{"id":192,"date":"2018-06-03T18:18:24","date_gmt":"2018-06-03T16:18:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/?p=192"},"modified":"2022-11-08T10:05:14","modified_gmt":"2022-11-08T09:05:14","slug":"bravo-soldato-svejk","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/06\/03\/bravo-soldato-svejk\/","title":{"rendered":"Le vicende del bravo soldato \u0160vejk di Jaroslav Ha\u0161ek"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Analisi e commento della figura del bravo soldato \u0160vejk di Ha\u0161ek nel suo aspetto antimilitarista e antiasburgico<br><\/h1>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n\n\n\n<p><em>Le vicende del bravo soldato \u0160vejk<\/em> (<em>Osudy dobr\u00e9ho voj\u00e1ka \u0161vejka<\/em>) risalgono al 1921 e costituiscono l\u2019unico romanzo dello scrittore ceco Jaroslav Ha\u0161ek (1883 \u2013 1923). Nonostante la vena comica, nello <em>\u0160vejk<\/em> predominano un forte atteggiamento anti-absburgico e una marcata posizione antimilitarista. Il sottotitolo recita <em>Durante la guerra mondiale<\/em> ma si tratta perlopi\u00f9 di una mera locuzione temporale perch\u00e9 il soldato \u0160vejk non arriva mai al fronte. Si parla ovviamente della prima guerra mondiale nella quale l\u2019autore fu chiamato sotto le armi anche se disert\u00f2 gi\u00e0 nel 1915 consegnandosi prigioniero ai russi. Quando aggiunse il sottotitolo, Ha\u0161ek non poteva certo sapere che pochi decenni dopo avrebbe avuto luogo una <em>seconda<\/em> carneficina mondiale.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Del resto, come afferma un altro antimilitarista e contemporaneo di Ha\u0161ek, Karl Kraus, \u201call\u2019umanit\u00e0 la pallottola entrer\u00e0 da un orecchio e uscir\u00e0 dall\u2019altro\u201d<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Jaroslav_Hasek-e1628428168766.png\" alt=\"Jaroslav Ha\u0161ek (1883 \u2013 1923)\" class=\"wp-image-196 lazyload\" width=\"150\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 200px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 200\/231;\" \/><figcaption>Jaroslav Ha\u0161ek (1883 \u2013 1923)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>L\u2019autore satirico Karl Kraus (1874 \u2013 1936) e Jaroslav Ha\u0161ek provenivano da ambienti molto diversi e probabilmente non si sono mai conosciuti, avevano per\u00f2 in comune l\u2019odio per gli orrori della guerra e lo stile satirico con cui ne scrivevano. Kraus fu il fondatore e il direttore della rivista \u201cDie Fackel\u201d (<em>La Fiaccola<\/em>)<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> e nel 1922 pubblic\u00f2 un\u2019importante commedia satirica dal titolo <em>Die letzten Tage der Menschheit<\/em> (<em>Gli ultimi giorni dell\u2019umanit\u00e0<\/em>) in cui criticava aspramente la prima guerra mondiale. Una scena di quest\u2019opera ironizza sulla guerra come banco da macellaio che non delude i suoi clienti corvi.<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a> Nel romanzo di Ha\u0161ek, il soldato \u0160vejk sottolinea invece i vantaggi macabri che possono trarre i contadini dalla guerra: \u201cNon dovranno nemmeno comprarsi la farina d\u2019ossa, ed \u00e8 proprio un gran bel vantaggio per i contadini quando sul loro campo ci s\u2019imputridisce un intero reggimento; [\u2026]\u201d<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La figura del bravo soldato \u0160vejk<\/h2>\n\n\n\n<p>Questa figura nacque gi\u00e0 in alcuni racconti che Ha\u0161ek pubblic\u00f2 in diverse riviste prima della grande guerra. Per tanto tempo <em>Le vicende del bravo soldato \u0160vejk<\/em> furono sottovalutate e considerate una satira minore. In Italia ha contribuito il meraviglioso saggio <em>Praga magica<\/em> (1973) dello slavista Angelo Maria Ripellino a diffondere la conoscenza della cultura e della letteratura ceca.<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> Ripellino non era solo sposato con la traduttrice praghese Ela Hlochova<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a> ma nutriva anche un profondo amore per la citt\u00e0 sulla Vltava. Nel 2002 l\u2019Einaudi ha pubblicato la versione italiana di <em>Le vicende del bravo soldato \u0160vejk<\/em> nella preziosa collana <em>I Millenni<\/em>. La traduzione \u00e8 di Giuseppe Dierna, a sua volta allievo di Ripellino nonch\u00e9 traduttore di Milan Kundera, l&#8217;autore di <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2017\/09\/16\/milan-kundera-la-vita-e-altrove\/\" target=\"_blank\"><em>La vita \u00e8 altrove<\/em><\/a>. Nei paesi di lingua tedesca lo <em>\u0160vejk<\/em> \u00e8 noto soprattutto per le numerose trasposizioni televisive e cinematografiche. La prima idea di pubblicazione del romanzo da parte dell&#8217;Einaudi risale ancora ai tempi in cui <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2020\/10\/06\/dialoghi-con-leuco-di-cesare-pavese-analisi-e-commento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Cesare Pavese<\/a> lavorava presso la casa editrice torinese e fu caldeggiata soprattutto da Elio Vittorini. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"186\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/svejk1.jpg\" alt=\"Francobollo di \u0160vejk che va all\u2019arruolamento con la Sig.ra M\u00fcllerov\u00e1, illustrazione di Josef Lada\" class=\"wp-image-199 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/186;\" \/><figcaption>Francobollo di \u0160vejk che va all\u2019arruolamento con la Sig.ra M\u00fcllerov\u00e1, illustrazione di Josef Lada<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Josef \u0160vejk \u00e8 un clown, un burlone cinico, un anti-eroe (ma non alla <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/02\/14\/miguel-cervantes-don-chisciotte-della-mancia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Don Chisciotte<\/em><\/a>) che ne combina una dopo l\u2019altra, ma viene quasi sempre perdonato per la sua \u201cidiozia notoria\u201d. Al lettore non sembra poi cos\u00ec insipiente come si finge di essere e forse \u00e8 semplicemente molto furbo. Quando inizia la guerra e viene chiamato soldato, per puro caso comincia a soffrire di reumatismi. All\u2019arruolamento viene spinto dalla sua padrona di casa in carrozzina: \u201cA parte le gambe, io sono carne da cannone in ottima salute, e nel momento in cui l\u2019Austria se la vede brutta, ogni invalido deve farsi trovare al proprio posto.\u201d<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a> \u0160vejk viene accusato di agire da simulatore e un ufficiale austriaco esclama arrabbiato: \u201cDas ganze tschechische Volk ist eine Simulantenbande\u201d<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a> Si intuisce la feroce satira e la mancanza di entusiasmo della popolazione ceca per la guerra, iniziata da un imperatore che non fu amato dai cechi e soprattutto fu percepito come un\u2019autorit\u00e0 straniera.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il mito asburgico<\/h2>\n\n\n\n<p>Questo concetto \u00e8 stato introdotto nella letteratura dal germanista triestino Claudio Magris con il suo saggio <em>Il mito absburgico nella letteratura austriaca moderna<\/em> del 1963<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a>. La <em>Finis Austriae<\/em> ebbe un impatto molto forte non solo sugli abitanti dell\u2019ex-impero ma su tutto il continente perch\u00e9 nel 1914, alla fine del <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/11\/18\/cultura-a-vienna-nella-belle-epoque\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">periodo d&#8217;oro della Belle \u00c8poque<\/a>, l\u2019Austria-Ungheria&nbsp; in termini di popolazione era il terzo paese d\u2019Europa. Come scrive Magris nel suo saggio \u201cUna febbre della sciabola, prima ignota al mondo austroungarico, spingeva ad una guerra che sarebbe stata una catastrofe.\u201d<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a> Nei primi secoli del loro regno, gli Asburgo avevano preferito mettere in atto una politica di matrimoni per allargare la loro potenza come testimonia la celebre frase: \u201c<em>Bella gerant alii, tu felix Austria nube\u201d.<a href=\"#_ftn11\">[1<\/a><a href=\"#_ftn11\">1]<\/a><\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/franz_josef_1910.jpg\" alt=\"L\u2019imperatore Francesco Giuseppe, Kasimierz Pochwalski\" class=\"wp-image-202 lazyload\" width=\"150\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 220px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 220\/307;\" \/><figcaption>L\u2019imperatore Francesco Giuseppe<br> in abbigliamento da caccia, 1910, <br>Stampa a colori di un ritratto di <br>Kasimierz Pochwalski<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Joseph Roth fa dire a un suo personaggio nella <em>Kapuzinergruft<\/em> che la grande guerra viene chiamata &#8220;guerra mondiale&#8221; perch\u00e9 in seguito ad essa la gente ha perduto il proprio mondo.<a href=\"#_ftn12\">[12]<\/a> Disorientati dal nuovo mondo e schiacciati dalle rovine del 1918, tanti scrittori rimasero aggrappati alla tradizione absburgica. Spesso veniva esaltata e lodata la componente plurinazionale di un regno vastissimo, in cui tutti i popoli andarono d\u2019amore e d\u2019accordo. La realt\u00e0 ovviamente era diversa, sotto gli Asburgo era sempre la parte di lingua tedesca quella che dominava l\u2019impero. In effetti le ambizioni indipendentiste e nazionaliste di alcuni popoli dimostrano che non andava proprio tutto per il meglio. L\u2019attentato di Sarajevo per mano di un giovane nazionalista che mirava all\u2019autonomia della Bosnia fu il <em>casus belli<\/em> della prima guerra mondiale. Lo <em>\u0160vejk<\/em> inizia proprio con la scena dell\u2019assassinio di Francesco Ferdinando e di sua moglie Sofia il 28 giugno del 1914.<a href=\"#_ftn13\">[13]<\/a> Alla buona memoria dell\u2019impero austroungarico e alla sua mitizzazione contribu\u00ec certamente anche il fatto che ci\u00f2 che venne dopo fosse decisamente peggio. Molti autori di lingua tedesca (prevalentemente ebrei) nel periodo dell\u2019avvento del Terzo Reich cercarono perci\u00f2 di mitizzare la monarchia di Francesco Giuseppe.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Una monarchia cos\u00ec idiota non dovrebbe nemmeno esistere al mondo.<\/em><a href=\"#_ftn14\">[14]<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019anti- mito absburgico nello <em>\u0160vejk<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>Nello <em>\u0160vejk<\/em> succede esattamente il contrario per cui possiamo parlare di un <em>anti-mito<\/em>. L\u2019autore muove una feroce critica alla civilt\u00e0 absburgica soprattutto per aver dato l\u2019avvio alla prima guerra mondiale. Dalle pagine del romanzo si eleva il contrasto tra la volont\u00e0 del suddito che risiedeva nel rispettivo Kronland (terra della corona) e la volont\u00e0 dell\u2019imperatore.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte i commenti satirici nello <em>\u0160vejk<\/em> hanno qualcosa di kafkiano e infatti Ha\u0161ek e Kafka vissero nella stessa citt\u00e0 e furono contemporanei (Il <em>Processo<\/em> \u00e8 del 1925, il <em>Castello<\/em> del 1926). Vedremo anche in seguito che Ha\u0161ek a torto viene considerato un burlone con una vita sregolata, incapace ad affrontare argomenti seri. A prescindere dall\u2019aspetto comico, lo <em>\u0160vejk<\/em> mostra diversi parallelismi con le opere di Kafka come testimonia per esempio la seguente citazione:<\/p>\n\n\n\n<p>Qui veniva per la maggior parte meno ogni qualsivoglia logica, e a vincere era il \u00a7: il \u00a7 soffocava, il \u00a7 dava in escandescenza, il \u00a7 scoppiava di rabbia, il \u00a7 se la rideva, il \u00a7 minacciava, il \u00a7 uccideva e non perdonava. Erano giocolieri della legge, sommi sacerdoti nell\u2019interpretazione del dettato dei codici, divoratori di imputati, tigri della giungla austriaca che misuravano il balzo sull\u2019imputato in base al numero dei paragrafi.<a href=\"#_ftn15\">[15]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Riflettendo sui paragrafi e sull\u2019ottusit\u00e0 della burocrazia austriaca sembra di trovarsi ancora in compagnia di Josef K. tra le pagine del <em>Processo<\/em>. Spesso Ha\u0161ek mette a nudo anche l\u2019inefficienza dell\u2019organizzazione bellica e soprattutto la crudelt\u00e0 assurda della guerra: \u201cSparare ai nemici e ammazzare dall\u2019altra parte, con shrapnel e bombe a mano, supplenti di matematica non meno disgraziati di lui, la considerava un\u2019idiozia bella e buona.\u201d<a href=\"#_ftn16\">[16]<\/a> Leggiamo di soldati affamati e chili di gulasch buttati, di organizzazioni fallimentari e di gatti impiccati in base ad un decreto del tribunale militare perch\u00e9 non avevano compiuto fino in fondo il loro dovere.<a href=\"#_ftn17\">[17]<\/a> Soprattutto si parla di \u201cbestiame umano destinato al macello\u201d.<a href=\"#_ftn18\">[18]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Se qualcuno pensa che l\u2019idea del ritratto di Francesco Giuseppe imbrattato dalle mosche nel <em>Radetzkymarsch<\/em> (1932) sia un\u2019invenzione di Joseph Roth, si sbaglia. E\u2019 Ha\u0161ek che ha introdotto questo topos nella letteratura absburgica: \u201cQui un tempo stava appeso il ritratto di sua maest\u00e0 l\u2019imperatore [\u2026] e le mosche ci cacavano sopra, per cui l\u2019ho messo in soffitta.\u201d<a href=\"#_ftn19\">[19]<\/a> Chi parla \u00e8 l\u2019oste Palivec che tradito dalle mosche viene arrestato per lesa maest\u00e0.<a href=\"#_ftn20\">[20]<\/a> Nell\u2019impero austro-ungarico bastava poco per andare dietro le sbarre perch\u00e9 c\u2019erano spie ovunque e il governo voleva sapere di ogni singolo cittadino cosa pensasse di lui. La seguente citazione di Ripellino spiega molto bene perch\u00e9 l\u2019opera di Ha\u0161ek pu\u00f2 essere considerata come diametralmente opposta al mito absburgico che troviamo in autori come Joseph Roth, Franz Werfel e Stefan Zweig (l\u2019autore del <em>Mondo di ieri<\/em>):<\/p>\n\n\n\n<p>La mancanza di affetto per il \u00abmondo di ieri\u00bb, il totale rifiuto dei valori della monarchia e una spietatezza molto boema permettono a Ha\u0161ek di mettere a nudo il madornale scompiglio e la corruzione del rugginoso sistema, il suo capillare apparato di spie e di sbirraglia, l\u2019inefficienza della macchina bellica, la coglioneria e crudelt\u00e0 dei comandi, &#8211; insomma di guardare l\u2019Austria senza rammarico, non come un frivolo Traumland da operetta, ma come uno squallido plesso di commissariati, prigioni, arrancanti tradotte, bordelli, caserme, lazzaretti, latrine.<a href=\"#_ftn21\">[21]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Ha\u0161ek non critica soltanto la politica dell\u2019impero absburgico, ma altres\u00ec il ruolo della chiesa. Anche in questo contesto possiamo trovare dei parallelismi con Karl Kraus che infine rifiut\u00f2 sia la fede ebraica che quella cattolica: \u201cTutti quanti i preparativi per ammazzare la gente si sono sempre svolti nel nome di Dio [\u2026]\u201d<a href=\"#_ftn22\">[22]<\/a> \u201cIl grande mattatoio della guerra mondiale non aveva fatto certo a meno della benedizione sacerdotale.\u201d<a href=\"#_ftn23\">[23]<\/a> In una scena famosa del libro, \u0160vejk viene mandato dal cappellano militare Otto Katz a cercare dell\u2019olio per l\u2019estrema unzione e alla fine recupera olio di canapa numero tre. Il cappellano e \u0160vejk per\u00f2 non arrivano in tempo per l\u2019unzione e alla fine riciclano l\u2019olio (poco sacro) per ingrassare le scarpe e oliare la serratura.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019opera si percepisce anche un\u2019aspra critica dell\u2019imperatore Francesco Giuseppe che viene considerato un idiota notorio tanto quanto \u0160vejk ma anche un personaggio immorale che pensa solo alle tasche proprie. La seguente citazione \u00e8 attuale quanto mai: \u201cE ricordatevi bene [\u2026] che qualsivoglia imperatore o re \u00e8 solo alle proprie tasche che pensa, ed \u00e8 per questo che si mette a fare una guerra [\u2026]\u201d<a href=\"#_ftn24\">[24]<\/a> Va ricordato che l\u2019imperatore Francesco Giuseppe regn\u00f2 per ben 68 anni dal 1848 al 1916 e quando firm\u00f2 la dichiarazione della prima guerra mondiale aveva 84 anni ed era universalmente considerato un vegliardo senescente che ormai sragionava.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"320\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Svejk2.png\" alt=\"Il soldato \u0160vejk nell'illustrazione di Josef Lada\" class=\"wp-image-204 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Svejk2.png 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Svejk2-281x300.png 281w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/320;\" \/><figcaption>Il soldato \u0160vejk nell&#8217;illustrazione di Josef Lada<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il grafico Josef Lada ha illustrato il romanzo di Ha\u0161ek che \u00e8 stato tradotto in pi\u00f9 di 100 lingue. Tuttora la figura di <em>\u0160vejk<\/em> occupa un posto importante nell\u2019immaginario collettivo ceco. Lo <em>\u0160vejk <\/em>rappresenta in qualche modo l\u2019atteggiamento del popolo ceco di fronte all\u2019impero austroungarico e di fronte a tutte le altre autorit\u00e0 straniere che lo hanno schiacciato e soggiogato negli anni a venire. Ha\u0161ek mor\u00ec il 3 gennaio del 1923 a trentanove anni in miseria e dimenticato da tutti a Lipnice nad S\u00e1zavou dove si era ritirato per scrivere il romanzo. Non pot\u00e9 partecipare al grande successo della sua opera ma almeno gli fu risparmiato di assistere agli orrori della seconda guerra mondiale. Durante il suo esilio nel 1943 Bertolt Brecht scrisse una pi\u00e8ce di teatro epico dal titolo <em>Schweyk im Zweiten Weltkrieg<\/em> <em>(Schweyk nella seconda guerra mondiale)<\/em>. Karl Kraus mor\u00ec soltanto nel 1936 e nel 1933 scrisse un saggio contro Hitler dal titolo <em>Die dritte Walpurgisnacht (La terza notte di Valpurga)<\/em> che pot\u00e9 uscire solo vent\u2019anni dopo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Iscriviti alla newsletter:<\/strong><\/p>\n\n\n<script>(function() {\n\twindow.mc4wp = window.mc4wp || {\n\t\tlisteners: [],\n\t\tforms: {\n\t\t\ton: function(evt, cb) {\n\t\t\t\twindow.mc4wp.listeners.push(\n\t\t\t\t\t{\n\t\t\t\t\t\tevent   : evt,\n\t\t\t\t\t\tcallback: cb\n\t\t\t\t\t}\n\t\t\t\t);\n\t\t\t}\n\t\t}\n\t}\n})();\n<\/script><!-- Mailchimp for WordPress v4.11.1 - https:\/\/wordpress.org\/plugins\/mailchimp-for-wp\/ --><form id=\"mc4wp-form-1\" class=\"mc4wp-form mc4wp-form-59\" method=\"post\" data-id=\"59\" data-name=\"Sottoscrizione\" ><div class=\"mc4wp-form-fields\"><p>\r\n    <label>Nome<\/label>\r\n    <input name=\"FNAME\" placeholder=\"Nome\" required=\"\" type=\"text\">\r\n\r\n\t<label>email: <\/label>\r\n\t<input type=\"email\" name=\"EMAIL\" placeholder=\"Indirizzo email\" required \/>\r\n\t<input type=\"submit\" value=\"Iscriviti\" \/>\r\n<\/p><\/div><label style=\"display: none !important;\">Lascia questo campo vuoto se sei umano: <input type=\"text\" name=\"_mc4wp_honeypot\" value=\"\" tabindex=\"-1\" autocomplete=\"off\" \/><\/label><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_timestamp\" value=\"1776515098\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_form_id\" value=\"59\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_form_element_id\" value=\"mc4wp-form-1\" \/><div class=\"mc4wp-response\"><\/div><\/form><!-- \/ Mailchimp for WordPress Plugin -->\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> \u201c[\u2026] Der Menschheit wird die Kugel bei einem Ohr hinein und beim andern herausgegangen sein.\u201c (Karl Kraus, <em>Nachts<\/em>. Aphorismen, [1924])<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> L\u2019 Accademia austriaca delle scienze ha digitalizzato tutte le edizioni della rivista <em>Fackel<\/em> apparse tra il 1899 e il 1936. Si possono consultare al link <a href=\"http:\/\/corpus1.aac.ac.at\/fackel\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">http:\/\/corpus1.aac.ac.at\/fackel\/<\/a> facendo una registrazione gratuita.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> \u201cEure Schlachtbank l\u00e4\u00dft nie darben &#8211; ihre angestellten Kunden. &#8211; Raben haben, seit sie starben, &#8211; immer Nahrung noch gefunden.\u201d (Karl Kraus, <em>Die letzten Tage der Menschheit<\/em>, [1922])<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Jaroslav Ha\u0161ek: Le vicende del bravo soldato \u0160vejk. Durante la guerra mondiale. Traduzione e a cura di Giuseppe Dierna. Torino, Einaudi, 2010 [2002], p. 802<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Angelo Maria Ripellino: Praga magica. Torino: Einaudi, 1973.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Traduttrice dei racconti di Jaroslav Ha\u0161ek e di quelli di Bohumil Hrabal tra i quali la raccolta <em>Inserzione per una casa in cui non voglio pi\u00f9 vivere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Ha\u0161ek, \u0160vejk, p. 67<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Ibid, 71 (L\u2019intero popolo ceco \u00e8 una banda di simulatori)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Claudio Magris: <em>Il mito absburgico nella letteratura austriaca moderna<\/em>. Torino: Einaudi, 1996 [1963]<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> Magris, Mito absburgico, 202<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> \u201cLe guerre le facciano gli altri, tu, Austria felice, sposati\u201d attribuita a Mattia Corvino, re d&#8217;Ungheria (Mattia il Giusto) (1458-1490).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> Cfr. \u201cViel sp\u00e4ter erst, lange nach dem gro\u00dfen Krieg, den man den \u00bbWeltkrieg\u00ab nennt, mit Recht, meiner Meinung nach, und zwar nicht etwa, weil ihn die ganze Welt gef\u00fchrt hatte, sondern weil wir alle infolge seiner eine Welt, unsere Welt, verloren haben [\u2026]\u201d Joseph Roth: <em>Die Kapuzinergruft<\/em>. K\u00f6ln: Kiepenheuer und Witsch, 2000 [1938], p. 44<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref13\">[13]<\/a> Cfr.\u201eE cos\u00ed ci hanno ammazzato Ferdinando!\u201c Ha\u0161ek, <em>\u0160vejk<\/em>, 7<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref14\">[14]<\/a> Ha\u0161ek, <em>\u0160vejk<\/em>, 249<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref15\">[15]<\/a> Ibid, 30<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref16\">[16]<\/a> Ibid, 95<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref17\">[17]<\/a> Cfr. K. U. k. Milit\u00e4rmagazinekatze, Ibid, 824 f<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref18\">[18]<\/a> Ibid, 757<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref19\">[19]<\/a> Ibid, 11f<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref20\">[20]<\/a> Cfr. Roth: \u201eDas wei\u00dfe Gewand des Kaisers war von zahllosen Fliegenspuren betupft, wie von winzigen Schrotk\u00fcgelchen durchsiebt. (Joseph Roth: Radetzkymarsch, 1932, p. 124)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref21\">[21]<\/a> Ripellino, Praga magica, 309<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref22\">[22]<\/a> Ha\u0161ek, \u0160vejk, 150<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref23\">[23]<\/a> Ibid, 151<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref24\">[24]<\/a> Ibid, 321<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analisi e commento della figura del bravo soldato \u0160vejk di Ha\u0161ek nel suo aspetto antimilitarista e antiasburgico Introduzione Le vicende del bravo soldato \u0160vejk (Osudy dobr\u00e9ho voj\u00e1ka \u0161vejka) risalgono al 1921 e costituiscono l\u2019unico romanzo dello scrittore ceco Jaroslav Ha\u0161ek (1883 \u2013 1923). Nonostante la vena comica, nello \u0160vejk predominano un forte atteggiamento anti-absburgico e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-192","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-letteratura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/192","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=192"}],"version-history":[{"count":46,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/192\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2237,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/192\/revisions\/2237"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=192"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=192"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=192"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}