{"id":1045,"date":"2020-10-06T14:57:44","date_gmt":"2020-10-06T12:57:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/?p=1045"},"modified":"2026-04-12T16:34:03","modified_gmt":"2026-04-12T14:34:03","slug":"dialoghi-con-leuco-di-cesare-pavese-analisi-e-commento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2020\/10\/06\/dialoghi-con-leuco-di-cesare-pavese-analisi-e-commento\/","title":{"rendered":"Dialoghi con Leuc\u00f2 di Cesare Pavese"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Analisi e commento dei Dialoghi con Leuc\u00f2: la passione per la mitologia de <em>&#8220;I fuochi&#8221;<\/em> (Dialogo tra due pastori), le disperazioni amorose de <em>&#8220;L&#8217;inconsolabile&#8221;<\/em> (Dialogo tra Orfeo e Bacca) e la morte di un grande scrittore<\/h1>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n\n\n\n<p>I <em>Dialoghi con Leuc\u00f2<\/em> (1947) di Cesare Pavese (1908 \u2013 1950) sono un vero gioiello che fu molto caro allo stesso autore. Pavese sosteneva di aver trovato una nuova forma che sintetizza molti filoni<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a> ed era anche quello il libro che teneva sul comodino quando si suicid\u00f2 nella notte del 26 agosto del 1950 nell&#8217;albergo Roma in Piazza Carlo Felice a Torino. <em>I Dialoghi con Leuc\u00f2<\/em> non sono sicuramente la prima opera con cui associamo Pavese e anche nel 1947 l\u2019accoglienza non era stata particolarmente entusiasmante. In fondo non sempre il giudizio dei lettori coincide con quello dell\u2019autore.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>I<em> Dialoghi <\/em>testimoniano l\u2019amore che Pavese nutriva nei confronti della mitologia dell\u2019antica Grecia. L\u2019accoglienza con un po\u2019 di scetticismo potrebbe essere stata dovuta al fatto che la lettura prevede o una cultura classica di spicco o un intenso lavoro di ricerca. Oggi per noi \u00e8 facile rileggere la mitologia greca di cui non ci sono rimaste reminiscenze dai tempi del liceo ma una volta non c\u2019era internet&#8230;. L\u2019opera \u00e8 composta da brevi racconti in forma di dialogo e ciascun racconto si ispira ad un mito antico. Dialogano sempre due personaggi, di norma uno principale (famoso) e uno secondario un po\u2019 meno noto. La lunghezza di ciascun dialogo ammonta a poche pagine ma tutti sono molto ricchi di contenuto e in questo articolo tratteremo due, <em>L\u2019inconsolabile (Dialogo tra Orfeo e Bacca)<\/em> e <em>I Fuochi<\/em> <em>(Dialogo tra due pastori<\/em>) facendo confluire nell\u2019analisi la biografia di Pavese e creando un collegamento ai suoi romanzi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"199\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/luna.jpg\" alt=\"La luna nascente\" class=\"wp-image-1683 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/199;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dai <em>Dialoghi con Leuc\u00f2<\/em> alla <em>Luna e i Fal\u00f2<\/em> &#8211; La luna nascente sopra la campagna piemontese<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il titolo dell\u2019opera deriva da Leucotea, la dea che scorre sulla schiuma del mare, talmente cara all\u2019autore che la fece protagonista di ben due dialoghi, uno con Ariadne e un altro con Circe, mentre tutti gli altri personaggi mitologici appaiono una sola volta. Pare che nella realt\u00e0 del dopoguerra Leucotea fosse la scrittrice e psicoanalista Bianca Garufi (1918 \u2013 2006) che Pavese aveva conosciuto come collega di lavoro all\u2019Einaudi (<em>\u03bb\u03b5\u03c5\u03ba\u03cc\u03c2 \u2013 leukos<\/em> significa bianco). Un modello letterario importante a livello formale per i <em>Dialoghi <\/em>erano le <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2021\/03\/28\/le-operette-morali-di-giacomo-leopardi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Operette morali<\/em> di Giacomo Leopardi<\/a> che Pavese apprezzava moltissimo citandole anche nel <em>Mestiere di vivere<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"iliade\"><strong><strong><strong>La prefazione e i contatti con Untersteiner per la traduzione dell\u2019<em>I<\/em><\/strong><em>liade<\/em><\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Pavese scrise anche una bellissima presentazione all\u2019opera in cui spiega con ironia le differenze con la sua restante produzione letteraria: \u201cCesare Pavese, che molti si ostinano a considerare un testardo narratore realista, specializzato in campagne e periferie americano-piemontesi, ci scopre in questi <em>Dialoghi <\/em>un nuovo aspetto del suo temperamento. Non c&#8217;\u00e8 scrittore autentico, il quale non abbia i suoi quarti di luna, il suo capriccio, la musa nascosta, che a un tratto lo inducono a farsi eremita. Pavese si \u00e8 ricordato di quand&#8217;era a scuola e di quel che leggeva: si \u00e8 ricordato dei libri che legge ogni giorno, degli unici libri che <em>legge<\/em>.\u201d<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> E\u2019 molto comune l\u2019interesse per la mitologia antica durante l\u2019adolescenza e Pavese in giovent\u00f9 divorava i classici accumulando una vastissima cultura mitologica. Il valore dei classici \u00e8 inestimabile e andrebbero letti e riletti.<\/p>\n\n\n\n<p>I miti antichi sono ricchissimi di spunti simbolici e significati molteplici: \u201cIl fascino dei miti greci nasce dal fatto che posizioni inizialmente magiche, totemiche, matriarcali, iniziatiche vennero \u2013 per la strenua elaborazione del pensiero cosciente avvenuta nei secoli X-VIII a. C. \u2013 reinterpretate, tormentate, contaminate, innestate, secondo ragione, e cos\u00ec ci sono giunte ricche di tutta questa chiarezza e tensione spirituale ma tuttora variegate di antichi simbolici sensi selvaggi.\u201d<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a> Oltre ad essere stati reinterpretati, i miti hanno anche ispirato un&#8217;infinit\u00e0 di opere letterarie nei secoli a venire.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-medium is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"113\" height=\"300\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Waterhouse_Amadriade_Satiro-113x300.jpg\" alt=\"John William Waterhouse: \nAmadriade con giovane Satiro \nai suoi piedi che suona il flauto \ndi Pan, 1895\" class=\"wp-image-1046 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 113px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 113\/300;width:150px\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Waterhouse_Amadriade_Satiro-113x300.jpg 113w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Waterhouse_Amadriade_Satiro-386x1024.jpg 386w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Waterhouse_Amadriade_Satiro.jpg 452w\" data-sizes=\"(max-width: 113px) 100vw, 113px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">John William Waterhouse: <br>Amadriade con giovane Satiro <br>ai suoi piedi che suona il flauto <br>di Pan, 1895<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il mito d\u00e0 inoltre la possibilit\u00e0 all\u2019autore di trattare tematiche a lui care come quella dei fuochi rituali (fal\u00f2) che ritroviamo anche nei romanzi neorealisti. E\u2019 curioso che nei <em>Dialoghi<\/em> gli d\u00e8i vorrebbero avere le caratteristiche degli uomini e gli uomini quelle degli d\u00e8i. Lo fanno notare una Amadriade e un Satiro nel loro dialogo: \u201cPerch\u00e9 non capiscono che proprio la loro labilit\u00e0 li fa preziosi? [\u2026] E loro che vivono istanti imprevisti, unici, non ne conoscono il valore. Vorrebbero la nostra eternit\u00e0. Questo \u00e8 il mondo.\u201d<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a> L\u2019immortalit\u00e0 per qualcuno pu\u00f2 anche essere una condanna e in effetti qualcuno l\u2019ha barattata per ottenere la mortalit\u00e0 di noi umani.<\/p>\n\n\n\n<p>I <em>Dialoghi con Leuc\u00f2<\/em> sono stati recensiti molto positivamente da Mario Untersteiner (1899 \u2013 1981) noto grecista e filologo classico: \u201cPer me il libro presenta un suo valore singolare. Questi dialoghi sono sempre a due e hanno per centro un momento o il momento significativo, paradigmatico di ogni mito. Ognuno \u00e8 preceduto da una incisiva didascalia informativa e, spesso, esegetica, in quanto l\u2019A., con una frase e talora anche con una sola parola va alla radice perenne del mito, quella che pur oggi \u00e8 vitale [\u2026]\u201d<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Questa recensione fu tra l&#8217;altro la ragione per cui oggi possiamo leggere l\u2019<em>Iliade<\/em> (dalla quale Pavese prende in prestito diversi personaggi per i <em>Dialoghi<\/em>) in una traduzione moderna. Pavese era rimasto in contatto epistolare con Untersteiner perch\u00e9 voleva far pubblicare dall\u2019Einaudi una nuova traduzione dell\u2019<em>Iliade<\/em> di Omero. Untersteiner non aveva voglia (o tempo) di farla in prima persona ma propose a Pavese una sua ex-alunna, Rosa Calzecchi Onesti (1916 \u2013 2011). La traduzione che piacque molto fu revisionata da Pavese e lui e la Calzecchi Onesti collaborarono intensamente per due anni tra il 1948 e la morte di Pavese nel 1950. Il lavoro si svolgeva esclusivamente in maniera epistolare, i due non si erano mai incontrati di persona. Successivamente la Calzecchi Onesti avrebbe tradotto anche l\u2019<em>Odissea<\/em> di Omero (nel 1963) e l\u2019<em>Eneide<\/em> di Virgilio sempre per l\u2019Einaudi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"orfeo\"><strong>L\u2019<\/strong><em><strong>Inconsolabile \u2013 <\/strong><\/em><strong>amore e morte<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il dialogo tra Orfeo e Bacca si svolge in Tracia. Orfeo ed Euridice li conosciamo tutti per la loro storia d\u2019amore molto romantica e travagliata. Il protagonista che con il suo canto calmava anche le bestie feroci e gli d\u00e8i negli inferi ha ispirato numerosissime opere musicali di Monteverdi, Glucks, Haydn, Liszt, Offenbach, Stravinskij per citarne solo alcune. La sua storia d\u2019amore con Euridice viene raccontata sia nelle <em>Georgiche<\/em> di Virgilio (I sec. a.C.) che nelle <em>Metamorfosi<\/em> di Ovidio (8 d.C.). Per quanto riguarda la letteratura e l\u2019arte drammatica vanno ricordati <em>El divino Orfeo<\/em> (1634) di Pedro Calder\u00f3n de la Barca, <em>Orpheus und Euridike (1926) <\/em>di Oskar Kokoschka, alcune poesie di Johann Wolfgang von Goethe e Rainer Maria Rilke e i <em>Canti Orfici<\/em> (1914) di Dino Campana.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-medium\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"249\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Corot_Orfeo-300x249.jpg\" alt=\"Jean-Baptiste Camille Corot: Orfeo ed Euridice dagli Inferi, 1861\" class=\"wp-image-1037 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Corot_Orfeo-300x249.jpg 300w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Corot_Orfeo-768x638.jpg 768w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Corot_Orfeo-361x300.jpg 361w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Corot_Orfeo.jpg 1005w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/249;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Jean-Baptiste Camille Corot: Orfeo ed Euridice dagli Inferi, 1861<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Le Baccanti o Menadi sono invece le donne della Tracia seguaci di Bacco (Dioniso) e perci\u00f2 perennemente in festa. Vorrebbero che Orfeo si unisse a loro per condividere la loro allegria. Lui per\u00f2 non vuole altre donne dopo Euridice e cos\u00ec le Baccanti si arrabbiano e lo uccidono. Euripide nel 207\/06 a.C dedic\u00f2 un\u2019importante tragedia alle Baccanti. Orfeo per loro rappresenta un dio anche se alla fine lo sbranano, una conclusione che leggiamo anche nel dialogo di Pavese.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti ci siamo chiesti nell\u2019adolescenza perch\u00e9 Orfeo, che ce l\u2019aveva quasi fatta a riportare Euridice alla vita, si era voltato. Non era per distrazione e nemmeno per il destino che lo aveva tradito (\u201cRidicolo che dopo quel viaggio, dopo aver visto in faccia il nulla, io mi voltassi per errore o capriccio.\u201d<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>) Era per Euridice che non era pi\u00f9 la stessa di prima, marchiata ormai dallo stampo della morte:<\/p>\n\n\n\n<p>Orfeo Salivamo il sentiero tra il bosco delle ombre. [\u2026] S\u2019intravvedeva sulle foglie il barlume del cielo. Mi sentivo alle spalle il frusc\u00edo del suo passo. Ma io ero ancora laggi\u00fa e avevo addosso quel freddo. Pensavo che un giorno avrei dovuto tornarci, che ci\u00f2 ch\u2019\u00e8 stato sar\u00e0 ancora. Pensavo alla vita con lei, com\u2019era prima; che un\u2019altra volta sarebbe finita. Ci\u00f2 ch\u2019\u00e8 stato sar\u00e0. Pensavo a quel gelo, a quel vuoto che avevo traversato e che lei si portava nelle ossa, nel midollo, nel sangue. Valeva la pena di rivivere ancora? Ci pensai, e intravvidi il barlume del giorno. Allora dissi \u00abSia finita\u00bb e mi voltai. Euridice scomparve come si spegne una candela. [\u2026]<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Orfeo era disceso nell\u2019Ade per amore di Euridice, ma quando l\u2019aveva vista l\u00e0 qualcosa in lui era cambiato: \u201cNon si ama chi \u00e8 morto [\u2026] L\u2019Euridice che ho pianto era una stagione della vita. Io cercavo ben altro laggi\u00f9 che il suo amore. Cercavo un passato che Euridice non sa. [\u2026] Ho capito che i morti non sono pi\u00f9 nulla.&#8221;<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a> La morte segna la vita e chi rinasce porta comunque il suo marchio. Pavese del resto ha sempre accostato l\u2019amore alla morte. Orfeo non voleva far rinascere Euridice perch\u00e9 sapeva che prima o poi l\u2019avrebbe di nuovo persa: \u201cPer poi morire un\u2019altra volta, Bacca. Per portarsi nel sangue l\u2019orrore dell\u2019Ade e tremare con me giorno e notte. Tu non sai cos\u2019\u00e8 il nulla.\u201d<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019esperienza nell\u2019Ade Orfeo voleva tornare alla vita, ma da solo. Si sentiva felice per il barlume di luce e il mondo dei vivi mentre non gli importava pi\u00f9 nulla di Euridice che ormai apparteneva ad un altro mondo. \u201cVisto dal lato della vita tutto \u00e8 bello. Ma credi a chi \u00e8 stato tra i morti\u2026Non vale la pena.\u201d<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a> Secondo le Baccanti Orfeo pensa troppo alla morte mentre loro si godono la festa ma egli replica: \u201c\u00c9 necessario che ciascuno scenda una volta nel suo inferno. L\u2019orgia del mio destino \u00e8 finita nell\u2019Ade, finita cantando secondo i miei modi la vita e la morte.\u201d<a href=\"#_ftn11\">[11]<\/a> Anche Pavese \u00e8 sceso pi\u00f9 volte nell\u2019inferno, non ha mai condiviso la gioia di vivere degli altri e ha cantato per tutta la vita l\u2019amore che gli mancava e la solitudine che non ha mai smesso di morderlo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em><strong>Gli elementi autobiografici dell\u2019Inconsolabile e il Mestiere di vivere<\/strong><\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>Pavese era un inconsolabile al pari di Orfeo, un uomo e poeta disperato che non era riuscito ad esprimersi negli affetti e anche dopo che era arrivato finalmente il successo letterario si era sempre sentito un escluso dal mondo degli altri. Come scrive nel <em>Mestiere di vivere<\/em>, il suo Diario tra il 1935 e 1950 pubblicato postumo, la letteratura per lui rappresentava una fuga e \u201cuna difesa contro le offese della vita.\u201d<a href=\"#_ftn12\">[12]<\/a> Nel 1937 riassume la sua posizione di \u201cfallito\u201d in maniera molto concisa: \u201cIl vero rat\u00e9 non \u00e8 quello che non riesce nelle grandi cose \u2013 chi mai c\u2019\u00e8 riuscito? \u2013 ma nelle piccole. Non arrivare a farsi una casa, non conservare un amico, non contentare una donna: non guadagnarsi la vita come chiunque. Questo \u00e8 il rat\u00e9 pi\u00f9 triste.\u201d<a href=\"#_ftn13\">[13]<\/a> Il rat\u00e9 di Pavese \u00e8 un fallito, un non riuscito che assomiglia all\u2019inetto di Svevo o all\u2019uomo senza qualit\u00e0 di Musil. Sul piano privato Pavese in effetti non si era mai sposato e viveva con la famiglia di sua sorella.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-medium\"><img decoding=\"async\" width=\"253\" height=\"300\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Cesare_Pavese-253x300.png\" alt=\"Cesare Pavese, l'Inconsolabile\" class=\"wp-image-1042 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Cesare_Pavese-253x300.png 253w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Cesare_Pavese.png 294w\" data-sizes=\"(max-width: 253px) 100vw, 253px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 253px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 253\/300;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cesare Pavese, l&#8217;Inconsolabile<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Oltre agli insuccessi nella sfera degli affetti aveva faticato anche parecchio ad ottenere una posizione lavorativa stabile, tuttavia era il fatto di non stare con una donna che gli procur\u00f2 la sofferenza maggiore. I tempi in cui ha vissuto non erano sicuramente facili, la prima guerra mondiale da bambino, la seconda da uomo maturo, ma lui stava molto peggio anche dei suoi contemporanei. Nel 1936 scrive di se stesso: \u201cNon ho mai lavorato davvero e infatti non so nessun mestiere\u201d<a href=\"#_ftn14\">[14]<\/a>. In verit\u00e0 di cose nella vita ne aveva fatte fin da giovane. Non era riuscito a lavorare come assistente all\u2019universit\u00e0 (chi mai c\u2019\u00e8 riuscito? potremmo aggiungere oggi) ma fin da giovane aveva tradotto molti classici della letteratura americana.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni del successo letterario pare che Pavese fosse diventato un po\u2019 meno disperato ma nel 1950, complice di una storia d\u2019amore infelice, ricadde nel suo solito pessimismo: \u201cLa beatitudine del 48-49 \u00e8 tutta scontata. Dietro quella soddisfazione olimpica c\u2019era questo &#8211; l\u2019impotenza e il rifiuto a impegnarmi. Adesso, a modo mio, sono entrato nel gorgo: contemplo la mia impotenza, me la sento nelle ossa, e mi sono impegnato nella responsabilit\u00e0 politica, che mi schiaccia. La risposta \u00e8 una sola: suicidio\u201d<a href=\"#_ftn15\">[15]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>La responsabilit\u00e0 politica e il mancato impegno gli pesavano parecchio, almeno quanto gli insuccessi sul piano affettivo. Pavese era antifascista (si era iscritto al PNF nel 1933 solo per prendere una supplenza nel liceo d\u2019Azeglio che aveva frequentato da ragazzo) ma rispetto a molti contemporanei e amici che erano addirittura morti in guerra (Leone Ginzburg, Giaime Pintor) o avevano fatto la resistenza attivamente (Italo Calvino, Bianca Garufi) pensava di non aver fatto abbastanza. Ricorda un po\u2019 Corrado, un suo alter ego e protagonista della <em>Casa in collina<\/em> (1948) che crede di essere \u201cvivo per caso, quando tanti migliori di me sono morti. A volte, dopo aver ascoltato l\u2019inutile radio, guardando dal vetro le vigne deserte penso che vivere per caso non \u00e8 vivere. E mi chiedo se sono davvero scampato.\u201d<a href=\"#_ftn16\">[16]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Infatti alla fine della guerra Pavese si iscrisse al partito comunista proprio per colmare quella sua mancanza di lotta contro il fascismo. Colpisce che nel <em>Mestiere di vivere<\/em> ci sono pochissimi riferimenti alla guerra, al fascismo e al nazismo ma probabilmente all\u2019autore dava fastidio doversi perennemente impegnare e confrontare con la politica anche in letteratura. Ancora nel 1936 si considerava addirittura apolitico. (\u201c[\u2026] Oltre a creatore, sono anche un uomo e un disoccupato e un apolitico [\u2026]\u201d<a href=\"#_ftn17\">[17]<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di suicidarsi a poco meno di 42 anni aveva pensato al suicidio per almeno 15 anni. (Aprile 1936: \u201cso che per sempre sono condannato a pensare al suicidio davanti a ogni imbarazzo o dolore.\u201d<a href=\"#_ftn18\">[18]<\/a>) Quando ebbe veramente luogo tutti parevano molto sorpresi, in fondo il successo letterario era arrivato e (seppur tardi) aveva persino ottenuto una posizione lavorativa stabile presso l\u2019Einaudi per la quale stava lavorando come direttore editoriale a partire da met\u00e0 degli anni \u201940, dopo molte collaborazioni a partire dalla met\u00e0 degli anni 30.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi problemi con le donne sono legati all\u2019impotenza a causa della quale non riusciva ad accontentarle: \u201cNaturalmente tutti ti dicono \u00abche importa? Non c\u2019\u00e8 solo questo. La vita \u00e8 varia. L\u2019uomo vale per altro\u00bb ma nessuno \u2013 nemmeno gli uomini \u2013 ti danno un\u2019occhiata se non hai quella potenza che irradia. E le donne ti dicono \u00abche importa? ecc.\u00bb ma sposano un altro.\u201d<a href=\"#_ftn19\">[19]<\/a> Quando Pavese nel 1936 era tornato dal confino la sua compagna Tina Pizzardo, un\u2019insegnante comunista aveva sposato un altro e lui era rimasto malissimo. \u201cLa cosa segretamente e pi\u00f9 atrocemente temuta, accade sempre. Da bambino pensavo rabbrividendo alla situazione di un innamorato che vede il suo amore sposarne un altro. Mi esercitavo a questo pensiero. E voil\u00e0.\u201d<a href=\"#_ftn20\">[20]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Verso la fine della sua vita l\u2019insuccesso a livello sessuale stava diventando quasi un\u2019ossessione per lui. Si confrontava sempre pi\u00f9 con gli altri che riuscivano a condurre una vita pi\u00f9 serena e felice di lui. (Gli d\u00e8i per te sono gli <em>altri<\/em>, gli individui autosufficienti e sovrani [\u2026]\u201d<a href=\"#_ftn21\">[21]<\/a> Pi\u00f9 si avvicinava la fine della sua vita, pi\u00f9 numerosi diventavano i pensieri ricorrenti al suicidio come la seguente riflessione che apre l\u2019anno 1947 nel Diario: \u201cSei felice? S\u00ec, sei felice. Hai la forza, hai il genio, hai da fare. Sei solo. Hai due volte sfiorato il suicidio quest\u2019anno. Tutti ti ammirano, ti complimentano, ti ballano intorno. Ebbene? Non hai mai combattuto, ricordalo. Non combatterai mai. Conti qualcosa per qualcuno?\u201d<a href=\"#_ftn22\">[22]<\/a> La conclusione \u00e8 sempre la solita: solitudine estrema e non contare niente per nessuno. Il successo letterario non gli bastava perch\u00e9 mancava la donna con cui condividerlo, mancavano gli amici leali, gli affetti, la famiglia.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-resized\">\n<figure class=\"alignright size-medium\"><img decoding=\"async\" width=\"227\" height=\"300\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Constance_Dowling_Pavese-227x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2662 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Constance_Dowling_Pavese-227x300.jpg 227w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Constance_Dowling_Pavese.jpg 250w\" data-sizes=\"(max-width: 227px) 100vw, 227px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 227px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 227\/300;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cesare Pavese e Constance Dowling, 1950<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il seguente pensiero voleva forse discolpare l\u2019ultimo amore della vita di Pavese: \u201eNon ci si uccide per amore di <em>una<\/em> donna. Ci si uccide perch\u00e9 un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudit\u00e0, miseria, inermit\u00e0, nulla.\u201d<a href=\"#_ftn23\">[23]<\/a> L\u2019ultima storia d\u2019amore fu quella con l\u2019attrice americana Constance Dowling, venuta in Italia perch\u00e9 la sorella Doris Dowling nel 1949 aveva recitato in <em>Riso Amaro<\/em> di Giuseppe di Santis. Constance aveva gi\u00e0 una relazione con l\u2019attore Andrea Cecchi e l\u2019innamoramento di Pavese (peraltro breve, i due si conobbero alla fine del 1949) non fu mai contraccambiato. In ogni caso fu lei a spingerlo al gesto supremo che premeditava da tempo ma che nell&#8217;agosto del 1950 stava diventando sempre pi\u00f9 concreto: \u201cNon ho pi\u00f9 nulla da desiderare su questa terra, tranne quella cosa che quindici anni di fallimenti ormai escludono. Questo il consuntivo dell&#8217;anno non finito, che non finir\u00f2.\u201d<a href=\"#_ftn24\">[24]<\/a> L\u2019ultima annotazione nel diario \u00e8: \u201cTutto questo fa schifo. Non parole. Un gesto. Non scriver\u00f2 pi\u00f9\u201d<a href=\"#_ftn25\">[25]<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em><strong>Da I fuochi a La luna e i fal\u00f2<\/strong><\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019introduzione a questo dialogo tra padre e figlio pastore \u00e8 affilata e concisa come la lama di un coltello: \u201cAnche i Greci praticarono sacrifici umani. Ogni civilt\u00e0 contadina ha fatto questo. E tutte le civilt\u00e0 sono state contadine.\u201d<a href=\"#_ftn26\">[26]<\/a> Il figlio chiede al padre se non era mai piovuto sui fal\u00f2 mentre ancora bruciavano. Come risposta il padre racconta la storia di Atamante, figlio di Eolo e Enarete nonch\u00e9 sposo di Nefele. Su consiglio di una nuova moglie si era convinto a bruciare i suoi due figli da un precedente matrimonio per far piovere. Quando i due fiutarono l\u2019intenzione se la diedero a gambe levate e la moglie decise di far bruciare Atamante stesso. Appena lo buttarono nel fal\u00f2 venne gi\u00f9 un\u2019acqua \u201cda dio\u201d che spense il fal\u00f2 salvando il povero Atamante.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"199\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/IMG_4575.jpg\" alt=\"campagna piemontese\" class=\"wp-image-1684 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/199;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le colline della campagna piemontese nell&#8217;ora del tramonto d&#8217;autunno<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il padre giustifica le offerte umane perch\u00e9 la canicola \u00e8 insopportabile: \u201cNon \u00e8 niente l\u2019inverno. L\u2019inverno si pena ma si sa che fa bene ai raccolti. La canicola no. La canicola brucia.\u201d<a href=\"#_ftn27\">[27]<\/a> In questo dialogo Pavese fa una concessione insolita per l\u2019opera, facendo entrare la politica attuale e dire al padre: \u201cLa nostra canicola sono i padroni. E non c\u2019\u00e8 pioggia che ci possa liberare.\u201d<a href=\"#_ftn28\">[28]<\/a> Il figlio lamenta l\u2019assurdit\u00e0 dei sacrifici umani ma secondo il padre bruciavano solo \u201cchi non serviva\u201d come zoppi, fannulloni e insensati. Secondo il padre, \u201cGli d\u00e8i sono i padroni. Sono come i padroni. [\u2026] Faccia pioggia o sereno, che cosa gl\u2019importa agli d\u00e8i? Adesso s\u2019accendono i fuochi, e si dice che fa piovere. Che cosa gliene importa ai padroni? Li hai mai visti venire sul campo?\u201d<a href=\"#_ftn29\">[29]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Pavese cerca qui di condividere la condizione ancora inumana di molti contadini e abitanti delle campagne alla maniera di \u00c9mile Zola nel <em>Germinale<\/em>. Nei suoi romanzi neorealisti troviamo spesso critiche sociali ma nei <em>Dialoghi<\/em> si tratta di un episodio singolare, quasi un po\u2019 troppo forzato considerata l\u2019ambientazione. Sembra quasi che l\u2019autore dovesse calmare i suoi sensi di colpa politici. Il padre pastore \u00e8 quasi un rivoluzionario: \u201c[\u2026] Se una volta bastava un fal\u00f2 per far piovere, bruciarci sopra un vagabondo per salvare un raccolto, quante case di padroni bisogna incendiare, quanti ammazzarne per le strade e per le piazze, prima che il mondo torni giusto e noi si possa dir la nostra?\u201d<a href=\"#_ftn30\">[30]<\/a> Per il figlio sono ingiusti sia i padroni che gli d\u00e8i: \u201cChe bisogno hanno che si bruci gente viva?\u201d<a href=\"#_ftn31\">[31]<\/a><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"199\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/IMG_4546.jpg\" alt=\"Le vigne\" class=\"wp-image-1685 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/199;\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le vigne e la campagna piemontese in autunno &#8211; Leucotea: &#8220;Tu sei mai stata in un vigneto in costa a un colle lungo il mare, nell&#8217;ora lenta che la terra d\u00e0 il suo odore? Un odore rasposo e tenace, tra di fico e di pino? Quando l&#8217;uva matura e l&#8217;aria pesa di mosto?&#8221; (La vigna &#8211; Parlano Leucotea e Ariadne, Pavese, Dialoghi, 141) <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nei suoi romanzi Pavese ha spesso descritto la violenza e l\u2019inumanit\u00e0 che regnava nelle campagne sia antiche che contemporanee. Basti pensare a <em>Paesi tuoi<\/em> che contiene scene di violenza quasi bestiali. Ne <em>La luna e i fal\u00f2 <\/em>(1950) troviamo sia quelle che i fuochi rituali dei <em>Dialoghi<\/em>. Fu l\u2019ultima opera di Pavese, il quale la dedic\u00f2 all\u2019amata attrice Constance Dowling. La scrisse dopo un lungo soggiorno nel paese natale Santo Stefano Belbo dov\u2019\u00e8 ambientata. Un personaggio centrale \u00e8 Nuto, amico del protagonista Anguilla che per\u00f2 al contrario suo anzich\u00e9 girare il mondo \u00e8 sempre rimasto nel paese. Nuto crede sia nei fal\u00f2 che nella luna. \u201c[\u2026] fatto sta che tutti i coltivi dove sull\u2019orlo si accendeva il fal\u00f2 davano un raccolto pi\u00f9 succoso, pi\u00f9 vivace.\u201d<a href=\"#_ftn32\">[32]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Quasi rimproverato da Anguilla di credere in superstizioni del genere difende quelle tradizioni innocue che non danneggiano nessuno: \u201cE fu allora che Nuto calmo calmo mi disse che superstizione \u00e8 soltanto quello che fa del male, e se uno adoperasse la luna e i fal\u00f2 per derubare i contadini e tenerli all\u2019oscuro, allora sarebbe lui l\u2019ignorante e bisognerebbe fucilarlo in piazza.\u201d<a href=\"#_ftn33\">[33]<\/a> Le tradizioni e usanze diventano da condannare soltanto se usate come mezzo di repressione e non tagliare i pini con la luna piena o fare gli innesti con quella dei primi giorni non ha mai fatto male a nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Untersteiner definisce i <em>Dialoghi con Leuc\u00f2<\/em> \u201cPoesia filosofica e religiosa [\u2026] ma di una filosofia senza terminologia e di una religione umana.\u201d<a href=\"#_ftn34\">[34]<\/a> Sembra leggere la caratterizzazione di Nuto de <em>La luna e i fal\u00f2<\/em>, il filosofo campagnolo che non sopporta i discorsi del prete proprio perch\u00e9 crede in una religione umana e che salva una lucertola tormentata inutilmente da due bambini perch\u00e9 \u201c[le bestie] soffrono gi\u00e0 la loro parte in inverno [\u2026] e poi si comincia cos\u00ec, si finisce con scannarsi e bruciare paesi.\u201d<a href=\"#_ftn35\">[35]<\/a> Un concetto che si ritrova nelle posizioni di Lucrezio, Giordano Bruno, Milan Kundera, Michel de Montaigne, i quali attribuiscono <a href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2019\/12\/20\/letteratura-animali-montaigne-kundera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">intelletto e sensibilit\u00e0 agli animali<\/a>, schierandosi contro il loro maltrattamento. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-medium is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"212\" height=\"300\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Ricordando-Pavese-Perdono-tutti-212x300.jpeg\" alt=\"Le ultime annotazioni sui Dialoghi con Leuc\u00f2 di Cesare Pavese\" class=\"wp-image-1041 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 212px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 212\/300;width:150px;height:225px\" data-srcset=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Ricordando-Pavese-Perdono-tutti-212x300.jpeg 212w, https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Ricordando-Pavese-Perdono-tutti.jpeg 352w\" data-sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le ultime annotazioni sui Dialoghi con Leuc\u00f2 di Cesare Pavese<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Pavese nonostante il successo era sempre rimasto modesto e umile. Era uno scrittore eccezionale e un uomo di immensa cultura. Un uomo forse un po\u2019 ruvido, ma buono e disinteressato. Taciturno e riservato, era spesso triste e malinconico. La sua grande sensibilit\u00e0 al pari di quella di Vincent Van Gogh gli rese impossibile continuare a vivere in un mondo crudele ed ostile. Entrambi erano anime solitarie e tormentate; ma se <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2019\/06\/13\/vincent-van-gogh-suicidato-della-societa\/\" target=\"_blank\">nel caso di Van Gogh<\/a> il successo in vita non arriv\u00f2 mai, Pavese non seppe cosa farsene. E\u2019 morto solo come Rosetta, una figura di <em>Tra donne sole<\/em> in una camera non sua dopo l\u2019ingestione di dieci confezioni di sonniferi. Sul comodino per fargli compagnia c\u2019erano i <em>Dialoghi con<\/em> <em>Leuc\u00f2<\/em> in cui aveva scritto dentro una frase presa in prestito da Majakovskij, altro scrittore suicida: \u201cPerdono a tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi.\u201d<a href=\"#_ftn36\">[36]<\/a><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Cfr.: Cesare Pavese: Il Mestiere di vivere. Diario 1935-1950. Torino: Einaudi, 2014 [1952], p. 306.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Cesare Pavese: Dialoghi con Leuc\u00f2. Torino: Einadui, 2014 [1947], p. 3<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Pavese, Mestiere, 341<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Pavese, Dialoghi, 159<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Recensione di Mario Untersteiner in Educazione Politica, I (nov-dic 1947), p. 344, cit dall\u2019Antologia della critica in: Cesare Pavese: Dialoghi con Leuc\u00f2. Torino: Einadui, 2014 [1947], p. 197.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Pavese, Dialoghi, 77<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Ibid<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Ibid, 77f<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Ibid, 78<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> Ibid, 78<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Ibid, 79<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> Pavese, Mestiere, 135<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref13\">[13]<\/a> Ibid, 52. Cfr anche: \u201eE sposarsi vuol dire costruire una vita. E tu non te la costruerai mai. [\u2026]\u201c (Ibid, 69) \u201eChi non ha sempre avuto una donna, non l\u2019avr\u00e0 mai.\u201c (307)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref14\">[14]<\/a> Ibid, 31, Cfr anche: [\u2026] A trent\u2019anni non ho un mestiere (Ibid, 96)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref15\">[15]<\/a> Ibid, 396<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref16\">[16]<\/a> Cesare Pavese: La casa in collina. Torino: Einaudi, 1948. Cit: Tutti i romanzi. Volume due. Edizione della stampa per il centenario della nascita, p. 169<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref17\">[17]<\/a> Mestiere, 41<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref18\">[18]<\/a> Ibid, 32<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref19\">[19]<\/a> Ibid, 68<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref20\">[20]<\/a> Ibid, 98<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref21\">[21]<\/a> Ibid, 306<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref22\">[22]<\/a> Ibid, 306<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref23\">[23]<\/a> Ibid, 394<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref24\">[24]<\/a> Ibid, 400<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref25\">[25]<\/a> Ibid<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref26\">[26]<\/a> Ibid, Dialoghi, 94<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref27\">[27]<\/a> Ibid, 96<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref28\">[28]<\/a> Ibid, 97<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref29\">[29]<\/a> Ibid, 97<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref30\">[30]<\/a> Ibid, 97<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref31\">[31]<\/a> Ibid, 97<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref32\">[32]<\/a> Cesare Pavese: La luna e i fal\u00f2. Torino: Einaudi 1950, cit Cesare Pavese: Tutti i romanzi. Volume due. Edizione della stampa per il centenario della nascita, p. 237<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref33\">[33]<\/a> Pavese, La luna e i fal\u00f2, 238<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref34\">[34]<\/a> Pavese, Dialoghi, 197<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref35\">[35]<\/a> Pavese, La luna e i fal\u00f2, 221<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><a href=\"#_ftnref36\">[36]<\/a> Cit da Pavese, Mestiere, X<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analisi e commento dei Dialoghi con Leuc\u00f2: la passione per la mitologia de &#8220;I fuochi&#8221; (Dialogo tra due pastori), le disperazioni amorose de &#8220;L&#8217;inconsolabile&#8221; (Dialogo tra Orfeo e Bacca) e la morte di un grande scrittore Introduzione I Dialoghi con Leuc\u00f2 (1947) di Cesare Pavese (1908 \u2013 1950) sono un vero gioiello che fu molto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1045","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-letteratura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1045","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1045"}],"version-history":[{"count":26,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1045\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2771,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1045\/revisions\/2771"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1045"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1045"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1045"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}