{"id":573,"date":"2019-04-07T17:58:40","date_gmt":"2019-04-07T15:58:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/?p=573"},"modified":"2023-04-30T21:50:00","modified_gmt":"2023-04-30T19:50:00","slug":"la-sicilia-letteraria-1-i-primi-romanzi-di-gesualdo-bufalino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2019\/04\/07\/la-sicilia-letteraria-1-i-primi-romanzi-di-gesualdo-bufalino\/","title":{"rendered":"La Sicilia letteraria e i primi romanzi di Gesualdo Bufalino"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Analisi e commento di <em>Diceria dell&#8217;untore<\/em> e <em>Le Menzogne della notte<\/em>: l&#8217;intertestualit\u00e0 nei primi romanzi di Gesualdo Bufalino<\/h1>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right has-small-font-size\">La parola ha preceduto la luce e non viceversa: <em>Fiat Lux<\/em> e la luce fu.<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a> <\/p>\n\n\n\n<p>Se cerchiamo di immaginare una mappa letteraria dell\u2019Italia il primo posto spetta senza dubbio alla Sicilia che ha dato i natali ad un numero impressionante di grandissimi scrittori. Non ho mai messo piede sull\u2019isola pi\u00f9 grande dell\u2019Italia. L\u2019unica Sicilia che conosco \u00e8 quella letteraria. Nella testa mi risuonano frammenti di poesie, l&#8217;ombra dietro i vetri che ci spia, i pugni di peste, il carrubo dentro la mente e il baule di parole sbagliate.<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> Sento la voce del venditore di panelle e il loro sapore in bocca. Ho davanti agli occhi la strada tra Comiso e Vittoria sotto la grandine tra i fichi d\u2019india sulla quale fece l\u2019incidente fatale Gesualdo Bufalino. Poco fa ho finalmente visto in mostra a Milano il <em>Ritratto d\u2019uomo<\/em> di Antonello da Messina del museo Mandralisca di Cefal\u00f9 al quale Vincenzo Consolo ha eretto un monumento in letteratura con il suo romanzo <em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em> (1976).<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"440\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/sciascia_bufalino_uva-e1628498626902.jpg\" alt=\"Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino\" class=\"wp-image-579 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/440;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino mentre raccolgono l&#8217;uva siciliana<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Riguardo ai problemi della Sicilia un giorno Bufalino disse che la mafia sar\u00e0 vinta da un esercito di maestre elementari, confidando nella forza dell\u2019istruzione e proponendo altrove come rimedio contro il male della sua terra i libri.<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a> Il comisano che non aveva mai preso la patente a causa del terrore di andare in macchina per ironia della sorte mor\u00ec proprio in seguito alle complicanze di un incidente stradale. Era una persona molto calma, umile e pacata. Una volta per\u00f2 si arrabbi\u00f2 per davvero: era in viaggio verso Racalmuto con un suo amico, il pittore Piero Guccione e durante il tragitto la macchina ebbe un guasto. I due stavano aspettando in officina affinch\u00e9 il meccanico terminasse il lavoro e quando Bufalino gli fece capire che avevano fretta perch\u00e9 li stava aspettando Leonardo Sciascia in persona rimase esterrefatto quando scopr\u00ec che il meccanico non avesse idea di chi fosse. &nbsp;\u201cCome? \u2026. Non lo conosce?!\u201d<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a> <br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bufalino, scrittore barocco e traduttore\nmeticoloso<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"412\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Sciascia_Sellerio_Bufalino-e1628498848640.jpg\" alt=\"eonardo Sciascia, Elvira Sellerio e Gesualdo Bufalino\" class=\"wp-image-580 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/412;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo Sciascia, Elvira Sellerio e Gesualdo Bufalino (Foto della Fondazione Bufalino) <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Questo primo articolo sulla Sicilia letteraria sar\u00e0 dedicato a Gesualdo Bufalino (1920 \u2013 1996), per la sua umilt\u00e0, il suo stile barocco e il fatto che in mezzo a cos\u00ec tanti grandi scrittori rischia quasi di non avere abbastanza spazio. Non \u00e8 mai tra i primi scrittori siciliani citati, ma merita assolutamente un posto d\u2019onore. Come <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2020\/10\/06\/dialoghi-con-leuco-di-cesare-pavese-analisi-e-commento\/\" target=\"_blank\">Cesare Pavese<\/a> che racconta e fa rivivere il Piemonte nelle sue opere, Bufalino ci svela la sua terra dove ha trascorso praticamente tutta la vita. Del resto pare che sull\u2019isola sia molto letto ancora oggi. Non si parler\u00e0 soltanto dell\u2019autore Bufalino ma anche del traduttore. Fu infatti un traduttore molto apprezzato dal francese ed un lettore accanito e instancabile. La sua vastissima biblioteca oggi fa parte della <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Fondazione Gesualdo Bufalino (si apre in una nuova scheda)\" href=\"http:\/\/www.fondazionebufalino.it\/\" target=\"_blank\">Fondazione Gesualdo Bufalino<\/a> che si trova nella sua citt\u00e0 natale Comiso in provincia di Ragusa dove ha passato quasi tutta la sua vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Bufalino fu scoperto da Elvira Sellerio grazie all\u2019introduzione ad una raccolta di fotografie dei due fotografi siciliani Gioacchino Iacono Caruso e Francesco Meli dal titolo <em>Comiso ieri. Immagini di vita signorile e rurale<\/em> che era uscita dalla stessa Sellerio nel 1978. Oggi la raccolta di fotografie purtroppo \u00e8 introvabile, ma l\u2019introduzione \u00e8 contenuta anche in <em>La luce e il lutto<\/em> del 1988. Elvira Sellerio non si diede pace finch\u00e9 Gesualdo non tir\u00f2 fuori dal cassetto il suo primo romanzo <em>Diceria dell\u2019untore<\/em> che poi avrebbe vinto il Premio Campiello nel 1981. Il famoso incipit del romanzo fa comprendere immediatamente quanto \u00e8 poetico e stilisticamente raffinato il linguaggio di Bufalino: \u201cO quando tutte le notti &#8211; per pigrizia, per avarizia &#8211; ritornavo a sognare lo stesso sogno: una strada color cenere, piatta, che scorre con andamento di fiume fra due muri pi\u00f9 alti della statura di un uomo; poi si rompe, strapiomba sul vuoto.\u201d<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il romanzo d\u2019esordio <em>Diceria dell\u2019untore<\/em><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"230\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Bufalino_libri-e1628498991223.jpg\" alt=\"Gesualdo Bufalino in compagnia dei suoi libri\" class=\"wp-image-576 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/230;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"> Gesualdo Bufalino in compagnia dei suoi libri (Foto della Fondazione Bufalino) <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La <em>Diceria dell\u2019untore <\/em>(1981) trae ispirazione dallo <em>Zauberberg<\/em> (1924) di Thomas Mann e talvolta viene considerata una riscrittura del romanzo tedesco. Come anche in <em>Le<\/em> <em>Menzogne della notte<\/em> (1988) colpisce l\u2019ipertestualit\u00e0 del primo romanzo di Bufalino. Le riscritture poi raggiungono l\u2019apice nella raccolta di racconti <em>L\u2019uomo invaso <\/em>(1986). L\u2019autore non possedeva soltanto una vastissima cultura umanistica, nelle sue opere utilizzava anche riferimenti intermediali (nel suo ultimo romanzo <em>Tommaso e il fotografo cieco<\/em> del 1996) e giocava con la metafinzione (p.es. in <em>Qui Pro Quo<\/em> del 1991). Focalizzando l\u2019attenzione sui riferimenti letterari nei primi romanzi possiamo distinguere tre tipi di spazi bianchi: l\u2019ipertestualit\u00e0 descritta da G\u00e9rard Genette in <em>Palinsesti (Palimpsestes, 1982)<\/em>, il raccontare con citazioni e la trasposizione di temi e motivi letterari che viene anche chiamato riscrittura. <\/p>\n\n\n\n<p>La <em>Diceria dell\u2019untore<\/em> costituisce quasi una prosa lirica. L\u2019autore scrisse il testo sette volte e lo modific\u00f2 ripetutamente nei 30 anni della sua genesi tra il 1950 e l\u2019anno della sua pubblicazione. \u201cRileggere ci\u00f2 che s\u2019\u00e8 scritto cinquanta volte ogni giorno, non fosse che per cambiarvi una parola, come si cambia un fiore in un vaso.\u201d<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a> Mentre l\u2019ipotesto della <em>Diceria dell\u2019untore<\/em> \u00e8 senza dubbio il <em>Zauberberg<\/em> quello di <em>Le<\/em> <em>Menzogne della notte<\/em> potrebbe essere il <em>Decamerone<\/em> di Boccaccio o un&#8217;altra raccolta di novelle. L\u2019ultima opera viene anche citata nel romanzo per il quale l\u2019autore vinse il premio Strega e che pu\u00f2 essere considerato una sorta di <em>Decamerone notturno<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sia il <em>Zauberberg<\/em> che la <em>Diceria dell\u2019untore<\/em> si svolgono in una struttura ospedaliera dove si cura la tubercolosi. Il sanatorio di Mann si trova in montagna, a Davos, quello di Bufalino (<em>La Rocca<\/em>) vicino a Palermo. I riferimenti sono autobiografici, la moglie di Mann fu ricoverata per tubercolosi proprio a Davos e anche Bufalino ne soffr\u00ec in giovent\u00f9. Fu ospedalizzato a Scandiano nel 1944 dove si era recato per insegnare. Il primario della clinica, un certo dottor Biancheri a causa della guerra aveva trasferito la sua vasta e ricchissima biblioteca negli scantinati dell\u2019ospedale e dopo aver scoperto le passioni del giovane siciliano gli consegn\u00f2 le chiavi. In quel modo Bufalino ebbe la sua prima occasione di leggere alcuni classici della letteratura mondiale in lingua originale. <\/p>\n\n\n\n<p>Sia il sanatorio di Davos che la Rocca costituiscono ambienti ermeticamente chiusi e a causa del rischio di contagio chi vi soggiorna non ha contatti con il mondo dei sani. L\u2019io narrante del romanzo di Bufalino e Hans Castorp, il protagonista dello <em>Zauberberg,<\/em> possono lasciare l\u2019ospedale guariti mentre perdono quasi tutti gli amici ricoverati insieme a loro. Anche le storie d\u2019amore tra i protagonisti dei due romanzi hanno importanti parallelismi. Il romanzo di Mann per\u00f2 \u00e8 sostanzialmente positivo e vede la malattia quasi come una sorta di elevazione dello spirito mentre la <em>Diceria <\/em>\u00e8 negativa, cupa e dominata anche da un certo nihilismo esistenziale. <br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019intertestualit\u00e0 nelle opere di Bufalino<\/h2>\n\n\n\n<p>Anche se la <em>Diceria<\/em> \u00e8 uno dei romanzi pi\u00f9 convenzionali di Bufalino egli gioca comunque con il genere del romanzo tramite i numerosi riferimenti intertestuali che mancano del tutto nell&#8217;ipotesto di Mann. Nel senso stretto non si tratta di una mera riscrittura e il fatto di ispirarsi ad un tema gi\u00e0 trattato in letteratura non limita assolutamente l\u2019originalit\u00e0 dell\u2019opera. Bufalino stesso dice: \u201cCom\u2019\u00e8 difficile pensare qualcosa che non sia stato pensato prima\u201d<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a> Il romanzo di Mann \u00e8 un classico romanzo di formazione moderno, mentre la <em>Diceria<\/em> \u00e8 decisamente <em>post<\/em>moderna. Il lettore che coglie i riferimenti ipertestuali pu\u00f2 disporre di un significato pi\u00f9 ampio, ma \u00e8 possibile comprendere il testo anche senza aver letto il rispettivo ipotesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019ultima costituisce una delle principali differenze tra l\u2019ipertestualit\u00e0 e il raccontare con citazioni. Nel secondo caso i riferimenti devono essere colti e in mancanza di ci\u00f2 viene minata l\u2019intera comprensione del testo. Bufalino parte in effetti dal presupposto che le sue opere vengano lette da lettori ideali con un ampio bagaglio letterario.<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a> Gi\u00e0 il titolo della <em>Diceria dell\u2019untore<\/em> costituisce un gioco intertestuale stabilendo una relazione tra la peste altamente infettiva e la tubercolosi. Come scrive lo stesso autore, le sue opere sono una sorta di collage letterarie: \u201cMi attira il gioco del <em>collage<\/em>, l\u2019intarsio di passi antichi dentro contesti moderni, un puledro delle Georgiche messo a scalpitare in una campagna normanna, un\u2019isba freddolosa di nevi campita contro un cielo d\u2019Estremadura. Sogno un libro dove storia e tempo si alleino a confondere in guazzabuglio le due tre evidenze in cui credo.\u201d<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"218\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/consolo_sciascia_bufalino-e1628499103584.jpg\" alt=\"Consolo, Sciascia, Bufalino\" class=\"wp-image-577 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/218;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Vincenzo Consolo, Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino prima della rottura tra Consolo e Bufalino<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Uno dei testi citati pi\u00f9 volte nella <em>Diceria<\/em> \u00e8 la <em><a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2022\/10\/21\/canto-xxvi-dellinferno-ulisse-e-diomede\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Divina Commedia<\/a><\/em>, ma tra molti altri si trovano anche riferimenti a Proust (Il medico Gran Magro viene descritto come un secondo Cottard<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a>) e a Shahraz\u0101d, la voce narrante della celebre raccolta di novelle orientali <em>Le mille e una notte<\/em> (l\u2019io narrante chiama la sua fidanzata Marta \u201cSciarazada di una sola misera notte\u201d)<a href=\"#_ftn11\">[11]<\/a><em>.<\/em>In<em> Le Menzogne della notte <\/em>Frate Cirillo salva un libro di lussurie dalle fiamme, appunto il <em>Decamerone<\/em> e propone di scordarsi della morte novellando: \u201cDacci dunque un argomento, tu che parli cos\u00ec saputo. Anche se non abbiamo da spendere n\u00e9 cento giorni n\u00e9 mille e una notte, ma un\u2019unica miserabile e scarsa vigilia.\u201d<a href=\"#_ftn12\">[12]<\/a> Sono evidenti i riferimenti alle <em>Mille e una notte<\/em> e alle cento novelle di Boccaccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie alla trasposizione di temi e motivi letterari nella sua raccolta di racconti brevi <em>L\u2019uomo invaso<\/em> del 1986 Bufalino pu\u00f2 essere considerato un Borges italiano. L\u2019argentino Jorge Luis Borges (1899 \u2013 1986) \u00e8 universalmente riconosciuto come uno dei padri dell\u2019intertestualit\u00e0 che grazie ai suoi racconti nelle <em>Ficciones<\/em> (1944) e nell\u2019<em>Aleph<\/em> (1949) \u00e8 riuscita ad affermarsi come una caratteristica fondamentale della letteratura postmoderna. Il racconto <em>L\u2019uomo invaso<\/em> che d\u00e0 il titolo alla raccolta \u00e8 ispirato alla <em>Verwandlung<\/em> (1915) di Franz Kafka, <em>L\u2019ingegnere di Babele<\/em> ha molte affinit\u00e0 con il <em>Robinson Crusoe<\/em> (1719) di Daniel Defoe e pu\u00f2 essere letto anche come una poetica dell\u2019intertestualit\u00e0. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"390\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Bufalino_Comiso_1983-e1628499136818.jpg\" alt=\"Bufalino a Comiso\" class=\"wp-image-575 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/390;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gesualdo Bufalino a Comiso (RG) Foto della Fondazione Bufalino<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il protagonista di <em>L\u2019ingegnere di Babele<\/em> non ha solo il soprannome Robinson, era stato licenziato dal suo posto di bibliotecario perch\u00e9 ritagliava i libri per permettere nuove composizioni. Analogamente all\u2019autore come libro per l\u2019isola sceglie il vocabolario.<a href=\"#_ftn13\">[13]<\/a> <em>L\u2019ultima cavalcata di Don Chisciotte<\/em> costituisce una delle numerose parodie dell\u2019eroe di Miguel de Cervantes in cui vengono scambiati i ruoli di Sancho Panza e <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Don Quijote (si apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/02\/14\/miguel-cervantes-don-chisciotte-della-mancia\/\" target=\"_blank\">Don Quijote<\/a>. Sul Don Quijote del resto lavorarono anche Borges nel suo racconto <em>Pierre Menard, autor del Quijote<\/em> e Miguel de Unamuno nella sua <em>Vida de Don Quijote y Sancho Panza<\/em>. Tra altro \u00e8 molto buffo il confronto tra Pierre Menard e Unamuno perch\u00e9 il primo \u00e8 uno scrittore fittizio nato dalla penna di Jorge Luis Borges. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le traduzioni di Bufalino<\/h2>\n\n\n\n<p>Prima di pubblicare romanzi, Bufalino aveva gi\u00e0 pubblicato diverse traduzioni e continu\u00f2 anche dopo i suoi successi letterari. Il suo interesse per la traduzione era nato in adolescenza quando tent\u00f2 di fare una traduzione a ritroso di Les <em>Fleurs du mal<\/em> (1857) di Charles Baudelaire. L\u2019adolescenza di Bufalino \u00e8 da collocare negli anni &#8217;30 e all\u2019ora non era possibile reperire gli originali dei classici in lingua. Anche la <em>Recherche<\/em> di Proust aveva potuto leggerla per la prima volta in francese soltanto nel 1944 a Scandiano. In et\u00e0 pi\u00f9 matura oltre ai <em>Fiori del male<\/em> tradusse Madame de La Fayette, Victor Hugo, Arthur Rimbaud, Jean Giraudoux e altre opere minori per le case editrici Sellerio, Bompiani e Mondadori. Sono state particolarmente apprezzate le sue traduzioni di poesie grazie allo stile e al linguaggio raffinato.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella raccolta di aforismi <em>Il Malpensante<\/em> sono contenute anche molte riflessioni sulla traduzione: \u201cIl traduttore \u00e8 l\u2019unico autentico lettore di un testo. Non dico i critici, che non hanno voglia n\u00e9 tempo di cimentarsi in un corpo a corpo altrettanto carnale, ma nemmeno l\u2019autore ne sa, su ci\u00f2 che ha scritto, pi\u00f9 di quanto un traduttore innamorato indovini.\u201d<a href=\"#_ftn14\">[14]<\/a> Il lavoro del traduttore letterario \u00e8 particolarmente meticoloso. Deve essere audace, ma non troppo e sempre molto preciso per non alterare il significato e lo stile dell\u2019originale. Facendo ci\u00f2 per prima cosa deve leggere il testo e coglierlo in ogni sua profondit\u00e0. Se riesce ad identificarsi con il testo questo certamente aiuta. Secondo <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2017\/09\/16\/milan-kundera-la-vita-e-altrove\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Milan Kundera (si apre in una nuova scheda)\">Milan Kundera<\/a> tanti traduttori obbediscono solo agli insegnamenti ricevuti a scuola sulla presunta bellezza della lingua. Hanno il terrore delle ripetizioni che considerano un oltraggio all\u2019eleganza stilistica ma non comprendono che la ricchezza del linguaggio non \u00e8 un valore in s\u00e9. Se l\u2019autore ripete una parola lo fa perch\u00e9 \u00e8 importante.<a href=\"#_ftn15\">[15]<\/a> <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"169\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/fondazione_Bufalino_Comiso-e1628499166809.jpg\" alt=\"Fondazione Bufalino Comiso\" class=\"wp-image-578 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/169;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Fondazione Gesualdo Bufalino al Mercato Casmeneo di Comiso (RG)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Bufalino oltre ad essere molto colto aveva anche un senso spiccato dell\u2019umore che si coglie soprattutto nei suoi acutissimi aforismi. Fa per esempio un commento ironico della celebre frase di Umberto Eco sulla traduzione: \u201cUna traduzione non \u00e8 una fonte: \u00e8 una protesi, come la dentiera o gli occhiali, un mezzo per raggiungere in modo limitato qualche cosa che si trova al di fuori della mia portata.\u201d<a href=\"#_ftn16\">[16]<\/a> (Bufalino): \u201cSe la traduzione \u00e8 una pr\u00f2tesi, deve averne la modestia.\u201d<a href=\"#_ftn17\">[17]<\/a> Sono due perle di saggezza che ogni lettore appassionato ha potuto sperimentare. L\u2019esperienza letteraria e il piacere estetico sono profondamente legati alla lingua in cui leggiamo un\u2019opera. Ci sono delle traduzioni molto valide che riescono a trasmettere quasi le stesse sensazioni in un\u2019altra lingua, ma un certo senso di artificialit\u00e0 rimane sempre. Del resto probabilmente a tutti \u00e8 capitato di dare un giudizio completamente diverso riguardo a un\u2019opera letteraria che \u00e8 stata letta in diverse lingue.  <br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Iscriviti alla newsletter<\/strong><\/p>\n\n\n<script>(function() {\n\twindow.mc4wp = window.mc4wp || {\n\t\tlisteners: [],\n\t\tforms: {\n\t\t\ton: function(evt, cb) {\n\t\t\t\twindow.mc4wp.listeners.push(\n\t\t\t\t\t{\n\t\t\t\t\t\tevent   : evt,\n\t\t\t\t\t\tcallback: cb\n\t\t\t\t\t}\n\t\t\t\t);\n\t\t\t}\n\t\t}\n\t}\n})();\n<\/script><!-- Mailchimp for WordPress v4.11.1 - https:\/\/wordpress.org\/plugins\/mailchimp-for-wp\/ --><form id=\"mc4wp-form-1\" class=\"mc4wp-form mc4wp-form-59\" method=\"post\" data-id=\"59\" data-name=\"Sottoscrizione\" ><div class=\"mc4wp-form-fields\"><p>\r\n    <label>Nome<\/label>\r\n    <input name=\"FNAME\" placeholder=\"Nome\" required=\"\" type=\"text\">\r\n\r\n\t<label>email: <\/label>\r\n\t<input type=\"email\" name=\"EMAIL\" placeholder=\"Indirizzo email\" required \/>\r\n\t<input type=\"submit\" value=\"Iscriviti\" \/>\r\n<\/p><\/div><label style=\"display: none !important;\">Lascia questo campo vuoto se sei umano: <input type=\"text\" name=\"_mc4wp_honeypot\" value=\"\" tabindex=\"-1\" autocomplete=\"off\" \/><\/label><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_timestamp\" value=\"1777995722\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_form_id\" value=\"59\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_form_element_id\" value=\"mc4wp-form-1\" \/><div class=\"mc4wp-response\"><\/div><\/form><!-- \/ Mailchimp for WordPress Plugin -->\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Gesualdo\nBufalino: <em>Il Malpensante. Lunario\ndell\u2019anno che fu<\/em>. In: Gesualdo Bufalino Opere 1981-1988. A cura di Maria\nCorti e Francesca Caputo. Bompiani Milano 2001, p. 1060<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Sono di una bellissima raccolta di poesie, <em>L\u2019amaro miele <\/em>di Gesualdo Bufalino (Gesualdo Bufalino: <em>L\u2019amaro miele. Nuova edizione accresciuta<\/em> Torino: Einaudi, 1988.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Cfr. [\u2026] Occorrono cure diverse, e io dico\ntimidamente: libri e acqua, libri e strade, libri e case, libri e occupazione.\nLibri. (Gesualdo Bufalino: <em>La luce e il\nlutto<\/em>. In: Gesualdo Bufalino Opere 1981-1988. A cura di Maria Corti\ne Francesca Caputo. Bompiani Milano 2001, p. 1176.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> L\u2019episodio del meccanico viene raccontato in \u201e<em>Don Gesualdo. Con i contributi di Manlio Sgalambro e Antonio di Grado<\/em>. Milano: Bompiani, 2010, p. 29f dallo stesso Piero Guccione, scomparso a Modica nell\u2019autunno del 2018. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Gesualdo\nBufalino: <em>Diceria dell\u2019untore<\/em>. In:\nGesualdo Bufalino Opere 1981-1988. A cura di Maria Corti e Francesca Caputo.\nBompiani Milano 2001, p.9<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Bufalino, Malpensante, 1066<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Ibid, 1064<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> \u201eSi pu\u00f2 anche verso i libri, signor dottore, soffrire di anoressia?\u201c (Ibid, 1032) Bufalino ha scritto anche delle Istruzioni per l&#8217;uso (di <em>Diceria dell&#8217;untore<\/em>) nelle quali spiega tanti riferimenti intertestuali. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Bufalino, Ibid 1113<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> Bufalino, Diceria, 40<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Bufalino, Diceria, 111. Nel Malpensante\nscrive: \u201eMi sarebbe piaciuto essere il marito di Sh\u00e9h\u00e9razade.\u201c (Bufalino,\nMalpensante, 1127) <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> Bufalino, Le menzogne della notte, 589<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref13\">[13]<\/a> \u201cIl\nlibro per l\u2019isola? Un vocabolario.\u201d Bufalino, Malpensante, 1104<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref14\">[14]<\/a> Bufalino, Malpensante, 1065 \u201eFra\ntraduttore ed autore il rapporto che s\u2019intreccia (insidie, invidie, ripicche,\nlusinghe) adombra una sfida carnale\u201c (Ibid)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref15\">[15]<\/a> Cfr. Milan Kundera: <em>I testamenti traditi<\/em>. Milano: Adelphi, 1993, p. 107-109f<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref16\">[16]<\/a> Umberto\nEco: <em>Come si fa una tesi di laurea<\/em>, Milano:\nBompiani, 1977, p. 62<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref17\">[17]<\/a> Bufalino, Malpensante, 1112<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analisi e commento di Diceria dell&#8217;untore e Le Menzogne della notte: l&#8217;intertestualit\u00e0 nei primi romanzi di Gesualdo Bufalino Introduzione La parola ha preceduto la luce e non viceversa: Fiat Lux e la luce fu.[1] Se cerchiamo di immaginare una mappa letteraria dell\u2019Italia il primo posto spetta senza dubbio alla Sicilia che ha dato i natali [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-573","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-letteratura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/573","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=573"}],"version-history":[{"count":36,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/573\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2354,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/573\/revisions\/2354"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=573"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=573"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=573"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}