c8 invece pi\u00f9 probabile che l\u2019uomo si sia inventato Dio per santificare il dominio che egli ha usurpato sulla mucca e sul cavallo.\u201d<a href=\"#_ftn22\">[22]<\/a> L\u2019antropocentrismo e la superiorit\u00e0 che l\u2019uomo vanta di detenere sono segno di quanto sia moralmente inadeguato. La religione cristiana per secoli ha mantenuto una linea simile a quella di Descartes, in cui l&#8217;uomo aveva il ruolo di dominatore e non c&#8217;era parit\u00e0 tra le due specie.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-medium\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Gatto_Ermitage-300x200.jpeg\" alt=\"Una gatta dell\u2019Ermitage al lavoro (con la stessa mansione da secoli: caccia ai topi)\" class=\"wp-image-727 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/200;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una gatta dell\u2019Ermitage al lavoro (con la stessa mansione da secoli: caccia ai topi) (Wikicommons \/ Eewl)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Successivamente Kundera prender\u00e0 posizione anche contro Descartes: \u201c \u2026 [che] comp\u00ec un decisivo passo in avanti: fece dell\u2019uomo il \u00absignore e padrone della natura\u00bb. E c\u2019\u00e8 di sicuro una profonda correlazione nel fatto che sia stato proprio lui a negare categoricamente un\u2019anima agli animali: l\u2019uomo \u00e8 padrone e signore, mentre l\u2019animale \u2013 dice Descartes \u2013 non \u00e8 che un automa, un meccanismo animato, una \u00abmachina animata\u00bb\u201c<a href=\"#_ftn23\">[23]<\/a> I moderni allevamenti, come gi\u00e0 quelli dell\u2019era comunista, hanno tolto gli animali dagli affetti dei loro padroni facendoli diventare numeri nella grosse cooperative. In ciascuna fattoria ci sono talmente tante mucche che non \u00e8 nemmeno pi\u00f9 possibile dare loro un nome e quindi un\u2019identit\u00e0 e un\u2019anima.<a href=\"#_ftn24\">[24]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Un altro episodio del romanzo parla del fatto che durante la dittatura sovietica in una citt\u00e0 russa furono abbattuti tutti i cani. \u201cSoltanto un anno pi\u00f9 tardi il rancore accumulato (e mantenuto in allenamento sulle bestie) fu puntato sul suo vero bersaglio: la gente. Cominciarono i licenziamenti, gli arresti, i processi. Gli animali poterono tirare finalmente un sospiro di sollievo.\u201d<a href=\"#_ftn25\">[25]<\/a> Questo passaggio \u00e8 molto interessante perch\u00e9 ricorda un episodio di Montaigne che vedeva una tale crudelt\u00e0 gi\u00e0 nell\u2019antica Roma: \u201cDopo che a Roma ci si fu abituati agli spettacoli delle uccisioni degli animali, si pass\u00f2 agli uomini e ai gladiatori. La natura stessa, temo, istilla nell\u2019uomo qualche istinto verso l\u2019inumanit\u00e0.\u201d<a href=\"#_ftn26\">[26]<\/a> Anche Ovidio sostiene che tra la crudelt\u00e0 nei confronti degli animali e quella nei confronti degli uomini  il passo sia molto breve.<\/p>\n\n\n\n<p>Kundera segue il pensiero di Gandhi ed \u00c9mile Zola, delle cui posizioni si \u00e8 gi\u00e0 parlato a proposito del <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Naturalismo francese (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/07\/12\/aspetto-anticlericale-naturalismo-francese\/\" target=\"_blank\">Naturalismo francese<\/a> (\u201cIl compito pi\u00f9 alto di un uomo \u00e8 sottrarre gli animali alla crudelt\u00e0\u201d),<strong> <\/strong>quando sul nostro comportamento nei confronti degli animali scrive: \u201cLa vera bont\u00e0 dell\u2019uomo si pu\u00f2 manifestare in tutta purezza e libert\u00e0 solo nei confronti di chi non rappresenta alcuna forza. Il vero esame morale dell\u2019umanit\u00e0, l\u2019esame fondamentale [\u2026] \u00e8 il suo rapporto con coloro che sono alla sua merc\u00e9: gli animali.\u201d<a href=\"#_ftn27\">[27]<\/a> Chi tratta male gli animali o manca loro di rispetto non \u00e8 nemmeno buono con le persone. <\/p>\n\n\n\n<p>Anche in un altro frangente egli trasmette l\u2019idea che l\u2019amore tra un animale e il suo padrone pu\u00f2 essere un vincolo molto forte: nelle sue riflessioni Tereza pensa che \u201cL\u2019amore che la lega a Karenin \u00e8 migliore di quello che esiste tra lei e Tom\u00e1\u0161. Migliore, non pi\u00f9 grande. [\u2026] L\u2019amore tra l\u2019uomo e il cane [\u2026] \u00e8 un amore disinteressato: Tereza non vuole nulla da Karenin [\u2026] il suo amore per il cane \u00e8 un amore volontario, nessuno ve la obbligava.\u201d<a href=\"#_ftn28\">[28]<\/a>  Questa potrebbe essere una spiegazione del perch\u00e8 sovente capita di incontrare padroni di animali che sostengono di andare pi\u00f9 d\u2019accordo con loro che con le persone. Come Montaigne, Kundera attraverso i suoi personaggi riflette anche sulla felicit\u00e0 degli animali: \u201cKarenin circondava Tereza e Tom\u00e1\u0161 con la propria vita fondata sulla ripetizione e si attendeva da loro la stessa cosa. [\u2026] Il tempo umano non ruota in cerchio ma avanza veloce in linea retta. \u00c8 per questo che l\u2019uomo non pu\u00f2 essere felice, perch\u00e9 la felicit\u00e0 \u00e8 desiderio di ripetizione.\u201d<a href=\"#_ftn29\">[29]<\/a> <\/p>\n\n\n\n<p>Agli animali basta poco per essere felici, poter saltare in braccio regolarmente a determinati orari, poter mangiare sempre le stesse cose, dalle stesse ciotole: con il loro modo di fare ci possono insegnare come essere felici. La morte del cane di Tereza e Tom\u00e1\u0161 strapper\u00e0 le lacrime anche ai lettori: \u201cErano felici non certo a dispetto della tristezza, ma grazie alla tristezza. Si tenevano per mano e avevano entrambi negli occhi la stessa immagine: il cane zoppicante che rappresentava dieci anni della loro vita.\u201d<a href=\"#_ftn30\">[30]<\/a> Gli animali possono arricchire la nostra vita e molte cose non sarebbero le stesse senza la loro presenza. Corrado, il protagonista di <em>La casa in collina<\/em> di <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2020\/10\/06\/dialoghi-con-leuco-di-cesare-pavese-analisi-e-commento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Cesare Pavese<\/a> sostiene che le sue passeggiate senza un cane sarebbero diverse, pi\u00f9 povere di scoperte e meno piene di vita.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"220\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Pinkie.jpg\" alt=\"Pinkie\" class=\"wp-image-1675 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/220;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Pinkie<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Kundera cita anche la famosa scena di Friedrich Nietzsche (1844 \u2013 1900) in Via Carlo Alberto a Torino: \u201cVede davanti a s\u00e9 un cavallo e un cocchiere che lo colpisce con la frusta. Nietzsche si avvicina al cavallo e, sotto gli occhi del cocchiere, gli abbraccia il collo e scoppia in pianto. Ci\u00f2 avveniva nel 1889 e a quel tempo anche Nietzsche era gi\u00e0 lontano dagli uomini. [\u2026] Nietzsche era andato a chiedere perdono al cavallo per Descartes. La sua pazzia (e quindi la sua separazione dall\u2019umanit\u00e0) inizia nell\u2019istante in cui piange sul cavallo.\u201d<a href=\"#_ftn31\">[31]<\/a> Kundera esprime simpatia sia per Nietzsche che aiuta il cavallo che per la sua protagonista Tereza che tratta bene tutti gli animali. Nessuno ha assistito a quella scena avvenuta a Torino appunto il 3 gennaio 1889, in ogni caso da quel giorno in poi Nietzsche ebbe un crollo mentale e divenne <em>wahnsinnig<\/em> (folle) iniziando a scrivere i suoi <em>Wahnbriefe<\/em> (<em>Biglietti della follia<\/em>) a vari destinatari. I registi ungheresi B\u00e9la Tarr e \u00c1gnes Hranitzky si sono ispirati a quella scena per il loro film <em>A torin\u00f3i l\u00f3 (The Turin Horse, Il cavallo di Torino<\/em>) del 2011 che ha come oggetto non il filosofo tedesco ma il cavallo e la vita del cocchiere. <\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante una durata di 146 minuti, questo film in bianconero che racconta la vita del cocchiere e di sua figlia  \u00e8 composto da sole 30 riprese. Tarr cerca di mettere sulla pellicola con la sua nota maestria la vita monotona e dura del padre vetturino e di sua figlia che coltivano patate, vivono in estrema povert\u00e0 in una campagna desolata dove tira sempre vento e possono permettersi di mangiare esclusivamente le loro patate bollite. L\u2019atmosfera del film rispecchia perfettamente la disperazione nihilistica della loro esistenza. Tarr aveva sostenuto di essersi sempre chiesto che fine avesse fatto il cavallo della scena di Via Carlo Alberto e perci\u00f2 ci ha girato un film. <\/p>\n\n\n\n<p>Anche uno dei filosofi preferiti del giovane Nietzsche, Arthur Schopenhauer scrisse in <em>Die beiden Grundprobleme der Ethik<\/em>: \u201cMitleid mit den Thieren h\u00e4ngt mit der G\u00fcte des Charakters so genau zusammen, da\u00df man zuversichtlich behaupten darf, wer gegen Thiere grausam ist, k\u00f6nne kein guter Mensch seyn<em>.\u201d<\/em><a href=\"#_ftn32\">[32]<\/a><em> <\/em>Chiss\u00e0 se Nietzsche si \u00e8 ispirato a lui, ma in ogni caso \u00e8 un pensiero romantico che l\u2019ultimo gesto del filosofo ancora sano di mente fu di aiutare un animale in difficolt\u00e0, un cavallo percosso dal suo cocchiere. <br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Iscriviti alla newsletter<\/strong><\/p>\n\n\n<script>(function() {\n\twindow.mc4wp = window.mc4wp || {\n\t\tlisteners: [],\n\t\tforms: {\n\t\t\ton: function(evt, cb) {\n\t\t\t\twindow.mc4wp.listeners.push(\n\t\t\t\t\t{\n\t\t\t\t\t\tevent   : evt,\n\t\t\t\t\t\tcallback: cb\n\t\t\t\t\t}\n\t\t\t\t);\n\t\t\t}\n\t\t}\n\t}\n})();\n<\/script><!-- Mailchimp for WordPress v4.11.1 - https:\/\/wordpress.org\/plugins\/mailchimp-for-wp\/ --><form id=\"mc4wp-form-1\" class=\"mc4wp-form mc4wp-form-59\" method=\"post\" data-id=\"59\" data-name=\"Sottoscrizione\" ><div class=\"mc4wp-form-fields\"><p>\r\n    <label>Nome<\/label>\r\n    <input name=\"FNAME\" placeholder=\"Nome\" required=\"\" type=\"text\">\r\n\r\n\t<label>email: <\/label>\r\n\t<input type=\"email\" name=\"EMAIL\" placeholder=\"Indirizzo email\" required \/>\r\n\t<input type=\"submit\" value=\"Iscriviti\" \/>\r\n<\/p><\/div><label style=\"display: none !important;\">Lascia questo campo vuoto se sei umano: <input type=\"text\" name=\"_mc4wp_honeypot\" value=\"\" tabindex=\"-1\" autocomplete=\"off\" \/><\/label><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_timestamp\" value=\"1778297058\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_form_id\" value=\"59\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_form_element_id\" value=\"mc4wp-form-1\" \/><div class=\"mc4wp-response\"><\/div><\/form><!-- \/ Mailchimp for WordPress Plugin -->\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Ovidio,\ntrad. italiana: La crudelt\u00e0 nei confronti degli animali allena la crudelt\u00e0\nanche verso gli uomini<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Mahatma\nGandhi, trad. italiana: La grandezza di una nazione e il suo progresso morale\nsi possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Raymond\nSebond era un medico e teologo di origini catalane, nato nella seconda met\u00e0 del\nTrecento e morto a Tolosa nel 1436. L\u2019opera in questione \u00e8 la <em>Theologia naturalis, sive liber creaturarum<\/em>\ndel 1487. Montaigne esegu\u00ec la traduzione del libro nel 1567 per suo padre. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Michel\nde Montaigne: <em>Saggi<\/em>. A cura di Fausta\nGaravini e Andr\u00e9 Tournon. Milano: Bompiani, 2014, p. 341 (libro II, cap. XII ),\np. 408<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Montaigne,\nSaggi, 409<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Ibid,\n408 Garavini ha modificato la traduzione che ora \u00e8: Quando gioco con la mia\ngatta \u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Ibid,\n410<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Ibid,\n410<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Ibid,\n411<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> Ibid,\n413<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Ibid,\n414 Cfr \u201eLo ha allevato non per trasformarlo [\u2026] ma solo per insegnargli una\nlingua elementare che avrebbe permesso loro di capirsi e di vivere insieme\n(Milan Kundera: <em>L\u2019insostenibile\nleggerezza dell\u2019Essere<\/em>. Milano: Adelphi, 1985 [29\u00b0 edizione del 2019], p.\n319)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> Ibid,\n427<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref13\">[13]<\/a> Cfr.\n\u201eQuanto alla fedelt\u00e0 non c\u2019\u00e8 animale al mondo pi\u00f9 traditore dell\u2019uomo.\u201d (Ibid,\n432)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref14\">[14]<\/a> Ibid,\n427<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref15\">[15]<\/a> Ibid,\n417<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref16\">[16]<\/a> Ibid,\n428<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref17\">[17]<\/a> Ibid,\n429f (Quando mai un leone pi\u00f9 forte ha strappato la vita a un altro leone? In\nquale bosco mai un cinghiale \u00e8 spirato sotto i denti d\u2019un cinghiale pi\u00f9 forte?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref18\">[18]<\/a> Ibid,\n390 (Cfr. Milan Kundera: \u201eIl diritto di uccidere un cervo o una mucca \u00e8 l\u2019unica\ncosa sulla quale l\u2019intera umanit\u00e0 sia fraternamente concorde, anche nel corso\ndelle guerre pi\u00f9 sanguinose.\u201c (Kundera, Leggerezza, 306)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref19\">[19]<\/a> Ibid,\n422 (Cfr \u201eC\u2019\u00e8 pi\u00f9 differenza fra un uomo e un altro uomo, che non fra un\nanimale e un uomo)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref20\">[20]<\/a> Arthur\nSchopenhauer: \u201eWer nie\neinen Hund gehabt hat, wei\u00df nicht, was Lieben und Geliebtwerden hei\u00dft\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref21\">[21]<\/a> Cfr \u201c\u00abSono\nstati dei bambini\u00bb, disse e nella frase c\u2019era pi\u00f9 che una semplice\ncostatazione, c\u2019era un improvviso ribrezzo verso la gente.\u201d (Milan Kundera: <em>L\u2019insostenibile leggerezza dell\u2019Essere<\/em>.\nMilano: Adelphi, 1985 [29\u00b0 edizione del 2019], p. 226)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref22\">[22]<\/a> Kundera,\nLeggerezza, 306<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref23\">[23]<\/a> Ibid,\n308<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref24\">[24]<\/a> \u201eDa\nallora non hanno pi\u00f9 un nome e si sono trasformate in \u00abmacchinae animatae\u00bb. Il mondo ha dato\nragione a Descartes (Ibid, 311)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref25\">[25]<\/a> Ibid,\n310<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref26\">[26]<\/a>\nMontaigne, Della crudelt\u00e0, Libro II, capitolo XI, p. 391<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref27\">[27]<\/a> Kundera,\nLeggerezza 310<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref28\">[28]<\/a> Ibid,\n318f<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref29\">[29]<\/a> Ibid,\n320<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref30\">[30]<\/a> Ibid,\n315<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref31\">[31]<\/a> Ibid,\n311<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref32\">[32]<\/a> Arthur\nSchopenhauer: Die beiden Grundprobleme der Ethik, Grundlage der Moral, \u00a719, Best\u00e4tigung des dargelegten Fundaments der\nMoral. Trad. italiana: \u201eLa piet\u00e0 verso gli animali \u00e8 talmente legata\nalla bont\u00e0 del carattere da consentire di affermare fiduciosamente che l&#8217;uomo\ncrudele con gli animali non pu\u00f2 essere buono. (<em>Il fondamento della morale<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La concezione degli animali secondo Montaigne nell&#8217;Apologia di Raymond Sebond e il confronto con L&#8217;insostenibile leggerezza dell&#8217;essere di Milan Kundera Saevitia in bruta est tirocinium crudelitatis in homines[1] The greatness of a nation and its moral progress can be judged by the way its animals are treated[2] Introduzione Forse Michel de Montaigne (1533 \u2013 1592) [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-721","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-letteratura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/721","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=721"}],"version-history":[{"count":59,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/721\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2819,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/721\/revisions\/2819"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=721"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=721"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=721"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}