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Filosofia

La Consolazione della filosofia di Severino Boezio

Analisi e commento de La Consolazione della filosofia di Boezio, opera ponte tra antichità e Medioevo

Potrai mai comandare a uno spirito libero?
Potrai muovere dal proprio stato di quiete una mente
equilibrata ferma nella  sua razionalità?[1]

Introduzione

Insieme ad Agostino d’Ippona, Boezio è senza dubbio una delle auctoritates medievali le cui idee nei lunghi secoli che ci separano da loro non hanno perso attualità. Il caso peraltro vuole che i filosofi siano entrambi sepolti a Pavia, nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. Severino Boezio fu un filosofo neoplatonico, senatore, studioso e teologo romano della tarda antichità che ebbe una profonda influenza sulla filosofia medievale. La sua opera più famosa è la Consolazione della filosofia (De Consolatione philosophiae) che fu composta in prigione, negli anni ‘20 del VI. secolo. La prima traduzione dal latino in volgare risale già al IX. secolo e fu opera del re Alfredo d’Inghilterra, un accanito mecenate e promotore della cultura. Siamo di fronte ad un prosìmetro, un’opera mista tra prosa e versi dalla quale trasse ispirazione anche Dante Alighieri per la sua Vita Nuova