{"id":1486,"date":"2021-08-07T23:38:51","date_gmt":"2021-08-07T21:38:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/?p=1486"},"modified":"2023-03-26T12:29:53","modified_gmt":"2023-03-26T10:29:53","slug":"la-consolazione-della-filosofia-di-severino-boezio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2021\/08\/07\/la-consolazione-della-filosofia-di-severino-boezio\/","title":{"rendered":"La Consolazione della filosofia di Severino Boezio"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Analisi e commento de La Consolazione della filosofia di Boezio, opera ponte tra antichit\u00e0 e Medioevo<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Potrai mai comandare a uno spirito libero?<br>Potrai muovere dal proprio stato di quiete una mente<br>equilibrata ferma nella&nbsp; sua razionalit\u00e0?<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n\n\n\n<p>Insieme ad Agostino d\u2019Ippona, Boezio \u00e8 senza dubbio una delle <em>auctoritates medievali<\/em> le cui idee nei lunghi secoli che ci separano da loro non hanno perso attualit\u00e0. Il caso peraltro vuole che i filosofi siano entrambi sepolti a Pavia, nella Basilica di San Pietro in Ciel d\u2019Oro. Severino Boezio fu un filosofo neoplatonico, senatore, studioso e teologo romano della tarda antichit\u00e0 che ebbe una profonda influenza sulla filosofia medievale. La sua opera pi\u00f9 famosa \u00e8 la <em>Consolazione della filosofia<\/em> (<em>De<\/em> <em>Consolatione philosophiae<\/em>) che fu composta in prigione, negli anni \u201820 del VI. secolo. La prima traduzione dal latino in volgare risale gi\u00e0 al IX. secolo e fu opera del re Alfredo d\u2019Inghilterra, un accanito mecenate e promotore della cultura. Siamo di fronte ad un pros\u00ecmetro, un\u2019opera mista tra prosa e versi dalla quale trasse ispirazione anche Dante Alighieri per la sua <em>Vita Nuova<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Consolazione_di_filosofia.jpg\" alt=\"Miniatura di Boezio\" class=\"wp-image-1554 lazyload\" width=\"300\" height=\"415\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Consolazione_di_filosofia.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Consolazione_di_filosofia-217x300.jpg 217w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/415;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Miniatura  di Boezio imprigionato in un manoscritto della <em>Consolatio<\/em> del 1385<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Durante tutto il Medioevo <em>La Consolazione della filosofia<\/em> fu estremamente diffusa e venne letta da generazioni di studiosi. L\u2019opera \u00e8 fortemente influenzata dalla filosofia stoica le cui idee furono soprattutto divulgate da Cicerone e Seneca (gli scritti originali degli stoici sono tutti andati perduti). Grazie a Marco Aurelio sappiamo che lo stoicismo \u00e8 soprattutto un\u2019arte di vivere. Al pari dei <em>Ricordi <\/em>dell\u2019imperatore romano anche la <em>Consolazione della filosofia<\/em> ci aiuta sia nella ricerca della felicit\u00e0 che nel raggiungimento della sapienza. Oltre allo stoicismo un\u2019altra influenza importante \u00e8 quella del neoplatonismo di cui abbiamo gi\u00e0 parlato in riferimento ai suoi maggiori rappresentanti Plotino e Porfirio, in quanto molto apprezzati anche da Agostino.<\/p>\n\n\n\n<p>Boezio viene spesso considerato una figura chiave per il passaggio tra la filosofia classica dell\u2019antichit\u00e0 e quella cristiana del Medioevo, di cui Agostino \u00e8 considerato appunto il fondatore. La prima associazione che abbiamo con il Medioevo \u00e8 di un\u2019epoca buia in cui non poteva fiorire nessun tipo di pensiero umanistico. Questa definizione risale al Rinascimento che introdusse il <em>Medium aevum<\/em> per dividere l\u2019antichit\u00e0 dal rinascimento. Purtroppo questo pregiudizio fu trasmesso a tutte le epoche successive e ha fatto in modo che non furono debitamente apprezzati i contributi di molti filosofi dell\u2019epoca che anticiparono l\u2019umanesimo come appunto Boezio. In qualche modo il rinascimento \u00e8 la prosecuzione culturale dell&#8217;antichit\u00e0, nel <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/10\/07\/gargantua-e-pantagruele-di-francois-rabelais\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Gargantua e Pantagruele<\/em> di Fran\u00e7ois<strong> <\/strong>Rabelais<\/a> viene ritenuto addirittura superiore come abbiamo mostrato nell&#8217;analisi dell&#8217;opera.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Severino Boezio<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Boezio_simmaco.jpg\" alt=\"Boezio e Simmaco\" class=\"wp-image-1553 lazyload\" width=\"150\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 200px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 200\/216;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Boezio e suo padre adottivo Simmaco<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Severino Boezio (Anicius Manlius Torquatus Severinus Boethius) nacque nel 475 o nel 477 in una famiglia romana benestante e ricevette un\u2019educazione classica. All\u2019et\u00e0 di 13 anni dopo la morte di suo padre venne affidato a Quinto Aurelio Memmio Simmaco di cui avrebbe successivamente sposato la figlia Rusticiana nel 495 e con la quale gener\u00f2 due figli. Dopo essersi formato all\u2019Accademia di Atene da giovane, la sua vita si svolse nel segno dello studio, delle traduzioni e dei commenti di classici antichi. Nella sua vita lavorativa si occup\u00f2 di politica e prima di cadere in disgrazia ebbe una carriera piena di successo. Rivest\u00ec altissime cariche sotto Teodorico il Grande, re degli Ostrogoti che lo nomin\u00f2 <em>consul sine collega<\/em> nel 510 e addirittura <em>magister officiorum<\/em> nel 522. Anche i suoi due figli furono nominati consoli ancora in giovanissima et\u00e0. A causa delle alte cariche rivestite si trasfer\u00ec da Roma presso la corte di Teodorico tra Verona, Ravenna e Pavia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 523 la sua sorte per\u00f2 mut\u00f2 e l\u2019attivit\u00e0 politica fu la causa della sua morte violenta. Dopo l\u2019elezione di papa Giovanni I si intensificarono i rapporti con l\u2019Oriente e Teodorico sospett\u00f2 Boezio insieme ad altri di essere un alleato dell\u2019imperatore d\u2019Oriente, quindi di alto tradimento nei suoi confronti. Il filosofo venne incarcerato a Pavia nel 524 e gli fu comunicato la condanna di morte senza processo. Nell\u2019estate 525 Boezio fu giustiziato senza essere mai sentito ma prima di morire, durante la sua lunga prigionia scrisse i cinque libri della <em>Consolazione della filosofia<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Teodorico fece uccidere anche il padre adottivo di Boezio, Simmaco e imprigionare a Ravenna papa Giovanni I che sarebbe morto a causa della cattivit\u00e0 nello stesso anno. Sempre nel 525 Teodorico stesso mor\u00ec e si rese conto in ultimo dell\u2019errore commesso che era costato la vita a tre innocenti. Nei giorni d\u2019oggi ci sembra inconcepibile condannare qualcuno a morte senza processo soltanto per un sospetto infondato, ma se ci addentriamo nella materia giuridica senza farci illusioni dobbiamo ammettere che anche oggi come allora la vera giustizia non esiste e la corruzione e la falsit\u00e0 sono dilaganti. I casi di ingiustizia (o mala giustizia) saranno meno eclatanti che il caso di Boezio ma creano comunque sofferenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Come studioso Boezio era impegnato nella traduzione di numerose opere di Platone e Aristotele che voleva rendere accessibile in latino ad una platea pi\u00f9 vasta. Nell\u2019impero romano le conoscenze del greco erano molto diminuite ed egli ci teneva che i grandi filosofi greci potessero essere letti anche in latino. Tradusse tantissime opere di Aristotele, tra le quali <em>Le categorie<\/em>, <em>De interpretatione<\/em>, <em>Analytica priori<\/em> e <em>Analytica posteriora<\/em> e <em>Dei<\/em> <em>Sophistica elenchi<\/em>. Scrisse anche numerosi commenti alle opere del filosofo greco che ancor oggi sono cruciali per la comprensione della sua filosofia. E\u2019 celebre anche un suo commento all\u2019<em>Isagoge<\/em> di Porfirio precedentemente tradotta da Gaio Mario Vittorino che fungeva da approfondimento alla filosofia aristotelica.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre soprattutto durante l\u2019umanesimo italiano vennero sottolineate le differenze tra Platone e Aristotele, Boezio si impegn\u00f2 a trovare le idee comuni del loro pensiero. Oltre che di filosofia e di etica si occup\u00f2 anche delle discipline del <em>quadrivium<\/em> &#8211;&nbsp; quindi di aritmetica, geometria, astronomia e musica &#8211; che venivano considerati propedeutici allo studio della filosofia e della teologia. Aveva un approccio piuttosto razionale nei confronti della religione ed era convinto che la filosofia e la ragione fossero capaci a farci condurre una vita felice e retta. Attribuiva a tutti gli animali immaginazione e volont\u00e0 ma riservava la ragione al genere umano.<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Consolazione della filosofia<\/h2>\n\n\n\n<p>Il titolo latino dell\u2019opera <em>De consolatione philosophiae<\/em> sovente fu tradotto con <em>La consolazione della filosofia<\/em> ma \u00e8 pi\u00f9 appropriato il titolo scelto della traduzione Einaudi, visto che siamo di fronte ad una personificazione, quindi ad una Filosofia con la F maiuscola. Quando inizi\u00f2 la stesura dell\u2019opera Boezio era infelice per le circostanze della sua vita: si trov\u00f2 in cattivit\u00e0, vittima di un\u2019ingiustizia ed era consapevole che lo aspettava una morte violenta. A causa dell\u2019accusa di collaborare con l\u2019imperatore d\u2019Oriente per liberare l\u2019impero romano dal dominio dei goti soffr\u00ec anche il disprezzo pubblico che gli fu riservato: \u201c[\u2026] vorrei dire solo che il peso pi\u00f9 gravoso della sorte avversa e che, quando si attribuisce ingiustamente qualche misfatto ai disgraziati, si crede che essi abbiano meritato quel che sono costretti a sopportare.\u201d<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 consapevole che la sua condanna \u00e8 ingiusta e ritiene correttamente che ogni assassino viene trattato con pi\u00f9 rispetto: \u201cIn caso di omicidio la sentenza mi avrebbe punito quando ero presente, reo confesso e convinto [\u2026] ora invece [\u2026] privi della possibilit\u00e0 di parlare e di difenderci, siamo condannati a morte e alla proscrizione per l\u2019eccessiva dedizione nei confronti del Senato.\u201d<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>&nbsp; Non conosciamo le esatte circostanze storiche della sua morte, Boezio potrebbe essere stato anche vittima di una congiura, frequente fra politici di alto rango.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La ruota della fortuna<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Duerer_ruota_fortuna.jpg\" alt=\"La ruota della fortuna\" class=\"wp-image-1556 lazyload\" width=\"300\" height=\"381\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Duerer_ruota_fortuna.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Duerer_ruota_fortuna-236x300.jpg 236w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/381;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La ruota della fortuna con tre asini di A. Duerer<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Si rivolge quindi a Filosofia per capire perch\u00e9 la sua sorte sia mutata e come mai la fortuna sia cos\u00ec incerta. Quest\u2019ultima gli fa capire che i beni di essa non sono dovuti ed \u00e8 quindi normale che la sorte possa mutare in quanto gira come una ruota con fisiologici alti e bassi. \u201cTi sforzi invece di frenare l\u2019impeto della ruota che gira?\u201d<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> La ruota della fortuna \u00e8 un concetto medievale molto comune che viene ripreso anche da <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2023\/03\/26\/il-pensiero-filosofico-di-giordano-bruno\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Giordano Bruno<\/a> nella filosofia e da Albrecht D\u00fcrer nell\u2019arte, per citarne solo due. Nella filosofia possiamo trovare un riferimento ad Eracl\u00ecto di Efeso: panta rhei &#8211; \u03c0\u03ac\u03bd\u03c4\u03b1 \u1fe5\u03b5\u1fd6 &#8211; tutto scorre: non si pu\u00f2 entrare due volte nello stesso fiume e il mondo \u00e8 trasformazione nel quale come tutto il resto muta anche la fortuna.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi accetta l\u2019aiuto della fortuna deve essere consapevole che possa anche inaspettatamente abbandonare il beneficiato: \u201cTu ritieni che la fortuna sia mutata nei tuoi confronti: sbagli. Sono sempre queste le sue maniere, questa la sua natura. Essa, piuttosto, ha conservato nei tuoi riguardi la propria coerenza nella sua stessa mutevolezza; tale era quando ti lusingava, quando si prendeva gioco di te con le attrattive di una falsa prosperit\u00e0. Hai scoperto il volto ambiguo della cieca divinit\u00e0.\u201d<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a> Boezio fa poi un bellissimo confronto con le api che prima danno il miele, poi pungono: \u201cCos\u00ec \u00e8 ogni piacere: \/ pungola chi ne gode \/ e al pari delle api che volano, \/ appena sparso ha il dolce miele, \/ fugge e ferisce i cuori \/ colpiti da implacabile morso.\u201d<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a> La fortuna cieca e l\u2019ape sono diventati proverbiali nella simbologia.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Nemesis_Duerer.jpg\" alt=\"D\u00fcrer, Nemesis, 1501\" class=\"wp-image-1558 lazyload\" width=\"300\" height=\"437\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Nemesis_Duerer.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Nemesis_Duerer-206x300.jpg 206w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/437;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Albrecht D\u00fcrer: Nemesis, 1501\/02, incisione su rame<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Qui non possiamo fare a meno di menzionare la <em>Nemesis<\/em> o <em>Grande Fortuna<\/em> di Albrecht D\u00fcrer che fu ispirata dal <em>Manto <\/em>(1480)di Angelo Poliziano che a sua volta trasse origine dai miti antichi. Originariamente la Nemesis era vista come Dea della vendetta o dell\u2019ira proprio perch\u00e9 i suoi favori venivano percepiti come distribuiti ingiustamente. Da divinit\u00e0 della giustizia (\u201cognuno riceve quello che merita\u201d) era diventata quindi quella della vendetta. Nelle <em>Metamorfosi<\/em> di Ovidio la N\u00e8mesi si chiama Ramnunte e punisce Narciso, mentre in un altro racconto viene descritta come una che non dimentica e riserba rancore.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La ricerca della felicit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>Boezio conosce senz\u2019altro le<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2020\/07\/29\/le-confessioni-di-agostino\/\" target=\"_blank\"> <em>Confessioni<\/em> di Agostino<\/a> e fa riferimento ad un passaggio che aveva affascinato anche Francesco Petrarca: \u201cPerch\u00e9 dunque, o mortali, cercate all\u2019esterno la felicit\u00e0 posta dentro di voi? L\u2019errore e l\u2019ignoranza vi confondono.\u201d<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a> Gli uomini cercano fuori di s\u00e9 la felicit\u00e0 che possono solo trovare all\u2019interno di loro stessi. Anche Marco Aurelio sottolinea l\u2019importanza di bastare a se medesimo e di non andare troppo lontano nella ricerca della felicit\u00e0. In fondo i beni materiali, il potere e la fama non conducono alla vera felicit\u00e0 che possiamo trovare solo in noi e grazie al nostro atteggiamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se abbracciamo i beni esterni come se appartenessero a noi rischiamo invece di rimanere delusi. Molto spesso poi le cose che non appartengono n\u00e9 a noi n\u00e9 a nessun altro ci procurano molta pi\u00f9 felicit\u00e0: \u201c[\u2026] talvolta godiamo nel guardare il mare sereno, cos\u00ec contempliamo il cielo, le stelle, la luna e il sole. Forse qualcuna di queste cose ti appartiene, forse osi vantarti dello splendore di una di esse?\u201d<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a> Non possiamo mai possedere la natura ma possiamo ammirarla e trarne godimento. La vera felicit\u00e0 si trova poi nelle cose semplici che non si possono comprare con il denaro.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre ai concetti degli stoici secondo cui chi possiede molte cose teme di perderle, anche Boezio si rende conto che la vera felicit\u00e0 non sta nella ricchezza: \u201channo bisogno di moltissime cose coloro che ne posseggono moltissime e che viceversa hanno bisogno di pochissime coloro che misurano la loro abbondanza secondo la necessit\u00e0 della natura e non secondo la superfluit\u00e0 dell\u2019ambizione.\u201d<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a> Anche in un passaggio in versi cita la brama delle persone verso le ricchezze: \u201c[\u2026] sed saevior ignibus Aetnae fervens amor ardet habendi&nbsp; &#8211; Ma pi\u00f9 feroce del&nbsp; fuoco dell\u2019Etna arde il disio bruciante d\u2019avere\u201d<a href=\"#_ftn11\">[11]<\/a> Molti secoli dopo il psicoanalista tedesco Erich Fromm avrebbe scritto un libro critico nei confronti del consumismo dal titolo \u201cAvere o essere\u201d (<em>To Have or to Be?<\/em>). La felicit\u00e0 non \u00e8 in vendita e lo stesso vale per il rispetto e la libert\u00e0. Pur trovandosi in cattivit\u00e0 in Boezio non troviamo ancora riflessioni approfondite sul concetto di libert\u00e0, forse perch\u00e9 prima dovevamo vivere secoli di oppressioni e limitazioni alla libert\u00e0 cos\u00ec cara a \u00c9tienne de La Bo\u00e9tie, Baruch Spinoza e Carlo Levi che le eresse un monumento in <em><a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2021\/11\/01\/paura-della-liberta-di-carlo-levi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Paura della libert\u00e0<\/a><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La massima disgrazia che Boezio sperimenta sulla propria pelle \u00e8 il ricordo della felicit\u00e0 perduta nell\u2019infelicit\u00e0: \u201cin ogni avversit\u00e0 della fortuna, infatti l\u2019essere stati felici \u00e8 il genere pi\u00f9 infelice di sfortuna.\u201d<a href=\"#_ftn12\">[12]<\/a> Mentre si strugge per il rimpianto della passata fortuna Filosofia gli fa notare che in fondo anche la felicit\u00e0 \u00e8 piena di ansiet\u00e0. O non siamo soddisfatti della felicit\u00e0 presente o temiamo che non possa perdurare per sempre. Non capita quasi mai che ci fermiamo per affermare convinti: Sono felice! Boezio non \u00e8 stato n\u00e9 offeso n\u00e9 abbandonato dalla fortuna, essa non gli ha sottratto nulla, ha solo ritratto la mano.<a href=\"#_ftn13\">[13]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Tutti noi dobbiamo essere grati della fortuna senza considerarla un diritto che ci spetta. Del resto secondo il principio della ruota pu\u00f2 sempre mutare e i momenti tristi possono passare come quelli felici. Filosofia spiega a Boezio anche che le avversit\u00e0 non ingannano e aiutano a riconoscere gli amici veri dagli adulatori, ci aprono quindi gli occhi. Un tesoro di cui possiamo fare uso quando le cose vanno meglio. \u201cMa colui che la prosperit\u00e0 aveva reso amico, la sventura lo render\u00e0 nemico. E quale flagello \u00e8 pi\u00f9 dannoso di un confidente divenuto nemico?\u201d<a href=\"#_ftn14\">[14]<\/a> E\u2019 facile avere tanti amici quando la fortuna ci sorride, la difficolt\u00e0 sta nel fatto a riconoscere quelli che ci volgeranno le spalle quando le cose cambiano. La sorte avversa a causa dell\u2019instabilit\u00e0 e dei suoi repentini cambiamenti ai quali dobbiamo sottostare \u00e8 invece in grado ad istruirci e non inganna mai come la fortuna.<a href=\"#_ftn15\">[15]<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Riconoscere la felicit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>Filosofia sostiene che la vera felicit\u00e0 \u00e8 accontentarsi di poco e non possedere nulla di perituro in modo da non poter perdere nulla. Gli stoici distinguono quattro passioni fondamentali: piacere e dolore sono il bene\/male presente mentre la brama e la paura gli stessi stati d\u2019animo proiettati verso il futuro. Chi \u00e8 ricco ha l\u2019animo turbato dall\u2019ansia di perdere le sue ricchezze e probabilmente brama anche altre, motivo per il quale si sente spesso insoddisfatto: \u201cLe ricchezze, dunque, non possono rendere qualcuno non bisognoso di nulla e autosufficiente, eppure era proprio questo che sembravano promettere.\u201d<a href=\"#_ftn16\">[16]<\/a> Chi \u00e8 ricco deve proteggere i suoi averi, \u201ceppure non ne avrebbe bisogno se non possedesse denaro, che pu\u00f2 perdere.\u201d<a href=\"#_ftn17\">[17]<\/a> Il ricco pensa di essere autosufficiente, sono per\u00f2 proprio le sue ricchezze che lo rendono dipendente dagli altri e limitano la sua libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Visto che i ricchi hanno fame, sete e freddo come i poveri si pu\u00f2 concludere che \u201cle ricchezze possono alleviare l\u2019indigenza, ma non possono eliminarla completamente.\u201d<a href=\"#_ftn18\">[18]<\/a> Lo stesso discorso viene applicato al potere: anche i re e i tiranni sono tormentati dall\u2019ansia. \u201cQuale potere \u00e8 dunque questo, che non \u00e8 in grado di scacciare i morsi delle preoccupazioni, che non \u00e8 in grado di evitare gli aculei della paura?\u201d<a href=\"#_ftn19\">[19]<\/a> Dopo averci riflettuto insieme a Filosofia Boezio si rende conto della seguente conclusione che potrebbe fungere da massima: \u201cEbbene, &#8211;&nbsp; io vedo \u2013 risposi \u2013 che l\u2019autosufficienza non pu\u00f2 essere ottenuta con le ricchezze, n\u00e9 la potenza con i regni, n\u00e9 il rispetto con le dignit\u00e0, n\u00e9 la celebrit\u00e0 con la gloria, n\u00e9 la letizia con i piaceri.\u201d<a href=\"#_ftn20\">[20]<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La teoria della reminiscenza di Platone<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Plato_by_Raphael.png\" alt=\"Platone di Raffaello\" class=\"wp-image-1559 lazyload\" width=\"300\" height=\"326\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Plato_by_Raphael.png 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Plato_by_Raphael-276x300.png 276w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/326;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Platone in  primo piano nella Scuola di  Atene di Raffaello Sanzio,  Musei Vaticani, 1509\/11<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Alla fine del terzo libro Boezio riflette sulla morte e dopo aver affermato che anche negli animali c\u2019\u00e8 l\u2019istinto di sopravvivenza, quindi lo \u201csforzo di conservare la propria salute e di evitare la morte e il danno\u201d<a href=\"#_ftn21\">[21]<\/a> cita la teoria della reminiscenza (<em>\u1f00\u03bd\u03ac\u03bc\u03bd\u03b7\u03c3\u03b9\u03c2<\/em>) di Platone. Secondo questa teoria, l\u2019anima ricorda il suo stato prima della nascita quando era ancora collocata nel mondo delle idee. Conoscere significa quindi sempre ricordare, un concetto che troviamo anche nel neoplatonismo. I ricordi sono innati e possono completare l\u2019esperienza. Anche gli stoici affermavano che la conoscenza nasce dalle rappresentazioni che vengono impresse nell\u2019anima. Questo concetto \u00e8 legato anche all\u2019immortalit\u00e0 dell\u2019anima che ha creato parecchi grattacapi a Baruch Spinoza di cui abbiamo analizzato il <em><a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2021\/01\/24\/il-trattato-teologico-politico-di-baruch-spinoza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Trattato teologico-politico<\/a><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La malvagit\u00e0 e la giustizia<\/h2>\n\n\n\n<p>Uno dei dubbi maggiori di Boezio \u00e8 perch\u00e9 mai nel mondo possa regnare il male, posto che ci sia un essere supremo che disponga le sorti. \u201cE nessuno potrebbe mai meravigliarsi o dolersi a sufficienza del fatto che ci\u00f2 accada nel regno di Dio, il quale tutto conosce, tutto pu\u00f2, ma vuole solamente il bene.\u201d<a href=\"#_ftn22\">[22]<\/a> Secondo Filosofia i malvagi non riescono ad essere buoni ma proprio per quello possiedono meno <em>essere<\/em> degli altri: \u201cPotr\u00e0 certo sembrare strano a qualcuno che diciamo che i malvagi, i quali sono la maggioranza degli uomini, non sono, ma \u00e8 proprio cos\u00ec.\u201d<a href=\"#_ftn23\">[23]<\/a> In fondo il male e la malvagit\u00e0 costituiscono un allontanamento dalla natura per questo l\u2019<em>essere<\/em> di questi individui diminuisce perch\u00e9 \u00e8 come se il nulla lo divorasse. Boezio cita poi nuovamente Platone \u201csecondo cui solo i sapienti possono fare ci\u00f2 che desiderano, mentre i malvagi possono fare quel che loro piace, ma non realizzare quel che desiderano.\u201d<a href=\"#_ftn24\">[24]<\/a> Sarebbe bello vivere in un mondo del genere, in cui vengono posti dei limiti alla malvagit\u00e0, ma purtroppo non corrisponde alla realit\u00e0. Una domanda alla quale Boezio non trova risposta da Filosofia \u00e8 perch\u00e8 esiste cos\u00ec tanto male nel mondo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/iustitia.jpg\" alt=\"Dea della  giustizia\" class=\"wp-image-1557 lazyload\" width=\"150\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 200px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 200\/206;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La dea della giustizia con la bilancia in mano<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>&nbsp;\u201cProvo quindi una grande meraviglia per il fatto che accade il contrario, che i castighi dei delitti opprimono i buoni, mentre i malvagi si impossessano dei premi che toccherebbero alle virt\u00f9, e desidero sapere da te quale sia la ragione di una confusione tanto ingiusta.\u201d<a href=\"#_ftn25\">[25]<\/a> Boezio ammette che si meraviglierebbe meno se tutto nel mondo fosse soggetto al caso. Sapendo per\u00f2 che c\u2019\u00e8 un istanza che regge tutto \u00e8 stupito che il mondo non possa essere pi\u00f9 giusto e meno malvagio, in sostanza quindi come mai lui possa essere giustiziato. E\u2019 molto comune che anche chi crede in Dio dubita della sua esistenza di fronte ad una sorte atroce. Sul tema mi \u00e8 rimasta impresso nella mente l\u2019affermazione di Elie Wiesel autore di <em>La Notte<\/em> che di fronte ad un bambino impiccato ad Auschwitz prima sente qualcuno chiedersi dov\u2019\u00e8 Dio che assiste a tutto ci\u00f2 e poi conclude dentro di s\u00e9 che \u00e8 rimasto impiccato a quella forca.<\/p>\n\n\n\n<p>Filosofia risponde che le cose avvengono sempre secondo giustizia, solo non conosciamo le cause. Pensa inoltre che a ognuno viene concesso quel che gli convenga in modo che non debba \u201csopportare un travaglio chi non sarebbe in grado di farlo.\u201d<a href=\"#_ftn26\">[26]<\/a> Questo atteggiamento \u00e8 sicuramente stoico, lo possiamo incontrare anche nei <em>Ricordi<\/em> di Marco Aurelio. Invita anche ad accettare la sorte, se \u00e8 sopportabile. Storicamente non sempre questo era possibile perch\u00e9 la malvagit\u00e0 degli uomini ha pi\u00f9 volte superato ogni limite. Il concetto pu\u00f2 essere applicato alle piccole cose della vita, ma perde il suo senso di fronte ai diversi crimini nei confronti dell\u2019umanit\u00e0 perch\u00e9 invita pi\u00f9 alla passivit\u00e0 che alla ribellione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il caso e il libero arbitrio<\/h2>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ultimo dei cinque libri si discute se il caso esiste o meno. Secondo Filosofia niente viene dal nulla e tutto ha le sue cause, solo non sempre le conosciamo. \u201c\u00c8 dunque lecito definire il caso come un evento inatteso prodotto da cause confluenti in quel che viene fatto in vista di uno scopo.\u201d<a href=\"#_ftn27\">[27]<\/a> Boezio si rende conto che oltre al caso non esiste nemmeno il libero arbitrio, se Dio sa gi\u00e0 tutte le azioni in anticipo. Secondo Filosofia anche se Dio sa tutto in anticipo a causa del nostro libero arbitrio non sa se e quando accadranno le cose. Pur trattandosi di un\u2019opera di filosofia medievale (e quindi cristiana) Boezio nella <em>Consolazione della Filosofia<\/em> non menziona mai Cristo. Dobbiamo per\u00f2 ammettere che soprattutto gli ultimi due libri sono molto intrisi di concetti religiosi, forse perch\u00e9 Boezio si sta avvicinando alla fine della sua vita che spesso comporta una crescente spiritualit\u00e0. Pratolini aveva scritto nella sua <em>Cronaca familiare<\/em> che solo un uomo di fronte alla morte che riesce a fare a meno di Dio potr\u00e0 dire a buon diritto di non credere in lui. Prima di quell\u2019esperienza estrema \u00e8 ridicolo dare un giudizio in merito. Filosofia consola Boezio, ma lo abbandona al momento della morte.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Da Boezio a Dante<\/h2>\n\n\n\n<p>Dante Alighieri conosceva bene Boezio e lo cita sia nella <em><a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2022\/10\/21\/canto-xxvi-dellinferno-ulisse-e-diomede\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Divina Commedia<\/a><\/em> che nel <em>Convivio<\/em>. Nella <em>Commedia<\/em> lo incontriamo nel X canto del Paradiso dove sta in compagnia degli spiriti sapienti:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPer vedere ogni ben dentro vi gode<br>l\u2019anima santa che \u2019l mondo fallace<br>fa manifesto a chi di lei ben ode.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo corpo ond\u2019ella fu cacciata giace<br>giuso in Cieldauro; ed essa da martiro<br>e da essilio venne a questa pace\u201d<a href=\"#_ftn28\">[28]<\/a><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Dante_Vita_Nuova.jpg\" alt=\"Henry Holiday, Dante e Beatrice\" class=\"wp-image-1555 lazyload\" width=\"300\" height=\"206\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/206;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Henry Holiday: L&#8217;incontro fra Dante e Beatrice sul  ponte Santa Trinita, 1883<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Secondo Dante Boezio riesce a cogliere l\u2019essenza del bene, quindi Dio, e riconosce la fallacia dei beni mondani. La sua anima fu violentemente cacciata dal corpo e oggi ha trovato la pace nella Chiesa San Pietro in Ciel d\u2019Oro (appunto il suo luogo di sepoltura a Pavia). Tra gli altri spiriti sapienti dello stesso cerchio troviamo Alberto di Colonia, Tommaso d\u2019Aquino, Pietro Lombardo e ovviamente il vicino di tomba, Agostino d\u2019Ippona.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 per\u00f2 soprattutto la forma della <em>Consolazione della Filosofia<\/em> mista tra prosa e versi che costituisce un importante modello per la <em>Vita Nuova <\/em>(1294). Il pros\u00ecmetro era molto popolare nel Medioevo ed \u00e8 quasi sicuramente di origine greca. I primi esempi nella letteratura sono generi satirici (<em>Saturae Menippeae<\/em> di Varrone) ma viene usato anche nell\u2019impero romano da Seneca e Petronio. Con Boezio avviene il passaggio di questo genere dai contenuti satirici a quelli filosofici. Dante prende come modello stilistico sia la <em>Consolazione della Filosofia<\/em> che le <em>Confessioni<\/em> di Agostino. Grazie ad alcuni sonetti come <em>Tanto gentile e tanto onesta pare<\/em> la <em>Vita Nuova<\/em> diventa una delle opere principali del Dolce Stil Novo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione e attualit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 dovremmo leggere un classico come Boezio? Pu\u00f2 la filosofia veramente darci una mano a vivere meglio e a raggiungere la serenit\u00e0 mentale? E\u2019 difficile dirlo, ma probabilmente la filosofia e la cultura in generale ci aiutano a comprendere meglio le circostanze storiche. Le letture allargano la nostra mente e affinano lo spirito critico. L&#8217;opera di Boezio sembra quasi contemporanea perch\u00e8 consiglia una vita semplice, quella che va molto di moda nei giorni d&#8217;oggi dove spesso le troppe possibilit\u00e0 rendono la vita complicata. Chi ha tanti soldi non diventer\u00e0 pi\u00f9 felice se ne aggiunger\u00e0 altri. Nessuno ci pu\u00f2 regalare pi\u00f9 della natura e ammirare il mare, salire le montagne, camminare nei boschi non costa nulla. Sono poi le piccole cose che rendono felici e spesso nella nostra frenesia non ce ne accorgiamo nemmeno. Quando siamo preoccupati o ansiosi per il  futuro dovremmo seguire una massima di Tolstoj: l&#8217;unico momento che conta veramente \u00e8 oggi, qui e ora. Cerchiamo quindi di fare in modo da far andare le cose nella nostra vita da poter dire: sono felice!<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Severino Boezio: La Consolazione di Filosofia. Torino: Einaudi, 2010, p. 69<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Cfr. Boezio, Consolazione, 239<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Ibid, 25<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Ibid, 23<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Ibid, 43<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Ibid, 41<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Ibid, 109<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Ibid, 57<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Ibid, 62<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> Ibid, 63<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Ibid, 67<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> Ibid, 51<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref13\">[13]<\/a> \u201eQuale offesa ti abbiamo fatto? Quali beni che fossero tuoi ti abbiamo sottratto? (Ibid, 43)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref14\">[14]<\/a> Ibid, 105<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref15\">[15]<\/a> Cfr, Ibid, 77<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref16\">[16]<\/a> Ibid, 95<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref17\">[17]<\/a> Ibid, 97<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref18\">[18]<\/a> Ibid, 97<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref19\">[19]<\/a> Ibid, 103<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref20\">[20]<\/a> Ibid, 113<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref21\">[21]<\/a> Ibid, 135<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref22\">[22]<\/a> Ibid, 153<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref23\">[23]<\/a> Ibid, 163<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref24\">[24]<\/a> Ibid, 165<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref25\">[25]<\/a> Ibid, 185<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref26\">[26]<\/a> Ibid, 197<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref27\">[27]<\/a> Ibid, 213<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref28\">[28]<\/a> Dante Alighieri: La Divina Commedia. Paradiso. Canto X versi da 124 a 129. Citato da: <a href=\"https:\/\/digitaldante.columbia.edu\/dante\/divine-comedy\/paradiso\/paradiso-10\/\">https:\/\/digitaldante.columbia.edu\/dante\/divine-comedy\/paradiso\/paradiso-10\/<\/a> [2\/8\/2021]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analisi e commento de La Consolazione della filosofia di Boezio, opera ponte tra antichit\u00e0 e Medioevo Potrai mai comandare a uno spirito libero?Potrai muovere dal proprio stato di quiete una menteequilibrata ferma nella&nbsp; sua razionalit\u00e0?[1] Introduzione Insieme ad Agostino d\u2019Ippona, Boezio \u00e8 senza dubbio una delle auctoritates medievali le cui idee nei lunghi secoli che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-1486","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-filosofia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1486","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1486"}],"version-history":[{"count":25,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1486\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2306,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1486\/revisions\/2306"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1486"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1486"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1486"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}