{"id":1,"date":"2017-07-18T23:43:04","date_gmt":"2017-07-18T21:43:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/?p=1"},"modified":"2022-11-08T09:59:07","modified_gmt":"2022-11-08T08:59:07","slug":"ricordi-dal-sottosuolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/2017\/07\/18\/ricordi-dal-sottosuolo\/","title":{"rendered":"Ricordi dal sottosuolo di F\u00ebdor Dostoevskij"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Recensione e analisi di Ricordi dal sottosuolo di Dostoevskij, un classico della letteratura russa<br><\/h1>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Introduzione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Questo racconto o romanzo breve, conosciuto in Italia anche con il titolo &#8220;Memorie dal sottosuolo&#8221;, \u00e8 stato pubblicato per la prima volta nel 1864 nella rivista \u00c8pocha, un mensile di San Pietroburgo. La versione landolfiana fu pubblicata invece nel 1948 nell\u2019ambito di un\u2019Antologia di Narratori russi curata da Landolfi stesso per la Bompiani. In quest\u2019opera, che ebbe una notevole influenza sulla sua successiva produzione letteraria, attraverso il suo protagonista Dostoevskij delinea i tratti della <em>d\u00e9cadence <\/em>europea e critica soprattutto gli ideali del positivismo<em>.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Il sottosuolo \u00e8 un\u2019abitazione <em>souterrain<\/em> dalla quale il narratore scaglia le sue critiche amare che hanno come bersaglio la societ\u00e0 in superficie e l\u2019uomo moderno. L\u2019abitante del sottosuolo \u00e8 malato, malvagio ma anche straordinariamente intelligente. L\u2019opera fu molto ammirata da Friedrich Nietzsche, che la lesse in traduzione francese. La versione italiana di Tommaso Landolfi fu celebrata come una vetta nell\u2019arte della traduzione.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/dostoevskij-e1628419433386.jpg\" alt=\"Ritratto di F\u00ebdor Dostoevskij\" class=\"wp-image-30 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/219;\" \/><figcaption>F\u00ebdor Dostoevskij<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il racconto \u00e8 suddiviso in due parti molto eterogenee tra di loro: la prima, \u201cIl sottosuolo\u201d, costituisce una specie di saggio mentre la seconda dal titolo \u201cA proposito della neve fradicia\u201d un racconto in prima persona. In tedesco l\u2019opera \u00e8 stata tradotta sia con il titolo <em>\u201cAufzeichnungen aus dem Untergrund\u201d<\/em> che con quello di <em>\u201cAufzeichnungen aus dem Kellerloch\u201d<\/em> quest\u2019ultimo titolo fornisce un\u2019idea del <em>souterrain<\/em> o buco nel senso di scantinato in cui abita appunto il protagonista del racconto. Di lui veniamo a sapere poco, solo che abita a San Pietroburgo, ha lasciato il suo impiego e vive di una piccola eredit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella prima parte dell\u2019opera l\u2019io narrante fa una specie di monologo critico sulla societ\u00e0 moderna e liquida soprattutto l\u2019entusiasmo positivistico per il progresso. Nonostante la sua condizione deplorevole, il narratore si sente pi\u00f9 intelligente di tutti quelli che lo circondano. \u201cIo non dico malvagio, ma niente son riuscito a diventare: n\u00e9 cattivo, n\u00e9 buono, n\u00e9 ribaldo, n\u00e9 onesto, n\u00e9 eroe, n\u00e9 insetto. E ora trascino la vita nel mio angolo, tenendomi su colla maligna e magrissima consolazione che un uomo intelligente non pu\u00f2 in verit\u00e0 diventar nulla e che solo gli sciocchi diventano qualcosa.\u201d<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Il narratore non crede nel progresso scientifico\/sociale e nemmeno nella ricerca della felicit\u00e0 collettiva dei suoi contemporanei. Lui \u00e8 solo e non somiglia a nessuno: \u2018<strong>Io sono solo, mentre loro sono <em>tutti<\/em><\/strong>\u2019.<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> Soprattutto non crede nel razionalismo come orientamento pedagogico e si oppone al dettato della ragione. La conoscenza non renderebbe l\u2019uomo migliore, le atrocit\u00e0 esistono anche nel XIX secolo dove non regna pi\u00f9 la barbarie ma la civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019uomo moderno come un tasto di pianoforte senza volont\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p><br>Un argomento centrale riguarda la <strong>volont\u00e0 individuale dell\u2019uomo che spesso viene limitata dalle leggi della natura<\/strong>. La domanda iniziale \u00e8 cosa succederebbe se eliminassimo la volont\u00e0 dell\u2019uomo e la subordinassimo alle leggi della natura? \u201cVoi dite che allora la scienza stessa insegner\u00e0 all\u2019uomo (sebbene sia secondo me cosa superflua) che lui in realt\u00e0 non ha e non ha mai avuto una sua volont\u00e0 o un suo capriccio, anzi, non \u00e8 altro che un arnese sul genere d\u2019un tasto di pianoforte o d\u2019un pedale d\u2019organo; [\u2026] per modo che qualunque cosa faccia, non avviene affatto per sua volont\u00e0, ma di per s\u00e9, secondo le leggi della natura.\u201d<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a> I dettami della ragione vengono delineati dal narratore come una specie di camicia di forza che ruba l\u2019indipendenza e l\u2019individualit\u00e0 all\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Come logica conseguenza egli li mette in dubbio e propone di uscirne \u201cOh\u00e8, signori, non sarebbe il caso di dar un calcio a tutta questa ragionevolezza, nell\u2019unico intento di mandare al diavolo tutti i logaritmi e di ricominciare a vivere al nostro porco mondo?<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a> L\u2019uomo non ha bisogno di una volont\u00e0 imposta dall\u2019alto (o appunto dalle leggi della natura) ma di una indipendente. \u201cChe cosa \u00e8 infatti un uomo senza desideri, senza voglia e senza volont\u00e0, se non un tasto d\u2019organo?\u201d<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Questa <strong>metafora del tasto d\u2019organo<\/strong> o di pianoforte \u00e8 molto ricorrente nel testo e rappresenta l\u2019uomo moderno che ha perso ogni volont\u00e0 individuale e non \u00e8 affatto pi\u00f9 libero, n\u00e9 nel presente, n\u00e9 nel futuro. Sono state proprio le scoperte scientifiche e il progresso a denigrarlo e farlo diventare un puro mezzo che persegue uno scopo nel cosmo. La vita vera va oltre la ragione. \u201cLa ragione, signori, \u00e8 una bella cosa, non se ne discute, ma la ragione \u00e8 soltanto ragione e soddisfa soltanto la facolt\u00e0 raziocinativa dell\u2019uomo, laddove il volere \u00e8 manifestazione di tutta la vita [\u2026] E sebbene la nostra vita, in tale manifestazione, risulti spesso essere molto misera cosa, ma \u00e8 per\u00f2 sempre la vita, e non gi\u00e0 solamente un\u2019estrazione di radice quadrata\u201d<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragione ha comunque dei limiti, agisce in qualche modo meccanicamente, mentre la natura umana agisce coscientemente e incoscientemente e al contrario della ragione vive. L\u2019uomo non avrebbe bisogno di una volont\u00e0 ragionevole, ma di una volont\u00e0 individuale. Deve poi avere anche il diritto di desiderare cose stupide e irragionevoli senza che la ragione glielo impedisca.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019immagine del palazzo di cristallo<br><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right has-small-font-size\"><em>\u201cE allora costruiremo un palazzo di cristallo.\u201d<a href=\"#_ftn7\"><strong>[7]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019emblema di quell\u2019ordine cosmico in cui l\u2019uomo ha perso la sua volont\u00e0 individuale \u00e8 il palazzo di cristallo, simbolo del progresso, della ragione e del materialismo che riducono l\u2019uomo a un tasto di pianoforte. I contemporanei dell\u2019uomo del sottosuolo vivono per gli ideali della felicit\u00e0 collettiva e del progresso, ma non sono affatto liberi. La ragione assume il ruolo di una forza universale che pone dei limiti all\u2019uomo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"216\" data-src=\"https:\/\/www.centromimesis.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/palazzo_di_cristallo.jpg\" alt=\"Il Palazzo di cristallo\" class=\"wp-image-25 lazyload\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/216;\" \/><figcaption>Il Palazzo di cristallo della 1\u00b0 Esposizione <br>Mondiale di Londra del 1851<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Dostoevskij prese spunto dal Crystal Palace, un edificio in stile vittoriano che fu eretto per la prima Esposizione Mondiale di Londra nel 1851. Lo vide in un suo viaggio in Inghilterra all\u2019inizio degli anni &#8217;60 del XIX secolo. \u201cNel palazzo di cristallo poi [la sofferenza] \u00e8 addirittura inconcepibile: la sofferenza \u00e8 infatti dubbio, negazione, e che sarebbe un palazzo di cristallo in cui ci si potesse abbandonare al dubbio?\u201d<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Qui incontriamo un\u2019affermazione chiave del romanzo, non soltanto il normale, il positivo, e il benessere sono vantaggiosi all\u2019uomo, ma anche la sofferenza. \u201c<strong>Non sarebbe poi possibile che all\u2019uomo non piaccia soltanto lo star bene?<\/strong> Che gli piaccia anzi altrettanto la sofferenza? Che lo star male gli sia di vantaggio giusto quanto lo star bene?\u201d<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a> Nel palazzo di cristallo per\u00f2 non c\u2019\u00e8 spazio per la sofferenza e nemmeno per l\u2019individualit\u00e0 dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il concetto del palazzo di cristallo \u00e8 molto complesso e permette diverse letture. Il narratore lo teme in quanto di cristallo per cui non si pu\u00f2 nemmeno tirar fuori la lingua di soppiatto e nemmeno ribellarsi \u201cdi nascosto\u201d. Il grandioso palazzo di cristallo si oppone all\u2019angusto buco di cantina in cui vive il narratore amareggiato e solo, ma libero.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obiettivo dell\u2019uomo del sottosuolo \u00e8 l\u2019<strong>autarchia totale del soggetto<\/strong>. Mentre il mondo celebrava il palazzo di cristallo come simbolo del progresso e della societ\u00e0 industriale, Dostoevskij vi scorgeva gi\u00e0 la decadenza dell\u2019umanit\u00e0 e la negazione di qualsiasi libert\u00e0 individuale. Andando oltre nel ragionamento, a posteriori, vi possiamo leggere anche una critica ai vari totalitarismi storici alla George Orwell. Nell\u2019ambito dell\u2019arte si pu\u00f2 invece tendere un filo dall\u2019opera di Dostoevskij fino ai surrealisti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Iscriviti alla newsletter:<\/strong><\/p>\n\n\n<script>(function() {\n\twindow.mc4wp = window.mc4wp || {\n\t\tlisteners: [],\n\t\tforms: {\n\t\t\ton: function(evt, cb) {\n\t\t\t\twindow.mc4wp.listeners.push(\n\t\t\t\t\t{\n\t\t\t\t\t\tevent   : evt,\n\t\t\t\t\t\tcallback: cb\n\t\t\t\t\t}\n\t\t\t\t);\n\t\t\t}\n\t\t}\n\t}\n})();\n<\/script><!-- Mailchimp for WordPress v4.12.5 - https:\/\/wordpress.org\/plugins\/mailchimp-for-wp\/ --><form id=\"mc4wp-form-1\" class=\"mc4wp-form mc4wp-form-59\" method=\"post\" data-id=\"59\" data-name=\"Sottoscrizione\" ><div class=\"mc4wp-form-fields\"><p>\r\n    <label>Nome<\/label>\r\n    <input name=\"FNAME\" placeholder=\"Nome\" required=\"\" type=\"text\">\r\n\r\n\t<label>email: <\/label>\r\n\t<input type=\"email\" name=\"EMAIL\" placeholder=\"Indirizzo email\" required \/>\r\n\t<input type=\"submit\" value=\"Iscriviti\" \/>\r\n<\/p><\/div><label style=\"display: none !important;\">Lascia questo campo vuoto se sei umano: <input type=\"text\" name=\"_mc4wp_honeypot\" value=\"\" tabindex=\"-1\" autocomplete=\"off\" \/><\/label><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_timestamp\" value=\"1779564681\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_form_id\" value=\"59\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_mc4wp_form_element_id\" value=\"mc4wp-form-1\" \/><div class=\"mc4wp-response\"><\/div><\/form><!-- \/ Mailchimp for WordPress Plugin -->\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> F\u00ebdor Dostoevskij: Ricordi dal sottosuolo. Traduzione di Tommaso Landolfi. A cura di Idolina Landolfi. Milano: Adelphi Edizioni 1995, p 15.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Dostoevskij, Ricordi, 68<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Ibid, 40<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Ibid, 41<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Ibid, 43<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Ibid, 44<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Ibid, 40f<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Ibid, 53<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Ibid, 53<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione e analisi di Ricordi dal sottosuolo di Dostoevskij, un classico della letteratura russa Introduzione Questo racconto o romanzo breve, conosciuto in Italia anche con il titolo &#8220;Memorie dal sottosuolo&#8221;, \u00e8 stato pubblicato per la prima volta nel 1864 nella rivista \u00c8pocha, un mensile di San Pietroburgo. 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