{"id":536,"date":"2019-03-03T18:05:49","date_gmt":"2019-03-03T17:05:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/?p=536"},"modified":"2024-02-02T12:44:25","modified_gmt":"2024-02-02T11:44:25","slug":"vita-culturale-vienna-fin-de-siecle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2019\/03\/03\/vita-culturale-vienna-fin-de-siecle\/","title":{"rendered":"Cultura, musica e letteratura nella Vienna 1900"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Le opere di Mahler, Sch\u00f6nberg, Schnitzler e Hofmannsthal nella Vienna della Belle \u00c9poque<\/h1>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"414\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Bacio_Klimt_190809-e1628499350774.jpg\" alt=\"Klimt Bacio\" class=\"wp-image-558 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/414;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gustav Klimt: Il bacio (1907-08) Da notare gli elementi rettangolari sul vestito dell&#8217;uomo e quelli tondi su quello della donna.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La vita culturale della Vienna <em>fin de si\u00e8cle<\/em> era caratterizzata da una commistione delle arti e talvolta abbracciava campi apparentemente lontani, come abbiamo visto a proposito di <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/11\/18\/cultura-a-vienna-nella-belle-epoque\/\" target=\"_blank\">medicina, architettura e scienza<\/a>. Cos\u00ec era comune che l\u2019anatomista Emil Zuckerkandl (il marito della famosa salonni\u00e8re Berta Zuckerkandl) desse a Gustav Klimt spiegazioni sui dettagli del corpo umano e della riproduzione, in modo che l\u2019artista potesse utilizzarli in molti dei suoi quadri.  Il musicista Arnold Sch\u00f6nberg prendeva lezioni di pittura da Richard Gerstl e pi\u00f9 tardi avrebbe esposto con il gruppo <em>Der blaue Reiter<\/em>. Gustav Mahler si rivolgeva agli artisti della Secessione per allestire le scenografie delle opere che dirigeva all\u2019opera di corte e il pittore espressionista Oskar Kokoschka, oltre a dipingere ritratti di una <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2020\/03\/08\/kokoschka-espressionismo-austriaco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">notevole profondit\u00e0 interiore<\/a> come gi\u00e0 visto in un articolo a lui dedicato <a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>, era attivo anche come drammaturgo. Il poeta Hugo von Hofmannsthal non scriveva soltanto libretti per opere ma nella sua produzione letteraria entrarono anche le teorie psicoanalitiche del momento come gli scritti di Freud e Breuer sull\u2019isteria e su altre malattie psicologiche. La Vienna di quel periodo avrebbe aperto la strada all\u2019esperienza artistica sinestesica facendo pian piano sparire i confini tradizionali tra le varie discipline. <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La musica viennese \u2013 Da Mahler\na Sch\u00f6nberg<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/01_gustav_mahler-1-e1628499478825.jpg\" alt=\"Ritratto del compositore Gustav Mahler\" class=\"wp-image-540 lazyload\" width=\"150\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 200px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 200\/238;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gustav Mahler (1860 &#8211; 1911)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Gustav Mahler\n(1860 \u2013 1911) fu probabilmente uno dei compositori e direttori d\u2019orchestra pi\u00f9\nimportanti del Novecento. Come molti connazionali dell\u2019impero multietnico, il\ncosiddetto <em>Vielv\u00f6lkerstaat,<\/em> proveniva\ndalla Boemia ed era di origine ebraica. Ebbe un\u2019infanzia difficile con un padre\nviolento, adombrata dalla morte di diversi fratelli. Era il classico bambino\nprodigio alla Mozart, a quattro anni suonava gi\u00e0 il pianoforte e le sue prime\ncomposizioni risalgono all\u2019et\u00e0 di 6 anni quando dava anche gi\u00e0 lezioni di\npianoforte. Nonostante la situazione familiare riusc\u00ec a frequentare il\nconservatorio di Vienna dall\u2019et\u00e0 di 15 anni dove aveva come maestro Julius\nEpstein. All\u2019et\u00e0 di soli 37 anni era riuscito ad occupare la posizione musicale\npi\u00f9 importante dell\u2019Impero austriaco, quella di direttore dell\u2019opera di corte. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"434\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/mahler_lohengrin_loandina.jpg\" alt=\"La locandina della prima opera diretta da Mahler\" class=\"wp-image-1663 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/mahler_lohengrin_loandina.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/mahler_lohengrin_loandina-207x300.jpg 207w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/434;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"> La locandina della prima opera diretta da Mahler a Vienna nel 1897, il <em>Lohengrin<\/em> di Richard Wagner <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nel 1897 Mahler\ndebutt\u00f2 con il <em>Lohengrin<\/em> di Richard\nWagner e rimase alla guida della prestigiosa opera fino al 1907. Il compositore\nviene meritatamente ricordato anche come un importante riformatore dell\u2019opera.\nPer lui l\u2019opera costituiva un <em>Gesamtkunstwerk<\/em>\n(un opera d\u2019arte totale) e per allestire la parte visiva della scenografia\ncollaborava con importanti artisti della Secessione, ad esempio Alfred Roller.&nbsp; L\u2019obiettivo era un\u2019esperienza sinestesica, un\u2019unit\u00e0\narmoniosa della rappresentazione musicale e scenica. Mahler era infatti molto\namico di diversi artisti della Secessione e anche dei musicisti contemporanei\nSch\u00f6nberg, von Zemlinsky e Berg. <\/p>\n\n\n\n<p>Per ottenere l\u2019unit\u00e0 musicale e scenografica venivano chiamati gli artisti ad allestire le scene di importanti opere come <em>Tristan und Isolde<\/em> che rimasero nella memoria degli spettatori come qualcosa di particolarmente suggestivo. La cura per i dettagli scenografici delle opere pu\u00f2 essere paragonata ai nuovi metodi di presentazione che gli artisti della Secessione utilizzarono per mettere in mostra le loro opere. Nel padiglione della Secessione per ogni esposizione fu creato un ambiente unitario come quello per la mostra dedicata a Beethoven nel 1902 che fu allestita da Hoffmann con il Fregio di Beethoven di Gustav Klimt e il monumento di Max Klinger. Nel 1903 ebbe luogo invece una mostra su Vincent Van Gogh, a cui abbiamo dedicato un post sulle <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2019\/06\/13\/vincent-van-gogh-suicidato-della-societa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">lettere a Theo<\/a>, e la Secessione acquist\u00f2 anche un suo quadro. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1906 Mahler voleva mettere in scena la <em>Salome<\/em> (op. 54) di Richard Strauss, ma il libretto non era riuscito a passare la censura in quanto offensivo nei confronti della moralit\u00e0. Il censore di corte scrisse a Mahler: \u201cLa rappresentazione di atti che appartengono al campo della patologia sessuale non \u00e8 adatta per la nostra opera di corte\u201d<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>. La prima austriaca della <em>Salome<\/em> non pot\u00e9 quindi svolgersi a Vienna e molto probabilmente, oltre alle accuse di contenuti sesso-patologici, giocarono un ruolo anche il crescente antisemitismo di quell\u2019epoca e i modi bruschi di Mahler nei confronti dei suoi sottoposti. Alla fine la mancata rappresentazione della <em>Salom\u00e9<\/em> avrebbe segnato il termine del suo periodo all\u2019opera di corte. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019opera di\nGraz, aperta pochi anni prima, non ebbe invece scrupoli a mettere in scena il\npezzo dello scandalo e colse la grande occasione al volo. Il 16 maggio del 1906\nand\u00f2 in scena l\u2019opera sul soggetto di Oscar Wilde diretta dal suo compositore Richard\nStrauss e grazie ai tanti illustri ospiti come Gustav Mahler, Giacomo Puccini,\nArnold Sch\u00f6nberg, Alban Berg e Alexander von Zemlinsky la citt\u00e0 provinciale per\nuna sola giornata divenne una metropoli. Quel memorabile evento viene anche\ncitato nel <em>Doctor Faustus<\/em> (1943) di\nThomas Mann, quando il protagonista Adrian Leverk\u00fchn si reca a Graz per\nrivedere l\u2019opera che aveva gi\u00e0 visto a Dresda con il suo maestro Kretschmar.<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a> <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Schiele_Schoenberg.jpg\" alt=\"Ritratto di Arnold Sch\u00f6nberg\" class=\"wp-image-1665 lazyload\" width=\"300\" height=\"464\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Schiele_Schoenberg.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Schiele_Schoenberg-194x300.jpg 194w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/464;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"> Egon Schiele: Ritratto di Arnold Sch\u00f6nberg (1917) <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il romanzo di\nMann peraltro aveva dato origine ad un altro scandalo, una controversia tra\nArnold Sch\u00f6nberg e lo scrittore quando ormai entrambi si erano trasferiti negli\nStati Uniti. Mann non era assolutamente un esperto di musica (il suo consulente\nin quell\u2019ambito fu Theodor W. Adorno) e Sch\u00f6nberg non gli perdonava che nel\nromanzo la dodecafonia venisse presentata come un\u2019invenzione di Adrian\nLeverk\u00fchn. Mann avrebbe successivamente rimediato allo sgarbo nella <em>Genesi del Doctor Faustus<\/em> attribuendo la\npropriet\u00e0 intellettuale della dodecafonia al compositore e teorico contemporaneo\nSch\u00f6nberg.<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la totale\nmancanza di saluti ufficiali, ma con un saluto molto caloroso alla stazione di\nVienna in presenza di tanti artisti e musicisti (Sch\u00f6nberg, Berg, von Webern,\nRoller, Moll, Klimt, Walter), Gustav Mahler prosegu\u00ec la sua carriera musicale a\nNew York dove fu sotto contratto alla Metropolitan Opera a partire dai primi\nmesi del 1908. Come figlio della sua epoca non frequent\u00f2 soltanto gli artisti\ndella Secessione ma fu anche in cura da Sigmund Freud. Nel 1910 interpell\u00f2 il\npsicoanalista per problemi matrimoniali con sua moglie, la <em>femme fatale<\/em> Alma Mahler-Werfel. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-medium\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"249\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/03_sposa_vento_mahler_kokoschka-300x249.jpg\" alt=\"Sposa del vento di Kokoschka\" class=\"wp-image-551 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/03_sposa_vento_mahler_kokoschka-300x249.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/03_sposa_vento_mahler_kokoschka.jpg 723w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/249;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"> Oskar Kokoschka: &#8220;La sposa del vento&#8221; raffigurante l&#8217;artista e Alma Mahler (1914)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Quest\u2019ultima \u00e8 entrata nella storia anche come vedova delle quattro arti: dopo Gustav Mahler (musica), Walter Gropius (architettura) e Oskar Kokoschka (pittura) non poteva mancare la letteratura: l\u2019ultimo marito di Alma fu infatti il poeta praghese Franz Werfel. Nonostante che sia il primo che il terzo marito fossero di origine ebraica e che con Werfel avesse dovuto fuggire dal regime nazista negli Stati Uniti, Alma rimase antisemita per tutta la sua vita. A parte sposare uomini illustri e farne una specie di collezione (che le port\u00f2 anche molti vantaggi economici dopo la morte dei famosi mariti) non aveva poi combinato molto nella sua vita e al contrario di molte contemporanee non si era nemmeno mai impegnata per i diritti delle donne. <\/p>\n\n\n\n<p>Arnold\nSch\u00f6nberg (1874 \u2013 1951) fu un compositore e teorico musicale viennese\ndell\u2019epoca, famoso soprattutto per aver teorizzato la dodecafonia che si basa\nsu una serie (o sequenza) di 12 suoni. Come molti contemporanei anche lui aveva\norigini ebraiche ed emigr\u00f2 negli Stati Uniti nel 1933. La sua carriera musicale\nal contrario di quella di Mahler non fu assolutamente convenzionale. Aveva abbandonato\nla scuola nel 1890 e dopo la morte di suo padre dovette mantenere la famiglia\nlavorando come impiegato di banca. Nel tempo libero frequentava l\u2019opera, appassionandosi\nsoprattutto a Richard Wagner. Il compositore Alexander von Zemlinsky scopr\u00ec il\ntalento di Sch\u00f6nberg e gli diede le prime lezioni. Per il resto Sch\u00f6nberg si\nera formato come autodidatta ascoltando e studiando soprattutto Brahms, Wagner,\nMahler, Bach e Mozart.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-medium is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/06_Schoenberg_Gerstl-216x300.jpg\" alt=\"Ritratto di Arnold Schoenberg\" class=\"wp-image-553 lazyload\" width=\"300\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/06_Schoenberg_Gerstl-216x300.jpg 216w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/06_Schoenberg_Gerstl.jpg 600w\" data-sizes=\"(max-width: 216px) 100vw, 216px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 216px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 216\/300;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Richard Gerstl: Ritratto di Arnold Sch\u00f6nberg (1905)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Dopo i primi\nsuccessi musicali abbandon\u00f2 il lavoro in banca e spos\u00f2 la sorella del suo\nmaestro, Mathilde von Zemlinsky. Il pittore espressionista Richard Gerstl (1883\n\u2013 1908), che ebbe una relazione tormentosa con Mathilde, dipinse diversi ritratti\ndella famiglia Sch\u00f6nberg e diede lezioni di pittura ad Arnold. Il rapporto tra\ni due tuttavia si incrin\u00f2 quando il compositore colse la moglie <em>in flagranti<\/em> con il giovane ritrattista.\nGerstl in seguito si sarebbe suicidato all\u2019et\u00e0 di soli 25 anni e avrebbe\ndistrutto anche molte delle sue opere. <\/p>\n\n\n\n<p>Sch\u00f6nberg fond\u00f2 la seconda scuola di Vienna, la scuola atonale i cui esponenti pi\u00f9 importanti furono, oltre a egli stesso, i suoi allievi Anton Webern (1883 \u2013 1945) e Alban Berg (1895 \u2013 1935). Accanto alla musica fu appunto molto appassionato di arte e amico stretto dell\u2019architetto Adolf Loos. Sch\u00f6nberg era stato ritratto da Egon Schiele e Richard Gerstl mentre egli stesso aveva dipinto i ritratti di Alban Berg e quello del funerale di Gustav Mahler. Successivamente avrebbe avuto contatti con Kandinskij e collaborato al manifesto del gruppo <em>Der blaue Reiter.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I caff\u00e8 e i saloni letterari<\/h2>\n\n\n\n<p>La Vienna <em>fin de si\u00e8cle<\/em> era anche considerata la capitale\ndell\u2019Estetismo e della <em>D\u00e9cadence<\/em>. Importanti rappresentati della\nletteratura come esperimento estetico di se stessa furono Hugo von\nHofmannsthal, Richard Beer-Hofmann (1866 \u2013 1945), Arthur Schnitzler (1862 \u2013\n1931) e Hermann Bahr (1863 \u2013 1934). Spesso si radunavano nei caff\u00e8 e siccome\nall\u2019epoca a Vienna ve ne erano molti fu coniato il termine di <em>Kaffeehausliteratur<\/em>\n(letteratura dei caff\u00e8) che non era assolutamente inteso in senso spregiativo.\nMolti intellettuali dell\u2019epoca vivevano come <em>Boh\u00e9miens<\/em> e passavano ore e\nore nei caff\u00e8 per scrivere e intrattenersi.<\/p>\n\n\n\n<p>Hermann Bahr fond\u00f2 il gruppo Jung-Wien nel caff\u00e8 Griensteidl di cui\nfacevano parte lo stesso Bahr, Hofmannsthal, Schnitzler e Peter Altenberg (1859\n\u2013 1919). Quest\u2019ultimo si faceva persino mandare la posta al caff\u00e8 e oggi lo\nricorda una statua al caff\u00e8 Central, il nuovo luogo di ritrovo dei letterati\ndopo la chiusura del caff\u00e8 Griensteidl. Talvolta essi si incontravano anche nel\nCaff\u00e8 museo, i cui arredi (ovviamente austeri) erano stati disegnati da Adolf\nLoos. Altri importanti luoghi di incontro erano i saloni di diverse persone\nprivate dell\u2019alta societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel salone della scrittrice e giornalista Berta Zuckerkandl si incontrava la Vienna artistica, letteraria, musicale e psicoanalitica che vi respirava un\u2019aria liberale. Fu il luogo in cui Gustav Mahler conobbe sua moglie Alma e dove Klimt si faceva spiegare le basi scientifiche della riproduzione e l\u2019anatomia umana dal marito di Berta, l\u2019anatomista Emil Zuckerkandl. Grazie a lui Klimt si era avvicinato al pensiero di Darwin e aveva conosciuto le teorie di Carl von Rokitansky, medico e fondatore della Seconda Scuola Viennese. Alla precisione anatomica dell\u2019artista avevano contribuito le visite a Zuckerkandl mentre quest\u2019ultimo sezionava i cadaveri all\u2019universit\u00e0. L\u2019anatomista aveva anche tenuto lezioni per gli scrittori, artisti e musicisti dell\u2019epoca allo scopo di avvicinarli ai misteri del corpo umano.<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> L\u2018arredamento del salone dei Zuckerkandl fu curato dagli artisti della Wiener Werkst\u00e4tte e la vivacit\u00e0 culturale che vi regnava fu apprezzata e ammirata anche da artisti internazionali come lo sculture Auguste Rodin che aveva frequentato quell\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obiettivo del gruppo Jung-Wien era il superamento del Naturalismo nella Letteratura, che abbiamo incontrato nell&#8217;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/07\/12\/aspetto-anticlericale-naturalismo-francese\/\" target=\"_blank\">analisi delle opere di Zola e Maupassant<\/a>. Il passaggio dal Naturalismo all\u2019Estetismo fu una tappa essenziale per la letteratura moderna e anche se i letterati Viennesi sono meno noti di Baudelaire, Rimbaud, Mallarm\u00e9, Huysmans, Wilde e D\u2019Annunzio, essi diedero un contributo comunque fondamentale per quel che riguarda una specialit\u00e0 viennese dell\u2019epoca: la commistione delle arti. Qui non si pu\u00f2 fare a meno di nominare il lavoro di Hugo von Hofmannsthal (1874 \u2013 1929) come librettista di Richard Strauss. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Hugo von Hofmannsthal<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-medium is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/08_richard_strauss_hugo-von-hofmannsthal-284x300.jpg\" alt=\"Richard Strauss e Hugo von Hofmannsthal\" class=\"wp-image-555 lazyload\" width=\"300\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/08_richard_strauss_hugo-von-hofmannsthal-284x300.jpg 284w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/08_richard_strauss_hugo-von-hofmannsthal.jpg 366w\" data-sizes=\"(max-width: 284px) 100vw, 284px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 284px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 284\/300;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Richard Strauss (a destra) insieme al suo librettista, il poeta Hugo von Hofmannsthal<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Hofmannsthal fu un letterato di spicco e il suo modo di procedere nella\nletteratura ricorda molto Gustav Klimt nelle arti: riusciva a scrivere delle\npoesie bellissime su Vienna velando completamente il soggetto. Come Klimt\nmascherava i suoi nudi iniziali con ornamenti artistici, Hofmannsthal copr\u00ec le\nsue fantasie erotiche con immagini e frasi pi\u00f9 caste. Le sue liriche sono\naltamente artificiose per\u00f2 nella loro artificiosit\u00e0 appaiono come la cosa pi\u00f9\nnaturale del mondo.<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>\nUn\u2019opera esemplare per il male dell\u2019epoca e le sfide dell\u2019uomo moderno fu <em>l\u2019Elektra<\/em>\n(<em>Elettra<\/em>), una\ntragedia scritta tra il 1901 e il 1903 e successivamente adattata per l\u2019omonima\nopera di Richard Strauss del 1909. <\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019Elettra<\/em> di Hofmannsthal \u00e8 radicalmente diversa dalla tragedia di Sofocle. Elettra, segnata dall\u2019atroce assassinio di suo padre da parte di sua madre, vuole solo vendetta. Incapace di rivendicare la morte del padre in prima persona aspetta il fratello Oreste. Quando quest\u2019ultimo rivendica la morte di Agamennone, uccidendo Clitennestra e il suo amante, Elettra \u00e8 fuori di s\u00e9 dalla gioia e danza come un\u2019isterica per morire completamente impazzita. Hofmannsthal volle sottolineare l\u2019atrocit\u00e0 della tragedia greca anzich\u00e9 attenuarla. Per la sua crudelt\u00e0 l\u2019opera reca importanti parallelismi con la <em>Salome <\/em>di Oscar Wilde. <\/p>\n\n\n\n<p>I\nrappresentanti dell\u2019estetismo non ritraevano la modernit\u00e0 in maniera\nnaturalistica osservando i vari milieu ma la trasfiguravano poeticamente.\nAlcuni temi potevano essere comuni a quelli dei naturalisti come per esempio quello\ndella follia o dell\u2019isteria, ma cambiava completamente il modo di rappresentarle.\nLa tragedia di Hofmannsthal deve importanti elementi agli scritti contemporanei\nsull\u2019isteria di Freud e Breuer. Oltre a ci\u00f2 il poeta us\u00f2 il mito classico per\nfar capire ai suoi contemporanei che il progresso e la modernit\u00e0 sono un\ninganno, una continuazione delle barbarie di altri tempi.<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a> <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019opera e soprattutto la gioia sfrenata di Elettra di fronte all\u2019assassinio e il suo odio cieco ovviamente avevano scandalizzato i Viennesi dell\u2019epoca. Le barbarie si sarebbero per\u00f2 avverate con la prima (e successivamente con la seconda) guerra mondiale. Hofmannsthal aveva sempre visto la prima guerra mondiale come fine dell\u2019Europa cosmopolita ancor prima della fine della monarchia. Come scrive anche Magris, di cui abbiamo parlato a proposito dello <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/06\/03\/bravo-soldato-svejk\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">\u0160vejk di Ha\u0161ek<\/a>, ne <em>Il mito asburgico nella letteratura austriaca moderna<\/em>: \u201cIl tramonto della vecchia Europa ottocentesca sbocc\u00f2 nell\u2019et\u00e0 della violenza, del fascismo e nel nazismo\u201d<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a>. Sia Joseph Roth che Hofmannsthal figurano tra quegli scrittori che si erano resi conto che la nuova Europa in preda agli odi razziali era molto peggio del vecchio impero absburgico con tutti i suoi difetti. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-medium\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"215\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Il_Jedermann_del_1920-300x215.jpg\" alt=\"Il Jedermann di Hugo von Hofmannsthal sotto la regia di Max Reinhardt\" class=\"wp-image-557 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Il_Jedermann_del_1920-300x215.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Il_Jedermann_del_1920-768x551.jpg 768w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Il_Jedermann_del_1920.jpg 800w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/215;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La prima del &#8220;Jedermann&#8221; del 1920 sotto la regia di Max Reinhardt sulla piazza del duomo di Salisburgo <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Prima della sua morte Hofmannsthal scrisse altri importanti libretti per Richard Strauss come il <em>Rosenkavalier<\/em> (1911) e <em>Ariadne auf Naxos<\/em> (1912), ma \u00e8 celebre soprattutto per il <em>Jedermann<\/em> che dal 1920 va in scena ogni anno al famoso Festival di Salisburgo, fondato appunto da Hofmannsthal, Richard Strauss, Max Reinhardt, un famoso regista teatrale viennese dell&#8217;epoca, e la salonni\u00e9re Berta Zuckerkandl. <br><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>Iscriviti alla newsletter<\/p>\n\n\n<script>(function() {\n\twindow.mc4wp = window.mc4wp || {\n\t\tlisteners: [],\n\t\tforms: {\n\t\t\ton: function(evt, cb) {\n\t\t\t\twindow.mc4wp.listeners.push(\n\t\t\t\t\t{\n\t\t\t\t\t\tevent   : evt,\n\t\t\t\t\t\tcallback: cb\n\t\t\t\t\t}\n\t\t\t\t);\n\t\t\t}\n\t\t}\n\t}\n})();\n<\/script><!-- Mailchimp for WordPress v4.11.1 - https:\/\/wordpress.org\/plugins\/mailchimp-for-wp\/ --><form id=\"mc4wp-form-1\" class=\"mc4wp-form mc4wp-form-59\" method=\"post\" data-id=\"59\" data-name=\"Sottoscrizione\" ><div class=\"mc4wp-form-fields\"><p>\r\n    <label>Nome<\/label>\r\n    <input name=\"FNAME\" placeholder=\"Nome\" required=\"\" type=\"text\">\r\n\r\n\t<label>email: <\/label>\r\n\t<input type=\"email\" name=\"EMAIL\" placeholder=\"Indirizzo email\" required \/>\r\n\t<input type=\"submit\" value=\"Iscriviti\" \/>\r\n<\/p><\/div><label style=\"display: none !important;\">Lascia questo campo vuoto se sei umano: <input type=\"text\" name=\"_mc4wp_honeypot\" value=\"\" tabindex=\"-1\" autocomplete=\"off\" \/><\/label><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_timestamp\" value=\"1777603086\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_form_id\" value=\"59\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_form_element_id\" value=\"mc4wp-form-1\" \/><div class=\"mc4wp-response\"><\/div><\/form><!-- \/ Mailchimp for WordPress Plugin -->\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Nel 1910\nOskar Kokoschka dipinse il celebre ritratto di Auguste Forel, un famoso\npsichiatra svizzero. Il ritratto fu criticato dallo stesso soggetto perch\u00e9 met\u00e0\ncorpo appariva come se fosse paralizzata. Pi\u00f9 di un anno dopo Forel fu colpito\nda un ictus vascolare che port\u00f2 alla paralisi della parte destra del suo corpo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Cfr. Lettera\ndel censore di corte Dr. Emil Jettel von Ettenach al direttore dell\u2019opera Gustav\nMahler del 31. Ottobre 1905 \u201e\u2026 abgesehen von mehr textuellen Bedenken kann ich\n\u00fcber das Absto\u00dfende des ganzen Sujets nicht hinaus und kann nur wiederholen:\nDie Darstellung von Vorg\u00e4ngen, die in das Gebiet der Sexualpathologie geh\u00f6ren,\neignet sich nicht f\u00fcr unsere Hofb\u00fchne.\u201c Dr. Emil Jettel von Ettenach: Schreiben\ndes Hofzensors an Staatsopern-Direktor Gustav Mahler, 31. Oktober 1905 (citato\nda Franz Hadamowsky, Alexander Witeschnik (Hg.): Jubil\u00e4umsausstellung 100 Jahre\nWiener Oper am Ring. Wien 1969, S. 93.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Es fand n\u00e4mlich damals, Mai 1906 unter des\nKomponisten eigener Leitung, in Graz, der Hauptstadt Steiermarks, die\n\u00f6sterreichische Premi\u00e8re der \u00bbSalome\u00ab statt, zu deren\n\u00fcberhaupt erster Auff\u00fchrung Adrian einige Monate fr\u00fcher mit Kretzschmar nach\nDresden gefahren war [\u2026]. (Thomas Mann: Doktor Faustus. Das Leben des deutschen\nTonsetzers Adrian Leverk\u00fch, erz\u00e4hlt von einem Freunde. Frankfurt: Fischer,\n2007, p. 224)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> [\u2026] die im XXII. Kapitel dargestellte Kompositionsart, Zw\u00f6lf Ton- oder Reihentechnik genannt, in Wahrheit das geistige Eigentum eines zeitgen\u00f6ssischen Komponisten und Theoretikers Arnold Sch\u00f6nbergs, ist [\u2026]. \u00dcberhaupt sind die musiktheoretischen Teile meines Buches in manchen Einzelheiten der Sch\u00f6nbergschen Harmonielehre verpflichtet. (Mann, Doktor Faustus, Nachwort, p. 740)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Cfr. Eric R. Kandel: The age of insight.\nThe quest to understand the unconscious in art, mind and brain. From Vienna\n1900 to the present. New York: Random House Inc., 2012, p. 32<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Cfr.: Wolfgang Lange: \u201eIm Zeichen der\nDekadenz: Hofmannsthal und die Wiener Moderne\u201c in: Rolf Grimminger, Jurij Mura\u0161ov, J\u00f6rn\nSt\u00fcckrath (Hg.): Literarische Moderne. Europ\u00e4ische Literatur im 19. Und 20.\nJahrhundert. Reinbek bei Hamburg: Rowohlt, 1995, p. 207.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Cfr. Lange, Dekadenz, 217<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Claudio Magris: Il mito absburgico nella\nletteratura austriaca moderna. Torino: Einaudi, 1996 [1963], pag. 200<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le opere di Mahler, Sch\u00f6nberg, Schnitzler e Hofmannsthal nella Vienna della Belle \u00c9poque Introduzione La vita culturale della Vienna fin de si\u00e8cle era caratterizzata da una commistione delle arti e talvolta abbracciava campi apparentemente lontani, come abbiamo visto a proposito di medicina, architettura e scienza. Cos\u00ec era comune che l\u2019anatomista Emil Zuckerkandl (il marito della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-536","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/536","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=536"}],"version-history":[{"count":36,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/536\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2361,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/536\/revisions\/2361"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=536"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=536"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=536"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}