{"id":1086,"date":"2020-11-22T13:06:47","date_gmt":"2020-11-22T12:06:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/?p=1086"},"modified":"2021-10-09T19:49:42","modified_gmt":"2021-10-09T17:49:42","slug":"la-vita-e-le-opere-di-artemisia-gentileschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2020\/11\/22\/la-vita-e-le-opere-di-artemisia-gentileschi\/","title":{"rendered":"La vita e le opere di Artemisia Gentileschi"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Analisi dell&#8217;opera della pittrice barocca sulle orme di Caravaggio<\/h1>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n\n\n\n<p>Il giovane Cesare Pavese a 20 anni scrisse nel suo diario, riferendosi ai morti nelle guerre, che da secoli il mondo dimentica tutte le stragi e tutto il dolore degli uomini al pari di una sfinge dalla maschera di pietra. C\u2019\u00e8 per\u00f2 un unico fiore in mezzo alle tempeste che si conserver\u00e0 in eterno in quanto universale: l\u2019Arte.<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a> A distanza di un secolo potremmo aggiungere che l\u2019arte pu\u00f2 aiutarci a vivere meglio e a focalizzare la mente su altro in tempi difficili. Il presente articolo \u00e8 un omaggio alle opere di Artemisia Gentileschi (1593 \u2013 1652\/56 circa), una grandissima artista del Barocco che dedic\u00f2 tutta la sua vita all\u2019arte ottenendo risultati eccezionali. <\/p>\n\n\n\n<p>Artemisia Gentileschi faceva parte della scuola caravaggesca e da Caravaggio aveva ripreso soprattutto la tecnica del chiaroscuro. Figlia d\u2019arte di Orazio, fu anche una delle prime artiste professioniste italiane, una donna che nel Seicento era riuscita a vivere di pittura e ad intrattenere relazioni con le pi\u00f9 importanti corti d\u2019Europa. Fu la prima donna ammessa alla prestigiosa Accademia del Disegno di Firenze che prima del 1616 non aveva mai annoverato donne tra i suoi membri.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"200\" height=\"50\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Gentileschi_Artemisia_-_Authograph_-_1635.gif\" alt=\"Firma di Artemisia Gentileschi\" class=\"wp-image-1097 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 200px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 200\/50;\" \/><figcaption>Firma di Artemisia Gentileschi<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Soprattutto nell\u2019ultimo secolo Artemisia \u00e8 ridiventata popolare, ma le \u00e8 sempre rimasta la fama di donna di facili costumi per non parlare di quanto sia stata strumentalizzata come femminista. Artemisia non era n\u00e9 l\u2019uno n\u00e9 l\u2019altro. Ridurre la sua vita allo stupro sub\u00ecto da giovane e vederla come fenomeno da baraccone in quanto donna non tiene sufficientemente conto dei suoi altissimi meriti artistici. Viveva per la sua arte e e gi\u00e0 in vita fu una professionista molto apprezzata e celebrata. I suoi mecenati non si sono lasciati dissuadere dal fatto che fosse una donna. Per loro questo dettaglio non aveva nessuna importanza a livello \u201ccommerciale\u201d ed artistico, influiva solo sulla esecuzione delle opere in quanto Artemisia sapeva raffigurare i soggetti femminili in maniera sublime, molto meglio di molti pittori maschi. La sua storia personale e il suo enorme talento alimentarono le malelingue, forse perch\u00e8 in fondo aveva pi\u00f9 successo di tanti uomini.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Orazio_Gentileschi_van-Dyck.jpg\" alt=\"Anthony van Dyck: Orazio Gentileschi, nel 1635 circa, The British Museum, London\" class=\"wp-image-1099 lazyload\" width=\"300\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Orazio_Gentileschi_van-Dyck.jpg 678w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Orazio_Gentileschi_van-Dyck-227x300.jpg 227w\" data-sizes=\"(max-width: 678px) 100vw, 678px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 678px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 678\/898;\" \/><figcaption>Anthony van Dyck: Orazio Gentileschi, nel 1635 circa, The British Museum, London<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Crescere a casa di un padre artista aveva sicuramente aiutato il suo talento a sbocciare e, in quanto donna, Artemisia non avrebbe potuto fare l\u2019apprendistato fuori casa. Il padre si era subito reso conto del suo talento e l\u2019aveva avvicinata alla pittura come avrebbe fatto con un figlio. Vivere sotto il suo tetto le aveva per\u00f2 anche causato molta sofferenza per la quale il rapporto con il padre era rimasto turbato fino alla morte di quest\u2019ultimo. Per alcuni anni la figlia aveva persino rinnegato il cognome paterno facendosi chiamare Lomi, il nome di un suo zio che le aveva dato una mano ad approdare alla Corte dei Medici a Firenze.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Agostino Tassi &#8211; <em>Susanna e i vecchioni<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>Artemisia Gentileschi nacque l\u20198 luglio del 1593 a Roma come primogenita di Orazio Gentileschi che era esattamente 30 anni maggiore di lei. La madre Prudenzia mor\u00ec di parto quando Artemisia aveva 12 anni. Di lei e dei suoi 3 fratelli minori si dovette quindi occupare il padre. L\u2019unica femmina, era anche la pi\u00f9 dotata dei figli e il padre le impart\u00ec lezioni fin da piccolissima. La loro casa si trovava nel quartiere degli artisti e per via del lavoro di Orazio era frequentata da tanti pittori. Uno di loro era Agostino Tassi (1578 \u2013 1644), un collega pi\u00f9 giovane di Orazio che nonostante diversi problemi con la giustizia aveva trovato i contatti giusti essendo molto dotato come pittore e paesaggista di nature marine. Nel 1611 i due affrescarono il cosiddetto <em>casino delle Muse<\/em> (oggi Palazzo Pallavicini-Rospigliosi) che divenne un capolavoro, in quanto Gentileschi e Tassi erano due artisti che si completavano a vicenda. Tassi dipinse la cornice architettonica e gli elementi paesaggistici, Gentileschi le numerose persone e il risultato fu un incanto che nessuno dei due avrebbe potuto realizzare da solo. Il collega di Orazio era un vero maestro del <em>trompe-l\u2019\u0153il<\/em> e pi\u00f9 tardi avrebbe insegnato a Claude Lorraine (1600 \u2013 1682) il realismo paesaggistico. L\u2019affresco nel <em>casino delle Muse<\/em> fu commissionato ai due artisti da Scipione Borghese, cardinal nipote di papa Paolo V che fece erigere Villa Borghese con la sua meravigliosa galleria d\u2019arte. <\/p>\n\n\n\n<p>Tassi era pi\u00f9 giovane di Gentileschi e molto diverso come carattere, il che non imped\u00ec ai due di diventare amici. Probabilmente per questa amicizia, nonch\u00e9 per la stima professionale che Orazio nutriva per Tassi, quest\u2019ultimo si recava sovente in casa Gentileschi per impartire lezioni di prospettiva alla dotatissima adolescente Artemisia: \u201cIo son andato a casa di Horatio in assenza sua perch\u00e9 mi c\u2019ha mandato lui, che voleva ch\u2019io imparassi alla figliola di prospettiva.\u201d<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> Evidentemente Orazio ci teneva che la figlia ricevesse una formazione artistica completa. Tassi era scarso a raffigurare le persone ma eccelleva come paesaggista.<\/p>\n\n\n\n<p>Sappiamo molto della vita e delle opere di Artemisia Gentileschi a causa di un processo che fu avviato nel 1612 da suo padre. Sono giunti fino a noi gli atti del processo in cui Orazio fa sapere alla giustizia che sua figlia \u201c\u00e8 stata forzatamente sverginata e carnalmente conosciuta pi\u00f9 e pi\u00f9 volte da Agostino Tasso\u201d.<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a> Probabilmente la prima volta era stata veramente violenza, dopodich\u00e9 Artemisia lusingata dalle promesse di Tassi di sposarla aveva acconsentito ad altri rapporti.<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a> Tassi era un ammaliatore, un noto bugiardo di bell\u2019aspetto che con il suo carisma riusciva spesso ad ingannare le donne e Artemisia nel 1611 aveva solo 18 anni, ben 15 meno di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 il padre avvi\u00f2 un processo che fu molto umiliante per la figlia? Si svolse davanti ad un tribunale inquisitorio e ad Artemisia furono inflitte visite ginecologiche pubbliche nonch\u00e9 atroci torture alla cosa pi\u00f9 preziosa che esiste per un\u2019artista, le mani. Fu usato uno strumento di tortura tremendo di nome <em>sibilli<\/em> che stringeva la base delle dita allo scopo di far dire la verit\u00e0 alla persona torturata. Perch\u00e9 un padre condanna una figlia a simili crudelt\u00e0? Ci sono pi\u00f9 risposte plausibili a questa domanda. Prima di tutto agli inizi del &#8216;600 sarebbe stato molto difficile trovare un marito ad una ragazza sverginata prematuramente. L\u2019alternativa era il convento, ma una giovane piena di talento non poteva essere rinchiusa in un monastero dove non avrebbe mai potuto n\u00e9 vedere le bellezze artistiche del mondo n\u00e9 esprimersi come artista. Scartata quest\u2019ultima possibilit\u00e0 che doveva sembrare inadeguata anche al padre, Tassi anche volendo non avrebbe potuto sposare la ragazza, visto che aveva gi\u00e0 una moglie.<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> Se agli occhi della giustizia si fosse invece trattato di violenza, si sarebbe potuto \u201criparare\u201d con un matrimonio. Oltre allo sverginamento della figlia, Orazio si sentiva anche privato del talento di Artemisia, che avrebbe potuto facilmente monetizzare, per non parlare del furto di un quadro da parte di Tassi e dei suoi sodali. In aggiunta a tutto ci\u00f2, lo stupro e l\u2019inganno perpetrato da Tassi metteva in cattiva luce anche il padre artista e tutta la sua famiglia: Orazio lavorava per i cardinali e il papa, la reputazione era quindi importante per lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Il processo fu uno strazio per Artemisia anche per via di numerose false testimonianze, che la facevano apparire come una donna facile che andava con chiunque, rese al solo scopo di scagionare Tassi.<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a> Artemisia era una ragazza molto bella, ben in carne e robusta con forme prosperose che andavano di moda in quei tempi. Ci teneva molto alla sua virtuosit\u00e0, infatti negli atti del processo testimonia: \u201c[\u2026] chi mi vuole bisogna che mi metta questo [\u2026] intendendo di sposarmi e mettermi l\u2019anello\u201d.<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a> Tassi, che doveva farle da maestro di prospettiva, una volta avrebbe esclamato: \u201cNon tanto depingere, non tanto depingere\u201d<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a> per distogliere la ragazza dal suo lavoro e approfittare di lei carnalmente. Con quel gesto non vedeva in lei la pittrice ma la riduceva ad un oggetto di cui abusare e approfittarsi con violenza. Dopodich\u00e9 l\u2019aveva sverginata e Artemisia, conscia delle conseguenze negative di questo atto soprattutto per la sua fama e la sua carriera, esclam\u00f2 \u201cTi voglio ammazzare con questo coltello che tu m\u2019hai vituperata.\u201d<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a> Fer\u00ec veramente Tassi, ma solo lievemente. In ogni caso si sarebbe ricordata di quel momento cruciale della sua vita per metterlo sulla tela.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"426\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Susanna_Vecchioni_02.jpg\" alt=\"Susanna e i vecchioni\" class=\"wp-image-1680 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Susanna_Vecchioni_02.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Susanna_Vecchioni_02-211x300.jpg 211w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/426;\" \/><figcaption>Artemisia Gentileschi: Susanna e i vecchioni, 1610, Pommersfelden: Schloss Wei\u00dfenstein.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Non sembra un caso che nel suo primo dipinto monumentale la Giuditta sia un suo autoritratto e la testa di Oloferne assomigli tantissimo ad Agostino. C\u2019\u00e8 un bellissimo quadro che Artemisia esegu\u00ec nel 1610 a 17 anni con l\u2019aiuto del padre: <em>Susanna e i vecchioni<\/em>. La Susanna assomiglia a lei come quasi tutte le sue protagoniste, uno dei due vecchioni non appare invece per niente vecchio e assomiglia stranamente ad un giovane barbuto di nome Tassi. Il secondo personaggio potrebbe essere il furiere di papa Paolo V Cosimo Quorli, amico paterno di Tassi che oltre ad aver fatto fatto delle avances ad Artemisia, come se non bastasse raccontava in giro che la ragazza fosse figlia sua. Oggi la <em>Susanna e i vecchioni<\/em> di Artemisia, che appare cos\u00ec viva come se si potesse alzare da un momento all\u2019altro, \u00e8 conservata a Pommersfelden nel castello barocco di Wei\u00dfenstein in Baviera. E\u2019 molto caratteristica la posizione delle braccia di Susanna che cercano di respingere i vecchioni odiosi. Quelle braccia Artemisia le aveva viste nella Cappella Sistina nel <em>Peccato originale e cacciata dal Paradiso terrestre<\/em> di Michelangelo. Sono infatti le stesse del primo uomo a destra del serpente. Orazio la portava a vedere le opere di artisti contemporanei come Caravaggio ma anche gli affreschi della Cappella Sistina che all\u2019epoca avevano solo 100 anni. Per la formazione di ogni artista l\u2019osservazione \u00e8 fondamentale, <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2020\/03\/08\/kokoschka-espressionismo-austriaco\/\" target=\"_blank\">Oskar Kokoschka<\/a> secoli dopo proprio a questo scopo avrebbe fondata una Sehschule, una Scuola del Vedere. Il processo aveva danneggiato soprattutto Artemisia, Tassi usc\u00ec con una condanna molto lieve e in seguito avrebbe riallacciato anche l\u2019amicizia con Orazio.<br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Firenze &#8211;  <em>Giuditta che decapita Oloferne<\/em><\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/michelangelo_cacciata.jpg\" alt=\"Michelangelo Buonarroti, Peccato originale e cacciata dal Paradiso terrestre, 1510 Roma, Musei Vaticani\" class=\"wp-image-1104 lazyload\" width=\"300\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/michelangelo_cacciata.jpg 1199w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/michelangelo_cacciata-300x131.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/michelangelo_cacciata-1024x448.jpg 1024w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/michelangelo_cacciata-768x336.jpg 768w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/michelangelo_cacciata-500x219.jpg 500w\" data-sizes=\"(max-width: 1199px) 100vw, 1199px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 1199px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1199\/525;\" \/><figcaption>Michelangelo Buonarroti, <em>Peccato originale e cacciata dal Paradiso terrestre<\/em>, 1510 Roma, Musei Vaticani<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi che l\u2019esperienza traumatica dello stupro e l\u2019inganno di Tassi, nonch\u00e9 del processo voluto dal padre, avevano fatto allontanare Artemisia da Orazio. Il padre cerc\u00f2 di salvare l\u2019onore della figlia combinandole un matrimonio riparatore. Il marito fu Pierantonio Stiattesi, un donnaiolo e artista fiorentino che aveva accettato di maritarsi con Artemisia per un solo motivo, la dote. Aveva scelto lei e Roma perch\u00e9 a causa di tutti i figli illegittimi avrebbe difficilmente potuto sposarsi a Firenze dove godeva di pessima fama. Orazio temeva che il marito impedisse alla figlia di lavorare, almeno da quel punto di vista poteva stare tranquillo. Stiattesi era un pittore mediocre ma ben contento di essere sposato con una donna che lavorando portava a casa dei bei soldi che lui poteva sperperare. Inutile dire che il matrimonio aveva serbato alla giovane artista solo qualche raro momento di felicit\u00e0. Stiattesi trad\u00ec la moglie fin da subito con molte altre donne. Artemisia aveva perso 3 figli in giovanissima et\u00e0, ma dal marito le era nata una figlia, Palmira Prudenzia, di cui non sappiamo quasi nulla se non che nacque nel 1617 e che circa 20 anni dopo si spos\u00f2 a Napoli. Presumibilmente una decina di anni dopo ad Artemisia nacque un\u2019altra figlia per la quale aveva dovuto organizzare un matrimonio decenni dopo ma di quest\u2019ultima sappiamo ancora meno, n\u00e9 il nome n\u00e9 l\u2019anno di nascita. Verosimilmente la seconda figlia era nata intorno al 1626\/27 quando Artemisia si era gi\u00e0 allontanata dal marito da un pezzo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/caravaggio_giuditta.jpg\" alt=\"Caravaggio: Giuditta e Oloferna, 1600\/1602, Roma: Galleria nazionale d'arte antica Palazzo Barberini\" class=\"wp-image-1106 lazyload\" width=\"300\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/caravaggio_giuditta.jpg 800w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/caravaggio_giuditta-300x221.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/caravaggio_giuditta-768x566.jpg 768w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/caravaggio_giuditta-407x300.jpg 407w\" data-sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 800px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 800\/590;\" \/><figcaption>Caravaggio: Giuditta e Oloferne, 1599, Roma: Galleria nazionale d&#8217;arte antica Palazzo Barberini<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La prima <em>Giuditta che decapita Oloferne<\/em> era stata iniziata da Artemisia ancora durante il processo tra il 1612\/13. Parliamo del dipinto che oggi si trova al museo di Capodimonte a Napoli dove la Giuditta \u00e8 vestita di blu. Artemisia conosceva <em>Giuditta e Oloferne<\/em> di Caravaggio del 1599 ma non le era piaciuto l\u2019atteggiamento quasi passivo della donna esile che uccide Oloferne. Sembra che tutta l\u2019espressivit\u00e0 sia stata data ad Oloferne e la ruga sulla fronte di Giuditta indica che ha qualche scrupolo a decapitarlo, quasi non fosse del tutto convinta del suo gesto. La Giuditta \u00e8 un soggetto biblico ripreso da tantissimi artisti moderni, ricordiamo per esempio le due versioni di <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2018\/11\/18\/cultura-a-vienna-nella-belle-epoque\/\" target=\"_blank\">Gustav Klimt<\/a> dove Oloferne si vede appena.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/giuditta_oloferne_02.jpg\" alt=\"Artemisia Gentileschi: Giuditta che decapita Oloferne, 1612\/13, Napoli: Capodimonte.\" class=\"wp-image-1089 lazyload\" width=\"300\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/giuditta_oloferne_02.jpg 847w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/giuditta_oloferne_02-235x300.jpg 235w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/giuditta_oloferne_02-803x1024.jpg 803w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/giuditta_oloferne_02-768x979.jpg 768w\" data-sizes=\"(max-width: 847px) 100vw, 847px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 847px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 847\/1080;\" \/><figcaption>Artemisia Gentileschi: Giuditta che decapita Oloferne, 1612\/13, Napoli: Capodimonte.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La Giuditta di Artemisia \u00e8 una donna decisa, forte con braccia da lavoratrice che afferra Oloferne in maniera spietata e lo decapita senza esitazione. Parliamo di un\u2019opera giovanile, eseguita nel 1612 quando Artemisia non aveva ancora 20 anni. La luce a candela illumina bene la Giuditta e le sue prosperose forme. Il materasso sembra quasi imbevuto di sangue vero. La serva \u00e8 molto pi\u00f9 giovane che quella ritratta da Caravaggio e a Giuditta sembra quasi illuminarsi il viso con un sorriso mentre taglia il collo al tiranno.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oloferne_giuditta.jpg\" alt=\"Artemisia Gentileschi: Giuditta che decapita Oloferne, 1620, Firenze: Uffizi\" class=\"wp-image-1090 lazyload\" width=\"300\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oloferne_giuditta.jpg 1920w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oloferne_giuditta-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oloferne_giuditta-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oloferne_giuditta-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oloferne_giuditta-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oloferne_giuditta-400x300.jpg 400w\" data-sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 1920px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1920\/1440;\" \/><figcaption>Artemisia Gentileschi: Giuditta che decapita Oloferne, 1620, Firenze: Uffizi<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Esiste una seconda <em>Giuditta che decapita Oloferne<\/em> che Artemisia dipinse per Cosimo II de\u2019 Medici nel 1620 quasi 8 anni dopo la prima versione. Nel dipinto fiorentino che \u00e8 conservato negli <em>Uffizi<\/em> Giuditta \u00e8 vestita molto pi\u00f9 riccamente di un prezioso abito giallo e viene ornata anche da gioielli sontuosi. Artemisia tra i due quadri aveva conosciuto l\u2019eleganza di corte e migliorato la propria posizione economica. Oloferne assomiglia un po\u2019 meno a Tassi e i materassi sono di ottima fattura, come se fossero tridimensionali. Scorre sempre molto sangue e l\u2019elaborazione dell\u2019insieme \u00e8 ancora pi\u00f9 fine della versione napoletana che costituisce gi\u00e0 un capolavoro.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/giuditta_fantesca.jpg\" alt=\"Artemisia Gentileschi: Giuditta e la fantesca, 1625, Detroit: Institute of Arts\" class=\"wp-image-1091 lazyload\" width=\"300\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/giuditta_fantesca.jpg 835w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/giuditta_fantesca-232x300.jpg 232w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/giuditta_fantesca-792x1024.jpg 792w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/giuditta_fantesca-768x993.jpg 768w\" data-sizes=\"(max-width: 835px) 100vw, 835px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 835px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 835\/1080;\" \/><figcaption>Artemisia Gentileschi: Giuditta e la fantesca, 1625, Detroit: Institute of Arts<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Successivamente Artemisia avrebbe dipinto molte varianti dello stesso soggetto. Esiste <em>Giuditta e la fantesca<\/em> in due versioni, la prima del 1613\/14 conservata a Palazzo Pitti e la seconda pi\u00f9 famosa e perfetta del 1625 che mostra uno strepitoso effetto chiaroscuro con una elegantissima Giuditta ancora con la spada in mano che, distratta da un rumore, volge lo sguardo nella sua direzione mentre le cade l\u2019ombra sul viso. La mano riflette la luce di una candela rappresentata con precisione fotografica. Anche la fantesca ha sentito il rumore e alza la testa in quella stessa direzione, sempre illuminata dalla candela. Il dipinto \u00e8 meritatamente considerato uno dei capolavori del barocco caravaggesco e oggi \u00e8 conservato a Detroit <em>all\u2019Institute of Arts<\/em>. La stessa Artemisia negli anni a venire non sarebbe pi\u00f9 riuscita a superare se stessa tranne con il suo <em>Autoritratto in veste di pittura<\/em> del 1638\/39 circa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Michelangelo Buonarroti il Giovane, Cosimo II de&#8217; Medici e Galileo Galilei<\/h2>\n\n\n\n<p>Uno dei primi committenti di Artemisia a Firenze fu Michelangelo Buonarroti il Giovane (1568 \u2013 1646) pronipote di Michelangelo nonch\u00e9 poeta all\u2019Accademia fiorentina. Aveva dedicato la sua vita alla glorificazione del famoso zio facendo erigere quello che ancora oggi \u00e8 <em>Casa Buonarroti<\/em>, un museo di Firenze. Michelangelo il Giovane fece decorare la casa e commission\u00f2 il panello della soffitta <em>Allegoria dell\u2019Inclinazione<\/em> ad Artemisia che la esegu\u00ec nel 1615. Nel 1648 il nipote del pronipote di Michelangelo, un certo Lionardo Buonarroti avrebbe fatto coprire dal Volterrano (Baldassarre Franceschini) la nudit\u00e0 \u201cscandalosa\u201d dell\u2019<em>Inclinazione<\/em> di Artemisia. Oggi perci\u00f2 possiamo solo pi\u00f9 ammirare la versione censurata di uno dei primi autoritratti di Artemisia.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/A_Gentileschi_Allegoria_dellinclinazione.jpg\" alt=\"Artemisia Gentileschi: Allegria dell'inclinazione, 1615, Firenze: Casa Buonarroti.\" class=\"wp-image-1092 lazyload\" width=\"150\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/A_Gentileschi_Allegoria_dellinclinazione.jpg 714w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/A_Gentileschi_Allegoria_dellinclinazione-116x300.jpg 116w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/A_Gentileschi_Allegoria_dellinclinazione-395x1024.jpg 395w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/A_Gentileschi_Allegoria_dellinclinazione-592x1536.jpg 592w\" data-sizes=\"(max-width: 714px) 100vw, 714px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 714px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 714\/1851;\" \/><figcaption>Artemisia Gentileschi: Allegria dell&#8217;inclinazione, 1615, Firenze: Casa Buonarroti.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Quella commissione rese famosa Artemisia a Firenze e l\u2019artista riusc\u00ec ad ottenere diverse commissioni da Cosimo II de\u2019 Medici (1590 \u2013 1621). Quest\u2019ultimo era molto illuminato e nutriva profonde passioni sia per l\u2019arte e la letteratura che per le scienze. Cosimo stesso e anche sua madre Cristina di Lorena proteggevano Artemisia e apprezzavano il suo talento commissionandole diverse opere per Palazzo Pitti. L\u2019artista perci\u00f2 frequentava la corte di Cosimo II e vi conobbe anche personaggi di spicco come Galileo Galilei (1564 \u2013 1642) con il quale intrattenne una fitta corrispondenza epistolare per molti anni. Se pensiamo che Artemisia al processo era illetterata<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a> \u00e8 sorprendente che dopo pochi anni non solo trattasse con i suoi committenti ma intrattenesse anche corrispondenze epistolari con personaggi di spicco come Galileo Galilei che la stimava molto. Quest\u2019 ultimo era una specie di amico paterno per Artemisia e, come si evince dalla loro corrispondenza, grazie alla sua influenza a corte (era il precettore di Cosimo II) l\u2019aiutava anche a recuperare soldi non pagati da parte dei nobili che servivano all\u2019artista per campare.<\/p>\n\n\n\n<p>I frutti del suo lavoro artistico a Firenze culminarono con l\u2019ammissione di Artemisia alla prestigiosa Accademia del Disegno nel 1616. L\u2019Accademia era stata fondata da Giorgio Vasari nel 1563 e fino al 1616 non aveva mai annoverato donne tra i suoi membri. &nbsp;Alla sua amissione aveva contribuito sicuramente la stima che Cosimo II de&#8217; Medici nutriva per l\u2019artista, nonch\u00e9 il supporto da parte di Michelangelo Buonarroti il Giovane che era molto legato ad Artemisia e le aveva procurato numerose commissioni a Firenze. Grazie a quel riconoscimento ufficiale del suo lavoro, l\u2019artista aveva guadagnato una professione, poteva far carriera e non dipendeva pi\u00f9 dai ghiribizzi di un marito che avrebbe lasciato poco dopo per l\u2019assenza di amore tipica dei matrimoni combinati. L\u2019amissione all\u2019Accademia non era solo un prestigio, le aveva donato anche la libert\u00e0 artistica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La celebrit\u00e1 e l&#8217;<em>Autoritratto in veste di Pittura<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>Pierre Dumonstier II nel 1625 dipinse la mano destra di Artemisia. Il disegno oggi si trova nel British Museum dove \u00e8 conservato anche un altro disegno che raffigura un\u2019artista italiana, quello che Anthony van Dyck esegu\u00ec di Sofonisba Anguissola nel 1624 mentre prendeva lezioni da lei. Il disegno di Dumonstier recita: \u201cFaict a Rome par Pierre Du Monstier Parisien, Ce dernier de Decemb.re 1625.\/ aprez la digne main de l&#8217;excellente et s\u00e7avante Artemise gentil done Romanine&#8217;.\u201d<a href=\"#_ftn11\">[11]<\/a> L\u2019iscrizione costituisce una prova che Artemisia Gentileschi gi\u00e0 nel 1625 era un\u2019artista celebre e molto rispettata nel suo ambiente. Rispetto ai colleghi uomini aveva il vantaggio di poter raffigurare se stessa come modella. Per i pittori la mancanza di modelle costituiva un ostacolo serio in quanto le stesse Accademie in quei tempi non consentivano modelle femminili per ragioni di moralit\u00e0. Ad esempio quasi tutte le donne dipinte da Caravaggio erano prostitute: la Maria della sua famosissima <em>Morte della Vergine<\/em> (1606) fu una prostituta annegata, lo si evince dai piedi e dal corpo gonfiato dall\u2019acqua, il che all\u2019epoca fece parecchio scalpore.<\/p>\n\n\n\n<p>Artemisia era un\u2019artista molto brava nella raffigurazione di soggetti femminili. Ha dipinto quasi esclusivamente donne che molte volte le somigliavano. Forse come Frida Kahlo preferiva ritrarre se stessa in quanto era la persona che conosceva meglio? Ha inoltre dipinto soprattutto eroine femminili, Cleopatra, Lucrezia, Giuditta, ecc. Presumibilmente i suoi mecenati si rendevano conto dell\u2019abilit\u00e0 di Artemisia a portare sulla tela le eroine e perci\u00f2 gliene commissionarono tante. Uno dei suoi quadri pi\u00f9 espressivi e perfetti \u00e8 uno splendido <em>Autoritratto in veste di pittura<\/em> eseguito secondo le istruzioni dell\u2019<em>Iconologia<\/em> di Cesare Ripa (1555 \u2013 1622). Quest\u2019ultimo nel 1593 &#8211; l\u2019anno di nascita di Artemisia &#8211; aveva pubblicato una <em>Iconologia overo Descrittione Dell&#8217;imagini Universali cavate dall&#8217;Antichit\u00e0 et da altri luoghi<\/em> in cui spiegava dettagliatamente come andavano raffigurati concetti astratti come la Pace, la Libert\u00e0, la Fama ecc. L\u2019opera era espressamente dedicata a poeti, pittori e scultori affinch\u00e9 potessero rappresentare in maniera corretta le diverse allegorie.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/allegoria_02-775x1024.jpg\" alt=\"Artemisia Gentileschi: Autoritratto come allegoria della pittura, 1638 circa, London: Kensington Palace.\" class=\"wp-image-1093 lazyload\" width=\"300\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/allegoria_02-775x1024.jpg 775w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/allegoria_02-227x300.jpg 227w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/allegoria_02-768x1015.jpg 768w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/allegoria_02.jpg 817w\" data-sizes=\"(max-width: 775px) 100vw, 775px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 775px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 775\/1024;\" \/><figcaption>Artemisia Gentileschi: Autoritratto come allegoria della pittura, 1638 circa, London: Kensington Palace.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Quella della pittura era una donna che portava una catena d\u2019oro al collo dalla quale pendeva una maschera, teneva un pennello in mano e doveva vestire una veste bicolore sontuosa. Orazio possedeva una copia dell\u2019<em>Iconologia<\/em> e probabilmente aveva regalato alla figlia il ciondolo con la maschera. Artemisia realizz\u00f2 il suo splendido <em>Autoritratto <\/em>che oggi si trova a Londra nel Kensington Palace intorno al 1638\/39. E\u2019 probabile che l\u2019artista non avesse i capelli cos\u00ec scuri (nell\u2019<em>Allegoria della Inclinazione <\/em>e nelle sue <em>Giuditte<\/em> nonch\u00e9 nella <em>Susanna<\/em> apparivano molto pi\u00f9 chiari) ma nell\u2019<em>Iconologia<\/em> di Ripa veniva prescritto che la donna dovesse avere dei capelli neri. <em>L\u2019Autoritratto in veste di Pittura<\/em> le fu commissionato da Cassiano del Pozzo (1589 \u2013 1657), un ricco mecenate membro sia dell\u2019Accademia della Crusca che dell\u2019Accademia dei Lincei. Era il nipote di papa Urbano VIII e oltre ad essere il mecenate di Artemisia lo fu anche di Nicolas Poussin (1594 \u2013 1665).<br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;Inghilterra e la morte di Orazio<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Annunciazione_Orazio.jpg\" alt=\"Orazio Gentileschi: Annunciazione, 1623 circa, Torino: Galleria Sabauda\" class=\"wp-image-1094 lazyload\" width=\"300\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Annunciazione_Orazio.jpg 722w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Annunciazione_Orazio-212x300.jpg 212w\" data-sizes=\"(max-width: 722px) 100vw, 722px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 722px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 722\/1024;\" \/><figcaption>Orazio Gentileschi: Annunciazione, 1623 circa, Torino: Galleria Sabauda<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La seconda met\u00e0 della vita per Artemisia fu pi\u00f9 difficile della prima: vagava da una citt\u00e0 all\u2019altra (Roma, Venezia, Genova, Napoli) in cerca di commissioni senza pi\u00f9 riuscire ad ottenere gli successi giovanili. Dopo un quarto di secolo era per\u00f2 riuscita a fare pace con Orazio aiutandolo a dipingere la soffitta di Queen\u2019s House a Greenwich con una <em>Allegoria della pace e delle arti sotto la corona inglese<\/em>, eseguita a quattro mani nel 1638\/39. Si trattava di un lavoro immane per un uomo ormai 75enne e senza l\u2019aiuto della figlia non sarebbe riuscito a portarlo a termine. Orazio si sarebbe spento nel 1639 in Inghilterra senza aver pi\u00f9 rivista l\u2019amata patria. Alla morte del padre Artemisia lo aveva superato in celebrit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Santa_Cecilia_Orazio_Gentileschi.jpeg\" alt=\"Orazio Gentileschi: Santa Cecilia che suona la spinetta, 1600 circa, Perugia: Galleria Nazionale dell'Umbria\" class=\"wp-image-1095 lazyload\" width=\"300\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Santa_Cecilia_Orazio_Gentileschi.jpeg 1200w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Santa_Cecilia_Orazio_Gentileschi-300x260.jpeg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Santa_Cecilia_Orazio_Gentileschi-1024x886.jpeg 1024w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Santa_Cecilia_Orazio_Gentileschi-768x664.jpeg 768w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Santa_Cecilia_Orazio_Gentileschi-347x300.jpeg 347w\" data-sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 1200px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1200\/1038;\" \/><figcaption>Orazio Gentileschi: Santa Cecilia che suona la spinetta, 1600 circa, Perugia: Galleria Nazionale dell&#8217;Umbria<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Anche se per decenni padre e figlia non avevano lavorato insieme, possiamo costatare che le loro opere mostrano degli interessanti parallelismi. A Torino alla Galleria Sabauda c\u2019\u00e8 una <em>Annunciazione<\/em> di Orazio del 1623 dove il materasso del letto sembra quello della <em>Giuditta che decapita Oloferne<\/em> di Artemisia. Le pieghe del pesante tendone di Orazio sembrano quelle del prezioso vestito della <em>Maddalena penitente<\/em> di Artemisia. Esiste poi un bellissimo ritratto del 1600 circa che Orazio fece della figlia ancora bambina nella veste di <em>Santa Cecilia che suona la spinetta <\/em>conservato nella Galleria Nazionale dell&#8217;Umbria. Nella <em>Santa Cecilia<\/em> colpiscono oltre al viso dolce le bellissime mani, mani di una futura artista che avrebbero fatto meraviglie. Nonostante i dissensi, Orazio in fondo aveva fatto dono ad Artemisia di una cosa che l\u2019avrebbe segnata per tutta la sua vita: la passione per l\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Cfr. <em>Cesare Pavese: Il Mestiere di Vivere. Torino: Einaudi, 2014, [1952], p. 416.<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Agostino Tassi: Interrogatorio di Agostino Tassi in: \u201eAtti di un processo per stupro\u201c A cura di Eva Menzio, Carte d\u2019artisti. Milano: Abscondita 2004, p. 52.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Orazio Gentileschi: Supplica di Orazio Gentileschi in: Ibid, 11<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Agostino Tassi: \u201eDatemi la mano che vi prometto di sposarvi come sono uscito dal laberinto che sono\u201c Artemisia: [\u2026] \u201ee con questa promessa mi ha indotto a consentir dopo amorevolmente pi\u00f9 volte alla sue voglie che questa promessa anco me l\u2019ha pi\u00f9 volte riconfermata.\u201c (Artemisia Gentileschi, Interrogatorio di Artemisia, Atti di un processo, 20)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Artemisia: \u201cIo speravo di havervi per marito ma adesso non lo spero perch\u00e9 so che havete moglie che son due o tre giorni che l\u2019ho saputo che havete moglie.\u201d (Confronto tra Agostino e Artemisia, in: Atti di un processo, 83)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Cosimo Quorli, il furiere di papa Paolo V insinuando che Artemisia fosse una puttana disse: \u00abN\u2019havete dato a tanti ne potete da\u2019anco a lui\u00bb (Artemisia Gentileschi, Interrogatorio di Artemisia, Atti di un processo, 17) Tassi a sua volta aveva chiesto ad Artemisia di dire che fosse stata sverginata da Quorli che nel frattempo era morto. Quest\u2019ultimo aveva davvero provato a violentata: \u201c\u00c8 ben vero che Cosmo ha fatto tutte le sue forze per havermi innanzi e doppo che Agostino mi havesse, ma mai io ho voluto consentire [\u2026]\u201d (Ibid, 22)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Artemisia Gentileschi, Interrogatorio di Artemisia, Atti di un processo, 18 come anche Ibid: \u00abDiteli che la sera non si parla alle zitelle\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Ibid, 19<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Artemisia Gentileschi, Interrogatorio di Artemisia, Atti di un processo, 20<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> Artemisia: \u201cIo non so scrivere et poco leggere\u201d (Confronto tra Agostino e Artemisia, in: Atti di un processo, 82)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Cit. dal sito web del British Museum, London, United Kingdom. \u00a9 The Trustees of the British Museum sul sito web <a href=\"https:\/\/www.britishmuseum.org\/collection\/object\/P_Nn-7-51-3\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.britishmuseum.org\/collection\/object\/P_Nn-7-51-3<\/a> [15\/11\/2020]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analisi dell&#8217;opera della pittrice barocca sulle orme di Caravaggio Introduzione Il giovane Cesare Pavese a 20 anni scrisse nel suo diario, riferendosi ai morti nelle guerre, che da secoli il mondo dimentica tutte le stragi e tutto il dolore degli uomini al pari di una sfinge dalla maschera di pietra. C\u2019\u00e8 per\u00f2 un unico fiore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-1086","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1086","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1086"}],"version-history":[{"count":39,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1086\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1829,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1086\/revisions\/1829"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1086"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1086"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}