{"id":2775,"date":"2026-05-09T12:49:17","date_gmt":"2026-05-09T10:49:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/?p=2775"},"modified":"2026-05-09T12:49:19","modified_gmt":"2026-05-09T10:49:19","slug":"esilio-di-ovidio-a-tomi-e-immortalita-dell-anima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2026\/05\/09\/esilio-di-ovidio-a-tomi-e-immortalita-dell-anima\/","title":{"rendered":"L&#8217;esilio di Ovidio, la Tristia e l&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><strong>L&#8217;esilio di Ovidio a Tomi<\/strong> <strong>sul Mar Nero e l&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima nel monoteismo dei Geto-Daci<\/strong><\/h1>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right has-small-font-size\">Nasone, abitante non nuovo del suolo di Tomi,<br>ti manda questo libro dal getico lido.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right has-small-font-size\">Dunque quanto fu cara Delo all\u2019errante Latona, <br>che l\u00ec soltanto trov\u00f2 un rifugio, tanto a me <br>\u00e8 gradita Tomi, che rimane per me, <br>esiliato, tuttora fedele e ospitale.<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Ovidio fu uno degli autori pi\u00f9 importanti dell&#8217;et\u00e0 augustea ed \u00e8 stato celebrato nei secoli fino ad oggi come uno dei maggiori poeti della letteratura latina. Lo stesso Dante lo teneva in tale considerazione tanto da accostarlo ai pilastri della poesia epica, Omero e Virgilio:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-normal-font-size\">Lo buon maestro cominci\u00f2 a dire:<br>\u00abMira colui con quella spada in mano,<br>che vien dinanzi ai tre s\u00ec come sire:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-normal-font-size\">quelli \u00e8 Omero poeta sovrano;<br>l\u2019altro \u00e8 Orazio satiro che vene;<br>Ovidio \u00e8 \u2019l terzo, e l\u2019ultimo Lucano.<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto apprezzato gi\u00e0 dai contemporanei i suoi rapporti con la Roma imperiale furono difficili a tal punto da sfociare nell&#8217;esilio comminatogli dall&#8217;imperatore Augusto nel 8 d.C. Compose le sue opere pi\u00f9 famose, le <em>Metamorfosi <\/em>e <em>l&#8217;Ars Amatoria, <\/em>mentre era a Roma. Meno note, ma non per questo meno significative poich\u00e9 dai contenuti fortemente personali, furono due opere composte durante il suo esilio a Tomi: La <em>Tristia<\/em>, una raccolta di una cinquantina di componimenti in distici elegiaci, e le <em>Epistulae ex Ponto<\/em> di cui le ultime furono pubblicate postume.<\/p>\n\n\n\n<p>La <em>relegatio<\/em> sul Mar Nero lasci\u00f2 tracce profonde nello spirito del poeta romano avvicinandolo alle usanze di un popolo, i Geto-Daci, che prima gli era completamente estraneo. La loro religiosit\u00e0 lo port\u00f2 ad approfondire il concetto di immortalit\u00e0 dell&#8217;anima sul quale cercheremo di tracciare una linea che va dal pensiero di Pitagora, che Ovidio approfondisce nell&#8217;ultimo libro delle <em>Metamorfosi<\/em>, a quello di Platone contenuto nel <em>Fedone<\/em>. Vedremo anche come i dieci anni che Ovidio pass\u00f2 sul Mar Nero non furono poi cos\u00ec foschi e tristi come si potrebbe pensare da uno primo sguardo superficiale, complici anche i suoi stessi scritti con i quali l&#8217;autore perseguiva il chiaro obiettivo di farlo tornare a Roma.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"476\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/ovidio-bollo.png\" alt=\"Francobollo italiano di Ovidio del 1957\" class=\"wp-image-2679 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/ovidio-bollo.png 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/ovidio-bollo-189x300.png 189w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/476;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Francobollo italiano di Ovidio del 1957<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La vita<\/h2>\n\n\n\n<p>Publio Ovidio Nasone nacque a Sulmona negli Abruzzi nel 43 a.C. e mor\u00ec in esilio a Tomi (l\u2019odierna Costanza in Romania) nel 18 d.C dove aveva passato gli ultimi dieci anni della sua vita. Come racconta egli stesso nel quarto libro della <em>Tristia<\/em>, la sua famiglia di origine era benestante e apparteneva ad un ordine equestre. Intorno al 31 a.C. fu inviato a Roma insieme a suo fratello per studiare retorica e grammatica. Il fratello, che mor\u00ec prematuramente, era tagliato per la carriera forense, mentre Ovidio aveva da sempre mostrato una marcata inclinazione verso la poesia, non particolarmente apprezzata da suo padre che considerava questi studi inutili e lo voleva invece avvocato. &#8220;Il fratello fin dalla verde et\u00e0 tendeva all&#8217;eloquenza, nato per le grandi schermaglie oratorie del foro. Ma a me fin da ragazzo piaceva coltivare le cose celesti e segretamente la Musa mi conduceva al suo ministero&#8221;.<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[3]<\/a> Sempre nella <em>Tristia<\/em> si trova anche la celebre frase in cui Ovidio ammette che nonostante i consigli paterni e tutta la sua buona volont\u00e0 non poteva fare a meno di seguire la sua vocazione in quanto tutto quello che scriveva alla fine diventava verso:<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p><em>Sponte sua carmen numeros veniebat ad aptos,<br>et quod temptabam dicere versus erat<\/em>. <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-admin\/post.php?post=2775&amp;action=edit#_ftn2\">[4]<\/a><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Ma spontaneamente un carme si formava nei metri appropriati<br>e ci\u00f2 che tentavo di dire diventava verso.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Dopo il soggiorno a Roma si rec\u00f2 anche ad Atene per perfezionare il suo greco e intraprese altri viaggi, fino all\u2019odierna Anatolia e all&#8217;Egitto; successivamente visse un anno in Sicilia, dove nacque l\u2019idea delle <em>Metamorfosi<\/em>.<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[5]<\/a> Una delle sue prime opere furono gli <em>Amores<\/em> dedicati a Corinna. Il nome fu uno pseudonimo come ammette Ovidio stesso: &#8220;Corinna, cos\u00ec chiamata da me con nome non vero&#8221;<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[6]<\/a>. Seguirono gli <em>Heroides<\/em>, ventun lettere d\u2019amore di amanti famosi (Penelope a Ulisse, Arianna a Teseo, Medea a Giasone, Didone a Enea \u2026). Dopo gli <em>Eroidi<\/em> compose l\u2019<em>Ars Amatoria<\/em>, l\u2019opera \u201cscandalosa\u201d per i cui contenuti fu accusato di rovinare la giovent\u00f9 in quanto insegnava agli uomini a conquistare le donne e a quest\u2019ultime a sedurre gli uomini.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovidio si spos\u00f2 tre volte e prima di compiere trent\u2019anni aveva gi\u00e0 due divorzi alle spalle. In ogni caso, il terzo matrimonio fu quello giusto e pare che sua moglie Fabia abbia fatto di tutto per riportare a Roma il marito relegato: &#8220;Quasi ragazzo mi fu data una moglie n\u00e9 degna<br>n\u00e9 utile, che per breve tempo rimase mia sposa;<br>a lei successe una sposa che, sebbene senza colpa,<br>non avrebbe diviso tuttavia per sempre il mio letto;<br>l&#8217;ultima, che \u00e8 rimasta con me fino agli anni avanzati,<br>sopport\u00f2 di essere la consorte di un marito esiliato.&#8221;<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[7]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Augusto, universalmente riconosciuto il fondatore del Impero romano, rimase al potere per pi\u00f9 di 40 anni, dal 27 a.C. al 14 d. C., anno della sua morte e mand\u00f2 Ovidio in esilio nell\u20198 d.C. Il suo successore Tiberio non cancell\u00f2 l\u2019editto firmato da Augusto per far tornare il poeta in patria ed egli rimase quindi nella terra dei Geti fino alla sua morte.<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[8]<\/a> <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"361\" height=\"300\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Ion_Theodorescu-Sion_-_Ovidiu_in_exil_WIKI_PD.jpg\" alt=\"Ion Theodorescu-Sion: Ovidiu \u00een exil, 1915.\" class=\"wp-image-2676 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 361px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 361\/300;width:361px;height:auto\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Ion_Theodorescu-Sion_-_Ovidiu_in_exil_WIKI_PD.jpg 361w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Ion_Theodorescu-Sion_-_Ovidiu_in_exil_WIKI_PD-300x249.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 361px) 100vw, 361px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ion Theodorescu-Sion: Ovidiu \u00een exil, 1915.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La <em>relegatio<\/em> di Ovidio fu particolare in quanto apparentemente non motivata da ragioni politiche e colpisce per la sua durata che si protrasse dopo la morte dello stesso Augusto, diversamente da quanto accaduto alcuni anni dopo a Lucio Anneo Seneca il quale fin\u00ec in esilio o, meglio dire, in <em>relegatio in insulam<\/em> in Corsica dal 41 al 49 d.C. per volont\u00e0 dell&#8217;imperatore Claudio. Tuttavia alla morte di quest&#8217;ultimo fu non soltanto richiamato a Roma, ma riabilitato a tal punto da essere nominato precettore del futuro imperatore Nerone. Quello che lo accomuna invece ad Ovidio fu il fatto che anche egli durante la <em>relegatio<\/em> sub\u00ec una profonda maturazione interiore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovidio non faceva parte del circolo di Mecenate che sosteneva con la sua produzione artistica il regime di Augusto i cui rappresentanti di spicco furono invece Virgilio, Orazio e Properzio. In ogni caso egli conosceva i suoi contemporanei e intratteneva rapporti con loro. Di Properzio fu amico, mentre nutriva molta stima per Orazio e conosceva solo di vista Virgilio:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-normal-font-size\">Virgilio lo vidi soltanto, n\u00e9 l&#8217;avaro destino<br>concesse tempo a Tibullo per la mia amicizia.<br>Egli successe a te, o Gallo, Properzio a lui,<br><em>quarto dopo questi fui io stesso in ordine di tempo<\/em>.<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[9]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;elenco dei poeti di Ovidio \u00e8 interessante perch\u00e9 nel quarto canto dell&#8217;<em>Inferno<\/em> possiamo osservare che anche Dante dopo aver citato i maggiori poeti dell&#8217;antichit\u00e0 Omero, Orazio, Ovidio e Lucano aggiunse il suo maestro Virgilio e si ritenne sesto di questa schiera, proprio come Ovidio che si considerava quarto dopo Tibullo, Cornelio Gallo e Properzio:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-normal-font-size\">Da ch\u2019ebber ragionato insieme alquanto,<br>volsersi a me con salutevol cenno,<br>e \u2019l mio maestro sorrise di tanto;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-normal-font-size\">e pi\u00f9 d\u2019onore ancora assai mi fenno,<br>ch\u2019e\u2019 s\u00ec mi fecer de la loro schiera,<br><em>s\u00ec ch\u2019io fui sesto tra cotanto senno<\/em>.<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[10]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Pur non essendo particolarmente vicino all&#8217;imperatore, nelle <em>Metamorfosi<\/em> si trova ancora una breve dedica ad Augusto; in seguito il rapporto tra il poeta e l\u2019imperatore si incrin\u00f2 per le opere citate e Ovidio fin\u00ec in esilio (<em>relegatio<\/em>) a Tomi. Egli stesso ci fa sapere nella <em>Tristia<\/em> che era finito in esilio per due crimini, &#8220;un carmen et un error&#8221;.<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[11]<\/a> Il <em>carmen<\/em> era quasi sicuramente <em>l\u2019Ars Amatoria<\/em>, mentre l\u2019<em>error<\/em> \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 difficile da determinare. Sempre nella <em>Tristia<\/em> Ovidio scrisse di aver visto qualcosa che sarebbe stato meglio non vedere.<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\">[12]<\/a> Non lo sappiamo con certezza ma il motivo potrebbe essere legato a qualche misfatto della famiglia di Augusto, la cui nipote Giulia fin\u00ec in esilio pi\u00f9 meno nello stesso periodo di Ovidio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;esilio a Tomi<\/h2>\n\n\n\n<p>Inizialmente visse tristemente nella terra dei Geto-Daci ai confini orientali dell\u2019Impero romano. Essi erano una popolazione della Tracia citata anche nell&#8217;<em>Eneide<\/em> da Virgilio; sono diventati famosi per i loro tesori, il celebre <em>oro dei Daci<\/em>, conquistati dall&#8217;imperatore Traiano nel 101 d.C. e successivamente usati dai Romani per finanziare le grandi opere dell&#8217;Impero: la stessa cosa che fecero secoli pi\u00f9 avanti i <em>conquistadores<\/em> spagnoli con le popolazioni indigene del Sud America. <\/p>\n\n\n\n<figure data-wp-context=\"{&quot;imageId&quot;:&quot;69ff31d512754&quot;}\" data-wp-interactive=\"core\/image\" data-wp-key=\"69ff31d512754\" class=\"wp-block-image size-large wp-lightbox-container\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"830\" data-wp-class--hide=\"state.isContentHidden\" data-wp-class--show=\"state.isContentVisible\" data-wp-init=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on--click=\"actions.showLightbox\" data-wp-on--load=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on-window--resize=\"callbacks.setButtonStyles\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Roman_provinces_of_Illyricum_Macedonia_Dacia_Moesia_Pannonia_and_Thracia-1024x830.jpg\" alt=\"Antica mappa dei paesi dell'impero Romano a sud del Danubio \" class=\"wp-image-2897 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 1024px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1024\/830;object-fit:cover\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Roman_provinces_of_Illyricum_Macedonia_Dacia_Moesia_Pannonia_and_Thracia-1024x830.jpg 1024w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Roman_provinces_of_Illyricum_Macedonia_Dacia_Moesia_Pannonia_and_Thracia-300x243.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Roman_provinces_of_Illyricum_Macedonia_Dacia_Moesia_Pannonia_and_Thracia-768x623.jpg 768w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Roman_provinces_of_Illyricum_Macedonia_Dacia_Moesia_Pannonia_and_Thracia-1536x1246.jpg 1536w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Roman_provinces_of_Illyricum_Macedonia_Dacia_Moesia_Pannonia_and_Thracia-1200x973.jpg 1200w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Roman_provinces_of_Illyricum_Macedonia_Dacia_Moesia_Pannonia_and_Thracia.jpg 1920w\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><button\n\t\t\tclass=\"lightbox-trigger\"\n\t\t\ttype=\"button\"\n\t\t\taria-haspopup=\"dialog\"\n\t\t\taria-label=\"Ingrandisci\"\n\t\t\tdata-wp-init=\"callbacks.initTriggerButton\"\n\t\t\tdata-wp-on--click=\"actions.showLightbox\"\n\t\t\tdata-wp-style--right=\"state.imageButtonRight\"\n\t\t\tdata-wp-style--top=\"state.imageButtonTop\"\n\t\t>\n\t\t\t<svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"12\" height=\"12\" fill=\"none\" viewBox=\"0 0 12 12\">\n\t\t\t\t<path fill=\"#fff\" d=\"M2 0a2 2 0 0 0-2 2v2h1.5V2a.5.5 0 0 1 .5-.5h2V0H2Zm2 10.5H2a.5.5 0 0 1-.5-.5V8H0v2a2 2 0 0 0 2 2h2v-1.5ZM8 12v-1.5h2a.5.5 0 0 0 .5-.5V8H12v2a2 2 0 0 1-2 2H8Zm2-12a2 2 0 0 1 2 2v2h-1.5V2a.5.5 0 0 0-.5-.5H8V0h2Z\" \/>\n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><figcaption class=\"wp-element-caption\">Antica mappa dei paesi dell&#8217;impero Romano a sud del Danubio<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Quando Ovidio giunse da quelle parti, i Geto-Daci risiedevano nella zona a sud del Danubio con accesso al Mar Nero. Nei primi anni non conosceva ancora la lingua del posto (che pi\u00f9 tardi avrebbe imparato) e quindi si sentiva barbaro in quanto non riusciva a farsi capire.<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\">[13]<\/a> Col passare degli anni si ambient\u00f2 nella terra straniera anche se alcune cose come il clima gli pesavano ancora. A Tomi d\u2019inverno non solo nevicava copiosamente ma gelava anche il mare, una cosa che Ovidio non aveva mai visto in vita sua.<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\">[14]<\/a> Camminare sul ghiaccio deve essere stata un\u2019esperienza particolare che lo colp\u00ec. Un\u2019altra cosa che menziona anche Montaigne nei <em><a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/04\/10\/i-saggi-essais-di-michel-de-montaigne\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Saggi<\/a><\/em>, in quanto diventata proverbiale, \u00e8 l\u2019aspetto delle bevande d\u2019inverno. Il vino nella terra dei Geti gelava e quindi nella fredda stagione non si beveva a sorsi, ma a pezzettini.<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\">[15]<\/a> Col passare degli anni in ogni caso Ovidio si adatt\u00f2 sia al clima che alle usanze dei Geti. Dopo qualche anno aveva imparato talmente bene la lingua da poterla usare nei suoi scritti.<a href=\"#_ftn7\" id=\"_ftnref7\">[16]<\/a> La sua ultima opera fu un trattato sui pesci del Mar Nero. Si direbbe quindi che il grande poeta si sia infine riconciliato con il luogo dove fu relegato. Pare che oltre alla lingua abbia anche conosciuto le usanze e la religione dei Geti. Mentre a Roma regnava ancora il politeismo, i Geti adoravano gi\u00e0 un solo dio, Zalmoxis, quasi a voler anticipare il cristianesimo. Siccome erano convinti dell\u2019immortalit\u00e0 dell\u2019anima, al contrario dei Romani non temevano la morte.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"400\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Pespectiva_dinspre_Port_-_iarna_-_1.jpg\" alt=\"Neve a Costanza Wiki Commons \/ Laura Tudosie\" class=\"wp-image-2689 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Pespectiva_dinspre_Port_-_iarna_-_1.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Pespectiva_dinspre_Port_-_iarna_-_1-225x300.jpg 225w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/400;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Neve a Costanza Wiki Commons \/ Laura Tudosie<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Salmossi o Zalmoxis \u00e8 l\u2019unico Dio dei Daci e Geti di cui leggiamo gi\u00e0 nelle <em>Storie<\/em> di Erodoto (485 &#8211; 425 a.C.). Loro non avevano paura della morte in quanto erano assolutamente convinti che il defunto avrebbe raggiunto Zalmoxis. Erodoto ci fornisce anche un altro nome di Salmossi: \u201cAltri Geti questo stesso dio lo chiamano Gebeleizi.\u201d<a href=\"#_ftn8\" id=\"_ftnref8\">[17]<\/a> Egli ci chiarisce anche il legame tra Salmossi e Pitagora che compare anche nelle <em>Metamorfosi<\/em>: \u201cCome ho appreso dai Greci residenti sul Ponto e sull&#8217;Ellesponto, questo Salmossi era un uomo che sarebbe stato schiavo a Samo, schiavo di Pitagora [\u2026].\u201d<a href=\"#_ftn9\" id=\"_ftnref9\">[18]<\/a> L&#8217;Ellesponto di Erodoto \u00e8 l&#8217;odierno stretto dei Dardanelli. <\/p>\n\n\n\n<p>Il riferimento a Pitagora non \u00e8 casuale in quanto anch&#8217;egli aveva gi\u00e0 parlato di un Dio unico. Il Dio dei Geti compare anche in un dialogo giovanile di Platone, il <em>Carmide<\/em>: Secondo Zalmoxis i medici greci a volte non avevano successo nelle cure in quanto si focalizzavano sul disturbo del corpo senza tener conto dell\u2019anima del paziente. Corpo e anima sono un tutt\u2019uno e vanno perci\u00f2 curati insieme. E\u2019 impossibile che una parte dell\u2019insieme stia bene, se non sta bene tutto il resto. Visto che l\u2019anima muove ogni cosa, ogni cura deve partire da l\u00ec. Come si cura l\u2019anima? Con i bei discorsi, in modo che diventi \u201cassennata\u201d. In quel modo \u00e8 pi\u00f9 facile che sia la testa che il resto del corpo giungano alla salute.<a href=\"#_ftn10\" id=\"_ftnref10\">[19]<\/a> Il culto di Zalmoxis scomparve quando la Dacia si convert\u00ec al cristianesimo. In ogni caso \u00e8 interessante l\u2019aspetto monoteistico di questo culto dove il ruolo di Zalmoxis, paragonabile a Giove, ha anticipato appunto il cristianesimo. E\u2019 molto probabile che Ovidio abbia conosciuto da vicino gli aspetti di questo culto locale.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche nei secoli a venire Ovidio \u00e8 sempre stato molto apprezzato nella terra dei Daci e Geti, l\u2019odierna Romania. C\u2019\u00e8 una citt\u00e0 dal nome Ovidiu in Romania e una chiamata Ovidiopol in Ucraina vicino a Odessa, quest&#8217;ultima battezzata cos\u00ec da Caterina II alla quale piaceva dare nomi classici alle citt\u00e0 sul Mar Nero.&nbsp;La lingua rumena \u00e8 quella neolatina pi\u00f9 vicina al latino, conserva quasi tutti i casi (anche il vocativo, ma non l\u2019ablativo) come anche il genere neutro per i sostantivi. Mentre oggi in Italia poche persone si chiamano Ovidio, la sua variante rumena Ovidiu (o Ovid) \u00e8 piuttosto diffusa in Romania.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"481\" height=\"300\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Eugene_Delacroix_-_Ovide_chez_les_Scythes_1859_WIKI_PD.jpg\" alt=\"Eug\u00e8ne Delacroix: Ovidio tra gli Sciti\" class=\"wp-image-2672 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 481px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 481\/300;width:481px;height:auto\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Eugene_Delacroix_-_Ovide_chez_les_Scythes_1859_WIKI_PD.jpg 481w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Eugene_Delacroix_-_Ovide_chez_les_Scythes_1859_WIKI_PD-300x187.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 481px) 100vw, 481px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Eug\u00e8ne Delacroix: Ovidio tra gli Sciti<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ovidio, almeno nei primi tempi in cui era ancora molto triste della sua condizione di relegato, non avrebbe voluto essere sepolto nella terra dei Geti: \u201cOh, possano perire col corpo le nostre anime e nessuna parte di me scampi al rogo divoratore! Poich\u00e9 se immortale vola in alto nel vuoto spazio lo spirito e del vecchio di Samo sono vere le parole, un&#8217;ombra romana vagher\u00e0 fra le ombre sarmatiche e sar\u00e0 sempre straniera in mezzo a barbari mani. Fa&#8217; tuttavia che siano riportate in una piccola urna in patria le ossa: cos\u00ec non sar\u00f2 esule anche da morto.\u201d<a href=\"#_ftn11\" id=\"_ftnref11\">[20]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Da quest\u2019affermazione contenuta nella <em>Tristia<\/em> possiamo dedurre che Ovidio conosceva bene le teorie sull\u2019immortalit\u00e0 dell\u2019anima del vecchio di Samo che \u00e8 appunto Pitagora. In ogni caso \u00e8 poco probabile che i suoi desideri siano stati esauditi, verosimilmente le sue spoglie non sono mai state riportate in patria. Vicino a Ovidiu c\u2019\u00e8 un lago che si chiama Siutghiol e proprio in mezzo al lago c\u2019\u00e8 l\u2019<em>Insula Ovidiu<\/em>. Qualcuno ha ipotizzato che l\u00e0 si potrebbero trovare le spoglie del poeta.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo <em>Viaggio in Italia<\/em> (1813 \u2013 1817) Johann Wolfgang Goethe ricorda la partenza di Ovidio da Roma in concomitanza del plenilunio facendo un&#8217;analogia con la sua stessa partenza: \u201cE come potevo evitare che, in tali istanti, non mi tornasse alla memoria l\u2019elegia di Ovidio, il quale, esiliato anch\u2019egli, doveva abbandonare Roma in quella notte di luna? \u00abCum repeto noctem!\u00bb. Non mi potevo togliere dalla mente il ricordo di lui, l\u00e0, lontano, sulle rive del Mar Nero, in condizioni dolorosissime. [\u2026]\u201c<a href=\"#_ftn69\" id=\"_ftnref69\">[21]<\/a> L&#8217;episodio a cui Goethe fa riferimento, nel quale Ovidio descrive la sua tragica partenza da Roma, si trova nel terzo libro della <em>Tristia<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-normal-font-size\"><em>Cum subit illius tristissima noctis imago,<br>qua mihi supremum tempus in urbe fuit,<br>cum repeto noctem, qua tot mihi cara reliqui<br>labitur ex oculis nunc quoque gutta meis. <\/em><a href=\"#_ftn70\" id=\"_ftnref70\">[22]<\/a><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-normal-font-size\">Quando mi si presenta la visione tristissima di quella notte in cui vissi le ultime mie ore in Roma, quando ripenso alla notte in cui lasciai tante cose a me care, tuttora dai miei occhi scendono le lacrime.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;episodio venne efficacemente rappresentato da William Turner nel quadro del 1838 <em>Ovid Banished from Rome<\/em>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"395\" height=\"300\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Turner_Ovid_Banished_from_Rome_PD.jpg\" alt=\"William Turner: Ancient Italy \u2013 Ovid Banished from Rome (1838)\" class=\"wp-image-2704 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Turner_Ovid_Banished_from_Rome_PD.jpg 395w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Turner_Ovid_Banished_from_Rome_PD-300x228.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 395px) 100vw, 395px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 395px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 395\/300;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">William Turner: Ancient Italy \u2013 Ovid Banished from Rome (1838)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Quest&#8217;elegia della <em>Tristia<\/em> \u00e8 rappresentativa per molte altre, in quanto Ovidio si lamenta soprattutto della sua sorte durante la <em>relegatio<\/em>, talvolta anche con toni molto melodrammatici che immancabilmente impressionarono Goethe. Non dobbiamo dimenticare che lo scopo dei distici elegiaci era far impietosire Augusto e tutti quelli rimasti a Roma per farlo tornare. Mentre nella <em>Tristia<\/em> Ovidio criticava ancora i Geti e Daci e si lamentava della sua vita a Tomi, nelle <em>Epistulae ex Ponto<\/em> dipinse il suo nuovo ambiente di vita con toni gi\u00e0 molto pi\u00f9 favorevoli: &#8220;La vostra gentile accoglienza, abitanti di Tomi, mostra la mitezza degli uomini greci.&#8221;<a href=\"#_ftn70\" id=\"_ftnref70\">[23]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Osip \u0116mil&#8217;evi\u010d Mandel&#8217;\u0161tam prese in prestito il titolo della <em>Tristia<\/em> per una sua raccolta di poesie del 1918. Il riferimento ovviamente non \u00e8 casuale, visto che anch&#8217;egli si dedica alla &#8220;scienza dei commiati&#8221;:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-normal-font-size\">Io so la scienza dei commiati, appresa<br>fra lamenti notturni a chiome sciolte.<br>Stan ruminando i buoi, dura l\u2019attesa:<br>ultim\u2019ora di veglia delle scolte<br>cittadine. E mi piego al rito della notte<br>del gallo, quando \u2013 in spalla il carico di strazio<br>del viaggio \u2013 guardavano lontano umidi occhi,<br>e pianger di donne al canto si univa delle muse. [&#8230;]<a href=\"#_ftn70\" id=\"_ftnref70\">[24]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Mandel&#8217;\u0161tam aveva tutte le ragioni di prendere in prestito il titolo della <em>Tristia<\/em> da Ovidio; mor\u00ec solo e di stenti, lontano dall&#8217;amata Nadja in un gulag sovietico nel dicembre del 1938, forse con un&#8217;edizione economica della <em>Divina Commedia<\/em> tra le mani che portava sempre con s\u00e8. I campi di concentramento furono un fenomeno del Novecento, mai prima nella storia si era arrivati ad una tale crudelt\u00e0 e in confronto la pena del poeta latino pare quasi lieve. <\/p>\n\n\n\n<p>Visto che tanto non accadde mai che lo facessero tornare, Ovidio col tempo si avvicin\u00f2 alla cultura e alla lingua dei Geti. E&#8217; probabile che vivendo ai margini dell&#8217;Impero non abbia solo conosciuto l&#8217;unico Dio dei Geti, ma abbia anche cominciato a disprezzare l&#8217;ingiusta politica di Augusto e Tiberio nei confronti dei conquistati. Come al solito, trasferirsi altrove non \u00e8 soltanto istruttivo, ma allarga anche gli orizzonti e non \u00e8 un caso che dalle parti della sua <em>relegatio <\/em>Ovidio venga apprezzato ancor&#8217;oggi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Pitagora e l&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo libro delle <em>Metamorfosi<\/em>, il Liber XV, \u00e8 occupato quasi completamente da un lungo discorso che Ovidio mette in bocca a Pitagora e che costituisce la conclusione dell\u2019opera. Pythag\u00f3ras nacque tra il 580 e 570 a.C. a Samos e mor\u00ec circa nel 495 a.C. Non ci ha lasciato scritti propri ma viene citato da molti autori antichi in maniera coerente. Nelle <em>Lettere morali a Lucilio<\/em> Seneca menziona Pitagora che si era astenuto dalle carni di animali in quanto &#8220;sosteneva che esiste un legame di tutte le cose tra loro e un sistema di trasmigrazione delle anime, che assumono di volta in volta forme sempre diverse.&#8221;<a href=\"#_ftn61\" id=\"_ftnref61\">[25]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Il XV libro delle <em>Metamorfosi<\/em> \u00e8 molto diverso dagli altri in quanto non comprende una storia ed \u00e8 pi\u00f9 teorico. \u201cQui c\u2019era un uomo che era nativo di Samo, ma fuggito da Samo, e dai padroni dell\u2019isola, per odio verso la tirannide viveva in volontario esilio.\u201d<a href=\"#_ftn61\" id=\"_ftnref61\">[26]<\/a> Pitagora giunse infatti a Crotone nel 530 a.C dove fond\u00f2 la sua scuola pitagorica. Nelle <em>Metamorfosi<\/em> Pitagora introduce la teoria della metempsicosi (la reincarnazione in altre forme di vita) e sottolinea l\u2019importanza del vegetarianismo per rispetto di tutte le creature (nelle quali potremmo reincarnarci dopo la morte). Siccome l&#8217;anima \u00e8 immortale, dopo la morte del corpo essa potrebbe trasmigrare in altre forme di vita. <\/p>\n\n\n\n<p>Ovidio menziona anche l\u2019attivit\u00e0 di filosofo, matematico e scienziato di Pitagora: \u201c[Egli] spiegava i principi dell\u2019universo e le cause delle cose e che cos\u2019\u00e8 la natura: cos\u2019\u00e8 dio, come si forma la neve, quale \u00e8 l\u2019origine del fulmine, se \u00e8 Giove oppure sono i venti a fare i tuoni squarciando le nubi, che cosa fa tremare la terra, secondo quali leggi viaggiano le stelle, e tutto ci\u00f2 che \u00e8 mistero.\u201d<a href=\"#_ftn62\" id=\"_ftnref62\">[27]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Pitagora fu il primo a prescrivere all\u2019uomo una dieta con alimenti \u201cpacifici\u201d e viene quindi considerato il padre del vegetarianismo moderno: \u201c\u00abAstenetevi, o mortali, dal contaminarvi il corpo con pietanze empie! Ci sono i cereali, ci sono frutti che piegano con il loro peso i rami, grappoli d\u2019uva turgidi sulle viti. Ci sono verdure deliziose, ce n\u2019\u00e8 di quelle che si possono rendere pi\u00f9 buone e pi\u00f9 tenere con la cottura. [\u2026] La terra generosa vi fornisce ogni ben di dio e vi offre banchetti senza bisogno di uccisioni e sangue. Con la carne placano la fame le bestie, ma neppure tutte: il cavallo e le greggi e gli armenti vivono d\u2019erba. [\u2026]\u00bb\u201d<a href=\"#_ftn63\" id=\"_ftnref63\">[28]<\/a><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_1598.jpg\" alt=\"Una vacca bonacciona di razza piemontese\" class=\"wp-image-2675 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 400px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 400\/300;width:400px;height:auto\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_1598.jpg 400w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_1598-300x225.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una vacca &#8220;bonacciona&#8221; di razza piemontese<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nel suo discorso Pitagora fa soprattutto notare che molti animali sono pi\u00f9 utili vivi che morti, per esempio le pecore che danno la lana e il latte. \u201cChe male ha fatto il bue, animale che non conosce frode n\u00e9 inganno, innocuo, bonaccione, nato per sgobbare?\u201d<a href=\"#_ftn64\" id=\"_ftnref64\">[29]<\/a> In pi\u00f9 sottolinea che i buoi sono i lavoratori dell\u2019uomo, quindi non \u00e8 giusto mangiarli. E&#8217; curioso che Pitagora si scandalizzi per il consumo di carne, ma trovi normale far &#8220;sgobbare&#8221; gli animali. La trazione tramite giogo \u00e8 invece piuttosto crudele e pesantissima per gli animali coinvolti ma in quell&#8217;epoca era comunque l&#8217;unico sistema per trainare aratri, carri o altri attrezzi agricoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre al vegetarianismo, il discorso di Pitagora affronta anche il tema dell\u2019immortalit\u00e0 dell\u2019anima e vedremo subito come le due tematiche siano correlate: \u201cLe anime non muoiono e, sempre, lasciata una sede, sono accolte in un\u2019altra dimora e l\u00ec abitano e continuano a vivere\u201d.<a href=\"#_ftn65\" id=\"_ftnref65\">[30]<\/a> Le anime umane possono continuare a vivere anche negli animali, per questo secondo Pitagora non dovremmo mangiarli. \u201cTutto si trasforma, nulla perisce. Lo spirito vaga [\u2026] e dagli animali passa nei corpi umani e da noi negli animali, e mai si consuma\u201d.<a href=\"#_ftn66\" id=\"_ftnref66\">[31]<\/a> Visto che noi siamo sia corpo che anima dopo la morte del corpo possiamo andare a dimorare dentro bestie selvatiche o animali domestici.<a href=\"#_ftn67\" id=\"_ftnref67\">[32]<\/a> Montaigne cita Pitagora molto spesso negli <em><a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/04\/10\/i-saggi-essais-di-michel-de-montaigne\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Essais<\/a><\/em> e sulla sua metempsicosi scrive: &#8220;[&#8230;] le anime, separandosi da noi, non facevano che girare da un corpo a un altro, da un leone a un cavallo, da un cavallo a un re, passeggiando cos\u00ec senza sosta, di casa in casa.&#8221;<a href=\"#_ftn67\" id=\"_ftnref67\">[33]<\/a><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"423\" height=\"300\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Pythagoras_advocating_vegetarianism_1618-20_Peter_Paul_Rubens_WIKI_PD.jpg\" alt=\"Peter Paul Rubens: Pitagora mentre predica il vegetarianismo.\" class=\"wp-image-2682 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Pythagoras_advocating_vegetarianism_1618-20_Peter_Paul_Rubens_WIKI_PD.jpg 423w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Pythagoras_advocating_vegetarianism_1618-20_Peter_Paul_Rubens_WIKI_PD-300x213.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 423px) 100vw, 423px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 423px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 423\/300;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Peter Paul Rubens: Pitagora mentre predica il vegetarianismo.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Rubens, un esponente di spicco del barocco ha realizzato un dipinto di Pitagora mente predica il vegetarianismo (circa 1618\u20131630) che oggi \u00e8 conservato nella Royal Collection. Mentre egli stesso realizz\u00f2 le figure, Frans Snyders, uno degli allievi di Pieter Brueghel il Giovane, dipinse la natura morta &#8230; tutto quel ben di dio in primo piano che si pu\u00f2 consumare senza dover ricorrere all&#8217;uccisione di animali.<\/p>\n\n\n\n<p>La posizione di Pitagora \u00e8 notevole, soprattutto considerando l&#8217;epoca. Molto prima della <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2019\/12\/20\/letteratura-animali-montaigne-kundera\/#antropocentrismo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">critica dell&#8217;antropocentrismo di Montaigne<\/a>, nel 270 d.C. il filosofo romano Porfirio scrisse l&#8217;opera <em>Astinenza dagli animali<\/em> (<em>De abstinentia<\/em>) riprendendo alcune riflessioni di Plutarco. La motivazione di tutti fu l&#8217;evitare inutili sofferenze agli animali. Porfirio in ogni caso non aveva un atteggiamento equilibrato nei confronti del cibo e fu tentato dal suicidio per inedia, come il matematico austriaco Kurt G\u00f6del che nel 1978 mor\u00ec davvero per fame a causa di un disturbo ossessivo. Di Porfirio abbiamo parlato nel <em><a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2021\/03\/28\/le-operette-morali-di-giacomo-leopardi\/#porfirio\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Dialogo tra Porfirio e Plotino<\/a><\/em> di Leopardi. Al pari di Pitagora, Porfirio sostiene che l&#8217;anima pu\u00f2 trasmigrare da un essere ad un altro secondo la metensomatosi. Egli attribuisce un&#8217;anima non soltanto agli animali, ma anche alle piante.<a href=\"#_ftn64\" id=\"_ftnref64\">[34]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima, uno dei concetti fondamentali della religiosit\u00e0 geto-dacica, fu approfondito anche da Platone nel <em>Fedone<\/em> che riprese l&#8217;importante eredit\u00e0 di Pitagora e la fece diventare un concetto chiave della filosofia greca: &#8220;L&#8217;anima [non] riceve morte. Adunque ella \u00e8 immortale.&#8221;<a href=\"#_ftn61\" id=\"_ftnref61\">[35]<\/a> Platone ritiene inoltre che l&#8217;anima essendo immateriale assomigli alle idee e perci\u00f2 \u00e8 eterna.<\/p>\n\n\n\n<p>Da Porfirio e Plotino trasse ispirazione anche Agostino d&#8217;Ippona di cui abbiamo analizzato le <em><a href=\"http:\/\/Agostino d'Ippona di cui abbiamo analizzato le Confessioni\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Confessioni<\/a><\/em>. Anch&#8217;egli scrisse un&#8217;opera sull&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima nel 387 (<em>De immortalitate animae<\/em>). Prendendo spunto dal Vangelo di Matteo (&#8220;E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l&#8217;anima.&#8221;)<a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-admin\/post.php?post=2775&amp;action=edit#_ftn64\">[36]<\/a> Agostino afferma che l&#8217;anima \u00e8 immortale. In <em>De quantitate animae<\/em> ribadisce questo concetto, sottolineando che l&#8217;anima \u00e8 immortale proprio per via della sua incorporeit\u00e0. Anche Platone riteneva che l&#8217;anima fosse immateriale e presentasse affinit\u00e0 con le idee. Il concetto dell&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima fa in ogni caso parte della filosofia, nella religione cristiana esiste soltanto quello della resurrezione che comprende sia l&#8217;anima che il corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre nel discoro di Pitagora, Ovidio riprende anche il concetto <em>Panta rei<\/em> di Eraclito, sottolineando che nel mondo tutto scorre e anche il tempo fila via come un fiume. Il riferimento alle et\u00e0 del mondo chiude armonicamente le <em>Metamorfosi <\/em>alla stessa maniera in cui furono iniziate. Non solo le et\u00e0 del mondo passano, anche i luoghi cambiano: \u201c[\u2026] Cos\u00ec voi, et\u00e0 del mondo, siete arrivate dall\u2019oro al ferro; cos\u00ec, tante volte anche i luoghi cambiano destino. Io ho visto essere mare quello che un giorno era terra fermissima, ho visto terre che prima erano mare, e lontano dal mare si disseppelliscono spesso conchiglie marine [\u2026].\u201d<a href=\"#_ftn68\" id=\"_ftnref68\">[37]<\/a> Questo fenomeno in Piemonte si pu\u00f2 osservare nelle Langhe dove non \u00e8 insolito trovare conchiglie nei vigneti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovidio conclude le <em>Metamorfosi <\/em>con una riflessione sull&#8217;immortalit\u00e0 della sua poesia. Anche dopo la sua morte, nessuno potr\u00e0 cancellare la sua opera, in quanto la morte terrestre pu\u00f2 mettere fine soltanto al corpo, ma non all&#8217;anima e alle idee. &#8220;Ma con la parte migliore di me io voler\u00f2 in eterno pi\u00f9 in alto delle stelle, e il nome mio rimarr\u00e0 indelebile [&#8230;] e per tutti i secoli, [&#8230;] vivr\u00f2.&#8221;<a href=\"#_ftn68\" id=\"_ftnref68\">[38]<\/a><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> Ovidio, Epistulae ex Ponto, Liber I, I, 1 e Liber IV, XIV, 55<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[2]<\/a> Dante Alighieri: Inferno, Torino: Einaudi, 2021, p. 57<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[3]<\/a> Ovidio, Tristia, Libro quarto, X, 17-20<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[4]<\/a> Ibid, Libro quarto, X, 26<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[5]<\/a> cfr. Ovidio: Metamorfosi. A cura di Piero Bernardini Marzola. Torino: Einaudi, 2015, p. LVIII<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[6]<\/a> Ovidio, Tristia, Libro quarto, X, 60<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[7]<\/a> Ibid, Libro quarto, X, 69-74<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[8]<\/a> cfr. Ovidio, Metamorfosi, LIX<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[9]<\/a> Ovidio, Tristia, Libro quarto, X, 51-54, l&#8217;evidenziatura \u00e8 mia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[10]<\/a> Dante Alighieri: Inferno, Torino: Einaudi, 2021, p. 57f, l&#8217;evidenziatura \u00e8 mia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[11]<\/a> Ovidio, Tristia, Libro secondo, I, 207 \u201eDue crimini mi hanno perduto, un carme e un errore\u201c<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[12]<\/a> Ibid, Libro terzo, V, 49-50 \u201eMa sono punito perch\u00e9 i miei occhi videro senza intenzione un delitto, e il mio peccato \u00e8 avere avuto gli occhi.\u201c<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[13]<\/a> Ibid, Libro quinto, X, 37-39 \u201eQui il barbaro sono io, che nessuno capisce, e stolidi i Geti ridono alle parole latine, e in mia presenza e senza timore parlano spesso male di me e mi rinfacciano forse l&#8217;esilio\u201c<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[14]<\/a> Ibid, Libro terzo, X, 30-31 \u201eHo visto il vasto mare fermo per il ghiaccio, e un lastrone scivoloso copriva le acque immote. Ma non basta aver visto, ho calcato la distesa ghiacciata e il piede si \u00e8 posato asciutto sulla superficie delle onde\u201c<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\">[15]<\/a> Ibid, Libro terzo, X, 23,24 \u201eGela il vino e resta nudo serbando la forma del vaso, e non bevono sorsi ma pezzi distribuiti di vino\u201c (Episodio ripreso nei Saggi di Montaigne, p. 209)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref7\" id=\"_ftn7\">[16]<\/a> Ibid, Libro quinto, XII, 57,58 \u201eMi sembra di avere ormai disimparato io stesso il latino: e gi\u00e0 ho imparato a parlare in getico e in sarmatico\u201c<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref8\" id=\"_ftn8\">[17]<\/a> Erodoto, Le Storie, Libro IV, 94<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref9\" id=\"_ftn9\">[18]<\/a> Ibid, 95<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref10\" id=\"_ftn10\">[19]<\/a> Cfr. Platone, Carmide, p. 3<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref11\" id=\"_ftn11\">[20]<\/a> Ovidio, Tristia, Libro terzo, III, 59 ss (\u201eAtque utinam pereant animae cum corpore nostrae, effugiatque auidos pars mihi nulla rogos. Nam si morte carens uacua uolat altus in aura spiritus, et Samii sunt rata dicta senis, inter Sarmaticas Romana uagabitur umbras, perque feros Manes hospita semper erit. Ossa tamen facito parua referantur in urna: sic ego non etiam mortuus exul ero.\u201c)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref69\" id=\"_ftn69\">[21]<\/a> Johann Wolfgang Goethe: Italienische Reise. M\u00fcnchen, dtv, 2007 [1817], p. 555 \u201eUnd wie sollte mir gerade in solchen Augenblicken Ovids Elegie nicht ins Ged\u00e4chtnis zur\u00fcckkehren, der, auch verbannt, in einer Mondnacht Rom verlassen sollte. \u201eCum repeto noctem!\u201c seine R\u00fcckerinnerung, weit hinten am Schwarzen Meere, im trauer- und jammervollen Zustande kam mir nicht aus dem Sinn [\u2026]\u201c (Traduzione di <em>Giovanni<\/em> Vittorio <em>Amoretti, Torino, UTET, 1965)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref70\" id=\"_ftn70\">[22]<\/a> Ovidio, Tristia, Libro primo, III<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref68\" id=\"_ftn68\">[23]<\/a> Ovidio, Epistulae ex Ponto, Liber IV, XIV, 47-48<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref68\" id=\"_ftn68\">[24]<\/a> Osip \u0116mil&#8217;evi\u010d Mandel&#8217;\u0161tam: Cinquanta Poesie, a cura di Remo Faccani, Einaudi, Torino, 1998, p. 14.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref12\" id=\"_ftn12\">[25]<\/a> Seneca: Lettere morali a Lucilio. Milano: Mondadori, 1995, p. 853<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref12\" id=\"_ftn12\">[26]<\/a> Ovidio, Metamorfosi, 607<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref13\" id=\"_ftn13\">[27]<\/a> Ibid, 607s<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref60\" id=\"_ftn60\">[28]<\/a> Ibid, 609<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref61\" id=\"_ftn61\">[29]<\/a> Ovidio, Metamorfosi, 610<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref62\" id=\"_ftn62\">[30]<\/a> Ibid, 613<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref63\" id=\"_ftn63\">[31]<\/a> Ibid, 613<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref64\" id=\"_ftn64\">[32]<\/a> cfr. Ibid, 627<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref65\" id=\"_ftn65\">[33]<\/a> Michel de Montaigne, Saggi, Milano, Bompiani, 2017, p. 513<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref60\" id=\"_ftn60\">[34]<\/a> Porfirio: Sull&#8217;astinenza dagli animali, a cura di Giuseppe Girgenti e Angelo Raffaele Sodano, Milano, Bompiani, p. 59: &#8220;Infatti, chi scanna un bue o una pecora qual&#8217;ingiustizia maggiore compie di colui che taglia un ulivo o una quercia, se anche in questi \u00e8 insita un&#8217;anima secondo la metensomatosi?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref12\" id=\"_ftn12\">[35]<\/a> Platone: Dialoghi. Torino, Einaudi, 1970, p. 138<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref61\" id=\"_ftn61\">[36]<\/a> Vangelo di Matteo, 10, 28, citato da <a href=\"https:\/\/www.bibbiaedu.it\/CEI2008\">https:\/\/www.bibbiaedu.it\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref65\" id=\"_ftn65\">[37]<\/a> Ovidio, Metamorfosi, 617<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref65\" id=\"_ftn65\">[38]<\/a> Ibid, 647<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;esilio di Ovidio a Tomi sul Mar Nero e l&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima nel monoteismo dei Geto-Daci Nasone, abitante non nuovo del suolo di Tomi,ti manda questo libro dal getico lido. Dunque quanto fu cara Delo all\u2019errante Latona, che l\u00ec soltanto trov\u00f2 un rifugio, tanto a me \u00e8 gradita Tomi, che rimane per me, esiliato, tuttora fedele [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,1],"tags":[],"class_list":["post-2775","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-filosofia","category-letteratura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2775","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2775"}],"version-history":[{"count":120,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2775\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2905,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2775\/revisions\/2905"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2775"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2775"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2775"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}