{"id":1892,"date":"2022-03-26T17:50:02","date_gmt":"2022-03-26T16:50:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/?p=1892"},"modified":"2026-02-25T21:20:44","modified_gmt":"2026-02-25T20:20:44","slug":"la-pittura-e-i-dipinti-di-leonardo-da-vinci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2022\/03\/26\/la-pittura-e-i-dipinti-di-leonardo-da-vinci\/","title":{"rendered":"La pittura e i dipinti di Leonardo da Vinci"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Come un uomo senza lettere rivoluzion\u00f2 l\u2019arte nel secolo dell&#8217;umanesimo <\/h1>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n\n\n\n<p>Leonardo da Vinci \u00e8 riconosciuto come uomo di talento universale, ma la dote alla quale teneva di pi\u00f9 e la disciplina che ha sempre preferito tra tutte le altre era senz\u2019altro la pittura. I dipinti di Leonardo sono pochi, ma da vero perfezionista lavor\u00f2 molto a lungo su ogni singola opera, basti pensare alla <em>Gioconda<\/em> che port\u00f2 con s\u00e9 nei vari spostamenti e che fu ritoccata fino a poco prima della sua morte in un arco di una quindicina d\u2019anni. Anche di numerose altre opere sono a disposizione i cartoni preparatori (spesso modificati), per non parlare della montagna di disegni che lasci\u00f2 il maestro e che spessissimo furono propedeutici per i dipinti. Leonardo era un genio e pur essendo privo di cultura umanistica riusc\u00ec ad emergere in un secolo dominato dal neoplatonismo.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"470\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Leonardo_autoritratto_Torino.jpg\" alt=\"Leonardo Autoritratto\" class=\"wp-image-1902 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Leonardo_autoritratto_Torino.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Leonardo_autoritratto_Torino-191x300.jpg 191w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/470;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo da Vinci: Autoritratto, 1515 circa<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La carriera artistica di Leonardo da Vinci ebbe inizio a Firenze dove rimase fino ai suoi 30 anni. Egli non si considerava letterato nonostante la sua citt\u00e0 fosse il centro europeo degli studi umanistici. Si autodefin\u00ec anzi \u201como sanza lettere\u201d<a id=\"_ftnref1\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a> perch\u00e9 non sapendo il latino, la quasi totalit\u00e0 della copiosa produzione letteraria e filosofica del suo secolo gli era preclusa. Il suo contemporaneo Marsiglio Ficino, fondatore dell\u2019Accademia neoplatonica nel 1462, aveva tradotto l\u2019opera completa di Platone, ma in latino, che costituiva la base di tutta la cultura umanistica del Rinascimento.<\/p>\n\n\n\n<p>In compenso Leonardo aveva una dote preziosissima: sapeva osservare la natura con attenzione e cogliere ogni emozione nei soggetti. Come Aristotele attribuiva un ruolo fondamentale al senso della vista: \u201cL\u2019occhio, che si dice finestra dell\u2019anima, \u00e8 la principale via donde il comune senso pu\u00f2 pi\u00fa copiosamente e magnificamente considerare le infinite opere di natura [\u2026]\u201d<a id=\"_ftnref2\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>. Osservava la natura, cogliendo ogni minimo dettaglio e la riproduceva magistralmente sulla tela come pochi altri prima e dopo di lui. Leonardo era un pensatore e un artista molto originale che non aveva bisogno di modelli o di scritti altrui, ma influenz\u00f2 profondamente i canoni artistici della sua epoca e di quelle successive.<\/p>\n\n\n\n<p>Anzich\u00e9 allo studio dei testi neoplatonici, si dedic\u00f2 al linguaggio dei sordomuti del quale ritroviamo molti gesti nelle sue opere (basti pensare alle mani e alle espressioni degli apostoli nell\u2019<em>Ultima Cena<\/em>). Nella concezione di Leonardo, la pittura era l\u2019unico linguaggio veramente universale che non aveva bisogno di interpretazioni e poteva essere capito da tutti: \u201cLa pittura ha il suo fine comunicabile a tutte le generazioni dell&#8217;universo, [\u2026] Adunque questa non ha bisogno d&#8217;interpreti di diverse lingue, come hanno le lettere, e subito ha satisfatto all&#8217;umana specie, non altrimenti che si facciano le cose prodotte dalla natura.\u201d<a id=\"_ftnref3\" href=\"#_ftn3\">[3]<\/a> Vede quindi dei parallelismi tra la pittura e la natura in quanto entrambe sono di comprensione immediata e diretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Leonardo aveva vissuto in molte citt\u00e0 diverse, ma preferiva la campagna alla frenesia di Milano, Firenze e Venezia. Come tantissimi grandi pensatori amava la natura e aveva un profondo affetto per gli animali.<a id=\"_ftnref4\" href=\"#_ftn4\">[4]<\/a> Giorgio Vasari racconta nelle sue <em>Vite<\/em> che ai mercatini fiorentini egli acquistava gli uccelli in gabbia solo per liberarli.<a id=\"_ftnref5\" href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> Questo bel gesto viene ripreso da \u00c9mile Zola nel <em>Ventre di Parigi<\/em>: al momento del suo arresto Florent chiede di salire nella sua camera per liberare il fringuello.<a id=\"_ftnref6\" href=\"#_ftn6\">[6]<\/a> Leonardo pensava che la sua mano (era mancino) fosse un dono, infatti si considerava pittore per vocazione ed era dell\u2019avviso che tutte le altre discipline di cui si occupava (la matematica, la scienza, l\u2019ingegneria, l\u2019architettura, l\u2019anatomia, ecc.) si potessero apprendere, mentre per la pittura il talento aveva un ruolo fondamentale. Ci ha lasciato pochi dipinti, ma tutti sono di un valore artistico inestimabile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La vita di Leonardo da Vinci e le sue opere pittoriche principali<\/strong><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"458\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Angelo.jpg\" alt=\"Leonareo Angelo Verrocchio\" class=\"wp-image-1897 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Angelo.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Angelo-197x300.jpg 197w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/458;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo da Vinci: L\u2019angelo del <em>Battesimo di Cristo<\/em> di Andrea del Verrocchio, 1470 circa<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Leonardo nacque ad Anchiano, una frazione di Vinci nella Valdarno nel 1452. A 17 anni entr\u00f2 nella bottega del Verrocchio a Firenze, del quale si narra che avesse abbandonato la pittura quando aveva visto l\u2019angelo dipinto dal su prodigioso allievo.<a id=\"_ftnref7\" href=\"#_ftn7\">[7]<\/a> E\u2019 difficile immaginare un\u2019espressione pi\u00f9 angelica di quella realizzata da Leonardo sul dipinto del Verrocchio (l&#8217;angelo in questione \u00e8 quello alla sinistra). Nei suoi anni giovanili dipinse gi\u00e0 alcuni capolavori come <em>l\u2019Annunciazione<\/em> (1472-1475) e il <em>Ritratto di Ginevra de\u2019 Benci<\/em> (1474-1476). Lavor\u00f2 per i Medici a Firenze fino a 30 anni, e nel 1482 si spost\u00f2 a Milano alla Corte di Ludovico Sforza (\u201dll Moro\u201d). Nel periodo milanese dipinse la <em>Vergine delle Rocce <\/em>(1483\/86), la <em>Dama con l\u2019ermellino<\/em> (un ritratto di Cecilia Gallerani, amante del Moro, 1488\/90) e la <em>Belle Ferronni\u00e8re<\/em> (un\u2019altra amante del Moro, 1490\/97).<\/p>\n\n\n\n<p>La conclusione del periodo milanese fu anche la sua apoteosi: <em>l\u2019Ultima Cena<\/em> dipinta tra il 1494 e 1498 nella chiesa Santa Maria delle Grazie. Allo stesso periodo risale anche la <em>Sala delle Asse<\/em> al Castello Sforzesco. Nel 1499, quando il Ducato di Milano cadde in mano ai francesi Leonardo lasci\u00f2 la citt\u00e0. Insieme al matematico Luca Pacioli, con cui aveva trascorso molti anni alla Corte degli Sforza, si trasfer\u00ec alla Corte dei Gonzaga a Mantova. Nei primi anni del Cinquecento si spost\u00f2 sovente, prima a Venezia, poi a Roma per tornare infine a Firenze. Tra il 1503 e 1504 dipinse una parete del Palazzo Vecchio con la <em>Battaglia di Anghiari<\/em> che costitu\u00ec una competizione tra i due artisti pi\u00f9 in voga del periodo, Leonardo e Michelangelo (che dipinse un&#8217;altra battaglia sulla parete di fronte), ma sono sopravvissuti solo i bellissimi cartoni preparatori. Agli inizi del Cinquecento trascorse diversi anni in varie citt\u00e0 Norditaliane, impegnato soprattutto in opere idrauliche e architettoniche nonch\u00e8 in studi sulla fisica, la meccanica e l\u2019anatomia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dipinto forse pi\u00f9 famoso del mondo, la <em>Gioconda<\/em> o Monna Lisa fu iniziato intorno al 1503 a Firenze ma pare che fin\u00ec molto presto in Francia, dove si trovava gi\u00e0 ai tempi delle <em>Vite<\/em> di Vasari: \u201cPrese Lionardo a fare per Francesco del Giocondo il ritratto di Monna Lisa sua moglie, e quattro anni penatovi lo lasci\u00f2 imperfetto, la quale opera oggi \u00e8 appresso il re Francesco di Francia in Fontanable\u00f2.\u201d<a id=\"_ftnref8\" href=\"#_ftn8\">[8]<\/a> Dopo aver iniziato la <em>Gioconda<\/em> a Firenze Leonardo si trasfer\u00ec nuovamente a Milano nel 1508. Seguiranno numerosi spostamenti in Italia per accogliere infine nel 1516 un invito da Francesco I per stabilirsi in Francia, vicino ad Amboise nel maniero di Cloux. Era quindi Leonardo stesso ad aver portato la <em>Gioconda<\/em> in Francia, non sappiamo solo se l\u2019aveva regalata a Francesco I o se gliel\u2019aveva venduta. Dopo circa tre anni trascorsi in Francia Leonardo vi mor\u00ec nel 1519 all\u2019et\u00e0 di 67 anni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>L\u2019Annunciazione, 1472 &#8211; 1475<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"275\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Annunciation.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2644 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Annunciation.jpg 600w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Annunciation-300x138.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 600px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 600\/275;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo da Vinci: L\u2019Annunciazione, 1472 &#8211; 1475<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Si tratta di uno dei primi capolavori di Leonardo che si trova agli Uffizi. Maria siede all\u2019aperto, in un ambiente ricco e sontuoso (basti osservare il suo preziosissimo leggio). E\u2019 vestita in maniera molto ricercata ma il viso e l\u2019acconciatura sono quelle di una ragazza acqua e sapone. Ha uno sguardo dolce ma i suoi occhi mancano ancora della vivacit\u00e0 di quelle di altre donne ritratte successivamente (Cecilia Gallerani, ma soprattutto la Belle Ferroni\u00e8re). Quando vede l\u2019angelo, Maria si stupisce lievemente (un gesto appena accentuato dalla mano sinistra) ma non dimentica di mettere il dito dell\u2019altra mano sul libro che stava leggendo. Rimane quindi abbastanza composta di fronte all\u2019apparizione. Anche il giardino della villa \u00e8 un capolavoro con i suoi fiori rifiniti in ogni dettaglio e gli alberi che sembrano tratti da un manuale di botanica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo personaggio, l\u2019angelo che si inchina davanti a Maria \u00e8 realizzato con estrema cura, come si pu\u00f2 vedere dalle pieghe del suo bellissimo vestito rosso. La stessa cura \u00e8 riservata alla sontuosa veste blu-rossa-gialla di Maria. Leonardo ama il gioco dei colori e li combina sapientemente. Sullo sfondo si intravede un paesaggio di montagna e un porto con diverse navi. Se pensiamo che Leonardo aveva solo 21 anni quando realizz\u00f2 il quadro e stava studiando pittura da appena 4 anni nella bottega del Verrocchio, non possiamo fare a meno che ammettere la mano di un genio. L\u2019ambientazione dell\u2019<em>Annunciazione<\/em> \u00e8 piuttosto atipica e molto originale: quasi tutte le altre della storia dell\u2019arte si svolgono al chiuso. Ci sarebbe una versione posteriore ma l\u2019attribuzione a Leonardo \u00e8 incerta in quanto la qualit\u00e0 \u00e8 nettamente inferiore rispetto alla prima versione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Ritratto di Ginevra de\u2019 Benci, 1474 &#8211; 1476<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"318\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Ginevra_Benci.jpg\" alt=\"Leonardo Ginevra\" class=\"wp-image-1909 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Ginevra_Benci.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Ginevra_Benci-283x300.jpg 283w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/318;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo da Vinci: Ritratto di Ginevra de\u2018 Benci, 1474 &#8211; 1476<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Questo ritratto \u00e8 bellissimo ma manca dell&#8217;intensit\u00e0 emotiva delle opere pi\u00f9 mature. Ginevra de Benci \u00e8 senz\u2019altro attraente, con il suo viso color marmo e il sole che si rispecchia nei suoi riccioli acconciati con molta cura, ma la sua espressione sembra assente. La realizzazione \u00e8 perfetta; come il <em>San Girolamo<\/em>, mai terminato, anche il viso di Ginevra appare plastico. Sembra che Leonardo in quel periodo cercasse di donare maggiore tridimensionalit\u00e0 ai suoi personaggi. Nonostante queste indubbie qualit\u00e0 l\u2019espressione di Ginevra \u00e8 vuota e il viso non trasmette emozioni. Manca totalmente la profondit\u00e0 dello sguardo che invece osserviamo in Cecilia Gallerani o nella Belle Ferroni\u00e8re. Se confrontiamo l\u2019espressione del viso di Ginevra con la bellissima <em>Madonna Benois<\/em> di poco posteriore (1478-1482) ci rendiamo conto quanto sia pi\u00f9 vivo lo sguardo della modella che ha posato per Maria e che comunica attivamente tramite il suo sorriso pieno di tenerezza con il bambino seduto sulle sue ginocchia. In ogni caso non \u00e8 solo la simpatia che manca alla ricca e colta Ginevra de Benci, c\u2019\u00e8 anche altro.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 risaputo che Leonardo fosse un artista perfezionista. Molto probabilmente egli stesso si era reso conto che quello che rende lo sguardo di Ginevra spento e privo di emozioni \u00e8 la melanconia. Ginevra non solo non sorride ma non accenna nemmeno una traccia di letizia, n\u00e9 con le labbra, n\u00e9 con gli occhi. E\u2019 impassibile come se fosse di ghiaccio e tutta l\u2019espressione del suo bel viso ne soffre. Questo potrebbe essere anche un effetto delle lunghissime e spesso estenuanti ore di posa in cui le modelle dovevano stare pressoch\u00e9 immobili. Quando quasi 30 anni dopo Leonardo realizz\u00f2 la <em>Gioconda<\/em> avrebbe preso provvedimenti per scacciare la melanconia dall\u2019espressione di Lisa Gherardi come vedremo pi\u00f9 avanti. Nel ritratto di Ginevra colpisce invece il paesaggio dello sfondo, molto elaborato che caratterizzer\u00e0 anche la Monna Lisa del periodo maturo e alcune altre opere e che abbiamo gi\u00e0 osservato nell\u2019<em>Annunciazione<\/em>. Nel quadro troviamo anche diversi elementi allegorici come il ginepro dietro la donna che si chiama appunto Ginevra. Pare che una volta il ritratto fosse pi\u00f9 lungo, il busto \u00e8 stato tagliato insieme alle mani della donna. Il <em>Ritratto di Ginevra de\u2019 Benci <\/em>si trova a Washington, alla National Gallery of Art che l\u2019ha acquistato nel 1967.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Volto di fanciulla, 1478 \u2013 1485 (circa)<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"336\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/01_Ritratto-di-fanciulla.jpg\" alt=\"Da Vinci Fanciulla\" class=\"wp-image-1896 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/01_Ritratto-di-fanciulla.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/01_Ritratto-di-fanciulla-268x300.jpg 268w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/336;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo da Vinci: Volto di fanciulla, 1478 &#8211; 1485 (circa)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>E\u2019 uno dei disegni pi\u00f9 belli di Leonardo che viene conservato alla Biblioteca reale di Torino, dove si trova anche il famoso <em>Autoritratto<\/em> del 1515 in cui l\u2019artista sfoggia una lunghissima barba bianca, e presenta molta somiglianza al Platone della <em>Scuola di Atene<\/em> di Raffaello. Sanzio ha anche ripreso il gesto leonardesco del dito innalzato al cielo. Leonardo da abilissimo disegnatore riesce a donare plasticit\u00e1 anche senza l&#8217;uso di colore. <\/p>\n\n\n\n<p>La fanciulla del disegno viene raffigurata di spalla e incrocia il nostro sguardo con i suoi occhi dolci e gentili. E\u2019 stupefacente che un disegno possa avere una tale profondit\u00e0 e capacit\u00e0 comunicativa. Come molti ritratti femminili di Leonardo, il disegno fa venire in mente la donna ideale di Dante, che tanto gentile e tanto onesta pare. E\u2019 probabile che il ritratto della ragazza fosse preparatorio per la figura di un quadro, forse per l\u2019angelo della <em>Vergine delle Rocce<\/em>, che coinciderebbe con il periodo di realizzazione, anche se di somigliante c\u2019\u00e8 solo la posizione della testa che guarda sopra le spalle e non il viso. Pur trattandosi di un disegno, lo sguardo della donna ritratta \u00e8 molto pi\u00f9 intenso e dolce di quello di Ginevra de\u2019 Benci. La fanciulla non sfoggia nessun sorriso vistoso, ma tutto lo sguardo \u00e8 pervaso da una sensazione di complicit\u00e0 che interagisce con lo spettatore. I suoi occhi sono intelligenti e sembra che ci scruti in maniera interrogativa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Vergine delle Rocce, 1483-1486<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"475\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Leonardo_Da_Vinci_Vergine_delle_Rocce.jpg\" alt=\"Leonardo Vergine delle Rocce\" class=\"wp-image-1910 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Leonardo_Da_Vinci_Vergine_delle_Rocce.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Leonardo_Da_Vinci_Vergine_delle_Rocce-189x300.jpg 189w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/475;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo da Vinci: Vergine delle Rocce, 1483 &#8211; 1486<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La Vergine si trova in una grotta, immersa in un paesaggio molto elaborato. In primo piano troviamo dei fiori e delle rocce, sullo sfondo stupisce un paesaggio con cime elevate molto caro a Leonardo. Colpisce il contrasto chiaro-scuro e il sapiente uso della luce. Il viso di Maria con tratti molto gentili \u00e8 illuminato come anche le figure di San Giovanni Battista, dell\u2019angelo e di Ges\u00f9 Bambino. Oltre alla profondit\u00e0 espressiva dei visi dei personaggi ritratti stupiscono i loro gesti molto elaborati. Pare che comunichino con i gesti, anzich\u00e9 con le parole: Maria alza la mano sinistra come se volesse proteggere l\u2019angelo al suo fianco e il suo bambino accanto all\u2019angelo mentre con la mano destra abbraccia San Giovanni Battista. L\u2019angelo che guarda in direzione dello spettatore sopra le spalle, indica timidamente con il suo dito San Giovanni Battista seduto alla destra di Maria che invece giunge le sue manine in segno di preghiera. Il piccolissimo bambino Ges\u00f9 alza la mano per fare un segno di benedizione in direzione di San Giovanni Battista.<\/p>\n\n\n\n<p>Sia l\u2019angelo che la Vergine hanno vesti sontuose che riflettono la luce. Come nell\u2019<em>Annunciazione<\/em> l\u2019angelo \u00e8 vestito di rosso e di verde e Maria di blu e giallo. Per il resto le pettinature di Maria e dell\u2019angelo sono molto semplici, prive di artificiosit\u00e0. I bambini piccoli sono invece nudi (Giovanni Battista in molte opere pittoriche appare di poco pi\u00f9 grande di Ges\u00f9). Leonardo aveva fatto molti disegni preparatori per riprodurre i bambini piccoli e rappresenta la loro nudit\u00e0 con molta cura e correttezza anatomica. In alcune Madonne con il bambino cerca addirittura di far vedere la difficolt\u00e0 dei bambini molto piccoli a coordinare le mani con lo sguardo quando afferrano gli oggetti. (p.es. nella <em>Madonna del Garofano<\/em>, 1475). La <em>Vergine delle Rocce<\/em> \u00e8 un altro esempio di opera curata in ogni minimo dettaglio, senza lasciare nulla al caso. Tanti pittori di grande talento hanno spesso sbagliato le proporzioni di Ges\u00f9 Bambino in braccio a Maria. Basta pensare al bambino gigante della <em>Madonna della Seggiola<\/em> di Raffaello per dare l\u2019idea. Come molte opere di Leonardo, <em>La Vergine delle Rocce<\/em> si trova in Francia, al Louvre.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Dama con l\u2019ermellino, 1488 \u2013 1490<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"403\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Dama_con_ermellino.jpg\" alt=\"Leonardo Dama con l'ermellino\" class=\"wp-image-1900 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Dama_con_ermellino.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Dama_con_ermellino-223x300.jpg 223w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/403;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo da Vinci: Dama con l\u2019ermellino, 1488-1490<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Si tratta di uno dei ritratti pi\u00f9 affascinanti di Leonardo. La bellissima Cecilia Gallerani (1473 \u2013 1533) fu l\u2019amante di Ludovico Sforza, detto \u201cil Moro\u201d (1452 \u2013 1508). Quest\u2019ultimo era un importante patrono delle arti e contribu\u00ec allo splendore di Milano durante il Rinascimento. Al momento del ritratto, Cecilia aveva appena 16 anni. Era una nobildonna e qualche anno dopo avrebbe dato alla luce anche un figlio del Moro, Cesare Sforza. Pi\u00f9 tardi si era sposata e nel pieno spirito del suo secolo faceva la poetessa e la studiosa di latino, frequentando gli ambienti letterari. Cecilia era amica di Isabella d\u2019Este che conosciamo dai ritratti che le fece Tiziano alla quale fu prestato anche il ritratto di Leonardo affinch\u00e9 gli altri pittori potessero trarne ispirazione. Gi\u00e0 allora l\u2019opera apriva quindi nuovi orizzonti nella ritrattistica e avrebbe profondamente influenzato altri pittori. Ci sono numerosissimi ritratti di impostazione simile da Van Dyck a Vel\u00e1zquez, tutti privi di sfondo e con ampio uso dell&#8217;effetto chiaro-scuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel ritratto di Leonardo, Cecilia porta un\u2019acconciatura semplice e la famosa <em>Ferroni\u00e8re<\/em> (un nastro che cinge la fronte) come la ragazza raffigurata in un&#8217;altra opera di poco posteriore. Con la sua bella mano affusolata da gentil dama accarezza un ermellino che tiene sul braccio sinistro. Il bellissimo ermellino \u00e8 chiaramente identificabile e molto plastico, ma come proporzioni assomiglia ad un gatto. In piena sintonia, sia l\u2019ermellino che Cecilia rivolgono lo sguardo verso un personaggio ignoto a destra. La ragazza sembra concentrata, come se ascoltasse e osservasse qualcuno (forse il pittore o l&#8217;uomo che ama?) e ha gli occhi molto intelligenti. Come scrive il poeta Bernardo Bellincioni in un sonetto: [\u2026] \u201cpar che ascolti e non favella: \u201c<a id=\"_ftnref9\" href=\"#_ftn9\">[9]<\/a> Porta un bel vestito non troppo sontuoso e una catena nera al collo. Il sorriso \u00e8 lieve, appena accentuato, ma tutto il suo viso comunica interesse e curiosit\u00e0 ed \u00e8 privo di melanconia. Purtroppo non sappiamo a chi si rivolge il suo dolce sguardo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"390\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Raffaello_dama_liocorno.jpg\" alt=\"Raffaello Dama con liocorno\" class=\"wp-image-1906 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Raffaello_dama_liocorno.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Raffaello_dama_liocorno-231x300.jpg 231w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/390;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Raffaello Sanzio: Dama col liocorno, 1505-1506<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La rappresentazione di una giovane donna con un animale in braccio \u00e8 molto comune nel Rinascimento. Spesso gli animali hanno un significato allegorico. In greco l\u2019ermellino si chiama <em>gal\u00e8<\/em>, non \u00e8 quindi casuale che Cecilia Gallerani tiene in braccio quell\u2019animale e non un altro. Se osserviamo la <em>Dama con liocorno<\/em> di Raffaello Sanzio del 1505, di poco posteriore alla <em>Dama con l\u2019ermellino<\/em> notiamo diversi parallelismi; Raffaello ha preso infatti il ritratto di Leonardo come modello anche se le due ragazze non si somigliano. Nel quadro di Raffaello alcuni esami radiologici hanno dimostrato che originariamente l\u2019animale che la ragazza tiene in braccio era un cagnolino. Successivamente fu invece modificato in liocorno. L\u2019unicorno \u00e8 un\u2019animale leggendario che rappresenta la verginit\u00e0 femminile mentre il cane sta per la fedelt\u00e0 coniugale. Entrambe le ragazze rappresentano l\u2019ideale di bellezza rinascimentale: la pelle bianchissima, i capelli pettinati (ma non acconciati in maniera elaborata) e soprattutto l\u2019espressione dolce dello sguardo che rende delicato e gentile i loro visi. Mettendo i due ritratti a confronto, si nota subito la superiorit\u00e0 dell\u2019opera di Leonardo. Cecilia appare con lo sguardo pi\u00f9 intelligente ed \u00e8 anche pi\u00f9 delicata. Forse il vestito della dama di Raffaello \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 sfarzoso di quello di Cecilia, ma anche lei \u00e8 una ragazza naturale, senza abbellimenti artificiosi. La dama di Raffaello ha le guance lievemente arrossate, come se vi si rispecchiasse il suo bel vestito rosso. Un particolare che l&#8217;artista aveva visto nella splendida <em>Belle Ferronni\u00e8re <\/em>di Leonardo. Oggi la <em>Dama con l\u2019ermellino<\/em> si trova a Cracovia nel Museo Czartoryski, ma non si sa bene come nei secoli scorsi sia finita in Polonia perch\u00e9 era stata a lungo dispersa. Recentemente il famoso ritratto \u00e8 stato praticamente donato da un nobile allo Stato polacco, in quanto il prezzo pagato per l\u2019intera collezione con un Leonardo era irrisorio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Ultima Cena, 1494-1498<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>E\u2019 l\u2019ultima opera che Leonardo realizz\u00f2 a Milano per Ludovico Sforza e ne parla anche Vasari: \u201cFece ancora in Milano ne\u2019 frati di S. Domenico a S. Maria de le Grazie un Cenacolo, cosa bellissima e maravigliosa, et alle teste degli Apostoli diede tanta maest\u00e0 e bellezza, che quella del Cristo lasci\u00f2 imperfetta, non pensando poterle dare quella divinit\u00e0 celeste, che a l\u2019imagine di Cristo si richiede.\u201d<a id=\"_ftnref10\" href=\"#_ftn10\">[10]<\/a> Leonardo dipinse l\u2019<em>Ultima Cena <\/em>a secco su intonaco per evitare l\u2019affresco che avrebbe richiesto un\u2019esecuzione molto rapida, non consona al maestro perfezionista tormentato da continui ripensamenti e dubbi. Purtroppo questa tecnica sperimentale fu la causa del rapido degrado dell\u2019opera che non poteva resistere all\u2019umidit\u00e0.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"326\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Ultima_Cena_Leonardo.jpg\" alt=\"Leonardo da Vinci: Ultima Cena\" class=\"wp-image-1914 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Ultima_Cena_Leonardo.jpg 600w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Ultima_Cena_Leonardo-300x163.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 600px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 600\/326;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo da Vinci: Ultima Cena, 1494 \u2013 1498<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Quello che colpisce a prima vista dell\u2019<em>Ultima Cena <\/em>\u00e8 la vivacit\u00e0 degli apostoli che sembrano parlare con le mani e con gli occhi. Leonardo aveva studiato a lungo il linguaggio dei sordomuti per riuscire a raffigurare gesti veramente profondi ed accentuati. Il primo esempio per i gesti nella sua pittura era la <em>Vergine delle Rocce<\/em>, mentre l\u2019<em>Ultima Cena <\/em>sembra pervasa dal linguaggio non verbale tra sguardi, espressioni cariche di stupore e gesti molto vivaci. A prima vista si coglie l\u2019agitazione che regna tra gli apostoli. C\u2019\u00e8 chi rimane incredulo, chi si arrabbia e chi dice con voga di non essere coinvolto per niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea alza le mani per esprimere la sua estraneit\u00e0 \u201cNon ero io\u201d, Filippo \u00e8 profondamente affranto e si tocca il cuore \u201cCome pu\u00f2 essere?\u201d, Matteo chiede a Simone indicando Ges\u00f9 \u201cPu\u00f2 essere vero?\u201d Simone cerca di capire l\u2019impossibile \u201cPu\u00f2 essere possibile?\u201d e anche Taddeo non riesce a credere alle sue orecchie \u201cNo, non pu\u00f2 essere\u201d. L\u2019unico apostolo calmo \u00e8 Giovanni di fianco a Ges\u00f9: essendo il suo preferito, nessuno avrebbe sospettato di lui. Tommaso guarda Ges\u00f9 in maniera interrogativa (incredula) ed indica il cielo con il tipico gesto leonardesco del dito, Giacomo Maggiore a fianco di Tommaso spalanca le braccia per esprimere il suo stupore doloroso. Dall\u2019altro lato del tavolo Bartolomeo \u00e8 indignato, la posizione del suo busto e della testa indicano una rabbia profonda. Giacomo Minore pare invece paralizzato dallo spavento e Pietro \u00e8 soprattutto curioso chi \u00e8 il colpevole \u201cMa chi sar\u00e0 mai?\u201d. Al centro degli apostoli troviamo un Ges\u00f9 calmo come una roccia in mezzo a tutta quest\u2019agitazione, ma con l\u2019espressione leggermente rassegnata. E Giuda? Si narra che Leonardo avesse cercato in lungo e largo un modello ma nessuno voleva rappresentare il traditore. Probabilmente nessun quadro nella storia dell\u2019arte \u00e8 riuscito ad esprimere le emozioni come l\u2019<em>Ultima Cena <\/em>di Leonardo. Siamo di fronte all\u2019apoteosi della comunicazione non-verbale, la pittura come poesia che pu\u00f2 essere immediatamente compresa con gli occhi senza bisogno di descrizioni ed interpretazioni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Ritratto di dama, Belle Ferronni\u00e8re<\/em><\/strong>, <strong><em>1490-1497<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"378\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Hahns_La_Belle_Ferroniere.jpg\" alt=\"La Belle Ferronni\u00e8re\" class=\"wp-image-2649 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Hahns_La_Belle_Ferroniere.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Hahns_La_Belle_Ferroniere-238x300.jpg 238w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/378;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Belle Ferronni\u00e8re<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Si tratta di un altro ritratto bellissimo eseguito alla Corte degli Sforza a Milano. La ragazza \u00e8 un\u2019altra amante del Moro, non meglio identificata. Ha i capelli pi\u00f9 scuri di Cecilia ed \u00e8 un poco pi\u00f9 robusta. Anche lei porta la Ferronni\u00e8re, un gioiello che andava di moda in quei tempi e che cingeva la fronte delle donne. Il suo gioiello \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 elaborato di quello di Cecilia, mostra anche una specie di medaglione al centro della fronte. Il vestito della ragazza \u00e8 rosso e c\u2019\u00e8 un bellissimo effetto di colore per il quale il rosso si rispecchia sulle guance della ragazza, \u00e8 che \u00e8 stato ripreso da Raffaello.<\/p>\n\n\n\n<p>La Belle Ferroni\u00e8re guarda lo spettatore in maniera intrigante, ha un viso bellissimo e uno sguardo molto dolce. L\u2019intensit\u00e0 dello sguardo \u00e8 notevole e al contrario di Cecilia si rivolge direttamente a noi. La luce si rispecchia nei suoi bellissimi occhi vitrei e regala ancora pi\u00f9 effetto al suo sguardo. Nel Quattro- e Cinquecento colpisce la naturalezza delle donne ritratte che sembrano le preferite di Leonardo. Anche se si tratta di nobildonne, i soggetti femminili di Leonardo sono quasi tutte semplici, senza abbellimenti fuori luogo. Sia le acconciature che i vestiti sono eleganti ma sobrie, basta pensare ad alcuni ritratti di Tiziano per notare la differenza. La <em>Belle Ferroni\u00e8re<\/em> ha molta somiglianza con la <em>Dama con l\u2019ermellino<\/em> ed \u00e8 anche lei priva di sfondo. Leonardo coglie l\u2019anima dei personaggi ritratti e con la Belle Ferroni\u00e8re ha raggiunto un\u2019intensit\u00e0 rappresentativa senza eguali, che non viene nemmeno superata con l&#8217;opera pi\u00f9 celebre di tutta la storia dell\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Monna Lisa o La Gioconda (Ritratto di Lisa Gherardini), 1503-151<\/em><\/strong>8 circa<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"446\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/La_Gioconda.jpg\" alt=\"Monna Lisa\" class=\"wp-image-2650 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/La_Gioconda.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/La_Gioconda-202x300.jpg 202w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/446;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo da Vinci: Monna Lisa o La Gioconda, 1503 \u2013 1518<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il ritratto pi\u00f9 famoso del mondo \u00e8 sfuggente, bellissimo e reso volutamente ambiguo dalla tecnica dello sfumato. La Monna Lisa ha qualcosa di misterioso e indecifrabile anche se comunica attivamente con chi la osserva. Trent\u2019anni dopo il ritratto di Ginevra de\u2019 Benci, Leonardo ha impedito che la malinconia rovinasse il viso di Lisa e ha creato un attraente sorriso enigmatico senza rivali nella storia dell\u2019arte. Vasari narra anche come nacque il famoso sorriso della <em>Gioconda<\/em>: \u201c[\u2026] essendo Monna Lisa bellissima, teneva mentre che la ritraeva, chi sonasse o cantasse, e di continuo buffoni che la facessino stare allegra, per levar via quel malinconico, che suol dar spesso la pittura a\u2019 ritratti che si fanno.\u201d<a id=\"_ftnref11\" href=\"#_ftn11\">[11]<\/a> Leonardo avr\u00e0 pensato senz\u2019altro a Ginevra, se si \u00e8 preso la briga di ingaggiare persino dei buffoni per rendere l\u2019espressione del viso della donna pi\u00f9 gaia. Il risultato \u00e8 eccellente e sappiamo che Leonardo ritocc\u00f2 il quadro molto a lungo. Del resto era di formato contenuto, adatto ai suoi numerosi viaggi.<\/p>\n\n\n\n<p>La realizzazione della <em>Gioconda<\/em> \u00e8 perfetta e la bellissima donna appare sotto un\u2019ottima luce. E\u2019 vestita con cura e porta i lunghi ricci sciolti, coperti parzialmente da un leggerissimo velo. La parte pi\u00f9 affascinante del suo corpo sono il viso e lo sguardo. La tecnica dello sfumato \u00e8 usata con grandissima maestria e dona profondit\u00e0 al ritratto. Per la figura della donna Leonardo ha usato pochi colori vivi, dominano i colori della terra, il marrone, color pelle e l\u2019ocra. Le mani sono rese con perfezione anatomica e l&#8217;artista aveva eseguito diversi disegni preparatori per realizzarle. Come in diversi altri ritratti dietro alla Monna Lisa si apre un vasto paesaggio visto a volo d\u2019uccello. Tantissimi luoghi si sono riconosciuti in quel paesaggio ma in verit\u00e0 \u00e8 ignoto. Leonardo aveva fatto innumerevoli viaggi ed escursioni in montagna, potrebbe aver preso spunto un po\u2019 ovunque.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Vergine con Sant\u2019Anna, 1510 &#8211; 1513<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>E\u2019 una delle opere pi\u00f9 riuscite di Leonardo con due personaggi rifiniti in maniera magistrale e uno ricchissimo sfondo di montagna, molto elaborato. A Leonardo piacevano molto i panorami come sfondo, forse perch\u00e9 adorava osservare la natura e dipingerla. Maria \u00e8 seduta sulle ginocchia di Sant\u2019Anna e si china in avanti per afferrare Ges\u00f9 Bambino che si volge verso di lei e tiene in mano un piccolo agnello. Il viso di Sant\u2019Anna \u00e8 riuscito meglio di quello di Maria che sembra meno profondo e un po\u2019 grossolano con lo sguardo spento. Forse come nel caso di Ginevra quello che manca alla Maria di quel ritratto \u00e8 un sorriso seppur lieve. Quello di Sant\u2019Anna \u00e8 appena accentuato ma rende il suo viso e lo sguardo molto pi\u00f9 avvincente. Maria ha qualcosa di assente e melanconica come se fosse sovrappensiero.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"446\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Vergine-Anna.jpg\" alt=\"Vergine e S. Anna\" class=\"wp-image-2652 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Vergine-Anna.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Vergine-Anna-202x300.jpg 202w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/446;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo da Vinci: Vergine con Sant\u2019Anna, 1510 \u2013 1513<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Forse era colpa della modella o della posizione innaturale piegata in avanti perch\u00e9 la Maria del cartone preparatorio \u00e8 molto pi\u00f9 bella e ha uno sguardo pi\u00f9 dolce e pi\u00f9 profondo. Sant\u2019Anna guarda benevolmente in basso verso sua figlia e suo nipote e ha la testa coperta da un leggero velo. Come Sant\u2019Anna Ges\u00f9 Bambino \u00e8 molto ben riuscito e volge il suo sguardo curioso e simpatico verso la madre senza lasciare la presa dell\u2019agnellino. Originariamente Leonardo al posto dell\u2019agnello aveva previsto un San Giovanni Battista bambino. Nel cartone preparatorio c\u2019\u00e8 anche pi\u00f9 complicit\u00e0 tra Maria e Sant\u2019Anna che sorridono entrambe lievemente e comunicano con sguardi intimi. Il paesaggio alpino sullo sfondo \u00e8 un capolavoro, Leonardo coglie ogni minimo dettaglio della natura: il bel albero, i piedi nudi delle due donne sulle pietre e le cime montagnose molto comuni nei ritratti di Leonardo che riflettono il colore del cielo luminoso e sono ancora pi\u00f9 belle di quelle rappresentate sullo sfondo della <em>Gioconda<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Testa di fanciulla (La Scapigliata), 1508 (circa)<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"390\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Lascapigliata.jpg\" alt=\"Leonardo La Scapigliata\" class=\"wp-image-1901 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/390;width:300px;height:390px\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Lascapigliata.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Lascapigliata-231x300.jpg 231w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo da Vinci: Testa di fanciulla (La Scapigliata), 1508<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il dipinto appare incompiuto, ma esercita un fascino particolare. A cosa penser\u00e0 mai la bellissima ragazza ritratta che volge gli occhi socchiusi verso il basso? Sembra assorta nel suo dolce sguardo ma ha lo stesso un lieve sorriso sulle labbra. Pare felice, appagata e contenta e Leonardo riesce a cogliere la sua interiorit\u00e0. Il nome del ritratto \u00e8 dovuto alla pettinatura inesistente o appunto scompigliata \/ scapigliata della fanciulla. Leonardo rarissimamente dipinse donne con acconciature elaborate. Preferiva le modelle con pettinature semplici, non vistose. Apprezzava la naturalezza e aveva ragione perch\u00e9 quasi sempre i cosiddetti abbellimenti sono controproducenti. I capelli della fanciulla in ogni caso non sembrano rifiniti e anche il busto \u00e8 solo accennato. L\u2019unica parte perfetta \u00e8 il viso realizzato in ogni minimo dettaglio. Come molte altre opere il dipinto appare quasi tridimensionale, come se fosse una scultura. Non si sa chi era la modella, oggi il piccolissimo quadro si trova a Parma.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>San Giovanni Battista, 1508 &#8211; 1513 circa<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il personaggio ritratto come San Giovanni Battista \u00e8 quasi certamente Sala\u00ec (Gian Giacomo Caprotti, 1480 &#8211; 1524), un giovane allievo di Leonardo da Vinci nonch\u00e9 uno dei suoi eredi. Fu uno dei modelli maschili preferiti di Leonardo ed lavor\u00f2 nella sua bottega fin da bambino. \u201cPrese in Milano Sala\u00ec milanese per suo creato, il qual era vaghissimo di grazia e di bellezza, avendo begli capegli, ricci et inanellati, de\u2019 quali Lionardo si dilett\u00f2 molto et a lui insegn\u00f2 molte cose dell\u2019arte .\u201d<a id=\"_ftnref12\" href=\"#_ftn12\">[12]<\/a> Sala\u00ec aveva anche ereditato il quadro raffigurante San Giovanni Battista, ma scomparse pochi anni dopo il maestro. Oggi l\u2019opera si trova al Louvre e lo stesso Leonardo l\u2019aveva portata in Francia.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"388\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/San_Giovanni_Battista.jpg\" alt=\"Leonardo San Giovanni Battista\" class=\"wp-image-1907 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/San_Giovanni_Battista.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/San_Giovanni_Battista-232x300.jpg 232w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/388;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Leonardo da Vinci: San Giovanni Battista, 1508 \u2013 1513 circa<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Quello che stupisce del quadro a prima vista \u00e8 l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019interazione con lo spettatore. San Giovanni posa il suo sguardo languido, dolce e intenso su di noi indicando con il dito il cielo. E&#8217; molto amichevole e tutta la sua espressione crea un&#8217;atmosfera di complicit\u00e0 e intimit\u00e0. C\u2019\u00e8 una luce soffusa che entra da sinistra e che illumina il viso e una parte della spalla insieme al lato superiore del braccio. La rappresentazione dei riccioli \u00e8 un capolavoro. La tecnica con la quale Leonardo ottenne l\u2019effetto chiaro-scuro molto morbido \u00e8 lo sfumato che abbiamo gi\u00e0 incontrato nella Monna Lisa e che fu utilizzato da Leonardo soprattutto nelle opere mature. Lo sfumato ammorbidisce le linee del quadro nel quale non si possono pi\u00f9 identificare le pennellate. L\u2019ultimo gesto che Leonardo lascia della sua pittura \u00e8 un dito rivolto verso il cielo. Forse tramite la sua figura ci vuole invitare a riflettere sull\u2019aldil\u00e0? Il suo Giovanni Battista ci conquista soprattutto con il suo bel sorriso amichevole. Un invito di Leonardo a sorridere alla vita?<\/p>\n\n\n\n<p>Leonardo fu fortunato perch\u00e9 visse in un secolo florido per la cultura e l\u2019arte con contemporanei come Raffaello, Michelangelo e Sandro Botticelli. Non conobbe mai la mediocrit\u00e0 artistica, culturale e politica della nostra epoca che in termini di superstizione e ignoranza \u00e8 paragonabile al Medioevo. E\u2019 l\u2019assenza di libert\u00e0 che ci ha portato a questo punto, perch\u00e8 solo un uomo libero come lo era Leonardo pu\u00f2 creare dei capolavori che sopravvivono nei secoli. Cos\u2019altro ci ha lasciato Leonardo? Il tempo che impieghiamo per realizzare un lavoro ben fatto non ha importanza, quel che conta \u00e8 il risultato. La natura \u00e8 una fonte di ispirazione inesauribile. Tramite l&#8217;osservazione e la sensibilit\u00e0 \u00e8 possibile cogliere l&#8217;anima dei soggetti rappresentati. L&#8217;erudizione e la cultura classica non servono a nulla, se manca lo spirito critico. E&#8217; essenziale dubitare di tutto perch\u00e9 nell\u2019arte e nella vita non ci sono certezze. <\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, foglio 119 (anno 1486)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> Leonardo da Vinci: Trattato della pittura, Lanciano, Carabba editore, 1947<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> Leonardo, Trattato, parte terza<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> Cfr. Giorgio Vasari: Le vite de&#8217; pi\u00f9 eccellenti pittori, scultori e architettori [1568] Lionardo da Vinci, Newton Compton Editori, 1997: \u201cE non avendo egli, si pu\u00f2 dir, nulla, e poco lavorando, del continuo tenne servitori e cavalli, de\u2019 quali si dilett\u00f2 molto, e particularmente di tutti gl\u2019altri animali, i quali con grandissimo amore e pacienza governava.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a> Cfr. Vasari: Le vite de&#8217; pi\u00f9 eccellenti pittori: \u201cE mostrollo ch\u00e9 spesso passando dai luoghi dove si vendevano uccelli, di sua mano cavandoli di gabbia e pagatogli a chi li vendeva il prezzo che n\u2019era chiesto, li lasciava in aria a volo, restituendoli la perduta libert\u00e0.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\">[6]<\/a> cfr. \u00c9mile Zola: Il ventre di Parigi [3\u00b0 dei Rougon-Macquart, 1873], Milano: BUR, 1994, p. 385: \u201cUna volta in camera, and\u00f2 dritto verso la gabbia del fringuello, prese l\u2019uccello in mano, gli diede un bacio tra le ali e lo lasci\u00f2 libero.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref7\" id=\"_ftn7\">[7]<\/a> Vasari: Vite de&#8217; pi\u00f9 eccellenti pittori: \u201cAcconciossi dunque, come \u00e8 detto, per via di ser Piero, nella sua fanciullezza a l\u2019arte con Andrea del Verrocchio, il quale, faccendo una tavola dove San Giovanni battezzava Cristo, Lionardo lavor\u00f2 un Angelo, che teneva alcune vesti; e bench\u00e9 fosse giovanetto, lo condusse di tal maniera che molto meglio de le figure d\u2019Andrea stava l\u2019Angelo di Lionardo. Il che fu cagione ch\u2019Andrea mai pi\u00f9 non volle toccar colori, sdegnatosi che un fanciullo ne sapesse pi\u00f9 di lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref8\" id=\"_ftn8\">[8]<\/a> Vasari, Vite de\u2019 pi\u00f9 eccellenti pittori<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref9\" id=\"_ftn9\">[9]<\/a> Bernardo Bellincioni, Sonetto XLV. Sopra il ritratto di madonna Cecilia, qual fece Leonardo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref10\" id=\"_ftn10\">[10]<\/a> Vasari, Vite de&#8217; pi\u00f9 eccellenti pittori<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a id=\"_ftn11\" href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Ibid<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a id=\"_ftn12\" href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> Ibid<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come un uomo senza lettere rivoluzion\u00f2 l\u2019arte nel secolo dell&#8217;umanesimo Introduzione Leonardo da Vinci \u00e8 riconosciuto come uomo di talento universale, ma la dote alla quale teneva di pi\u00f9 e la disciplina che ha sempre preferito tra tutte le altre era senz\u2019altro la pittura. 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