{"id":165,"date":"2018-04-10T22:28:20","date_gmt":"2018-04-10T20:28:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/?p=165"},"modified":"2021-12-28T15:46:59","modified_gmt":"2021-12-28T14:46:59","slug":"i-saggi-essais-di-michel-de-montaigne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/04\/10\/i-saggi-essais-di-michel-de-montaigne\/","title":{"rendered":"I Saggi (Essais) di Michel de Montaigne"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Recensione, analisi e commento dei Saggi di Montaigne nell&#8217;edizione critica di Andr\u00e9 Tournon<\/h1>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n\n\n\n<p>I <em>Saggi<\/em> di Montaigne non sono dei trattati brevi, ma delle autoanalisi che un uomo conduce su se stesso. La parola \u201csaggio\u201d viene infatti intesa nel senso di prova e esperimento. Proprio perch\u00e9 non si prefiggono uno scopo didattico, i <em>Saggi<\/em> costituiscono delle vere perle di saggezza. Gi\u00e0 nell\u2019introduzione al lettore che reca la data del primo marzo 1580, Montaigne chiarisce di essere egli stesso la materia del suo libro. I <em>Saggi<\/em> tuttavia sono lungi da essere un\u2019autobiografia o un diario perch\u00e9 \u201cNon sono le mie azioni che descrivo, \u00e8 me stesso, \u00e8 la mia essenza.\u201d<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Non vogliono nemmeno fungere da guida morale impartita da qualcuno che sa pi\u00f9 del suo lettore: \u201cSe la mia anima potesse stabilizzarsi, non mi saggerei, mi risolverei. Essa \u00e8 sempre in tirocinio e in prova.\u201d<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> Nonostante l&#8217;apparente modestia, Montaigne dimostr\u00f2 pi\u00f9 volte di anticipare la scienza con le sue idee innovative, come ad esempio la <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2019\/12\/20\/letteratura-animali-montaigne-kundera\/\" target=\"_blank\">concezione degli animali<\/a> espressa nell<em>&#8216;Apologia di Raymond Sebond<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La letterata illuminista Sophie Volland, amica e amante di Denis Diderot (1713 \u2013 1784) gli lasci\u00f2 simbolicamente in eredit\u00e0 un esemplare dei <em>Saggi<\/em> quando mor\u00ec nel 1784 (Diderot le sopravvisse soltanto di sei mesi e mor\u00ec nello stesso anno). Il futuro romanziere \u00c8mile Zola (1840-1902), importante esponente del <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/07\/12\/aspetto-anticlericale-naturalismo-francese\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/07\/12\/aspetto-anticlericale-naturalismo-francese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Naturalismo francese<\/a>, nel 1861 non visit\u00f2 soltanto il Salon con il suo amico e compagno di scuola a Aix-en-Provence, Paul C\u00e9zanne (1839 \u2013 1906) ma lesse anche i <em>Saggi<\/em> di Montaigne. Il romanzo pedagogico <em>Emilio o dell&#8217;educazione di <\/em>Jean Jacques Rousseau (1712 \u2013 1778) fu profondamente influenzato dai capitoli XXV e XXVI del primo libro dei <em>Saggi: <\/em>Della pedagogia e Dell\u2019educazione dei fanciulli. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La traduzione e l\u2019edizione critica<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/copertina_originale_essais-e1628425155646.jpg\" alt=\"Copertina della prima edizione degli Essais di Montaigne\" class=\"wp-image-169 lazyload\" width=\"150\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 200px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 200\/265;\" \/><figcaption>Copertina della prima edizione <br>degli Essais di Montaigne<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La prima edizione francese dei <em>Saggi<\/em> risale al 1580. La traduzione che abbiamo letto \u00e8 quella di Fausta Garavini apparsa nel 1966 da Adelphi interamente riveduta e corretta per l\u2019edizione bilingue della Bompiani del 2012. L\u2019edizione tascabile (monolingua) a cura di Fausta Garavini e Andr\u00e9 Tournon riprende il testo dell\u2019edizione del 2012 e costituisce il primo volume della collana <em>Classici della letteratura<\/em>, diretta da Nuccio Ordine, di cui abbiamo analizzato anche un altro classico francese, il <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/10\/07\/gargantua-e-pantagruele-di-francois-rabelais\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Gargantua e Pantagruele<\/em><\/a> di&nbsp;Fran\u00e7ois Rabelais. Andr\u00e9 Tournon cur\u00f2 un\u2019importante edizione critica degli <em>Essais<\/em> nel 1998 sulla quale si basa il testo dell\u2019edizione Bompiani. Nel 1966 la Garavini non ebbe a disposizione un\u2019edizione critica vera e propria e il fatto di tornare su un testo che aveva tradotto da giovane dopo una vita di studi nell\u2019ambito della letteratura francese le permise di apportare anche alcune migliorie. L\u2019obiettivo della fruttuosa collaborazione tra Tournon e Garavini era di \u201crestituire a Montaigne quel che \u00e8 di Montaigne.\u201d<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019essenza dei <em>Saggi<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right has-normal-font-size\"><em>Queste sono le mie fantasie, con le quali non cerco affatto<br>di far conoscere le cose, ma me stesso.<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I tre libri di cui si compongono i <em>Saggi<\/em> sono suddivisi in tanti piccoli capitoli (<em>essais<\/em>, saggi) recanti ciascuno un titolo descrittivo o riassuntivo. Sono indipendenti tra di loro e non presentano un ordine cronologico per cui possono essere letti anche in ordine sparso secondo gli interessi individuali del momento. Alcuni capitoli sono molto corti, altri lunghi decine o centinaia di pagine. L\u2019autore affronta una molteplicit\u00e0 di argomenti e alcuni anche a distanza di 440 anni non hanno perso nulla della loro attualit\u00e0. Montaigne cita molti testi della letteratura ante 1570, soprattutto classici greci e latini e conosce molto bene anche la storia avendo ad esempio letto l\u2019importante <em>Storia d\u2019Italia<\/em> di Francesco Guicciardini del 1561. L&#8217;impostazione di fondo ha qualcosa in comune con quella di Agostino d&#8217;Ippona, autore delle celebri <em><a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2020\/07\/29\/le-confessioni-di-agostino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Confessioni<\/a><\/em>, che al pari di Montaigne non era un pensatore sistematico, ma creativo e in continua evoluzione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/torre-storica-iscrizioni-e1628425182104.jpg\" alt=\"Le famose iscrizioni che Montaigne fece incidere sulle travi del tetto della sua biblioteca.\" class=\"wp-image-173 lazyload\" width=\"150\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 200px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 200\/253;\" \/><figcaption>Le famose iscrizioni che Montaigne <br>fece incidere sulle travi del tetto della <br>sua biblioteca.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019impresa che persegue Montaigne ha pochi precedenti: partire dalla sua propria vita per esplorare la <em>humaine condition<\/em>. E\u2019 convinto che questo approccio sia giustificato perch\u00e9 \u201c[\u2026] <em>chaque homme porte la forme enti\u00e8re de l\u2019humaine condition<\/em>.\u201d<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> Conosce a fondo la materia del suo libro e metodologicamente pone l\u2019autoconsapevolezza come principio euristico per l\u2019esplorazione morale dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Di Montaigne viene spesso criticato lo stile troppo spontaneo, colloquiale e noncurante, critiche dovute forse anche alle sue stesse ammissioni di falsa modestia: \u201cHo per natura uno stile medio e familiare\u201d<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a> \u201cMi sembra [\u2026] che l\u2019espressione delle mie parole faccia torto al mio pensiero.\u201d<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a> In verit\u00e0 le correzioni dei <em>Saggi<\/em> testimoniano che limava ogni parola in modo quasi maniacale e che curava con molta abilit\u00e0 e impegno la stesura del suo libro.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un punto di vista linguistico sono interessanti le sue affermazioni sulla lingua francese, come per esempio \u201cNella nostra lingua trovo abbastanza stoffa, ma una certa mancanza di forma.\u201d<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a> In confronto al latino egli percepisce il francese meno maneggevole e vigoroso. Va ricordato che Montaigne, da figlio dei suoi tempi, ebbe un\u2019educazione di stampo umanista e fino all\u2019et\u00e0 di circa 13 anni con la famiglia e il precettore parlava soltanto latino che pu\u00f2 quindi essere considerato la sua prima lingua. Non stupisce perci\u00f2 il suo atteggiamento a volte critico nei confronti del francese e l\u2019affermazione \u201c[\u2026] in suo difetto si presenta in soccorso il latino.\u201d<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Pare che i <em>Saggi<\/em> siano nati originariamente come raccolta di citazioni ricopiate dai libri che l\u2019autore aveva letto.<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a> Alla fine presero il sopravvento i commenti rispetto alle citazioni ed egli inizi\u00f2 a commentare non soltanto quello che aveva trovato nei libri ma anche ci\u00f2 che aveva vissuto. I <em>Saggi<\/em> sono infatti ricchissimi di citazioni e l\u2019autore spiega nel seguente modo il loro scopo: \u201c[\u2026] faccio dire agli altri quello che non posso dire altrettanto bene, sia per insufficienza di linguaggio, sia per insufficienza di senno.\u201d<a href=\"#_ftn11\">[11]<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Michel Eyquem de Montaigne (1533 \u2013 1592)<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Montaigne.jpg\" alt=\"Michel Eyquem de Montaigne\" class=\"wp-image-1582 lazyload\" width=\"150\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 200px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 200\/278;\" \/><figcaption> Michel Eyquem de Montaigne <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019autore dei <em>Saggi<\/em> nasce il 28 febbraio del 1533 nel castello di Montaigne al confine fra il P\u00e9rigord e la Guyenne. Dopo gli studi in diritto lavora come giureconsulto. Nel 1571 all\u2019et\u00e0 di 38 anni si ritira nel suo castello dove passer\u00e0 gli anni fino alla sua morte, sopravvenuta il 13 settembre del 1592, leggendo, meditando e scrivendo nella sua ricca biblioteca che comprendeva un migliaio di volumi. Nel 1581 fu eletto sindaco di Bordeaux, una mansione che svolse apparentemente con abilit\u00e0, visto che nel 1583 fu riconfermato. Intraprese anche molti viaggi in Europa e l&#8217;Italia fu una sua met\u00e0 prediletta. Grande estimatore di Torquato Tasso, scrittore ammirato anche da Leopardi che gli dedic\u00f2 un <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2021\/03\/28\/le-operette-morali-di-giacomo-leopardi\/#tasso\" target=\"_blank\">dialogo<\/a> nelle <em>Operette Morali<\/em>, Montaigne nel 1580 si rec\u00f2 a Ferrara per visitare lo sfortunato autore della <em>Gerusalemme liberata<\/em>. Vedendolo rinchiuso nell&#8217;Ospedale Sant&#8217;Anna rimase commosso e amareggiato di come un grande letterato si possa ridurre in quel modo. Come gi\u00e0 detto, i <em>Saggi<\/em> risalgono agli anni 1580\/1582 anche se nel 1588 vennero arricchiti di correzioni e aggiunte dello stesso Montaigne. Il castello de Montaigne \u00e8 visitabile ancora oggi e la torre d\u2019angolo dove si trovava la biblioteca \u00e8 ancora intatta. Si possono perci\u00f2 ancora ammirare le travi del tetto con le sentenze che vi fece iscrivere il proprietario. Montaigne \u00e8 rimasto nella memoria dei posteri anche a causa della straordinaria amicizia che lo legava a \u00c9tienne de La Bo\u00e9tie. Quest\u2018ultimo mor\u00ec giovanissimo di peste e sopravvisse culturalmente grazie al suo <em><a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2021\/11\/01\/paura-della-liberta-di-carlo-levi\/#boetie\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Discorso sulla servit\u00f9 volontaria<\/a><\/em>, un inno alla libert\u00e0 che secondo lui va difesa ovunque. Nei <em>Saggi <\/em>Montaigne pubblica alcuni suoi sonetti ma rimane celebre soprattutto la frase sulla loro amicizia contenuta nel capitolo XXVIII del primo libro dei <em>Saggi<\/em>: Se mi si chiede di dire perch\u00e9 l&#8217;amavo, sento che questo non si pu\u00f2 esprimere che rispondendo: <strong>perch\u00e9 era lui; perch\u00e9\u2019 ero io<\/strong>\u201d (\u201cSi on me presse de dire pour quoi je l\u2019aimais, je sens que cela ne se peut exprimer qu\u2019en r\u00e9pondant: <strong>parce que c\u2019\u00e9tait lui, parce que c\u2019\u00e9tait moi<\/strong>.\u201d)<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Della paura<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right has-normal-font-size\"><em>La paura \u00e8 la cosa di cui ho pi\u00f9 paura.<a href=\"#_ftn12\">[12]<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per dare un piccolo assaggio dell\u2019opera vengono qui riportati alcuni interessanti estratti relativi al tema della paura. Nel capitolo XVIII del primo libro Montaigne riflette sulla paura che considera uno dei tormenti maggiori della nostra esistenza. Il passaggio citato \u00e8 significativo perch\u00e9 pur scrivendo l\u2019autore dei tormenti della sua anima risalenti a parecchi secoli fa, ognuno di noi potr\u00e0 ritrovare qualcosa di se stesso. Egli afferma che chi non ha niente da perdere, come i poveri e i servi, spesso \u00e8 tormentato meno dalle preoccupazioni e dalle paure, forse perch\u00e9 difficilmente pu\u00f2 peggiorare la propria condizione. Per Montaigne l\u2019assillo della paura \u00e8 persino peggio della morte:<\/p>\n\n\n\n<p>Quelli che si sentono incalzati dal timore di perdere i propri beni, di essere esiliati, di essere assoggettati, vivono in continua angoscia e perdono la voglia di bere, di mangiare e di riposare; mentre i poveri, i messi al bando, i servi, vivono spesso allegramente come gli altri. E tutti quelli che, per non saper sopportare l\u2019assillo della paura, si sono impiccati, annegati e precipitati gi\u00f9 ci hanno ben insegnato che \u00e8 ancora pi\u00f9 fastidiosa e insopportabile della morte.<a href=\"#_ftn13\">[13]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Qualche capitolo pi\u00f9 avanti (I nostri sentimenti vanno oltre noi stessi, libro I, cap III) Montaigne riflette inoltre sull\u2019importanza del vivere nel <em>hic et nunc<\/em> senza farsi condizionare da ci\u00f2 che avverr\u00e0 nel futuro, menzionando sempre i timori che possono offuscare la nostra esistenza. Preoccuparsi per l\u2019avvenire non solo \u00e8 inutile ma anche dannoso perch\u00e9 ci fa vivere peggio nel presente. La sua riflessione si conclude con una famosa citazione di Seneca tratta dalle <em>Epistolae<\/em>. \u201cIl timore, il desiderio, la speranza ci lanciano verso l\u2019avvenire, e ci tolgono il sentimento e la considerazione di ci\u00f2 che \u00e8, per intrattenerci su ci\u00f2 che sar\u00e0, quando appunto noi non saremo pi\u00f9. <em>Calamitosus est animus futuri anxius\u201d.<a href=\"#_ftn14\">[14]<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019ultima massima forse la dovremmo incidere sulle travi del nostro tetto come fece l\u2019autore dei <em>Saggi<\/em> con altre citazioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Iscriviti alla newsletter:<\/strong><\/p>\n\n\n<script>(function() {\n\twindow.mc4wp = window.mc4wp || {\n\t\tlisteners: [],\n\t\tforms: {\n\t\t\ton: function(evt, cb) {\n\t\t\t\twindow.mc4wp.listeners.push(\n\t\t\t\t\t{\n\t\t\t\t\t\tevent   : evt,\n\t\t\t\t\t\tcallback: cb\n\t\t\t\t\t}\n\t\t\t\t);\n\t\t\t}\n\t\t}\n\t}\n})();\n<\/script><!-- Mailchimp for WordPress v4.11.1 - https:\/\/wordpress.org\/plugins\/mailchimp-for-wp\/ --><form id=\"mc4wp-form-1\" class=\"mc4wp-form mc4wp-form-59\" method=\"post\" data-id=\"59\" data-name=\"Sottoscrizione\" ><div class=\"mc4wp-form-fields\"><p>\r\n    <label>Nome<\/label>\r\n    <input name=\"FNAME\" placeholder=\"Nome\" required=\"\" type=\"text\">\r\n\r\n\t<label>email: <\/label>\r\n\t<input type=\"email\" name=\"EMAIL\" placeholder=\"Indirizzo email\" required \/>\r\n\t<input type=\"submit\" value=\"Iscriviti\" \/>\r\n<\/p><\/div><label style=\"display: none !important;\">Lascia questo campo vuoto se sei umano: <input type=\"text\" name=\"_mc4wp_honeypot\" value=\"\" tabindex=\"-1\" autocomplete=\"off\" \/><\/label><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_timestamp\" value=\"1776391114\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_form_id\" value=\"59\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_form_element_id\" value=\"mc4wp-form-1\" \/><div class=\"mc4wp-response\"><\/div><\/form><!-- \/ Mailchimp for WordPress Plugin -->\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Michel de Montaigne: Saggi. A cura di Fausta Garavini e Andr\u00e9 Tournon. Milano: Bompiani, 2014, p. 341 (libro II, cap. VI)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Michel de Montaigne, Saggi, 749 (libro III, cap II)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Cfr. Ibid, Nota alla Traduzione, XL<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Ibid, 367 (libro II, cap X)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> \u201eOgni uomo porta la forma intera dell\u2019umana condizione.\u201c (Ibid, 749 (libro III, cap II)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Ibid, 231 (libro I, cap XL)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Ibid, 231<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Ibid, 815 (libro III, cap V)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Ibid, 815 (libro III, cap V)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> Erich Auerbach: Mimesis. Dargestellte Wirklichkeit in der abendl\u00e4ndischen Literatur. Bern: Francke Verlag, 2001 <em>(L\u2019humaine condition<\/em>), 280.: \u201eSein Buch war urspr\u00fcnglich eine Sammlung von Lesefr\u00fcchten mit begleitenden Bemerkungen. Der Rahmen wurde bald gesprengt; die begleitenden Bemerkungen \u00fcberwogen, und als Stoff oder Anla\u00df dient nicht nur das Gelesene, sondern auch das Gelebte;\u201c<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Michel de Montaigne, Saggi, 362 (libro II, cap X)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> Ibid, 69 (libro I, cap XVIII)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref13\">[13]<\/a> Ibid, 69ff<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref14\">[14]<\/a> Ibid, 13 (libro I, cap III) La citazione \u00e8 di Seneca (Epistolae) \u201eSventurato \u00e8 l\u2019animo preoccupato del futuro\u201c<\/p>\n\n\n<p><a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione, analisi e commento dei Saggi di Montaigne nell&#8217;edizione critica di Andr\u00e9 Tournon Introduzione I Saggi di Montaigne non sono dei trattati brevi, ma delle autoanalisi che un uomo conduce su se stesso. 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