{"id":41,"date":"2017-09-16T14:32:00","date_gmt":"2017-09-16T12:32:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/?p=41"},"modified":"2023-04-30T21:46:18","modified_gmt":"2023-04-30T19:46:18","slug":"milan-kundera-la-vita-e-altrove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2017\/09\/16\/milan-kundera-la-vita-e-altrove\/","title":{"rendered":"La vita \u00e8 altrove di Milan Kundera"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Recensione, analisi critica e commento del romanzo La vita \u00e8 altrove di Kundera nel quadro politico dell&#8217;epoca.<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Pensate che il passato, solo perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 stato, sia compiuto e immutabile? Ah, no, il suo abito \u00e8 fatto di taffet\u00e0 cangiante, e ogni volta che ci voltiamo a guardarlo lo vediamo con colori diversi.<a href=\"#sdfootnote1sym\"><sup>1<\/sup><\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n\n\n\n<p>Milan Kundera \u00e8 nato nel 1929 a Brno, a sud dell\u2019allora Cecoslovacchia. Nel 1975 emigr\u00f2 in Francia per motivi politici. I romanzi pi\u00f9 famosi sono stati tutti scritti in ceco mentre quelli pi\u00f9 recenti in francese. Il romanzo che l\u2019ha reso senz\u2019altro celebre in tutto il mondo \u00e8 <em>L&#8217;insostenibile leggerezza dell&#8217;essere<\/em> (<em>Nesnesiteln\u00e1 lehkost byt\u00ed),<\/em> di cui abbiamo analizzato <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2019\/12\/20\/letteratura-animali-montaigne-kundera\/#kundera\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">una parte commovente<\/a> che illustra la sua considerazione degli animali. <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"197\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Milan_Kundera_1980-e1628419663605.jpg\" alt=\"Milan Kundera nel 1980\" class=\"wp-image-872 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/197;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Milan Kundera, 1980<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>L\u2019opera fu scritta nel 1982 in ceco ma per lunghi anni fu possibile leggerla soltanto in traduzione perch\u00e9 Kundera non acconsent\u00ec alla pubblicazione in Repubblica Ceca fino al 2006. Questa decisione potrebbe essere stata influenzata dal fatto che la Cecoslovacchia non si limit\u00f2 a proibire i suoi libri, come avvenne in URSS per le <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2019\/01\/05\/lopera-di-rabelais-e-la-cultura-popolare-di-michail-bachtin\/\">opere di Bachtin<\/a>, ma nel 1979 gli tolse addirittura la cittadinanza rendendolo apolide finch\u00e9 non gli fu concessa quella francese nel 1981. Nel 2019, anno del suo 90esimo compleanno a Kundera e a sua moglie Vera fu ridata la cittadinanza ceca di cui erano stati privati per 40 anni in una cerimonia privata.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli altri romanzi in ceco figurano in ordine cronologico <em>Lo scherzo<\/em> (<em>\u017dert<\/em>) del 1967, <em>La vita \u00e8 altrove<\/em> <em>(\u017divot je jinde)<\/em> del 1969, <em>Il valzer degli addii (Val\u010d\u00edk na rozlou\u010denou)<\/em> del 1972 e <em>Il libro del riso e dell&#8217;oblio<\/em> <em>(Kniha sm\u00edchu a zapomn\u011bn\u00ed) <\/em>del 1978. Nel 1968 Kundera scrisse la raccolta di racconti <em>Amori ridicoli<\/em> <em>(Sm\u011b\u0161n\u00e9 l\u00e1sky)<\/em> che aveva definito pi\u00f9 volte un romanzo.<\/p>\n\n\n\n<p>In Italia le opere di Kundera sono state pubblicate da Adelphi e tradotte da Serena Vitale (<em>Amori ridicoli, Il valzer degli addii, La vita \u00e8 altrove, Il libro del riso e dell\u2019oblio<\/em>) e Giuseppe Dierna (<em>Lo scherzo, L\u2019insostenibile leggerezza dell\u2019essere, Amori ridicoli<\/em>), quest&#8217;ultimo curatore per l&#8217;Einaudi anche del celebre <em><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/06\/03\/bravo-soldato-svejk\/\" target=\"_blank\">Soldato \u0160vejk<\/a><\/em> di&nbsp;Jaroslav Ha\u0161ek. Le prime traduzioni di Dierna recano il nome fittizio Antonio Barbato perch\u00e9 come scrive Dierna stesso in un articolo su Repubblica del 2002, negli anni Settanta non avrebbe mai potuto ottenere il visto per la Cecoslovacchia, se i servizi di sicurezza avessero saputo che era il traduttore di un autore non gradito alle autorit\u00e0. Gi\u00e0 dall\u2019inizio degli anni &#8217;70 in Cecoslovacchia i libri di Kundera erano stati tolti da tutte le biblioteche nazionali e gli veniva impedito di pubblicare.<a href=\"#sdfootnote2sym\"><sup>2<\/sup><\/a> Un\u2019altra curiosit\u00e0 sui traduttori \u00e8 che sia Giuseppe Dierna che Serena Vitale erano entrambi allievi del noto slavista Angelo Maria Ripellino.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La vita \u00e8 altrove (<em>\u017divot je jinde<\/em>) (1969)<\/h2>\n\n\n\n<p><em>La vita \u00e8 altrove <\/em>\u00e8 stato pubblicato in ceco nel 1969 e in francese nel 1973 da \u00c9ditions Gallimard. Nello stesso anno apparve in italiano edito da Adelphi. Si tratta del primo libro di Kundera che ho letto perch\u00e9 mi aveva colpita la storia dello scrittore e storico ceco Z\u00e1vi\u0161 Kalandra (1902 &#8211; 1950) che l\u2019autore cita anche in <em>Il Libro del riso e dell\u2019oblio<\/em>. Kalandra fu arrestato nel 1949 insieme alla giurista dissidente Milada Hor\u00e1kov\u00e1 (1901 &#8211; 1950), sottoposto al processo sensazionale che portava il nome di quest\u2019ultima e impiccato il 27 giugno 1950 nella prigione Pancr\u00e1k di Praga. Molti contemporanei di spicco tra i quali Albert Einstein e gli amici parigini di Kalandra Andr\u00e9 Breton e Albert Camus chiesero la grazie alla giustizia cecoslovacca, ma non ottennero nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Il poeta surrealista Paul \u00c9luard (1895 &#8211; 1952) si rifiut\u00f2&nbsp;invece di difendere il \u201ctraditore del popolo\u201d Kalandra come racconta Kundera stesso nella prefazione: \u201cSentii un poeta che ammiravo, Paul \u00c9luard, rinnegare pubblicamente e formalmente i suoi amici praghesi mandati al capestro dalla giustizia stalinista. Questo episodio (di cui scrissi nel <em>Libro del riso e dell\u2019oblio<\/em>) mi traumatizz\u00f2: <strong>quando un boia uccide, la cosa in fin dei conti \u00e8 normale; ma quando un poeta (e per di pi\u00f9 un grande poeta) accompagna l\u2019esecuzione col suo canto, l\u2019intero sistema di valori che noi consideriamo sacrosanto viene d\u2019un colpo scardinato. Le certezze scompaiono.\u201d<a href=\"#sdfootnote3sym\"><sup>3<\/sup><\/a> <\/strong>La figura del poeta Jaromil, protagonista di <em>La vita \u00e8 altrove<\/em>, si inserisce proprio in quel contesto di valori traballanti dove la poesia pu\u00f2 anche assecondare i carnefici. I surrealisti avevano posizioni politiche piuttosto estreme e discutibili, Andr\u00e9 Breton respinse per motivi politici anche Antonin Artaud, autore tra l&#8217;altro di un importante <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2019\/06\/13\/vincent-van-gogh-suicidato-della-societa\/#artaud\" target=\"_blank\">saggio su Vincent van Gogh<\/a>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"208\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/surrealisti-e1628419744902.jpg\" alt=\"Breton &amp; Co.\" class=\"wp-image-44 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/208;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Andr\u00e9 Breton, Paul \u00c9luard, Tristan Tzara, Benjamin P\u00e9ret (1932) <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La storia di Jaromil rappresenta il percorso di crescita di un giovane poeta che lo porta ad assecondare il regime e ad aderire al movimento artistico del Realismo socialista. Questa dottrina fu fondata da Stalin nel 1932 e si pose come obiettivo di modellare ed educare ideologicamente la popolazione nello spirito del socialismo. I soggetti dell\u2019arte visiva divennero perci\u00f2 la produzione industriale socialista (p.es. acciaierie, fabbriche) e l\u2019agricoltura collettiva (trattori, contadini felici). Anche la letteratura doveva aiutare ad edificare il comunismo. I principi che ispirarono l\u2019intera produzione artistica erano la facilit\u00e0 di comprensione, tipica, realistica e soprattutto l&#8217;appoggio agli obbiettivi dello Stato e del partito.<\/p>\n\n\n\n<p>Il futuro poeta Jaromil crebbe con una madre iperprotettiva che condizion\u00f2 fortemente il figlio. Prima che scoprisse la sua vena poetica, la madre desiderava che il figlio si dedicasse alla pittura e lo mand\u00f2 a lezione da un celebre pittore. Questo pittore nel corso dell\u2019opera si riveler\u00e0 un antagonista di Jaromil, dal momento che \u00e8 dell\u2019opinione che l\u2019arte non deve perseguire uno scopo, esprimendo opinioni, tendenze o idee ma solo se stessa (<strong>L\u2019art pour l\u2019art<\/strong>). L\u2019arte socialista invece \u00e8 sempre stata strumentalizzata per scopi politici, riducendo l\u2019artista a un mero manovale-scribacchino alla merc\u00e9 di chi deteneva il potere.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/realismo_socialista-e1628419731120.jpg\" alt=\"Realismo socialista\" class=\"wp-image-43 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/200;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Esempio di realismo socialista nella pittura: Vladimir Krikhatsky: Il primo trattore <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Durante diverse discussioni tra artisti ai quali partecipano sia Jaromil che il pittore, viene condannata l\u2019arte troppo impegnativa che non pu\u00f2 essere compresa dalle masse popolari come per esempio quella surrealista. Inizialmente anche Jaromil non \u00e8 molto convinto che il realismo socialista portasse effettivamente qualcosa di nuovo nell\u2019arte, gli sembra anzi che assomigli al vecchio kitsch borghese.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pittore \u00e8 infatti dell\u2019opinione che nell\u2019arte di regime non vi sia posto nemmeno per le poesie di Jaromil: \u201cNon credo che l\u2019epoca degli eroi positivi e dei busti di Stalin sia molto favorevole alla sua poesia [\u2026]\u201d<a href=\"#sdfootnote4sym\"><sup>4<\/sup><\/a> Pur rendendosi conto che alcune sue poesie che ama infinitamente non avrebbero mai potuto essere pubblicate \u201cnell\u2019epoca degli slogan ottimistici e delle poesie di propaganda\u201d<a href=\"#sdfootnote5sym\"><sup>5<\/sup><\/a> Jaromil obbedisce senza protestare, rinunciando anche alle cose che aveva pi\u00f9 care.<\/p>\n\n\n\n<p>In uno di questi incontri tra artisti, il pittore critica aspramente la rivoluzione proletaria e le sue conseguenze sull\u2019arte: \u201cUna rivoluzione che fa risuscitare dalla tomba l\u2019arte accademica e fabbrica a migliaia di esemplari busti degli uomini di Stato non ha tradito soltanto l\u2019arte moderna ma prima di tutto se stessa. Una rivoluzione del genere non vuole trasformare il mondo, ma al contrario, vuole conservare lo spirito pi\u00f9 reazionario della storia, il fanatismo bigotto, la disciplina, il dogmatismo, la fede e le convenzioni.\u201d<a href=\"#sdfootnote6sym\"><sup>6<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Jaromil invece approva il fatto che le poesie di Baudelaire vengano messe all\u2019indice insieme a tutta la letteratura moderna e che i quadri cubisti spariscano dalle gallerie perch\u00e9 \u201cla rivoluzione \u00e8 violenza e le cose vecchie devono far spazio a quelle nuove.\u201d<a href=\"#sdfootnote7sym\"><sup>7<\/sup><\/a> Ormai per lui il realismo socialista \u00e8 l\u2019unica arte che aiuta a lottare per un nuovo mondo e che rappresenta la rivoluzione proletaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre studia Scienze Politiche all\u2019universit\u00e0, Jaromil fa il controllore ideologico dei professori. Non stupisce il finale in cui il lettore apprende di come il pittore sia stato cacciato dalla scuola in qualit\u00e0 di nemico del popolo e gli sia toccata la sorte di tanti: di giorno manovale in un cantiere e di sera pittore sotto la luce artificiale perch\u00e9 non vuole rinunciare alle sue idee. L\u2019unica consolazione che ha \u00e8 di essere un grande pittore, mentre Jaromil verr\u00e0 sempre ricordato come un poeta mediocre.<a href=\"#sdfootnote8sym\"><sup>8<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Il titolo dell\u2019opera \u00e8 stato preso in prestito dal poeta francese Arthur Rimbaud (1854 \u2013 1891). La frase \u201c<em>La vie est ailleurs<\/em>\u201d divenne celebre come slogan scritto sui muri della Sorbonne durante le contestazioni studentesche del 1968. Kundera fa notare che la propaganda nel 1948 a Praga e nel 1968 alla Sorbonne usava slogan identici. \u201c[\u2026] e sono sempre quelle eterne folle che attraversano la storia saltando da una barricata all\u2019altra.\u201d<a href=\"#sdfootnote9sym\"><sup>9<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Qui veniamo riportati alla percezione di Franz, un personaggio di <em>L\u2019insostenibile leggerezza dell\u2019essere<\/em>. Franz che non ha mai vissuto in un paese comunista lavora all\u2019universit\u00e0 e la sua vita tra i libri gli pare irreale mentre considera la sua vita reale i cortei ai quali partecipa regolarmente senza rendersi conto che sono proprio essi ad rappresentare un teatro e un sogno. Accusata di non impegnarsi contro l\u2019occupazione del suo paese, la sua amante, la pittrice Sabina, pensa che proprio un corteo di gente che marcia levando il braccio e gridando all\u2019unisono le stesse sillabe sia un male ancora pi\u00f9 fondamentale di tutte le occupazioni e invasioni.<a href=\"#sdfootnote10sym\"><sup>10<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Ma la vita \u00e8 anche <em>altrove<\/em> perch\u00e9 ognuno vorrebbe vivere altre vite oltre alla propria. \u201c[\u2026] anche voi vorreste vivere tutte le vostre possibilit\u00e0 irrealizzate, tutte le vostre vite possibili [\u2026] Anche il romanzo desidera essere altri romanzi, quelli che avrebbe potuto essere e non \u00e8 stato.\u201d<a href=\"#sdfootnote11sym\"><sup>11<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Iscriviti alla newsletter:<\/strong><\/p>\n\n\n<script>(function() {\n\twindow.mc4wp = window.mc4wp || {\n\t\tlisteners: [],\n\t\tforms: {\n\t\t\ton: function(evt, cb) {\n\t\t\t\twindow.mc4wp.listeners.push(\n\t\t\t\t\t{\n\t\t\t\t\t\tevent   : evt,\n\t\t\t\t\t\tcallback: cb\n\t\t\t\t\t}\n\t\t\t\t);\n\t\t\t}\n\t\t}\n\t}\n})();\n<\/script><!-- Mailchimp for WordPress v4.11.1 - https:\/\/wordpress.org\/plugins\/mailchimp-for-wp\/ --><form id=\"mc4wp-form-1\" class=\"mc4wp-form mc4wp-form-59\" method=\"post\" data-id=\"59\" data-name=\"Sottoscrizione\" ><div class=\"mc4wp-form-fields\"><p>\r\n    <label>Nome<\/label>\r\n    <input name=\"FNAME\" placeholder=\"Nome\" required=\"\" type=\"text\">\r\n\r\n\t<label>email: <\/label>\r\n\t<input type=\"email\" name=\"EMAIL\" placeholder=\"Indirizzo email\" required \/>\r\n\t<input type=\"submit\" value=\"Iscriviti\" \/>\r\n<\/p><\/div><label style=\"display: none !important;\">Lascia questo campo vuoto se sei umano: <input type=\"text\" name=\"_mc4wp_honeypot\" value=\"\" tabindex=\"-1\" autocomplete=\"off\" \/><\/label><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_timestamp\" value=\"1777613701\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_form_id\" value=\"59\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_form_element_id\" value=\"mc4wp-form-1\" \/><div class=\"mc4wp-response\"><\/div><\/form><!-- \/ Mailchimp for WordPress Plugin -->\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote1anc\">1<\/a><sup>\u0002<\/sup> Milan Kundera: La vita \u00e8 altrove. Milano: Adelphi, 1987, 129<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote2anc\">2<\/a><sup>\u0002<\/sup> Cfr. Giuseppe Dierna: \u201eIl piacere e l\u2019impegno rivivono in quel capolavoro\u201c 4 giugno 2002 [articolo su Repubblica] cons. 4\/9\/2017<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote3anc\">3<\/a><sup>\u0002<\/sup> Kundera, La vita \u00e8 altrove, Prefazione<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote4anc\">4<\/a><sup>\u0002<\/sup> Ibid, 130f<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote5anc\">5<\/a><sup>\u0002<\/sup> Ibid<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote6anc\">6<\/a><sup>\u0002<\/sup> Ibid,133f<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote7anc\">7<\/a><sup>\u0002<\/sup> Ibid,135f<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote8anc\">8<\/a><sup>\u0002<\/sup> Cfr Ibid, 204f<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote9anc\">9<\/a><sup>\u0002<\/sup> Ibid, 189f<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote10anc\">10<\/a><sup>\u0002<\/sup> Cfr: Milan Kundera: L\u2019insostenibile leggerezza dell\u2019essere. Milano: Adelphi, 1985<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote11anc\">11<\/a><sup>\u0002<\/sup> Kundera, La vita \u00e8 altrove, 212<\/p>\n\n\n<h1 class=\"western\">&nbsp;<\/h1>\n<p style=\"text-align: right; padding-left: 30px;\"><span style=\"font-size: small;\"><i><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><\/a><\/i><\/span><\/p>\n<div id=\"sdfootnote11\">\n<p class=\"sdfootnote\">\n<\/p><\/div>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione, analisi critica e commento del romanzo La vita \u00e8 altrove di Kundera nel quadro politico dell&#8217;epoca. Pensate che il passato, solo perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 stato, sia compiuto e immutabile? 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