{"id":2256,"date":"2023-03-26T12:23:11","date_gmt":"2023-03-26T10:23:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/?p=2256"},"modified":"2026-02-25T17:43:34","modified_gmt":"2026-02-25T16:43:34","slug":"il-pensiero-filosofico-di-giordano-bruno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2023\/03\/26\/il-pensiero-filosofico-di-giordano-bruno\/","title":{"rendered":"Il pensiero filosofico di Giordano Bruno"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Analisi di La Cena delle ceneri, Spaccio de la bestia trionfante e De gli eroici furori<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right has-small-font-size\"><em>Quel che \u00e8 stato sar\u00e0<br>e quel che si \u00e8 fatto si rifar\u00e0;<br>non c&#8217;\u00e8 niente di nuovo sotto il sole.<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right has-small-font-size\"><em>\u201cVanit\u00e0, vanit\u00e0, ogni cosa \u00e8 vanit\u00e0.<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\"><strong>[2]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right has-small-font-size\"><em>Frangar, non flectar<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n\n\n\n<p>Prima di essere arso vivo il 17 febbraio 1600 in Campo dei Fiori, Giordano Bruno trascorse sette lunghi anni nelle prigioni del Palazzo del Sant\u2019Uffizio. Non solo lo torturarono e lo costrinsero a vivere in condizioni disumane ma per tutto quel tempo gli tolsero anche la possibilit\u00e0 di scrivere e &#8211; visto l\u2019ambiente &#8211; probabilmente anche quella di pensare. Nei secoli che seguirono egli \u00e8 diventato un mito per la morte violenta sul rogo, ma le sue opere filosofiche sono purtroppo poco diffuse e studiate. Sappiamo poco anche della vita del grande filosofo e teologo e non ci \u00e8 pervenuto nemmeno un ritratto discreto<a id=\"_ftnref3\" href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>. <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"225\" height=\"210\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Statua-Bruno.jpg\" alt=\"Statua di Giordano Bruno\" class=\"wp-image-2603 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 225px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 225\/210;object-fit:cover\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Statua di Giordano Bruno in Campo dei Fiori a Roma <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La Chiesa fu aspramente criticata per la morte atroce di Bruno, ma un libero pensatore come lui avrebbe avuto problemi in tutte le epoche, compresa la nostra in cui la religione \u00e8 stata rimpiazzata dalle ideologie e la libert\u00e0 di pensiero \u00e8 di nuovo considerata eretica ed eversiva. In <em><a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2021\/11\/01\/paura-della-liberta-di-carlo-levi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Paura della libert\u00e0<\/a><\/em> Carlo Levi usa il concetto di Stato-dio per descrivere le  dittature secolarizzate. Purtroppo, non c&#8217;\u00e8 niente di nuovo sotto il sole &#8211; non a caso fu proprio questo il motto di Bruno che lo prese in prestito dal <em>Qo\u00e8let<\/em> (<em>Ecclesiaste<\/em>), un libro della Bibbia che vale la pena leggere, non solo per lo stile ma anche per il pessimismo che ricorda quello di Epicuro e Lucrezio e per l\u2019affinit\u00e0 con l\u2019esistenzialismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Giordano Bruno non fu n\u00e9 ateo, n\u00e9 eretico, semplicemente non aveva l\u2019animo da servo ma una mente aperta e critica. Tommaso d\u2019Aquino, che Bruno conosceva bene attraverso i suoi studi, riteneva che il libero arbitrio fosse una delle caratteristiche pi\u00f9 importanti dell\u2019uomo e anche nella Bibbia la libert\u00e0 \u00e8 considerata bene e la schiavit\u00f9 male<a id=\"_ftnref4\" href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>. Anche <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2021\/01\/24\/il-trattato-teologico-politico-di-baruch-spinoza\/\" target=\"_blank\">Baruch Spinoza<\/a> considerava la libert\u00e0 di pensiero uno dei beni maggiori dell&#8217;uomo e secondo lui nessuno dovrebbe essere costretto a vivere secondo la volont\u00e0 di altri. Bruno difatti aveva una sorta di allergia contro coloro che pretendevano di avere la verit\u00e0 in mano e da buon filosofo dubitava di tutto. <\/p>\n\n\n\n<p>Egli conosceva a fondo sia la Bibbia che le opere dei dottori della Chiesa ma aborriva le smanie di onnipotenza dei religiosi della sua epoca nonch\u00e9 molti aspetti del culto. Come il suo contemporaneo Michel de Montaigne (1533 -1592), Bruno aveva visto da vicino le guerre di religione e critic\u00f2 aspramente sia i riformati (che a suo avviso non lo erano per nulla) che i cattolici. Aveva colto nel segno che il fervore e il fanatismo religioso nascondono sempre interessi di diversa natura &#8211; spesso di carattere economico o politico &#8211; e nel suo concetto di religione non vi era spazio per la violenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Giordano Bruno merita di essere conosciuto non solo per la sua morte violenta, ma per le sue idee straordinarie, la sua intelligenza fuori dal comune e la sua sensibilit\u00e0. Le sue opere sono difficili per via dello stile tardorinascimentale, ma contengono tante idee illuminate che hanno segnato i secoli che ci separano da lui. La sua religione era soprattutto interiore e andava oltre ai stretti confini del culto. Per lui era sufficiente vivere in maniera retta senza fare del male agli altri (animali compresi) e forse per questo fu pi\u00f9 volte scomunicato. In fondo le scomuniche in tutte le epoche venivano inflitte per rieducare le menti troppo brillanti che mettevano in dubbio le regole assurde imposte dall\u2019alto. Chi pensa \u00e8 pi\u00f9 incline a non farsi sottomettere e nel secolo che ebbe inizio con la tragica morte di Bruno fu scomunicato anche Spinoza.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"443\" height=\"300\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/infiniti_mondi.jpg\" alt=\"infiniti mondi\" class=\"wp-image-2264 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 443px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 443\/300;width:391px;height:265px\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/infiniti_mondi.jpg 443w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/infiniti_mondi-300x203.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 443px) 100vw, 443px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Infiniti mondi<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Bruno era un pacifista ante litteram e uno straordinario osservatore della natura che riconosceva sentimenti e intelligenza agli animali. Dio e la Natura per lui erano un\u2019unica cosa in quanto Dio non solo ha creato la Natura ma \u00e8 anche parte di essa: \u201cLa cognizione divina non \u00e8 come la nostra, la quel s\u00e9guite dopo le cose; ma \u00e8 avanti le cose e si trova in tutte le cose [\u2026]\u201d<a id=\"_ftnref5\" href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> Egli infatti fu definito un filosofo della natura e secondo Sossio Giammetta da lui ebbe inizio l&#8217;et\u00e0 moderna. <\/p>\n\n\n\n<p>Approfondendo le sue opere si scopre che Bruno ha anticipato Galileo Galilei in relazione a molti concetti, ma quest\u2019ultimo non riconobbe mai i suoi meriti. Era Bruno che aveva scoperto la rotazione del sole intorno al proprio asse e l\u2019infinit\u00e0 dell\u2019universo. Galileo lo avr\u00e0 temuto come avversario? Pu\u00f2 darsi, ma mentre egli qualche decennio dopo avrebbe abiurato, rinunciando ai suoi principi, Bruno non si \u00e8 piegato, ma spezzato &#8211; <em>frangar, non flectar.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La vita di Giordano Bruno<\/h2>\n\n\n\n<p>Giordano Bruno nacque con il nome di Filippo i primi giorni di febbraio del 1548 a Nola. La piccola cittadina nei pressi di Napoli ha sempre giocato un ruolo importante nella sua vita anche se l\u2019ha lasciata giovanissimo. In tutte le sue opere Giordano Bruno si autodefinisce \u201cNolano\u201d, un\u2019usanza senza dubbio comune per l\u2019epoca del Rinascimento, basti pensare a <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2022\/03\/26\/la-pittura-e-i-dipinti-di-leonardo-da-vinci\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Leonardo da Vinci<\/a>, Pico della Mirandola, Raffaello da Urbino o Erasmo da Rotterdam. Potrebbe per\u00f2 anche darsi che voleva ricordare le sue radici lontano dalla patria e del resto fu l\u2019unico \u201cNolano\u201d famoso del mondo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"400\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/000-foto-busto-giordano-bruno-pietrasanta.jpg\" alt=\"Bruno busto Pietrasanta\" class=\"wp-image-2258 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/000-foto-busto-giordano-bruno-pietrasanta.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/000-foto-busto-giordano-bruno-pietrasanta-225x300.jpg 225w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/400;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Busto di Giordano Bruno a Pietrasanta (LU) (Wikicommons \/ Davide Papalini)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La famiglia probabilmente era abbastanza benestante da poterlo far studiare e per completare i suoi studi si stabil\u00ec a Napoli. A 18 anni (!) fu per la prima volta sospettato di eresia perch\u00e9 aveva letto Erasmo da Rotterdam, proibito dai Domenicani, non a caso anche titolari della \u201cSanta\u201d Inquisizione. L\u2019immensa cultura di Bruno \u00e8 notevole soprattutto alla luce delle limitazioni con cui si dovette scontrare nei conventi fin da giovane. Non sappiamo se Bruno avesse conosciuto Montaigne, ma \u00e8 invece noto che i Domenicani avevano censurato i <em><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/04\/10\/i-saggi-essais-di-michel-de-montaigne\/\" target=\"_blank\">Saggi <\/a><\/em>di quest&#8217;ultimo<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1572 Bruno fu consacrato sacerdote e nel 1575 complet\u00f2 i suoi studi di teologia con una tesi su Tommaso d\u2019Aquino. Lasci\u00f2 Napoli non ancora 30enne e part\u00ec per Roma, a causa di accuse varie e del pericolo di essere incriminato per eresia che lo avrebbe perseguitato per tutta la vita. Da l\u00ec in poi ebbe inizio il suo peregrinaggio per l\u2019Italia: Genova, Savona, Torino, Venezia, Padova, Brescia, Bergamo, Milano furono solo alcune tappe. Bruno si rendeva conto dell\u2019ignoranza degli inquisitori che gli davano dell\u2019eretico e di quanto questo fosse ingiusto, ma non trov\u00f2 una strategia migliore che vagare per l\u2019Europa.<a id=\"_ftnref6\" href=\"#_ftn6\">[6]<\/a> E\u2019 straordinario quanto avesse viaggiato se consideriamo i mezzi della sua epoca. Intorno al 1578 and\u00f2 a stabilirsi in Francia, prima a Lione e poi a Tolosa. Quest\u2019ultima citt\u00e0 era uno degli epicentri del calvinismo contro il quale Bruno inizialmente non nutriva pregiudizi, tanto che vi ader\u00ec. Ma Tolosa aveva gi\u00e0 acquisito una certa fama, tanto che gi\u00e0 nel <em><a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/10\/07\/gargantua-e-pantagruele-di-francois-rabelais\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Gargantua e Pantagruele<\/a><\/em> Rabelais aveva descritto l&#8217;episodio di Pantagruele che, l\u00ec recatosi, non vi rimase a lungo poich\u00e8 \u201cquando vide che [gli studenti] bruciavano vivi, come arringhe, i loro professori\u201d<a id=\"_ftnref7\" href=\"#_ftn7\">[7]<\/a> decise di proseguire per non rischiare la stessa sorte.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incontro con il fanatismo dei calvinisti fu un tassello importante per la formazione di Bruno. Dopo un&#8217;iniziale apertura condann\u00f2 poi aspramente i seguaci di Calvino per aver messo a ferro e fuoco un po\u2019 tutto quello che capitava loro sotto tiro. Probabilmente avevano interpretato a loro modo il Deuteronomio<a id=\"_ftnref8\" href=\"#_ftn8\">[8]<\/a>. La critica dei riformati nello <em>Spaccio de la bestia trionfante<\/em> \u00e8 spietata: \u201c[\u2026] mentre dicono che vogliono riformare le difformate leggi e religioni, vengono per certo a guastar tutto quel tanto che ci \u00e8 di buono.\u201d<a id=\"_ftnref9\" href=\"#_ftn9\">[9]<\/a> Bruno si era reso conto prima di altri che la cosiddetta Riforma e le guerre di religione non avrebbero portato nulla di buono se non altro perch\u00e9 alla Riforma sarebbe poi seguita la Controriforma: per lui i riformati erano responsabili di \u201cmettere scisma tra popoli e popoli, gente e gente, compagni e compagni, fratelli e fratelli\u201d<a id=\"_ftnref10\" href=\"#_ftn10\">[10]<\/a>. La seguente affermazione sembra quasi attuale, visto che in un contesto del tutto orwelliano la guerra \u00e8 diventata la nuova pace: \u201cmentre salutano con la pace, portano ovumque entrano il coltello della divisione e il fuoco della dispersione, togliendo il figlio al padre, il prossimo al prossimo, l\u2019inquilino a la patria, e facendo altri divorzii orrendi e contra ogni natura e legge.\u201d<a id=\"_ftnref11\" href=\"#_ftn11\">[11]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1581 al 1582 Bruno si trovava a Parigi dove diede alle stampe la divertentissima commedia <em>Il Candelaio<\/em> in volgare e altre opere in latino. Il <em>Candelaio<\/em> \u00e8 forse la sua opera pi\u00f9 famosa e viene studiata a scuola insieme alla <em>Mandragola <\/em>(1512\/20) di Machiavelli, mentre le opere filosofiche in volgare e latino hanno avuto una diffusione molto minore. Il \u201cre filosofo\u201d Enrico III fu sorpreso positivamente della capacit\u00e0 nell\u2019ambito della <em>ars memoriae<\/em> di Bruno e lo ingaggi\u00f2 come <em>lecteur royaux<\/em> (lettore reale) nell\u2019allora Coll\u00e8ge de France che Francesco I aveva fondato nel 1530 e che ai tempi di Bruno si trovava all\u2019interno del Louvre. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"383\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/enrico_III.jpg\" alt=\"Enrico III Re filosofo\" class=\"wp-image-2262 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/enrico_III.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/enrico_III-235x300.jpg 235w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/383;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Enrico III il Re Filosofo (1551 &#8211; 1589)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il Nolano aveva un\u2019opinione molto alta di Enrico III che esprime nello <em>Spaccio<\/em>: \u201cAma la pace, conserva quanto si pu\u00f2 in tranquillitade e devozione il suo popolo diletto\u201d<a id=\"_ftnref12\" href=\"#_ftn12\">[12]<\/a> Nonostante questo, nel 1583 si trasfer\u00ec a Londra al seguito di Michel de Castelnau, l\u2019ambasciatore francese, e tenne un corso su Copernico all\u2019universit\u00e0 di Oxford. Non tutti ne erano entusiasti: Anacleto Verrecchia narra in <em>Nachtfalter des Geistes<\/em> (1999) che l\u2019allora vescovo di Canterbury George Abbot non solo prese in giro Bruno per la sua statura (\u201comiciattolo italiano\u201d) ma aggiunse anche che non era la terra che gira, ma la testa del Nolano\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni tra il 1584 e 1585 Bruno compose i cosiddetti <em>Dialoghi italiani<\/em> (in lingua volgare) <em>La cena de le Ceneri<\/em> (1584), <em>De la causa principio et uno<\/em> (1584), <em>De infinito universo ed mondi<\/em> (1584), <em>Spaccio de la bestia trionfante<\/em> (1584) <em>La Cabala del cavallo pegaseo con l&#8217;aggiunta dell&#8217;Asino cillenico<\/em> (1585) e <em>De gli eroici furori<\/em> (1585) che costituiscono l\u2019apice della sua produzione filosofica. Come tutti gli umanisti Bruno scriveva perfettamente in latino, lingua adoperata nella trilogia latina <em>De triplici minimo et mensura<\/em>, <em>De monade<\/em>, <em>numero et figura<\/em> e <em>De immenso et innumerabilibus<\/em> di qualche anno posteriore. Tutte le sue opere sono scritte in forma di dialogo in quanto seguono ancora i testi classici (Platone) e sono caraterizzati da uno stile difficile e molto allegorico. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1586 Bruno torn\u00f2 in Francia, ma visto il clima aspro dei conflitti di religione si spost\u00f2 presto in Germania. L\u2019anno dopo fu a Wittenberg dove insegn\u00f2 all\u2019universit\u00e0. Va detto che gli incarichi di Bruno nell\u2019ambiente universitario erano sporadici in tutti i paesi in cui si trattenne e si sarebbe sempre considerato un <em>Achademico di nulla Achademia<\/em><a id=\"_ftnref13\" href=\"#_ftn13\">[13]<\/a>. Bruno era un filosofo e non un professore di filosofia, una caratteristica che lo tagliava fuori dagli ambienti accademici.  Aveva uno spirito libero smisurato e non era disposto a piegarsi alle prescrizioni del mondo accademico, in quel periodo ancora pi\u00f9 chiuso di oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1588 tent\u00f2 di approdare alla prestigiosa corte di Rodolfo II a Praga, un importante mecenate di arte e scienza che possedeva una delle pi\u00f9 importanti Wunderkammern dell\u2019epoca nonch\u00e9 una mole di opere d\u2019arte di valore inestimabile. A Praga il Nolano in ogni caso non ottenne nessun incarico alla corte asburgica e vi fu anche una rivalit\u00e0 con l\u2019astronomo danese Tycho Brahe che lo chiam\u00f2 &#8220;Nullano&#8221;. La sua intelligenza gli avr\u00e0 dato fastidio? In fondo era Bruno che si rese conto che la terra gira intorno al sole, non l\u2019astronomo. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1589 Bruno si rec\u00f2 di nuovo in Germania, a Helmstedt dove venne in contrasto con le autorit\u00e0 luterane, motivo per cui a quella dei cattolici e dei calvinisti aggiunse anche la scomunica dei luterani. Dopo una tappa intermedia a Zurigo nel 1591 visit\u00f2 la fiera del libro di Francoforte dove qualcuno gli tese una trappola: il veneziano Giovanni Francesco Mocenigo (1558 &#8211; 1607) gli propose di condurlo con s\u00e9 in Italia con la scusa di assumerlo come maestro di mnemotecnica. Saranno stato l\u2019ingenuit\u00e0 o la voglia di rivedere la patria che lo avrebbero condotto nella fossa dei serpenti? Avr\u00e0 ritenuto la \u201cliberale\u201d Venezia pi\u00f9 sicura del resto dell\u2019Italia? Non lo sapremo mai.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"225\" height=\"126\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/fire.jpg\" alt=\"Fuoco\" class=\"wp-image-2599 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 225px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 225\/126;width:320px;height:171px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">fuoco &#8211; fuego &#8211; ignis &#8211; fogo &#8211; Feuer &#8211; fire<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nel 1592 Mocenigo denunci\u00f2 Bruno all\u2019inquisizione veneta. Venne arrestato e incarcerato ma la Curia romana fiut\u00f2 l\u2019occasione e chiese il trasferimento dell\u2019imputato a Roma. Gli fu chiesto di abiurare le sue proposizioni \u201ceretiche\u201d. Quali erano i capi di imputazione? Ovviamente delle assurdit\u00e0 ancora di pi\u00f9 se esaminate con gli occhi di oggi: tra le altre cose, Bruno aveva messo in dubbio che la vergine potesse partorire e affermato che la transustanziazione (che il pane diventa corpo di Cristo) fosse una bestemmia. Probabilmente asserire che ci sono infiniti mondi e contestare che la terra sia il centro del mondo costituiva per le alte cariche della Chiesa un&#8217;umiliazione ben pi\u00f9 grave, come l&#8217;avrebbe poi chiamata Sigmund Freud qualche secolo dopo. In fondo era stato un brutto colpo per chi si credeva al centro dell\u2019universo essere relegato ad una posizione marginale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il pensiero filosofico di Giordano Bruno<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La Cena de le ceneri (1584)<\/h3>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"383\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/michel_de_castelneau.png\" alt=\"Michel de Castelneau\" class=\"wp-image-2269 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/michel_de_castelneau.png 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/michel_de_castelneau-235x300.png 235w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/383;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Michel de Castelnau (1517 &#8211; 1592)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Bruno scrisse il primo dei <em>Dialoghi italiani<\/em> durante il suo soggiorno in Inghilterra e lo dedic\u00f2 a Michel de Castelnau. Il titolo si riferisce al primo giorno della quaresima (o quarantana) nel quale ha luogo un simposio. Partendo dalle scoperte dell\u2019astronomo polacco Copernico (\u201cmostrato di quante lodi sia capace il Copernico\u201d<a id=\"_ftnref14\" href=\"#_ftn14\">[14]<\/a>) nella <em>Cena<\/em> Bruno delinea la \u201cnolana filosofia\u201d<a id=\"_ftnref15\" href=\"#_ftn15\">[15]<\/a> teorizzando l\u2019infinit\u00e0 dell\u2019universo (\u201ce dechiara essere infinita la mole de l\u2019universo\u201d<a id=\"_ftnref16\" href=\"#_ftn16\">[16]<\/a>). Pur sottolineando di vedere con i propri occhi (\u201cAl che rispose il Nolano, che lui non vedea per gli occhi di Copernico, n\u00e9 di Ptolomeo; ma per i proprii quanto al giudizi e la determinazione;\u201d<a id=\"_ftnref17\" href=\"#_ftn17\">[17]<\/a>) aveva in comune con l\u2019astronomo \u201cil poco riguardo a la stolta moltitudine\u201d<a id=\"_ftnref18\" href=\"#_ftn18\">[18]<\/a> Entrambi pensarono che gli uomini savii sono assai pochi e che spesso vengono disprezzati dalla maggioranza. \u201c[\u2026] in fine \u00e8 pi\u00f9 sicuro cercar il vero e conveniente fuor de la moltitudine: perch\u00e9 questa mai apport\u00f2 cosa preziosa e degna; e sempre tra pochi si trovorno le cose di perfezzione e preggio;\u201d<a id=\"_ftnref19\" href=\"#_ftn19\">[19]<\/a> In tutte le epoche la massa ignorante \u00e8 stata colpevole di crimini atroci, spesso adducendo la scusa dell&#8217;agire secondo gli ordini come scrisse Elias Canetti in <em>Masse und Macht<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Bruno aveva una concezione molto sportiva delle conquiste: non conta arrivare primo, basta aver dato il meglio di s\u00e9. Nella <em>Cena<\/em> introduce questo concetto con la metafora del palio: \u201cNon solo \u00e8 degno di onore quell\u2019uno ch\u2019ha meritato il palio: ma ancor quello e quell\u2019altro, ch\u2019ha s\u00ec ben corso ch\u2019\u00e8 giudicato anco degno e sufficiente de l\u2019aver meritato, ben che non l\u2019abbia vinto;\u201d<a id=\"_ftnref20\" href=\"#_ftn20\">[20]<\/a> Anche nel <em>De monade numero et figura<\/em> e in <em>De gli eroici furori<\/em> riprende questo argomento: \u201cBasta che tutti corrano; assai \u00e8 ch\u2019ognun faccia il suo possibile; perch\u00e9 l\u2019eroico ingegno si contenta pi\u00f9 tosto di cascar o mancar degnamente e nell\u2019alte imprese, dove mostre la dignit\u00e0 del suo ingegno, che riuscir a prefezzione in cose men nobili e basse.\u201d<a id=\"_ftnref21\" href=\"#_ftn21\">[21]<\/a> Non \u00e8 un disonore essere vinti, basta aver combattuto. Bruno di formazione era un teologo, anche se si sarebbe sempre considerato un filosofo e si dedicava anche alla scienza con risultati stupefacenti. Il suo segreto: una volont\u00e0 di ferro e una dedizione assoluta allo studio e al lavoro. Fu il classico uomo universale del Rinascimento e con la sua morte violenta tramont\u00f2 anche il secolo del pensiero umanistico.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"374\" height=\"300\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Elizabeth_I_Armada_Portrait.jpg\" alt=\"Elisabetta I Inghilterra\" class=\"wp-image-2261 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 374px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 374\/300;width:324px;height:260px\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Elizabeth_I_Armada_Portrait.jpg 374w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Elizabeth_I_Armada_Portrait-300x241.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 374px) 100vw, 374px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Elisabetta I (1533 &#8211; 1603)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Bruno ebbe modo di incontrare Elisabetta I durante il suo soggiorno in Inghilterra. E\u2019 vero che Elisabetta aveva fatto giustiziare Maria Stuart nel 1587 quando Bruno si trovava ancora in Inghilterra, ma \u00e8 entrata nella memoria collettiva soprattutto come mecenate delle arti. Nell\u2019era elisabettiana le arti fiorirono, basti pensare a William Shakespeare e al <em>Elizabethan Theatre<\/em>, a Francis Bacon e a Christopher Marlowe. Nella <em>Cena<\/em> Bruno lod\u00f2 Elisabetta I per il suo governo saggio: \u201cElizabetta dico, che per titolo e dignit\u00e0 regia, non \u00e8 inferiore a qualsivoglia re, che sii nel mondo. Per il giodicio, saggezza, conseglio e governo, non \u00e8 seconda a nessun che porti scettro in terra.\u201d<a id=\"_ftnref22\" href=\"#_ftn22\">[22]<\/a> Soprattutto apprezza il suo pacifismo: \u201c[\u2026] nel centro de le borasche d\u2019un mare d\u2019adversit\u00e0 ha fatto trionfar la pace e la quiete;\u201d<a id=\"_ftnref23\" href=\"#_ftn23\">[23]<\/a> Elisabetta non si schier\u00f2 apertamente nelle guerre di religione e Bruno in Inghilterra si sentiva anche ben accolto in quanto \u201cforastiero\u201d. Non a caso gli anni londinesi furono i pi\u00f9 fecondi per la sua produzione filosofica. <\/p>\n\n\n\n<p>Bruno raccomanda la lettura della Bibbia (e cita sempre i libri pi\u00f9 belli e saggi), ma sottolinea che quel libro non tratta di dimostrazioni e speculazioni circa le cose naturali.<a id=\"_ftnref24\" href=\"#_ftn24\">[24]<\/a> Di conseguenza \u00e8 assurdo ed errato che le autorit\u00e0 religiose si oppongano al progresso scientifico. Nella <em>Cena<\/em> Bruno condanna i gesti dei conquistatori, Colombo in primis: dopo averlo citato paragona le sue azioni a quelle di Tifi, uno degli argonauti nella mitologia greca nonch\u00e9 timoniere: \u201cGli Tifi han ritrovato il modo di perturbar la pace altrui, violar i patrii genii de le reggioni, di confondere quel che la provida natura distinse [\u2026]\u201d<a id=\"_ftnref25\" href=\"#_ftn25\">[25]<\/a> Colombo ha scoperto il nuovo mondo, ma con uno spirito di conquista mentre Bruno dilettandosi di astronomia scopre nuovi &#8220;mondi&#8221; senza imporre a nessuno i propri costumi e la propria religione come fecero i conquistatori.<\/p>\n\n\n\n<p>In Bruno \u00e8 notevole anche l\u2019apertura nei confronti di altre religioni: Nella <em>Cena<\/em> cita Al-Ghaz\u0101l\u012b, uno dei pi\u00f9 importanti teologi e filosofi dell\u2019Islam: \u201c[\u2026] per questo disse Alchazele filosofo, sommo pontefice e teologo mahumetano, che il fine delle leggi non \u00e8 tanto di cercar la verit\u00e0 delle cose e speculazioni, quanto la bont\u00e0 de costumi, profitto della civilt\u00e0, convitto di popoli; e pratica per la commodit\u00e0 della umana conversazione, mantenimento di pace et aumento di republiche.\u201d<a id=\"_ftnref26\" href=\"#_ftn26\">[26]<\/a> Le leggi dovrebbero promuovere la civilt\u00e0 e non opprimere le persone affinch\u00e9 nel mondo regni la pace. Bruno conosceva la filosofia musulmana, aborriva le assurde guerre di religione della sua epoca, critic\u00f2 la violenza dei conquistatori e nello <em>Spaccio del la bestia trionfante<\/em> riflette anche sulla pratica della caccia che per lui non aveva nulla di eroico.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Spaccio de la bestia trionfante (1584)<\/h3>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"414\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Philip_Sidney_portrait.jpg\" alt=\"Philip Sidney\" class=\"wp-image-2265 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/414;width:286px;height:395px\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Philip_Sidney_portrait.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Philip_Sidney_portrait-217x300.jpg 217w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Philip Sidney 1554 &#8211; 1586, cortigiano e poeta<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Anche lo <em>Spaccio<\/em> fu scritto in Inghilterra ed \u00e8 dedicato a Philip Sidney, un importante cortigiano dell\u2019et\u00e0 elisabettiana. I sei dialoghi in volgare di Bruno vengono o chiamati <em>Dialoghi italiani<\/em> (per via della lingua volgare) o <em>Dialoghi londinesi<\/em> (per via del luogo in cui furono composti). In quest\u2019opera di filosofia morale Bruno si schiera apertamente contro le guerre di religione e la Riforma protestante e a suo dire parla senza metafore: \u201cQua Giordano parla per volgare, nomina liberamente, dona il proprio nome a chi la natura dona il proprio essere; [\u2026] chiama il pane, pane; il vino, vino; il capo, capo; il piede, piede [\u2026].<a id=\"_ftnref27\" href=\"#_ftn27\">[27]<\/a> Avrebbe dovuto sapere che parlare in volgare e dire le cose come stanno era piuttosto pericoloso. Bruno non teneva conto che di norma erano i testi in volgare che davano pi\u00f9 fastidio agli inquisitori per il fatto che potevano essere compresi anche dal popolo. Spinoza che conosceva bene le opere di Bruno e lo apprezzava come filosofo fu molto pi\u00f9 prudente: scrisse in latino e pubblic\u00f2 le opere sotto falso nome. A volte mi sfiora il dubbio se Bruno non fosse un po\u2019 ingenuo nelle relazioni sociali, lui che amava gli animali forse non riusciva a concepire quanto potessero essere invece cattive e malvage le persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Soffermiamoci un attimo al titolo dell\u2019opera che spiega l\u2019autore stesso. Con dare \u201cspaccio\u201d intende scacciare o espellere: \u201cAll\u2019ora si d\u00e0 spaccio a la bestia trionfante, cio\u00e8 a gli vizi che predominano, e sogliono conculcar la parte divina\u201d<a id=\"_ftnref28\" href=\"#_ftn28\">[28]<\/a> Bruno pensa che a causa dei protestanti che fanno le guerre di religione con la mazza et il fuoco, l\u2019Europa \u00e8 diventata misera et infelice: qualcuno deve riportare la quiete, \u201cfiaccando gli tanti capi di questo peggio che Lerneo mostro, che con moltiforme eresia sparge il fatal veleno [\u2026]\u201d<a id=\"_ftnref29\" href=\"#_ftn29\">[29]<\/a> L\u2019idra di Lerna \u00e8 una figura della mitologia greca e romana e raffigura bene la piaga delle guerre di religione. Bruno critica i protestanti in quanto fanatici che pensano di avere l\u2019unica verit\u00e0 in mano: \u201c[\u2026] dicono che il far bene \u00e8 bene, il far male \u00e8 male: ma non per ben che si faccia, o mal che non si faccia, si viene ad essere degno e grato a\u2019 d\u00e8i; ma per sperare e credere secondo il catechismo loro.\u201d<a id=\"_ftnref30\" href=\"#_ftn30\">[30]<\/a> Non importa quindi fare il bene, basta essere osservanti e credere nell\u2019unica verit\u00e0, un atteggiamento decisamente totalitario e pericoloso. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"319\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/castello_cicala.png\" alt=\"Castello di Cicala Nola\" class=\"wp-image-2268 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/castello_cicala.png 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/castello_cicala-282x300.png 282w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/319;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La torre rotonda del Castello di Cicala (Nola)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Bruno usa quasi sempre il nome <em>Nolano<\/em> quando si riferisce a s\u00e9, ma nello <em>Spaccio<\/em> impiega il nome Giordano (che non fu quello di battesimo, ma scelto appunto in convento) e fa anche riferimento alla sua citt\u00e0 natale Nola, ai piedi del monte di Cicala e all&#8217;omonimo castello in un passaggio pieno di umorismo che ricorda il <em>Candelaio<\/em>. Tra altro anche nel <em>Candelaio<\/em> stesso e nel <em>De Immenso et Innumerabilibus<\/em> viene menzionato quel castello della sua infanzia che ora \u00e8 una rovina. Luigi Pirandello analizz\u00f2 quel pasaggio dello <em>Spaccio<\/em> nel suo saggio <em>L\u2019umorismo<\/em> del 1908.<a id=\"_ftnref31\" href=\"#_ftn31\">[31]<\/a> L&#8217;umorismo di Bruno trova espressione anche nel motto del <em>Candelaio<\/em>: <em>In Tristitia hilaris: in hilaritate tristis<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Bruno non solo era un vero pacifista, ma <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2019\/12\/20\/letteratura-animali-montaigne-kundera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">attribuiva intelligenza e sentimenti a tutte le creature<\/a>. Prima di lui anche l&#8217;umanista Pietro Pomponazzi (1462 \u2013 1525) aveva espresso un pensiero analogo sugli animali. Nella <em>Cabala del cavallo Pegaseo con l\u2019aggiunta dell\u2019Asino Cillenico<\/em> Bruno scrive: \u201cQuella de l\u2019huomo \u00e9 medesima in essenza specifica et generica con quella de le mosche, ostreche marine, et piante, et di qual siuogla cosa che si troue animata, \u00f3 habbia anima [\u2026]\u201d<a id=\"_ftnref32\" href=\"#_ftn32\">[32]<\/a> Oltre a non considerare gli animali inferiori all\u2019uomo ritiene che quest\u2019ultimo abbia solo la fortuna di avere pi\u00f9 mezzi di loro. Se dovessimo camminare a quattro zampe e rinunciare all\u2019uso della mano tutta la nostra superiorit\u00e0 nei confronti degli animali svanirebbe: \u201cQuindi possete capire esser possibile che molti animali possono hauer piu ingegno et molto maggior lume d\u2019intelletto che l\u2019huomo [\u2026]ma per penuria d\u2019instrumenti gli viene ad essere inferiore [\u2026]\u201d.<a id=\"_ftnref33\" href=\"#_ftn33\">[33]<\/a> Alcuni animali potrebbero quindi essere addirittura pi\u00f9 intelligenti dell\u2019uomo ma sono penalizzata da una mancanza di mezzi. L\u2019uomo secondo Bruno potrebbe anche avere il doppio dell\u2019intelligenza ma non se ne farebbe nulla senza l\u2019uso delle mani.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"461\" height=\"300\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/asino.jpg\" alt=\"Asino\" class=\"wp-image-2259 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 461px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 461\/300;width:364px;height:237px\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/asino.jpg 461w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/asino-300x195.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 461px) 100vw, 461px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Disegno di un asino<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>\u201cE soggionse che gli d\u00e8i aveano donato a l\u2019uomo l\u2019intelletto e le mani, e l\u2019aveano fatto simile a loro donandogli facult\u00e0 sopra gli altri animali.\u201d<a id=\"_ftnref34\" href=\"#_ftn34\">[34]<\/a> Quest\u2019ultima affermazione dello <em>Spacci<\/em>o implica anche una critica dell\u2019et\u00e0 dell\u2019oro e dell\u2019ozio. Visto che all\u2019uomo sono state concesse le mani e l\u2019intelletto dovrebbe impiegarle con saggezza anzich\u00e9 oziare e poltronare. Oltre ad anticipare le teorie sull\u2019intelligenza degli animali nello <em>Spaccio<\/em> Bruno si schiera anche contro la caccia, che in quei tempi era considerata un\u2019attivit\u00e0 di massimo onore: \u201c[\u2026] e che grande sia onore a uno per essere carnefice, ammazzando, scorticando, squartando e sbudellando una bestia salvaggia.\u201d<a id=\"_ftnref35\" href=\"#_ftn35\">[35]<\/a><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">De gli eroici furori (1585)<\/h3>\n\n\n\n<p>E\u2019 l\u2019ultima opera dei <em>Dialoghi italiani<\/em> e come gi\u00e0 lo <em>Spaccio<\/em> \u00e8 dedicata a Philip Sidney. L\u2019eroico furore rappresenta una vita ideale dedicata alla conoscenza della natura e alla ricerca. Nell\u2019opera Bruno attribuisce un ruolo cruciale alla volont\u00e0 dell\u2019uomo: \u201cQuesto \u201ccapitano\u201d \u00e8 la voluntade umana che siede in poppa de l\u2019anima [\u2026]\u201d<a id=\"_ftnref36\" href=\"#_ftn36\">[36]<\/a> Gi\u00e0 Bernardino da Siena aveva riconosciuto il grande ruolo della volont\u00e0 nelle sue prediche volgari: \u201cLa volunt\u00e0 \u00e8 reina della mente nostra. Cos\u00ec la buona volunt\u00e0 \u00e8 imperadrice di tutto l&#8217;universo\u201d.<a id=\"_ftnref37\" href=\"#_ftn37\">[37]<\/a> <\/p>\n\n\n\n<p>Nel quarto dialogo Bruno utilizza il mito di Atteone per simboleggiare l\u2019intelligenza e la volont\u00e0. Atteone nelle <em>Metamorfosi <\/em>di Ovidio vide Diana nuda e fu da lei trasformato in cervo. I suoi cani non lo riconobbero (\u201cSono Atteone! Non mi riconoscete? Sono il vostro padrone!\u201d<a id=\"_ftnref38\" href=\"#_ftn38\">[38]<\/a>) e lo sbranarono. I cani stanno simbolicamente per i suoi pensieri, quindi per l\u2019intelletto e la volont\u00e0: egli muore nel mondo dell\u2019ignoranza ma rinasce in quello intellettuale. Atteone \u00e8 &#8220;furioso&#8221; di sapere nel senso di pazzo, come <em>Orlando Furioso<\/em> (1516) di Ludovico Ariosto \u00e8 &#8220;furioso&#8221; per amore. L&#8217;intelligenza precede la volont\u00e0, ma dopo aver colto i concetti, dobbiamo porle in atto con l&#8217;aiuto della volont\u00e0: \u201cPerch\u00e9 l\u2019operazione de l\u2019intelletto precede l\u2019operazion della voluntade; ma questa \u00e8 pi\u00f9 vigorosa et efficace che quella.\u201d<a id=\"_ftnref39\" href=\"#_ftn39\">[39]<\/a><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/atteone_cani.jpg\" alt=\"Atteone con i suoi cani\" class=\"wp-image-2260 lazyload\" style=\"width:382px;height:287px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Atteone con i suoi cani, statua della Fontana di Diana e Atteone nel parco della Reggia di Caserta (Wikicommons \/ Japiot)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Come Erasmo da Rotteram che fa l\u2019elogio della follia anche Bruno considera le persone matte per certi versi pi\u00f9 sagge: \u201cQuindi aviene che nessuno s\u2019appaga del stato suo, eccetto qualch\u2019insensato e stolto [\u2026], gode l\u2019esser presente senza temer del futuro; gioisce di quel ch\u2019\u00e8 [\u2026] e non ha rimorso o cura di quel ch\u2019\u00e8 o pu\u00f2 essere [\u2026]<a id=\"_ftnref40\" href=\"#_ftn40\">[40]<\/a> Cita poi di nuovo Salomone del suo amato Qo\u00e8let<a id=\"_ftnref41\" href=\"#_ftn41\">[41]<\/a> secondo il quale chi aumenta sapienza, aumenta dolore.<a id=\"_ftnref42\" href=\"#_ftn42\">[42]<\/a> Sapere troppe cose pu\u00f2 essere anche controproducente e lo stesso Bruno afferma in un passaggio di un\u2019ironia sublime: \u201cla ignoranza \u00e8 la pi\u00f9 bella scienza del mondo, perch\u00e9 s\u2019acquista senza fatica, e non rende l\u2019animo affetto da melancolia.\u201d<a id=\"_ftnref43\" href=\"#_ftn43\">[43]<\/a> <\/p>\n\n\n\n<p>Come tutti i saggi Bruno si domanda anche chi determina cosa siano l\u2019insania e la follia: \u201cAnzi insani sono chiamati quelli che non sano secondo l\u2019ordinario, o che tendano pi\u00f9 basso per aver meno senso, o che tendano pi\u00f9 alto per aver pi\u00f9 intelletto.\u201d<a id=\"_ftnref44\" href=\"#_ftn44\">[44]<\/a> Quelli pi\u00f9 intelligenti della massa vengono considerati pazzi tanto quanto gli stupidi, ma molto spesso i pazzi e gli insani di mente sono soprattutto quelli che non si sottomettono. La massa \u00e8 come una mandria di pecore che segue sempre gli ordini che qualcuno le impone dall&#8217;alto senza mettere in dubbio nulla. <\/p>\n\n\n\n<p>Bruno era una persona modesta alla quale bastava poco per vivere e non si era mai arricchito con la sua filosofia: \u201c[\u2026] non colui che ha poco, ma quello che molto desidera \u00e8 veramente povero.\u201d<a href=\"#_ftn45\" id=\"_ftnref45\">[45]<\/a>&nbsp; Anche secondo Seneca (Lettere a Lucilio) chi si adatta bene alla povert\u00e0 \u00e8 ricco. Per Bruno il pi\u00f9 povero di tutti \u00e8 il ricco avaro: \u201cperch\u00e9 l\u2019avarizia non \u00e8 dove sono ricchezze, se non vi \u00e8 anco la Povert\u00e0;\u201d<a href=\"#_ftn46\" id=\"_ftnref46\">[46]<\/a> Su molti concetti c\u2019\u00e8 affinit\u00e0 con Montaigne, per esempio parlando della paura: \u201c[\u2026] atteso che ad un ch\u2019ha cercato un regno et ora il possiede, conviene il timor di perderlo; ad un ch\u2019ha lavorato per acquistar gli frutti de l\u2019amore, come \u00e8 la particolar grazia de la cosa amata, conviene il morso della gelosia e suspizione.\u201d<a href=\"#_ftn47\" id=\"_ftnref47\">[47]<\/a> Montaigne scrisse: \u201cLa paura \u00e8 la cosa di cui ho pi\u00f9 paura\u201d<a href=\"#_ftn48\" id=\"_ftnref48\">[48]<\/a> e Bruno: \u201c[\u2026] il timore del male \u00e8 peggio ch\u2019il male istesso: Peior est morte timor ipse mortis.\u201d<a href=\"#_ftn49\" id=\"_ftnref49\">[49]<\/a> Dovremmo tutti cercare di liberarci della paura per vivere la vita pi\u00f9 appieno.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione<\/h2>\n\n\n\n<p>Bruno non gett\u00f2 solo le basi della scienza, ma anche della filosofia moderna. Con la sua affermazione che chi vuole filosofare deve cominciare a dubitare di tutto anticipa Cartesio. Il dubbio e l\u2019incertezza sono anche alla base della scienza moderna perch\u00e9 ci spingono a continuare a indagare senza accettare le \u201cverit\u00e0\u201d gi\u00e0 a disposizione: \u201cQui philosophari concupiscit, de omnibus principio dubitans, non prius de altera contradictionis parte definiat, quam altercantes audierit, et rationibus bene perspectis atque collatis non ex auditu, fama, multitudine, longaevitate, titulis et ornatu, sed de constantis sibi atque rebus doctrinae vigore, sed de rationis lumine veritate inspicua indicet et definiat.\u201d<a id=\"_ftnref50\" href=\"#_ftn50\">[50]<\/a> Da vero democratico Bruno propone che prima di farci un&#8217;opinione dobbiamo ascoltare tutte le parti della discussione e i pro e contro, tenendo a mente che la maggioranza o moltitudine come la chiama lui con un briciolo di disprezzo non ha sempre ragione, anzi. Anche Schopenhauer, peraltro considerato pazzo dai suoi concittadini, ribadisce questo concetto &#8220;L&#8217;intelletto non \u00e8 una grandezza estensiva bens\u00ec intensiva: perci\u00f2 un solo individuo pu\u00f2 tranquillamente opporsi a diecimila, e un&#8217;assemblea di mille imbecilli non fa una persona intelligente&#8221;.<a id=\"_ftnref51\" href=\"#_ftn51\">[51]<\/a> Alla fine \u00e8 la ragione che dovrebbe trionfare e non l\u2019opinione della massa-moltitudine. Quelli che pensano di possedere l\u2019unica verit\u00e0 non mettono pi\u00f9 in dubbio nulla e perci\u00f2 diventano intolleranti nei confronti delle opinioni altrui, cecando di imporre le loro agli altri con violenza e ostinazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Bertold Brecht nel 1939 (peraltro un\u2019altra epoca difficile al pari di quella di Bruno) scrisse la novella <em>Der Mantel des Ketzers<\/em> (<em>Il mantello dell\u2019eretico<\/em>), in cui si narra che Giordano Bruno prima di finire in prigione avesse richiesto ad un sarto di Venezia, un certo Sig. Zunto di fargli un nuovo mantello. Una volta arrestato, il sarto chiese i soldi al Mocenigo che ovviamente non lo pag\u00f2 e alla fine la moglie importun\u00f2 Giordano in prigione perch\u00e9 si trattava di una somma importante per la famiglia del sarto. Anche nella situazione disperata in cui si trovava, Bruno non perse le staffe e fece in modo che il mantello potesse ritornare ai legittimi proprietari (nel frattempo ovviamente era stato privato di tutti i suoi averi con cui intendeva pagare il mantello). Aveva di certo preoccupazioni pi\u00f9 grandi, ma non liquid\u00f2 quelle della signora impertinente e l\u2019accontent\u00f2. Mi piace pensare che Brecht nella novella abbia colto qualcosa della personalit\u00e0 di Giordano Bruno, sensibile e onesto anche nelle avversit\u00e0.<a href=\"#_ftn52\">[52]<\/a><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> Bibbia, Qo\u00e8let, 1,9. Citato da lachiesa.it<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> Giordano Bruno: Spaccio de la bestia trionfante. In: Dialoghi filosofici italiani, Milano: Mondadori, 2008, p. 257. La citazione compare tale quale anche nel Qo\u00e8let (Ecclesiaste) ed \u00e8 curioso come nelle traduzioni tedesche della Bibbia del Kohelet vanit\u00e0 viene tradotto con Windhauch (soffio) il che dona al testo una poeticit\u00e0 maggiore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> Quello \u201cnon-discreto\u201d \u00e8 uno in cui assomiglia ad un chierichetto che non corrisponde sicuramente alla sua personalit\u00e0 irrequieta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> Cfr. Bibbia, lettera ai Galati, 5,1 (\u201eCristo ci ha liberati per la libert\u00e0! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavit\u00f9\u201c) Citato da lachiesa.it<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a> Bruno, Spaccio, 302f<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\">[6]<\/a> Giordano Bruno nel Proemio di <em>De la causa, principio et uno<\/em>: [\u2026] gl\u2018 ingiusti oltraggi ch\u2019io patisco (doue bisognaua che fusse un\u2018 animo ueramente heroico per non dismetter le braccia, desperarsi, et darsi uinto \u00e0 si rapido torrente di criminali imposture [\u2026] [[Le opere italiane di Giordano Bruno ristampate da Paolo de Lagarde Volume secondo. G\u00f6ttingen: Dieterichsche Universit\u00e4tsbuchhandlung (L\u00fcder Horstmann) 1888, p. 200]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref7\" id=\"_ftn7\">[7]<\/a> Fran\u00e7ois Rabelais: Gargantua e Pantagruele, Milano: Bompiani: 2012\/2013, p. 441.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref8\" id=\"_ftn8\">[8]<\/a> Bibbia, Deuteronomio, 12, 2 e 3: \u201cDistruggerete completamente tutti i luoghi dove le nazioni che state per scacciare servono i loro d\u00e8i: sugli alti monti, sui colli e sotto ogni albero verde. Demolirete i loro altari, spezzerete le loro stele, taglierete i loro pali sacri, brucerete nel fuoco le statue dei loro d\u00e8i e cancellerete il loro nome da quei luoghi.\u201d Citato da lachiesa.it<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref9\" id=\"_ftn9\">[9]<\/a> Bruno, Spaccio della bestia trionfante, 316<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref10\" id=\"_ftn10\">[10]<\/a> Cfr, Ibid, 317<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref11\" id=\"_ftn11\">[11]<\/a> Ibid, 317<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref12\" id=\"_ftn12\">[12]<\/a> Bruno, Spaccio, 439<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref13\" id=\"_ftn13\">[13]<\/a> Giordano Bruno: Candelaio, titolo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref14\" id=\"_ftn14\">[14]<\/a> Giordano Bruno: La cena delle Ceneri. In: Dialoghi filosofici italiani, Milano: Mondadori, 2008, p. 13<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref15\" id=\"_ftn15\">[15]<\/a> Bruno, Cena, 13<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a id=\"_ftn16\" href=\"#_ftnref16\">[16]<\/a> Ibid, 14. Nel <em>De l\u2019infinito universo et mondi <\/em>nel quale Bruno aveva proseguito le sue dimostrazioni sull\u2019infinit\u00e0 del mondo scrive: \u201eaffermo quel che non posso negare: cio\u00e8, che nel spacio infinito o potrebono essere infiniti mondi simili a questo, o che questo universo stendesse la sua capacit\u00e0 e comprensione di molti corpi, come son questi, nomati astri;\u201c Se l\u2019universo \u00e8 infinito, lo deve essere anche Dio: \u201eIo dico Dio tutto infinito, perch\u00e9 da s\u00e9 esclude ogni termine ed ogni suo attributo \u00e8 uno ed infinito; e dico Dio totalmente infinito, perch\u00e9 tutto lui \u00e8 in tutto il mondo, ed in ciascuna sua parte infinitamente e totalmente [\u2026] (De l&#8217;infinito, universo et mondi (1584) in: Le opere italiane di Giordano Bruno ristampate da Paolo de Lagarde Volume primo. G\u00f6ttingen: Dieterichsche Universit\u00e4tsbuchhandlung (L\u00fcder Horstmann) 1888, p. 315.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref17\" id=\"_ftn17\">[17]<\/a> Ibid, 25<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref18\" id=\"_ftn18\">[18]<\/a> Ibid, 27<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref19\" id=\"_ftn19\">[19]<\/a> Ibid, 40<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref20\" id=\"_ftn20\">[20]<\/a> Ibid, 147<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref21\" id=\"_ftn21\">[21]<\/a> Giordano Bruno: De gli eroici furori. In: Dialoghi filosofici italiani, Milano: Mondadori, 2008, p. 629<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref22\" id=\"_ftn22\">[22]<\/a> Bruno, Cena, 53<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref23\" id=\"_ftn23\">[23]<\/a> Ibid, 53<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref24\" id=\"_ftn24\">[24]<\/a> Cfr. Ibid, 93<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref25\" id=\"_ftn25\">[25]<\/a> Ibid, 29<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref26\" id=\"_ftn26\">[26]<\/a> Ibid, 94<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref27\" id=\"_ftn27\">[27]<\/a> Bruno, Spaccio 233<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref28\" id=\"_ftn28\">[28]<\/a> Ibid, 242<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref29\" id=\"_ftn29\">[29]<\/a> Ibid, 289<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref30\" id=\"_ftn30\">[30]<\/a> Ibid<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref31\" id=\"_ftn31\">[31]<\/a> Nel passaggio dello <em>Spaccio<\/em> vengono ordinati due meloni dal melonaio Franzino perfettamente maturi, insieme ai datteri dell\u2019albero \u201cche sta alle radici del monte di Cicala in casa di Gioan Bruno.\u201d (Ibid, 297)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref32\" id=\"_ftn32\">[32]<\/a> Giordano Bruno: Cabala del cavallo Pegaseo con l\u2019aggiunta dell\u2019Asino Cillenico Descritta dal Nolano: Parigi, 1585 [Le opere italiane di Giordano Bruno ristampate da Paolo de Lagarde Volume secondo. G\u00f6ttingen: Dieterichsche Universit\u00e4tsbuchhandlung (L\u00fcder Horstmann) 1888, p. 585<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref33\" id=\"_ftn33\">[33]<\/a> Bruno, Cabala del cavallo Pegaseo, 586<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref34\" id=\"_ftn34\">[34]<\/a> Bruno, Spaccio, 373<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref35\" id=\"_ftn35\">[35]<\/a> Ibid, 429<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref36\" id=\"_ftn36\">[36]<\/a> Bruno, Eroici furori, 601<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref37\" id=\"_ftn37\">[37]<\/a> Bernardino da Siena: Prediche volgari<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref38\" id=\"_ftn38\">[38]<\/a> Ovidio: Metamorfosi. Torino: Einaudi, 2015, Libro Terzo, p. 103<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref39\" id=\"_ftn39\">[39]<\/a> Bruni, Eroici furori, 633<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref40\" id=\"_ftn40\">[40]<\/a> Ibid, 610<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref41\" id=\"_ftn41\">[41]<\/a> \u201cInfatti: molta sapienza, molto affanno; chi accresce il sapere aumenta il dolore\u201d (Bibbia, Qo\u00e8let, 1,18. Citato da lachiesa.it)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref42\" id=\"_ftn42\">[42]<\/a> Vedi anche <em>Furori<\/em>: \u201eE per questo pu\u00f2 aver detto quel savio Ebreo, che chi aggionge scienza aggionge dolore, perch\u00e8 dalla maggior apprensione nasce maggior e pi\u00f9 alto desio, e da questo s\u00e9guita maggior dispetto e doglia per la privazione della cosa desiderata.\u201c (Bruno, Furori, 683)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref43\" id=\"_ftn43\">[43]<\/a> Bruno, Spaccio, 423<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref44\" id=\"_ftn44\">[44]<\/a> Bruno, Furori, 640<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref45\" id=\"_ftn45\">[45]<\/a> Bruno, Spaccio, 330<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref46\" id=\"_ftn46\">[46]<\/a> Ibid, 332<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref47\" id=\"_ftn47\">[47]<\/a> Bruno, Furori, 693<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref48\" id=\"_ftn48\">[48]<\/a> Michel de Montaigne, Saggi, p. 69 (libro I, cap XVIII)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref49\" id=\"_ftn49\">[49]<\/a> Bruno, Furori, 722<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a id=\"_ftn50\" href=\"#_ftnref50\">[50]<\/a> Iordani Bruni Nolani: De triplici minimo et mensura. Francofurti. Apud Ioannem Wechselum et Petrum Fischerum Consortes., MDLXXXI, p. 137 (Caput I)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a id=\"_ftn51\" href=\"#_ftnref51\">[51]<\/a> Arthur Schopenhauer: L&#8217;arte di insultare. Milano: Adelphi, 1999, p. 59<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref52\">[52]<\/a> Lo stesso Bruno nella <em>Cena<\/em> cita un episodio simile della Bibbia (Primo libro di Samuele): Protagonista \u00e8 il gentile Saul che ci teneva di pi\u00f9 alla sorte delle asine che suo padre Kis aveva smarrito che a raccontare che durante la loro ricerca fu designato Re. Allo zio raccont\u00f2 ci\u00f2 che segue dell\u2019incontro con Samuele: \u201cCi ha assicurato che le asine erano state ritrovate\u00bb. Ma non gli rifer\u00ec il discorso del regno, [\u2026]\u201d come se rispetto al ritrovamento delle asine fosse secondario. (Bibbia, Primo libro di Samuele, 10,16. Citato da lachiesa.it)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analisi di La Cena delle ceneri, Spaccio de la bestia trionfante e De gli eroici furori Quel che \u00e8 stato sar\u00e0e quel che si \u00e8 fatto si rifar\u00e0;non c&#8217;\u00e8 niente di nuovo sotto il sole.[1] \u201cVanit\u00e0, vanit\u00e0, ogni cosa \u00e8 vanit\u00e0.[2] Frangar, non flectar Introduzione Prima di essere arso vivo il 17 febbraio 1600 in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-2256","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-filosofia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2256","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2256"}],"version-history":[{"count":45,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2256\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2633,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2256\/revisions\/2633"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2256"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2256"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2256"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}